Jacopo Paoletti
"Sono un mostro. Proprio come te."
+ Aggiungimi su Facebook
+ Parliamone su Friendfeed
+ Seguimi su Twitter
Posts
Jacopo Paoletti
Foto da Indigo-Moogle & Frédéric Cavazza
I media infatti non vengono soppiantati nel loro evolversi, ma si integrano e si riequilibrano, come vasi comunicanti. Di certo a seguito del diffondersi della Rete anche la televisione è cambiata, come tutto il concetto di mainstream. Lo stesso sta avvenendo con i blog a seguito dell'avvento dei social network e più in generale con l'estendersi dell'idea di social media. Anzi, la sensazione è che questo processo sia ancora agli inizi.
La blogosfera ha subito un forte ridimensionamento, sia in termini di centralità nella Rete che di referenzialità e posizionamento, in particolare relativamente a notorietà e quindi ad accessi, pagine viste, ecc dei blog stessi. La "nuova" socialsfera si è dimostrata sicuramente più rapida nella diffusione dei contenuti, soprattutto in forma "pillolare" (status o tweet che siano) ed ha esteso il concetto stesso di viralità che era già embrionale nei blog con, ad esempio, i commenti o i trackback.
Sempre di più i blog si sono integrati con il social, creando un qualcosa che ad oggi rende difficile distinguerli; più che di una migrazione di autori e contenuti, si è trattato a mio parere di una forte osmosi, probabilmente inevitabile.
Ma non si tratta solo di fare un bilancio sullo stato di salute dei blog o delle loro possibili quanto naturali evoluzioni. Più che altro ritengo che bisognerebbe analizzare il nostro modo di porci verso questi mezzi.
Personalmente credo che siamo cambiati noi, così come è cambiata la comunicazione pubblicitaria di oggi rispetto ai tempi del Carosello televisivo nostrano.
Nel mio piccolo infatti mi sono reso conto di aver disperso molte parole, oltre a quelle che ho pensato e non ho scritto, un po' anche per ragioni personali. In questo periodo ho messo tutto di me in ciò che credevo fosse realmente importante per la mia vita, come i rapporti, lo studio o il mio lavoro, trascurando maggiormente questo spazio che nel tempo è diventato anch'esso sempre più stretto. Ho cambiato città, ho cambiato vita, e probabilmente sono cresciuto cambiando in qualche modo anch'io. Ma questi fattori c'entrano sicuramente poco con i blog in generale, per quanto significativi nella mia dimensione.
Certo, quando è iniziato tutto questo, parlo del mio primo accesso ad Internet, non c'erano neanche i blog; sono successe tante cose ed in fretta, cose che sicuramente non ho rinnegato, che sono e restano qui dentro come parte integrante della Rete e che a volte sono parte anche dei miei stessi sbagli, della mia vita personale e professionale, della mia formazione, e non per ultimo di me e del mio essere. Avere la possibilità di rileggersi è anche un modo per fare continua autocritica, nel tentativo di migliorarsi.
Oggi ad esempio riguardavo le tante pagine scritte, in questo tempo. I post (come gli stessi tweet), qui come altrove, sono come tante briciole più o meno grandi che corrono nella Rete di tutti i giorni, schegge di noi non sempre rappresentative di ciò che siamo o crediamo di essere, di come pensiamo o vogliamo essere percepiti. E forse anche questo in qualche modo ci ha mutuati, quantomeno nella forma.
Dare una qualsivoglia linea editoriale alla propria vita è impossibile. Anche questo insignificante spazio dell'ego di uno sconosciuto è diventato negli anni un collage di momenti, di frasi, di parole, in cui a volte io stesso fatico a riconoscermi.
E così ho pensato che forse i social network sono stati una medicina, una cura, per i blogger. Un modo per vaccinarsi dalla tanto dibattuta autoreferenzialità che spesso ha creato tanti personaggi apparenti ma pochi reali professionisti di qualcosa. Credo che il fenomeno social abbia infatti contribuito a ridimensionare le alterazioni che si erano create intorno al mezzo blog (vedi blogstar o blogger di professione di cui si è tanto parlato in passato), e questo è stato indubbiamente un bene.
Le pagine di blogger conosciuti sono diventate luoghi sempre più silenziosi, spesso poveri di commenti e di commentatori o magari vuoti anche di quegli stessi contenuti che avevano reso celebri i loro autori; nel frattempo i social network si sono caratterizzati come posti rumorosi e caotici in cui a tutt'oggi è difficile organizzare debitamente pensieri ed idee in modo adeguatamente approfondito.
Quello che infine va detto è che la neobattezzata Statusfera ha reso i contenuti sicuramente più veloci ma allo stesso tempo più leggeri, riducendo gli spazi per approfondirli e digerirli, funzione in cui i blog ancora oggi possono essere protagonisti.
| Paola Caruso - Foto di Maria Petrescu (Sed Non Satiata) |
In questi giorni ho pensato più volte di scrivere qualche riga sulla scelta di Paola, ma ho preferito aspettare, per mettere al riparo da possibili personalismi tutto ciò che poi sarebbe avvenuto. Ma forse è arrivato il momento di fare il punto, almeno soggettivo.
| #iosonopaola |
In Italia un collaboratore (soprattutto a progetto) è pagato meno di un lavoratore assunto con un contratto a tempo indeterminato. Questa non è flessibilità, ma precarietà. Che è diventata non solo precarietà del proprio posto di lavoro, ma precarietà della propria vita, dell'impossibilità di fare progetti per se stessi: dal comprarsi una casa a mantenere una famiglia, fino alla semplice garanzia di una pensione.
Nessuno ha rivendicato il classico "posto fisso", perché sarebbe anacronistico farlo oggi e soprattutto perché il mondo (non solo quello del lavoro) cambia più velocemente di ieri, e nessuno fa più lo stesso lavoro per tutta la vita. Non è infatti su questo che si discute, ma sul fatto che ogni lavoro debba essere svolto con dignità e nel pieno dei propri diritti.
Paola, da sola, non può cambiare le regole del mercato del lavoro. Perché questo non è il compito di un giornalista o di qualsiasi comunicatore. E soprattutto non basta uno sciopero della fame per far sì che ciò sia possibile.
Paola, con il suo un atto estremo, ha semplicemente permesso che si tornasse a parlare di tutto questo, che ci fosse quindi un dibattito, anche acceso, in primis nella Rete. Che si parlasse cioè di un problema che è sotto gli occhi di tutti da troppi anni, per quanto diffuso, ma che era da troppo tempo sommerso, ignorato, quasi come se lo stesso rappresentasse ormai la normalità.
Non è però compromettendo la salute di Paola che si va avanti e non può farsi carico di tutto questo la prima Paola che alza la testa, che rompe quel muro del silenzio che in questi giorni il mainstream ha comunque continuato a mantenere.
Sta a noi, in ogni ambito, continuare questa battaglia. Prima con le nostre parole e poi nelle sedi opportune. Per permettere che il gesto di Paola, come di tanti come lei, domani non sia stato vano. Paola può essere un simbolo, probabilmente uno dei tanti, ma non può essere la soluzione.
Ma soprattutto il dibattito deve essere una possibilità che non dobbiamo sprecare, perchè da questo potrebbe dipendere il futuro di ciascuno.
Jacopo Paoletti
Ci sono dei momenti in cui non devi scrivere. Perché il silenzio deve parlarti. E' un pensiero fatto di mesi, come un urlo che non ti fa dormire. Le ore non hanno un peso, una durata. Tutto scorre come oggi, ieri o domani. Il tempo è assente come il suo significato. Essere qui o non esserci si elide, come vuoto perfetto.
Il ricordo. Mi aggrappo al ricordo. Per non fare e non farmi male.
Non accettavo che si potesse cancellare. Quando dormi in un letto che non sa solo di te. Per mesi, anni. Quando hai pianto e riso insieme. Lontani o dentro degli abbracci. Quando sei stato vita per qualcuno, ed hai vissuto ciò che era vita per te. Quando hai stretto te fra le mani, nelle mani dell'altro, mentre gli occhi si baciavano già prima della bocca. Quando hai solo sognato cose insieme. Anche stupide, come cucinarsi un piatto di pasta o lavare i piatti che sono lì da giorni, tra le nostre risa, e la spazzatura ancora da buttare. O i progetti di una vita. Dell'affitto. Della casa da comprare, per non dare i soldi a questo o a quello. Dell'IKEA che è l'unico minimal che potevamo permetterci. Dei treni infiniti, che tengono tutti lontani. Della carrozza numero 5, mentre aspetti il caffè e la sua stazione. Dalle sigarette che si fumano fuori da un portone, o su un balcone verso il mare. Per aspettare. Per aspettarti.
E ho fatto reset. Per tre volte. Cambiando solo i loro nomi, insieme alle città. Roma. Bologna. Padova. Senza pace. Senza vergognarmi. Senza voce. Senza luce.
La prima volta durò quasi 5 anni. Fui il suo primo "vero" ragazzo, diceva lei. La ragazza dalla porta accanto, direbbe qualcuno: il viso sempre pulito, trucco leggero, quasi inesistente, difficile vederla senza un paio di scarpe sportive. Quando sei perfetta, ti si nota anche senza virtuosismi; solo che lei non ha mai saputo della sua naturale bellezza, e probabilmente ancora non lo sa. Odiava vedermi dietro ad un Mac o un PC. Di Internet e social network non voleva proprio saperne, quasi un digital divide per scelta, perchè diceva sempre che "una pizza voleva mangiarsela con persone vere". Negli anni ammetto di aver saputo apprezzare questa affermazione che forse allora non capivo.
Sono sempre passato per quello vissuto con lei, anche se fino al giorno prima non sapevo allacciarmi nemmeno le scarpe da solo. Una gatta mora dai grandi occhi verdi, e il suo sorriso bianco, com'è brillante solo la purezza e l'onestà. Di chi non conosce il tradimento o la bugia. Che ti guarda come se fossi Dio, quando sei al volante, quando invece sei semplicemente sul divano e guardi la TV.
O quando sorride ai fornelli, perchè prepara qualcosa per te, sentendosi importante per quella parmigiana con dentro il cuore. E mi sorride mentre la mangio contento. E il nostro nido è una casetta al mare, dopo il mio lavoro di un tempo: l'ennesima notte in un datacenter, dove aumento e perdo chili senza un perchè, forse per stress, dentro i suoi occhi preoccupati, di chi non ti lascia mai solo. Eravamo ad un passo dalla convivenza, un'attività insieme. Poi un mutuo per acquistare l'ufficio, entrambi giovanissimi, senza garanzie, ma apparentemente senza dubbi. Decisi, determinati. Convincevamo tutti, anche noi stessi. Senza sapere, e forse senza conoscerci.
Le ultime notti ricordo che piangeva. Perché quando ami è una simbiosi e non serve parlarsi. Come ci si sente quando chi hai amato piange?
Com'è una stanza buia mentre il silenzio si rompe impreciso tra i singhiozzi di chi ti abbracciava fino a ieri.
Neanche quando vedi la legna ardere credi che poi diventi quella polvere, fatta di cenere.
Successe in macchina. Le dissi che era finita. Non servono dei tatuaggi. Ci sono degli occhi che non puoi più dimenticare.
Mi ricordo solo delle fitte. E' un dolore che ti deforma. Come il mare fa con i sassi. Li vedi levigati, duri, e pensi che sia stato indolore. Nonostante la sabbia sia solo ciò che resta e si perda a vista d'occhio in ogni direzione.
A lei debbo tutto. E' stata la mia principessa. Mi ha insegnato la dignità del dolore. Ad amare senza volere nulla in cambio, senza aspettarsi nulla. Mi ha insegnato a non odiare, e non odiarmi per ciò che sono. Ma forse non sono riuscito ad imparare nulla.
Lei mi ha permesso di restare in piedi, di credermi vivo, nonostante tutto. Mi ha rimesso sulle mie gambe, quando ero caduto. Non sono stato in grado di ringraziarla. Nessuno la merita, ed io per primo. Sono angeli in prestito che ti asciugano gli occhi, e che sono l'unico vero dubbio su un Dio possibile, oltre tutto questo nero.
Poi ci fu Second Life. E incontrai lei, anche se passò tanto tempo prima che questo avvennisse realmente. Per mesi le nostre conversazioni furono fatte solo di testo dentro una chat. Ma non fu mai amore. Potrei definirla una proprietà. Era un rapporto caricaturale, morboso, fatto di pretese che portassero tutto al limite. Ubbidienza e rigore. In ogni singolo aspetto. Nel linguaggio, nel vestire, nel modo di essere. Fu come forgiarla sui miei desideri.
Ho conosciuto tutte le tipologie di alberghi. Quelli senza asciugacapelli. Quelli con la doccia idromassaggio. Spesso mi bastava chiamarla e lei si attraversa tutta l'A1 in 6 ore: arrivava sotto casa, quasi meglio di un servizio in camera. Ed era oggettivamente perfetta. Si laureò in scienze della comunicazione. Scontatamente bilingue. Ma scelse di fare la scuola di estetista. Fu una strana fusione fredda con il suo essere esteta. Lo stereotipo si mescolava quasi a un porno. L'immaginario diventava realtà. Scarpe vertiginose nelle hall e calze a rete. Vestiti stretti, quasi inesistenti. E la fissazione per il nero. Ricordo una volta di aver visto il suo armadio aperto e dentro un'unica macchia di colore indistinguibile.
Il sesso era il modo per dimostrarci quelli che dovevano essere in qualche modo i nostri "sentimenti". Tutto si annullava in quelle stanze, diventava inferiore. Il possesso annientava ciò che eravamo, rendendoci diversi, speciali, in qualche modo illudendoci unici. Ma fuori da quelle porte eravamo uguali agli altri, se non peggio.
Si faceva inculare a sangue. Le donne delle pulizie, la mattina fuori dalle stanze, bisbigliavano di noi vedendoci uscire. Ne godevamo e per noi era un orgasmo che durava ancora ore, anche se non ce lo siamo mai realmente detti; anche fuori da quell'ano stretto, il pensiero continuava a pulsare dentro le nostre teste.
Lei adorava farsi riempire. Mi ricordo come tremasse intorno al mio sesso in quell'istante: appartiene a quelle cose che sono molto complesse da scrivere. Mugolava come chi ha un dolore continuo e non riesce a starsene zitto, e la sua era come una ferita sempre aperta che colava calore umido.
Poi lei iniziò a pretendere qualcosa di diverso, ed era comprensibile. E le maglie iniziarono a sfibrarsi. Ma con fatica. Il sesso era un legame talmente forte da rendere ogni rottura scomoda, per entrambi.
Quando decise di rompere definitivamente con me erano già passati mesi di mia astinenza forzata, e quell'amore che fu forzatamente non corrisposto divenne una sorta di suo odio, che divorò tutto. Anche i nostri progetti insieme, dentro il metaverso. Fu inevitabile.
Sbagliai tutto sul piano personale. E lei sbagliò con me.
Ma Second Life mi portò il regalo più bello. Figlia e nipote di artisti. Laureata in Cinema. Fotografa. Ogni cosa di lei mi portava all'arte, di cui lei stessa era opera non riconosciuta di Lynch. La sua infelicità era direttamente proporzionale alla sua creatività. Non ho mai visto tanta novità nei pensieri di nessuno. Ed è difficile vederne nel nostro secolo, in generale. Un mash-up, un cocktail, difficile da organizzare nella testa, tra le mani. Da gestire. Un potenziale, come una reazione atomica, senza un reattore che la potesse realmente contenere. E poi due sfere nere come la sua lunga criniera. Morbida e burrosa nelle linee e nelle curve, bianca come il latte.
Ci siamo letteralmente fusi, dentro ogni prim, ogni scatto, ogni parola, ogni pensiero.
Costruivamo il nostro mondo a modo nostro, anche se questo non ci capiva, non ci riconosceva. Contro tutto e tutti. E forse ci piaceva. Mi piaceva.
Skype, eterno compagno di lunghe notti. Di risate, di litigate infinite. Di pianti ed eterni perdoni. Era come tirare la corda ogni giorno, tra noi due. E non vinceva mai nessuno, entrambi doloranti e sconfitti.
Lei mi portò su Flickr. Mi chiusero l'account. Io la portai su Facebook. Le chiusero l'account. Eravamo troppo anche lì. Poi FriendFeed, che ci ha visto lasciarci facendoci male, come nelle peggiori soap.
L'ho amata davvero. Anche se a modo mio. Sbagliando come sbaglia chi prova ad essere se stesso. Ho cercato di non mentirmi, per una volta, ma soprattutto di non mentirle. Ma non mi ha mai creduto. Ed io non sono mai stato in grado di darle le sicurezze che meritava.
Di lei e per lei ho scritto tante parole, ma mai abbastanza rispetto a quelle che ho vissuto.
Ho due ricordi, di noi.
Quando le misi in mano la scatola della D90 nuova. L'ho vista felice. Ed era tutto. Non avevo bisogno di altro. Un oggetto, qualunque fosse stato il suo valore, lei lo meritava. E non so scriverne, di questo. Perchè anche certi sorrisi sono più indelebili di qualsiasi scritta sulla pelle, e nessuna foto, neanche quella fatta di parole, può farli rivivere. Sentirsi importante per qualcuno, pensare di riuscire a far felice la persona che ami, è la quadratura del cerchio, la perfezione. Solo che ti illudi che sia per sempre.
Su un divano rosso ci facemmo una promessa per la vita, che qualsiasi cosa fosse successa, l'altro ci sarebbe stato. Ed io ci credo ancora a quella promessa, perchè se hai amato qualcuno, hai comunque il suo nome addosso.
Fu l'ultima sera, prima di tornare a Roma per l'ultima volta. Discutemmo prima di metterci a letto. Ed io non risposi come al mio solito. Mi ricordo che lei si addormentò ed io rimasi a guardare una fessura della persiana per tutta la notte. Le stesse fitte in mezzo al petto. Pensavo di morire, ma non volevo svegliarla, perché non avrei saputo spiegare.
Poi una sera di maggio mi lasciò. E tutto successe velocemente, senza che nessuno potesse realmente controllarlo.
Non mi parla più. Tutto è rientrato in uno strano formalismo, fatto di pretese, di chi vuole strumentalizzare anche una storia che finisce, di chi si mette in mezzo, quando dovrebbe fare solo un passo indietro, almeno per rispetto di qualcosa che muore, che nemmeno si conosce. Un funerale al quale non si è invitati. Ma pretendo troppo, ed è solo un inutile sfogo, il mio.
Al tempo il diritto dovere di dare spazio alle vite, anche divise. Per crescere, per rinascere. Per illudersi che questo sia in qualche modo possibile, di nuovo, un'altra volta.
Probabilmente qualcuno si sentirà in dovere di mettere il suo, di punto. Ma niente può cambiare ciò che è già cristalizzato. I sospiri vissuti sono già parte dell'eterno, inamovibili, incastonati nel caos del destino.
E poi io non so cosa stai pensando, tu, ora. Queste righe costano meno di uno psicanalista, e forse lo faccio per questo. Forse non voglio dimenticarmi ciò che sono. Voglio tornare un giorno, tra anni, e rileggermi. Piangere e ridere, e ricordarmi di me, di loro. Di ciò che sono potuto essere e che non sarei mai stato senza.
Mentre tutto viene inghiottito nel nero dell'Ego. Perché bastano anche solo tre lettere. Ed oggi sono le mie. Le nostre.
by Jacopo Paoletti
La Second Life che resta.
Quella che leggerete è una conversazione (svoltasi in Second Life) tra me e uno dei vertici di ITLAND, quando ero ancora owner della stessa. Da lì a pochi giorni (precisamente il 18/12/2008) avrei lasciato ITLAND per aprire ItaliaSL. Sono convinto che qui capirete bene il perché. Volevo una SL pulita, sana, quindi non avrei davvero potuto continuare su quella "Nuova ITLAND".
Sempre a fine 2008 pubblicai la conversazione che segue anche su quello che era il mio account Flickr, al fine di rendere pubbliche le motivazioni delle mie scelte e denunciare l'uso che già allora la ITLAND 2 di Colpo Wexler faceva dei bot per gonfiare il traffico della sua land (i bot verranno ufficialmente e definitamente banditi dalla Linden Lab qui: https://blogs.secondlife.com/community/land/blog/2009/04/23/conclusion-to-the-blog-post-on-bots). Ovviamente il mio account Flickr venne censurato per aver riportato queste informazioni, senza neanche un'email da parte di Flickr stessa che me ne confermasse i motivi. Credo che ognuno possa trarne da solo le proprie conclusioni.
La mia utenza Flickr è a tutt'oggi bloccata, potete verificare direttamente qui:
- http://www.flickr.com/photos/jacopopaoletti
In quel periodo venne anche organizzata una protesta online da altri utenti Flickr che già allora mi seguivano, con il fine ultimo di farmi riaprire l'account che era stato ingiustamente chiuso, trovate tutto documentato qui:
- http://www.flickr.com/photos/logladyloon/3530835881/
Il fantomatico "Mister ITLAND" che troverete citato in questo dialogo è ovviamente proprio l'attuale owner dell'omonimo network ITLAND, Colpo Wexler aka Dario Buratti. Gli altri personaggi, citati in questa conversazione, sono invece i soliti nomi della Second Life italiana, o almeno è tutto qui ciò che ne resta.
Le contraddizioni che troverete sono davvero infinite: in queste battute Colpo dà il meglio di sé e mostra quello che è il suo vero volto, sconosciuto al grande pubblico di SL: accusa Luigi Vanderebbe (Luigi Griffini) che è stato il vero e unico fondatore di ITLAND di essere un bugiardo, nonostante allora fossero in società (RL) insieme e condividessero formalmente e pubblicamente un progetto (cioè ITLAND). Sempre in questa conversazione Colpo attacca Alice Mastroianni (Alice Cittone), la stessa che da lì a pochi giorni lo difenderà: pubblicamente sembreranno due alleati di ferro (http://alicemastroianni.blogspot.com/2008/12/truffa-vergognosa-allitalian-beach-jazz.html - http://alicemastroianni.blogspot.com/2008/12/itland-liberata-comunicazione-da-colpo.html), chissà perché, uniti forse nel tentativo vano di riprendersi l'Italian Beach Jazz Club che avevo profumatamente già pagato, prim per prim, proprio a Luigi; arrivano perfino a riscrivere la storia del locale a modo loro, sapendo perfettamente che l'Italian Beach Jazz Club ha chiuso insieme ad ItaliaSL: http://itlandjazzclub.com/index.php?option=com_content&view=article&id=120&Itemid=55. Stiff Diesel (Federico Scafato) che proprio in quel periodo sul blog di Alice difende le scelte di ItaliaSL e che aspirava ad entrare a pieno titolo nel nostro staff, attacca duramente e pubblicamente l'operato di Luigi, Colpo e Alice; oggi invece è il miglior discepolo di Spino Forcella, il responsabile della security proprio di quella ITLAND che adesso è gestita da Colpo Wexler, e stranamente si è aperto anche un blog interamente dedicato alla mia persona, ovviamente pieno di insulti e bugie, diretti a me e alle persone a me vicine. Che strane coincidenze: http://bimbominchia.blogspot.com/ - http://www.flickr.com/photos/9360891@N04/3501190210/ - http://stiffdieselblog.wordpress.com/2009/06/10/la-parodia-di-jacopo-perenti/
Ma vogliamo parlare poi di Alkanos Smit (Fabio Raso)? Era l'amico intimo di Colpo Wexler. Quando abbiamo rebuildato ITLAND, abbiamo trovato una marea di texture che Colpo e Alkanos avevano copiato addirittura da Sergio Botha, ed erano proprio loro due ad accusare noi di ItaliaSL ad aver copybottato l'Italian Beach Jazz Club che era su ITLAND. Assurdo. Che senso avrebbe avuto copybottare dei prim che già erano miei... Sia i prim su ITLAND che quelli su ItaliaSL erano infatti di mia proprietà.
Ah, che fine ha fatto Alkanos Smit? Mi è venuto a chiedere scusa, giuro. Alla fine è stato il meno peggio, incredibile. Che "uomo", non mi è possibile neanche odiarle queste persone.
E poi ci sono gli outsider, quelli che qui non compaiono direttamente, ma fanno parte della "storia": klita Slade (Silvia Berselli) collabora alla fondazione di ItaliaSL ma presto confonde la land con un circolo sado. Passato l'entusiasmo iniziale, diventa sempre più difficile poter contare realmente su di lei: http://www.flickr.com/photos/klita_slade/3374919541/. Chianera Cioc (Chiara Bassi) è un'altra cofondatrice di ItaliaSL: instancabile e operosa quanto insostitubile per la land: http://www.flickr.com/photos/chianera/, si vende all'ultimo minuto e molla tutto, cercando di usare il suo stesso ruolo per danneggiare la land che lei stessa aveva collaborato fattivamente a costruire. Bruz (Luca Brusatin), difficile scegliere il cognome SL, ne ha avuti troppi, perchè i suoi avatar vengono regolarmente bannati per via dei suoi ripetuti abuse dolosi. Decise per un periodo di collaborare con ItaliaSL, nonostante il suo passato cracker (si fa per dire), e la cosa funzionò anche abbastanza bene all'inizio. Finché non ritenne che le regole fossero accessorie anche dentro ItaliaSL. Discusse con tutti: con lo staff e in primis con Chianera. Recentemente invece li ho visti alleati per sabotare ItaliaSL: http://bruzforever.blogspot.com/2010/03/italiasl-vs-bruz-la-vera-storia-di.html. Difficile pensare al termine coerenza in tutto questo.
E non voglio parlare di tutto ciò che invece è successo intorno al Freak Show e più in generale a ciò che abbiamo portato avanti con
Lascio a voi ogni altra eventuale quanto possibile valutazione.
Pensateci, ma alla fine è questo è ciò che realmente resta della SL italiana.
[2008/10/06 9:23] Mister ITLAND: ciao jacopo
[2008/10/06 9:23] Jacopo Perenti: ciao caro :)
[2008/10/06 9:23] Mister ITLAND: tutto bene?
[2008/10/06 9:23] Jacopo Perenti: sisi, un pò preso, ma tutto bene
[2008/10/06 9:23] Jacopo Perenti: tu che mi racconti?
[2008/10/06 9:24] Mister ITLAND: tutto molto bene ... l'arcipelago si ingrandisce ...
[2008/10/06 9:25] Jacopo Perenti: si, ho visto... stai facendo un ottimo lavoro...
[2008/10/06 9:25] Mister ITLAND: grazie carissimo ... anceh tu
[2008/10/06 9:25] Jacopo Perenti: ti ringrazio :)
[2008/10/06 9:25] Jacopo Perenti: noi stiamo salendo di traffico, anche se non sono ancora soddisfatto
[2008/10/06 9:27] Mister ITLAND: benissimo ...
[2008/10/06 9:28] Mister ITLAND: volevo dirti ... in merito ai comunicati stampa e alle conferenze stampa che ognuno legittimamente può ovviamente tenere quanno lo ritiene opportuno
[2008/10/06 9:29] Mister ITLAND: o alle informazioni che vengono date .. occorrerebbe che siano il più possibile reali .... te lo dico perchè in passato sono dovuto intervenire (non credo sia il tuo caso ovviamente)
[2008/10/06 9:30] Jacopo Perenti: beh, sono reali.
[2008/10/06 9:30] Jacopo Perenti: ci sono giornalisti di repubblica, ilsole24ore, ansa
[2008/10/06 9:33] Mister ITLAND: si è per quello che le informazioni devono essere il più preciso possibile ... e dare l'idea chiara ... che ITLAND è la tua isola legittimamente gestita da te ... i fondatori di itland sai chi sono ... e i gestori delle altre realtà anche ..
[2008/10/06 9:33] Jacopo Perenti: si, non è che devo scrivere ogni volta chi sono i fondatori :)
[2008/10/06 9:34] Mister ITLAND: no no quello no
[2008/10/06 9:35] Mister ITLAND: è solo quando si parla di quella cosa ....
[2008/10/06 9:35] Mister ITLAND: se non se ne parla no problems
[2008/10/06 9:35] Jacopo Perenti: quale cosa?
[2008/10/06 9:35] Mister ITLAND: se si parla di arcipelago si deve specificare che è una realtà parallela non dipendente dalla ownership di itland ma da quella di itland entertainment .. ad esempio
[2008/10/06 9:36] Mister ITLAND: di qualsiasi realtà che esula dalla sim ITLAND in se
[2008/10/06 9:36] Jacopo Perenti: non parlerò proprio di arcipelago... è la conferenza di itland, a me interessa sviluppare la sim itland, non l'arcipelago
[2008/10/06 9:37] Mister ITLAND: benissimo ...
[2008/10/06 9:37] Jacopo Perenti: non essendoci alcuna collaborazione definita in termini di arcipelago, non ho interesse a parlarne.
[2008/10/06 9:37] Mister ITLAND: era esattamente quello che volevo suggerire .....
[2008/10/06 9:38] Mister ITLAND: ITLAND Fashion .... è una realtà sviluppata su Itland entartainment .... diretta da redmoon balut ecc ecc.
[2008/10/06 9:38] Jacopo Perenti: infatti, come vedi, in ogni notices, comunicato, messaggio su forum, io parlo sempre di itland, non di arcipelago.
[2008/10/06 9:38] Mister ITLAND: questo non toglie che ITLAND ha il legittimo diritto di sviluppare una sua realtà fashion ...
[2008/10/06 9:39] Jacopo Perenti: cosa che stiamo facendo.
[2008/10/06 9:39] Mister ITLAND: e fai bene ...
[2008/10/06 9:39] Jacopo Perenti: cioè, io cerco la possibilità di collaborare e fare cose insieme
[2008/10/06 9:39] Mister ITLAND: si si quello si ....
[2008/10/06 9:39] Jacopo Perenti: se non è possibile, proseguo per conto mio
[2008/10/06 9:40] Mister ITLAND: chiaramente ... se ci sono le possibilità si fa .... quello che volevo trasmetterti ... è che possiamo tranquillamente collaborare .. se evitiamo le incomprensioni del passato ...
[2008/10/06 9:41] Mister ITLAND: non le nostre .. a quelle che c'erano fra le persone con cui collaboravo prima
[2008/10/06 9:41] Jacopo Perenti: da parte mia, lo sai, io sono sempre disponibile. per me itland resta una.
[2008/10/06 9:41] Mister ITLAND: per cui un luigi .. e un'alice ... si arrogavano paternità di cose a cui avevano appena appena collaborato ... (cosa ce ovviamente non credo faccia tu)
[2008/10/06 9:42] Jacopo Perenti: guarda, io e te non abbiamo mai avuto di questi problemi. sia owner insieme in una marea di gruppi e nessuno ha mai creato problemi all'altro, mi sembra
[2008/10/06 9:42] Jacopo Perenti: *siamo
[2008/10/06 9:42] Mister ITLAND: comunque volevo segnalarti una cosa positiva
[2008/10/06 9:43] Jacopo Perenti: dimmi pure
[2008/10/06 9:43] Mister ITLAND: una leggera competizione fra le due sim .. sta giovando a tutti e due ....
[2008/10/06 9:43] Mister ITLAND: infatti abbiamo una concentrazione di traffico che non fa nessuno
[2008/10/06 9:44] Jacopo Perenti: il nostro poi è traffico pulito, limpido, se guardi su itland non c'è ne bot, ne camping
[2008/10/06 9:45] Mister ITLAND: se vanno via da me vengono da te e vice versa
[2008/10/06 9:46] Mister ITLAND: si ma esiste un parametro da superare per far traffico stabile
[2008/10/06 9:46] Mister ITLAND: esperienza di luigi
[2008/10/06 9:46] Mister ITLAND: ho fatto anche io il ragionamento che fai tu ...... per un'anno ... ma aveva ragione luigi
[2008/10/06 9:46] Mister ITLAND: infatti più di 7000 io non ho mai fatto ...
[2008/10/06 9:47] Mister ITLAND: adesso faccio 16.000 + 5000 circa derivante anche dai bot ...
[2008/10/06 9:47] Mister ITLAND: + community spontaea
[2008/10/06 9:48] Jacopo Perenti: noi attualmente, se sommi tutti i parcel, stiamo intorno ai 9000/10000
[2008/10/06 9:48] Jacopo Perenti: io però penso che tenere 20 bot non sia la strada giusta
[2008/10/06 9:49] Mister ITLAND: si ma ai fini della stabilizzazione della community e del recepiment di nuovi utenti spontanei non ha valore
[2008/10/06 9:49] Mister ITLAND: non devi fare la somma
[2008/10/06 9:49] Jacopo Perenti: cioè, 20 bot da soli, in una notte, fanno 8000/10000 di traffico, che non è reale
[2008/10/06 9:50] Mister ITLAND: no non è così ... un bot fa 1000 al giorno .. (24 ore)
[2008/10/06 9:50] Mister ITLAND: vedrai quando non farai manifestazioni
[2008/10/06 9:50] Jacopo Perenti: si, ok... è ovvio che il traffico scende... ma mettere dei bot è comunque creare un numero non reale
[2008/10/06 9:51] Mister ITLAND: io ho 10 bot ..... quendo ho 50 persone in sim .. significa che ne ho 40
[2008/10/06 9:51] Jacopo Perenti: comunque sono scelte...
[2008/10/06 9:52] Mister ITLAND: vedrai che mi darai ragione quando ti accorgerai che non facendo manifestazioni e non tippando persone .... verrà pochissima gente .....
[2008/10/06 9:53] Mister ITLAND: è un'esperienza che ho già fatto .... senza contare il fatto che con questa strategia ... sono l'unico fra i vecchi gestori di itland ... che non solo spende 24 € alla settimana per la gestione della propria sim .... ma guadagna
[2008/10/09 16:43] Mister ITLAND: Edika Hax has been ejected from 'ITLAND' by Mister ITLAND.
[2008/10/09 16:52] Mister ITLAND is Offline
[2008/10/09 16:56] Jacopo Perenti: [16:44] Edika Hax: [16:43] Mister ITLAND: You have been ejected from 'ITLAND' by Mister ITLAND.
[2008/10/09 16:56] Second Life: User not online - message will be stored and delivered later.
[2008/10/09 16:56] Jacopo Perenti: dario lavora da noi
[2008/10/09 16:56] Second Life: User not online - message will be stored and delivered later.
[2008/10/09 17:13] Mister ITLAND: jacopo le azioni di sabotaggio sono scorrette ... ho qui un faldoncino da presentare in settimana
[2008/10/09 17:14] Mister ITLAND: uno a casa sua fa quello che vuole ma la concorrenza scorretta è una cosa gravissima
[2008/10/09 17:14] Mister ITLAND: non posso lasciar correre
[2008/10/09 17:14] Jacopo Perenti: cosa è successo?
[2008/10/09 17:17] Mister ITLAND: lo sai benissimo jacopo .... ora io con questo messaggio vi consiglio di finirla ... soo stati registrati abusi diversi che vanno dalla diffamazione agli atti di boicottaggio .... se non la capite così .... ve la faccio capire in un'altro modo .... del resto se usate sti mezzi lo meritane LOl
[2008/10/09 17:17] Mister ITLAND: meritate*
[2008/10/09 17:17] Jacopo Perenti: io veramente non so niente
[2008/10/09 17:17] Mister ITLAND: io sono una persona tranquilla che non ama le beghe
[2008/10/09 17:18] Jacopo Perenti: se mi dici che abusi ci sono stati, vado direttamente dalle persone che l'hanno compiuti e risolvo direttamente
[2008/10/09 17:21] Mister ITLAND: facciamo così lascio alla tua bravura capire e ... prendere dei provvedimenti senza che io te lo spieghi - se vedo che non capite .... beh ... agiremo in un modo diverso
[2008/10/09 17:22] Jacopo Perenti: guarda, io non ho notato niente di strano, veramente... però se hai notato dei problemi me lo dici e segnalo anche io con te eventuali abuse
[2008/10/09 17:23] Mister ITLAND: va bene ti riporto due dei punti che ho schedulto nel rapporto che sono costretto a fare
[2008/10/09 17:24] Mister ITLAND: 1. a itland abbiamo sempre usato come ben sai una decina di bot - è nel nostro diritto e non credo ci sia qualcuno che possa eccepire - due settimane fa ho beccato henry bright ... che li spostava facendoli cadere
[2008/10/09 17:26] Mister ITLAND: 2. Oggi Edika Hax ha inviato un landmark al gruppo con scritto "Il traffico di colpo" dando la posizione dei bot . evidentemente con l'intento di danneggiare (anche se io personelmente credo sia la classica buffonata che fanno i falliti quando rosicano)
[2008/10/09 17:26] Jacopo Perenti: a itland non usiamo bot, però certo, sei libero di usare tutti i bot che vuoi a itland entertainment, certo... sono passibili da abuse, perchè in teoria non si potrebbero usare, ma per me non c'è alcun problema
[2008/10/09 17:26] Jacopo Perenti: non sapevo comunque di henry, ne tantomeno di edika
[2008/10/09 17:27] Jacopo Perenti: edika sta organizzando gli eventi di questi giorni e henry si occupa della gestione della spiaggetta
[2008/10/09 17:27] Jacopo Perenti: comunque sia farò presente la cosa ad entrambi
[2008/10/09 17:28] Mister ITLAND: ce ne sono un'altra ventina di punti ... ma quelli li lasciamo al giudizio di altri
[2008/10/09 17:28] Mister ITLAND: il fatto è che qui ci sono testimonianze di persone
[2008/10/09 17:28] Mister ITLAND: decine
[2008/10/09 17:29] Jacopo Perenti: guarda, sinceramente se ci sono problemi, fai bene a parlarmene
[2008/10/09 17:29] Mister ITLAND: le quali evidenziano un tentativo chiaro ed ineccepibile di svolgere attività di che vanno dalla concorrenza scorretta al millantato credito ......
[2008/10/09 17:30] Mister ITLAND: appunto ti stavo dicendo ..... guarda io sono tranquilo ma se succede ancora una volta .... dopo aver domandato di smettere ... mi spiace ma sarò costretto ad agire
[2008/10/09 17:30] Jacopo Perenti: guarda, io ripeto, non ne so nulla, ma se ci sono problemi, se ne parla tranquillamente si risolve con i diretti interessati, per me non c'è alcun problema
[2008/10/09 17:30] Jacopo Perenti: ma tu devi agire anche subito.
[2008/10/09 17:31] Jacopo Perenti: se ci sono problemi con delle persone, è giusto sansionarle.
[2008/10/09 17:31] Mister ITLAND: va bene quindi se non ne sai nulla e non è mai stato fatto nulla puoi stare tranquillo ..
[2008/10/09 17:31] Jacopo Perenti: personalmente no, abbiamo lo stesso marchio e non ho nessun interesse a danneggiarlo.
[2008/10/09 17:31] Jacopo Perenti: certo, se ci sono queste azioni, dobbiamo porci qualche domanda
[2008/10/09 17:32] Jacopo Perenti: intanto parlo con le persone che mi hai detto, per sentire anche la loro campana
[2008/10/09 17:32] Jacopo Perenti: è una cosa grave comunque se è come mi dici.
[2008/10/09 17:34] Mister ITLAND: ecco allora dal momento che come ti ripeto ...... qui nessuno ha mai avuto atteggiamenti de genere .... e purtroppo stasera ha avuto da me owner di altre rinomante sim i quali mi stanno domandando come mai ci siano persone qui che stanno sputtanando il nome ITLAND .. e conoscono, non si sa come la situazione
[2008/10/09 17:35] Mister ITLAND: converrà prendere dei provvedimenti immediati
[2008/10/09 17:35] Jacopo Perenti: da parte mia hai piena disponibilità
[2008/10/09 17:36] Jacopo Perenti: sullo "sputtanare", boh, non saprei.. itland non faceva i numeri che stiamo facendo oggi neanche ai tempi di luigi, dobbiamo essere contenti
[2008/10/09 17:36] Jacopo Perenti: è normale che avendo più persone ci sono anche più problemi
[2008/10/09 17:36] Jacopo Perenti: ti faccio un esempio, io addirittura ho beccato gente di itland fashion che veniva a taggare da me durante gli eventi, lol
[2008/10/09 17:36] Jacopo Perenti: cose da pazzi, roba che non si è mai fatta
[2008/10/09 17:36] Mister ITLAND: ora non vogliomettere il becco nei tuoi numeri perchè sono cose tue ...
[2008/10/09 17:37] Jacopo Perenti: beh, abbiamo fatto traffico sostanziale senza usare neanche un bot, è un ottimo risultato...
[2008/10/09 17:37] Jacopo Perenti: dobbiamo esserne tutti contenti
[2008/10/09 17:37] Mister ITLAND: jacopo non voglio mettere il becco nei tuoi numeri ...
[2008/10/09 17:38] Mister ITLAND: io sono ben contento anche che ci sia concorrenza ....
[2008/10/09 17:38] Jacopo Perenti: beh, mi avevi detto tu che itland non aveva mai superato la soglia dei 10000 senza bot
[2008/10/09 17:38] Mister ITLAND: ma la concorrenza sleale no
[2008/10/09 17:38] Jacopo Perenti: ora l'abbiamo superata
[2008/10/09 17:38] Jacopo Perenti: :)
[2008/10/09 17:38] Jacopo Perenti: sisi, sono daccordo con il discorso della concorrenza sleale, ci mancherebbe
[2008/10/09 17:38] Mister ITLAND: itland faceva 25.000 senza eventi
[2008/10/09 17:39] Mister ITLAND: non entriamo nei numeri
[2008/10/09 17:39] Jacopo Perenti: ma quando? quando in italia c'erano 4 land
[2008/10/09 17:39] Jacopo Perenti: lol
[2008/10/09 17:39] Mister ITLAND: no
[2008/10/09 17:39] Jacopo Perenti: quando non c'era italia vera?
[2008/10/09 17:39] Mister ITLAND: li faceva un annetto fa
[2008/10/09 17:39] Jacopo Perenti: quando non c'era enel?
[2008/10/09 17:39] Jacopo Perenti: lol
[2008/10/09 17:39] Jacopo Perenti: eddai dario
[2008/10/09 17:39] Mister ITLAND: comunque io non sono qui a giudicare le tue strategie
[2008/10/09 17:40] Jacopo Perenti: sono i numeri a parlare, non serve giudicare strategie :)
[2008/10/09 17:40] Mister ITLAND: per me il traffico in land pagato cifre esorbitanti .... non è fonte di business
[2008/10/09 17:40] Mister ITLAND: però tu avrai le tue buone strategie per farle rendere
[2008/10/09 17:40] Mister ITLAND: non metto in dubbio la ta bravura ....
[2008/10/09 17:40] Jacopo Perenti: beh, se non c'è investimento non c'è ritorno.
[2008/10/09 17:40] Mister ITLAND: luigi ha investito e ha dovuto abbandonare
[2008/10/09 17:41] Mister ITLAND: comuque ....
[2008/10/09 17:41] Mister ITLAND: non dico che tu sia luigi
[2008/10/09 17:41] Mister ITLAND: e voglio parlare di strategie
[2008/10/09 17:41] Mister ITLAND: ne
[2008/10/09 17:41] Jacopo Perenti: ma luigi ha dovuto abbandonare perchè aveva altro da fare
[2008/10/09 17:41] Mister ITLAND: a me non iteressa quel tipo di strategia .. ma rispetto chi a attua
[2008/10/09 17:41] Mister ITLAND: no no
[2008/10/09 17:42] Jacopo Perenti: questo è quello che mi ha detto lui
[2008/10/09 17:42] Mister ITLAND: luigi stava lasciando la sim perchè non ne poteva più di spendere senza guadagnare ..
[2008/10/09 17:42] Jacopo Perenti: ah, comunque luigi mi diceva che il marchio itland è solo suo
[2008/10/09 17:42] Mister ITLAND: ascoltami .. a me non frega nulla di andare a dire balle in giro
[2008/10/09 17:43] Jacopo Perenti: no, vabbè, ti dico ciò che mi ha detto lui
[2008/10/09 17:43] Mister ITLAND: jacopo ascoltami
[2008/10/09 17:43] Mister ITLAND: io sono una persona onesta e che non ama le discussioni ... ma la collaborazione e la tranquillità
[2008/10/09 17:44] Jacopo Perenti: essendo un marchio registrato, mi aveva proposto di acquistarlo o di prenderlo in licenza
[2008/10/09 17:44] Jacopo Perenti: te lo dico così, per la cronaca
[2008/10/09 17:44] Mister ITLAND: a me ha detto invece che gli hai chiesto la sim ... ma i marchio non te lo avrebbe mai dato
[2008/10/09 17:44] Jacopo Perenti: ho la conversazione in msn, se vuoi te la passo
[2008/10/09 17:45] Jacopo Perenti: lo sai, io sono sempre stato pronto a qualsiasi forma di collaborazione con te, con me sfondi una porta aperta
[2008/10/09 17:45] Mister ITLAND: ma io ti credo
[2008/10/09 17:45] Mister ITLAND: è luigi ... che è abituato a fare così
[2008/10/09 17:45] Jacopo Perenti: lol
[2008/10/09 17:45] Jacopo Perenti: bell'abitudine :)
[2008/10/09 17:46] Mister ITLAND: se vuoi credermi bene .... altrimenti pensa quello che vuoi a me non cambia nulla ...
[2008/10/09 17:46] Mister ITLAND: cosa ci guadagnerei io ....
[2008/10/09 17:46] Jacopo Perenti: ti dicevo solamente ciò che mi ha detto lui
[2008/10/09 17:47] Mister ITLAND: a me ha detto che non venderebbe mai il marchio e che se vuoi la sim te la da senza il nome ..... se va spino forcella gli dice un'altra cosa ......
[2008/10/09 17:48] Mister ITLAND: se domani gli chiedo se è vero quello che mi hai detto..... mi dice che tu sei un esaltato
[2008/10/09 17:48] Jacopo Perenti: ma io non ho problemi a passarti la conversazione :)
[2008/10/09 17:48] Mister ITLAND: e chissà a te quante cazzate avrà detto su di me
[2008/10/09 17:48] Mister ITLAND: noooo Jacopo .. ti credo!
[2008/10/09 17:48] Jacopo Perenti: lol
[2008/10/09 17:49] Mister ITLAND: lo so che ti ha sicuramente detto queste cose
[2008/10/09 17:49] Mister ITLAND: quelli sono gli attegiamenti di luigi ......
[2008/10/09 17:50] Jacopo Perenti: sinceramente stiamo valutando se rilevare la sim o meno
[2008/10/09 17:50] Jacopo Perenti: anche perchè ci sono partner rl che potrebbero entrare, ma senza la terra non me la sento di far entrare esterni
[2008/10/09 17:51] Mister ITLAND: lo so mi ha detto che ti ha chiesto una proposta
[2008/10/09 17:51] Jacopo Perenti: non per una questione di fiducia, ma perchè lavoro con altre persone e decido su soldi che non sono solo miei
[2008/10/09 17:51] Mister ITLAND: aspetta ti copio la conersazione del messenger
[2008/10/09 17:51] Mister ITLAND: ?
[2008/10/09 17:51] Jacopo Perenti: mi fido :)
[2008/10/09 17:51] Mister ITLAND: nella quale io glidico anche .....
[2008/10/09 17:52] Mister ITLAND: Ma figurati se jacopo ritira la sim senza nome
[2008/10/09 17:53] Mister ITLAND: comunque sia
[2008/10/09 17:55] Mister ITLAND: e qualunque cosa abbia detto luigi o abbia detto a me .... determinate situazioni devono finire
[2008/10/09 17:55] Jacopo Perenti: purtroppo con luigi non c'è mai stata chiarezza
[2008/10/09 17:56] Jacopo Perenti: tranne che per gli accordi scritti nero su bianco con lui
[2008/10/09 17:56] Mister ITLAND: capisco ...
[2008/10/09 17:59] Mister ITLAND: ... a sto punto se hai fatto i piani basati su quello che ti ha detto luigi ... stai freso heheh
[2008/10/09 17:59] Mister ITLAND: fresco
[2008/10/09 18:00] Mister ITLAND: ti dico come la penso io ....
[2008/10/09 18:00] Jacopo Perenti: certo, dimmi
[2008/10/09 18:00] Mister ITLAND: ITLAND come valore in se ..... non vale niente
[2008/10/09 18:01] Mister ITLAND: è stata creata all'inizio con dei buoni propositi indubbiamente ....
[2008/10/09 18:01] Jacopo Perenti: da un certo punto di vista sono daccordo con te
[2008/10/09 18:01] Mister ITLAND: ma non ha mai prodotto denaro .. ne su rl ne un sl
[2008/10/09 18:02] Mister ITLAND: c'è gente che compera sim da me ch enon sa nemmeno cosa sia itland
[2008/10/09 18:02] Mister ITLAND: aveva fatto una buona community ....
[2008/10/09 18:03] Mister ITLAND: ma non ha mai reso nulla ..... anzi era una fonte inesauribile di spese ... tra staff manifestazioni .. fee ... propaganda
[2008/10/09 18:05] Mister ITLAND: luigi gli unici soldi che potrebbe fare sono quelli di vendere la sim a te ... dicendoti che è tutta sua .... e dicendoti che il marchio è suo .
[2008/10/09 18:06] Mister ITLAND: Beppe Rossini ha pagato il marchio e l'attività
[2008/10/09 18:06] Mister ITLAND: 8000 euro
[2008/10/09 18:08] Mister ITLAND: IL marchio ITLAND non riuslta attualmente registrato
[2008/10/09 18:09] Mister ITLAND: mi leggi?
[2008/10/09 18:09] Jacopo Perenti: certo
[2008/10/09 18:09] Jacopo Perenti: erano cose che immaginavo, per questo te ne ho parlato
[2008/10/09 18:10] Mister ITLAND: jacopo . io non ho problemi ..... con certe cose non voglio nemmeno avere a che fare ..
[2008/10/09 18:12] Mister ITLAND: anche se domani cambiassi nome alla sim e mi spostassi per me non cambierebbe nulla
[2008/10/09 18:15] Jacopo Perenti: sinceramente stiamo ancora valutando il da farsi... a noi piacerebbe continuare come itland
[2008/10/09 18:15] Jacopo Perenti: però è chiaro che devono esserci i margini per farlo
[2008/10/09 18:15] Jacopo Perenti: e soprattutto ci deve essere una certezza organizzativa, che oggi sembra mancare
[2008/10/09 18:17] Mister ITLAND: guarda chi guadagna oggi qui ... è chi riesce a contenere le spese ed utilizzando gli strumenti giusti si posono fare dei buoni margini
[2008/10/09 18:21] Mister ITLAND: e comunque sia .... te l'ho detto le azioni che ho visto fare non conducono certo al successo
[2008/10/09 18:21] Jacopo Perenti: per quelle cose che mi hai detto siamo daccordo, indubbiamente
[2008/10/09 18:24] Mister ITLAND: non le ho dette io ... sono state fatte ----
[2008/10/09 18:25] Jacopo Perenti: si, vabbè... io prima di stasera ero compleamente al buio su queste cose
[2008/10/09 18:25] Jacopo Perenti: ho lasciato un im alle persone che mi hai detto comunque
[2008/10/09 18:25] Jacopo Perenti: domani quando le becco parliamo
[2008/10/09 18:25] Jacopo Perenti: mi sembra strano, perchè d me non hai mai creato problemi
[2008/10/09 18:26] Mister ITLAND: non so oggi chianera girava dicendo che facciamo traffico solo con i bot
[2008/10/09 18:26] Jacopo Perenti: però se me lo dici, non ho motivo di non crederti
[2008/10/09 18:26] Mister ITLAND: non so .... io posso anche crederti
[2008/10/09 18:26] Mister ITLAND: però
[2008/10/09 18:26] Jacopo Perenti: ma dici nella chat di gruppo?
[2008/10/09 18:26] Jacopo Perenti: su italian beach?
[2008/10/09 18:26] Mister ITLAND: no lo diceva in giro .... tu stesso parlavi di 20 bot ... ecc ecc
[2008/10/09 18:26] Mister ITLAND: no quello o hai scritto tu
[2008/10/09 18:27] Jacopo Perenti: ma no, dai, sulla chat di gruppo si scherzava con pippen...
[2008/10/09 18:27] Jacopo Perenti: cioè, non c'era nessuna malafede te lo assicuro...
[2008/10/09 18:28] Jacopo Perenti: 20 bot io personalmente non li ho mai visti da te, però più di una persona mi ha riferito che erano anche di più
[2008/10/09 18:28] Mister ITLAND: heheheh jacopo .. tutti parlando della stessa cosa ....chianera che viene a controllare se c'è oggettivamente gente .... tutto questo denota un certo livore psicologico ....
[2008/10/09 18:28] Jacopo Perenti: questo sinceramente non lo so, penso sia normale vedere quello che fa il vicino...
[2008/10/09 18:28] Jacopo Perenti: quello che non è normale è taggare quelli che stanno nel locale affianco
[2008/10/09 18:29] Jacopo Perenti: non lo so, l'ho trovato molto scorretto, sono certo che nn ci sei tu dietro questa cosa, perchè non sei il tipo
[2008/10/09 18:29] Mister ITLAND: ma certo e c'è gente che va in giro a dire che voi fate traffico perchè facendo una o due manifestazioni al giorno tippando e spammando ... alla fine la gente viene
[2008/10/09 18:29] Mister ITLAND: ma chi se ne frega
[2008/10/09 18:30] Mister ITLAND: non sono fatti mei non trovi?
[2008/10/09 18:30] Jacopo Perenti: ma noi non abbiamo mai spammato... i gruppi sono i nostri, ci mancherebbe
[2008/10/09 18:30] Jacopo Perenti: e il tp è consentito, lo usano tutti
[2008/10/09 18:30] Mister ITLAND: nemmeno io ho 20 bot
[2008/10/09 18:30] Jacopo Perenti: si, capisco cosa vuoi dire
[2008/10/09 18:31] Mister ITLAND: io però non mi sono messo a dire .... Signori ad ITLAND spendono 2000€ " e poi si esaltano perchè fanno traffico
[2008/10/09 18:31] Mister ITLAND: sono fatti vostri
[2008/10/09 18:35] Mister ITLAND: se metto li due persone brave a tipare .... 60 persone le tiro li non è che ci sia bisogno di fare chissà cosa
[2008/10/09 18:37] Jacopo Perenti: non è esattamente così, però ok :)
[2008/10/09 18:37] Jacopo Perenti: lol
[2008/10/09 18:38] Mister ITLAND: ok allora fai una prova .. un giorno non fare eventi e non tippare ... e guarda qanta gente ti viene
[2008/10/09 18:38] Jacopo Perenti: una ventina di persone...
[2008/10/09 18:38] Mister ITLAND: ti metti li e aspetti semplicemente che arrivi gente .... il jazz club di eventi ne faceva pochissimi
[2008/10/09 18:39] Mister ITLAND: da quando hai iniziato nonc'è un giorno i cui non hai fatto eventi neh?
[2008/10/09 18:39] Mister ITLAND: settimana scorsa tippavi anche tu LOL
[2008/10/09 18:40] Jacopo Perenti: io tippo sempre :)
[2008/10/09 18:40] Mister ITLAND: appunto
[2008/10/09 18:40] Jacopo Perenti: invito la mia friendship list personalmente
[2008/10/09 18:40] Jacopo Perenti: e non ho proprio due contatti :)))
[2008/10/09 18:40] Jacopo Perenti: lol
[2008/10/09 18:41] Mister ITLAND: vedi
[2008/10/09 18:41] Mister ITLAND: comunque sia ....
[2008/10/09 18:46] Mister ITLAND: accetto solo concorenza leale ... ognuno a casa propria è libero di fare come vuole ... infervorarsi troppo non serve ...
[2008/10/09 18:46] Jacopo Perenti: non posso che essere daccordo
[2008/10/09 18:46] Jacopo Perenti: purtroppo proprio per questi motivi ho dovuto bannare redmoon
[2008/10/09 18:47] Jacopo Perenti: speriamo che le cose si tranquillizzino prestp
[2008/10/09 18:47] Mister ITLAND: redmoon si era arrabbiata perchè qualcuno aveva detto ad una stilista che lei non aveva tempo per fare sfilate ....
[2008/10/09 18:47] Jacopo Perenti: si, ho capito, non mi sembra un buon motivo per venire a tippare al jazz però :)
[2008/10/09 18:48] Mister ITLAND: o so ... lo doveva mettere sul forum di sl italia
[2008/10/09 18:48] Jacopo Perenti: tippare e taggare per essere precisi
[2008/10/09 18:48] Mister ITLAND: ma lei ha preferito fare così
[2008/10/09 18:48] Jacopo Perenti: infatti si è presa il ban
[2008/10/09 18:49] Mister ITLAND: ma anche voi ve lo siete preso
[2008/10/09 18:50] Jacopo Perenti: sicuramente non ci facciamo una bella figura in temini di immagine.. anche perchè le persone mi chiedono, ma questa può taggare qui? cioè, si creano situazioni che mi mettono in difficoltà
[2008/10/09 18:50] Mister ITLAND: stavo cercando di capire se mi dovevo limitare a quello o mandare un comunicato
[2008/10/09 18:50] Mister ITLAND: su quello hai ragione
[2008/10/09 18:50] Jacopo Perenti: voi? ma io che c'entro :)
lol se tagga redmoon non è che io banno te, banno lei
[2008/10/09 18:51] Jacopo Perenti: perchè spero proprio che tu non ti metti a fare queste cose
[2008/10/09 18:51] Mister ITLAND: concorrenza slele è anche andare a dire ad una stilista che lei non aveva tempo
[2008/10/09 18:51] Jacopo Perenti: lo do proprio per scontato
[2008/10/09 18:51] Jacopo Perenti: sono perfettamente daccordo con te... però magari red poteva andare a parlare con questa persona, non taggare da noi
[2008/10/09 18:51] Mister ITLAND: e allora perchè è stato fatto?
[2008/10/09 18:52] Mister ITLAND: beh oggi c'erano quelli della spiaggetta che taggavano da me
[2008/10/09 18:52] Mister ITLAND: se andiamo avanti così
[2008/10/09 18:52] Jacopo Perenti: ma quando mai è successo che veniva a taggare da te?
[2008/10/09 18:52] Jacopo Perenti: dimmi i nomi
[2008/10/09 18:52] Mister ITLAND: oggi
[2008/10/09 18:52] Jacopo Perenti: chi sono?
[2008/10/09 18:52] Mister ITLAND: domani te li faccio avere
[2008/10/09 18:52] Mister ITLAND: mi hanno avvertito ... e io ho risposto .... fa nulla
[2008/10/09 18:52] Jacopo Perenti: queste cose dobbiamo dircele, altrimenti non risolviamo mai queste cose
[2008/10/09 18:53] Mister ITLAND: lagente si infervora e poi è difficile fermarla
[2008/10/09 18:53] Mister ITLAND: io non sapevo di red
[2008/10/09 18:53] Jacopo Perenti: i miei sanno che non devo azzardarsi a fare queste cose, se lo fanno li allontano io personalmente
[2008/10/09 18:53] Mister ITLAND: e tu non sapevi della spiaggetta
[2008/10/09 18:53] Mister ITLAND: anche i miei
[2008/10/09 18:53] Mister ITLAND: sta di fatto che ...
[2008/10/09 18:54] Jacopo Perenti: cioè... è bello che ognuno faccia il suo lavoro in libertà, ma se iniziano a esserci scorrettezze di questo tipo, è la fine
[2008/10/09 18:54] Mister ITLAND: appunto
[2008/10/09 18:54] Mister ITLAND: è quello che ti stavo dicendo
[2008/10/09 18:54] Jacopo Perenti: quindi quando succedono queste cose, chiamami subito che interveniamo insieme
[2008/10/09 18:54] Jacopo Perenti: e mi piacerebbe facessi lo stesso anche tu
[2008/10/09 18:54] Mister ITLAND: io sono venuto qui rispondere alla tua domanda auspicando che certe cose finiscano
[2008/10/09 18:55] Mister ITLAND: va bene
[2008/10/09 18:55] Mister ITLAND: facciamo come hai detto tu
[2008/10/09 18:55] Jacopo Perenti: guarda, queste cose mi scocciano particolarmente, quindi hai tutto il mio supporto
[2008/10/09 18:55] Mister ITLAND: anche a me
[2008/10/09 18:55] Mister ITLAND: qua la mano
[2008/10/09 18:55] Jacopo Perenti: :)
[2008/10/09 18:56] Jacopo Perenti: fare comunicati pubblici danneggia solo il nome che entrambi condividiamo. dare una immagine di una itland divisa, non conviene a nessuno
[2008/10/09 18:56] Mister ITLAND: esattamente ... è meglio evitare ..
[2008/10/09 18:57] Jacopo Perenti: dobbiamo risolvere queste cose tra noi, internamente, parlando con i soggetti che creano questi problemi
[2008/10/09 18:57] Jacopo Perenti: fare proclami pubblici può avere effetti a catetna pericolossimi su una comunità di persone
[2008/10/09 18:57] Mister ITLAND: li si fanno quando la situazione è grave
[2008/10/09 18:57] Mister ITLAND: altrimenti nesuno si sognerebbe
[2008/10/09 18:58] Jacopo Perenti: e dopo tutto il lavoro che entrambi stiamo facendo, con metodi diversi, non penso convenga
[2008/10/09 18:58] Mister ITLAND: un edika hax che fa una cosa del genere ...
[2008/10/09 18:58] Mister ITLAND: appunto
[2008/10/09 18:58] Mister ITLAND: ma occorre anche avere rispetto e non uscire dai limiti
[2008/10/09 18:59] Mister ITLAND: da ora in poi auspico che certe cose non accadano più -----
[2008/10/09 19:00] Jacopo Perenti: io non ho la sfera di cristallo e non ho il potere di controllare tutti, e sono certo che nemmeno tu puoi
[2008/10/09 19:00] Jacopo Perenti: quindi se si verificano questi problemi
[2008/10/09 19:00] Jacopo Perenti: siamo tempestivi a parlarne tra di noi
[2008/10/09 19:00] Jacopo Perenti: in modo da colpire i soggetti che creano queste situazioni poco piacevoli
[2008/10/09 19:00] Mister ITLAND: allora certi problemi hanno una radice
[2008/10/09 19:02] Mister ITLAND: va bene ... io lo spero vivamente --- mi fido della tua parola ..
[2008/10/09 19:04] Jacopo Perenti: spero che hai capito che tipo di persona sono, se dico una cosa, quella è. è sempre stato così.
[2008/10/09 19:06] Mister ITLAND: io dopo tutto quello che ho visto succedere qui dentro sono sempre restio alla fiducia .. tuttavia diciamo che mi fido della tua parola che mi copio e incollo in un file per averla presente
[2008/10/09 19:07] Jacopo Perenti: :) certo
[2008/10/09 19:07] Mister ITLAND: fallo anche tu ....
[2008/10/09 19:07] Jacopo Perenti: sl salva in automatico le conversazioni cmq
[2008/10/09 19:07] Jacopo Perenti: basta abilitarlo
[2008/10/09 19:07] Mister ITLAND: si è abilitato
[2008/10/09 19:07] Jacopo Perenti: allora già fatto :)
[2008/10/09 19:08] Jacopo Perenti: ma mi fido senza bisogno di copiare e incollare cmq
[2008/10/09 19:09] Mister ITLAND: ti ringrazio ... chissà che parlando ragionevolmente non si possa trovare in un futuro anche una buona collaborazione
[2008/10/09 19:09] Jacopo Perenti: da parte mia sono sempre disponibile, lo sai
[2008/10/09 19:10] Mister ITLAND: benissimo .... allora rientriamo nella normalità ...
[2008/10/09 19:10] Mister ITLAND: e nel dialogo costruttivo
[2008/10/09 19:11] Mister ITLAND: magari ritiriamo fuori quel progetto della sim accanto uno di sti giorni
[2008/10/09 19:11] Jacopo Perenti: da parte mia non è mai cambiato nulla cmq
[2008/10/09 19:11] Jacopo Perenti: io sono sempre aperto a collaborazioni :) lo sai
[2008/10/09 19:12] Mister ITLAND: benissimo
[2008/10/09 19:12] Mister ITLAND: ora vado a dormire .... ti dico con sincerità che mi ha fatto piacere parlarti
[2008/10/09 19:12] Mister ITLAND: e ti auguro buonanotte
[2008/10/09 19:12] Jacopo Perenti: notte caro :)
[2008/10/09 19:13] Mister ITLAND: notte
[2008/10/09 19:13] Mister ITLAND: is Offline
[2008/10/12 12:15] Mister ITLAND: ciao jacopo
[2008/10/12 12:18] Mister ITLAND: volevo esprimervi i miei complimenti .. per l'ottima organizzazione e per il livello degli eventi che avete realizzato
[2008/10/12 12:44] Jacopo Perenti: grazie dario :)
[2008/10/12 12:45] Jacopo Perenti: abbiamo fatto un buon lavoro... abbiamo ridato (spero) una buona immagine al marchio che condividiamo e alla land
[2008/10/12 12:52] Mister ITLAND: questa volta non ho assolutament enulla da eccepire e sai che io dico sempre quello che penso
[2008/10/12 12:53] Mister ITLAND: complimenti anche a chianera
[2008/10/12 12:54] Jacopo Perenti: grazie davvero :)
[2008/10/12 12:57] Mister ITLAND: figurati sono complimenti meritati
[2008/10/12 12:57] Jacopo Perenti: troppo buono :)
[2008/10/12 12:57] Mister ITLAND: confermo anche sul discorso Immagine
[2008/10/12 12:58] Mister ITLAND: ma va dai .... .lo sai che quando le devo dire le caccio LOL ..... la stessa cosa vale anche quando devo apprezzare un buon lavoro
[2008/10/12 13:10] Jacopo Perenti: :)
[2008/11/21 17:00] Jacopo Perenti: bsera
[2008/11/21 17:00] Colpo Wexler is Offline
Ho comprato un quaderno. Due euro e venti con “Il Fatto Quotidiano”. E' difficile scrivere in treno, perché tutti ti guardano. La doccia è durata tanto, sembrava infinita, almeno quanto stanotte. Non ho dormito. C'era un filo di luce, che aumentava, di ora in ora, tra gli scuri della finestra. Sento il tuo respiro mentre dormi e vorrei accarezzarti. Mi fa male il petto, ma non è niente di grave. E' una cosa che conosco e so gestirla. Poi domani lavori presto ed è stupido svegliarti. Fumo una sigaretta. Non so se è quella di ieri notte o quella della stazione di Bologna. Il tempo è una cosa strana. Sono stranieri. Scrivono cartoline e mi fanno compagnia. Il finestrino del treno è come quello del tram di Padova, e ci vedo riflessi dei tuoi occhi neri. Abbiamo discusso, credo. La solitudine è una cosa che non puoi scrivere, e quando la si vive in due è di più una strana compagna.
Ho provato a chiamarti e non mi rispondi più. Mi ricorda un malessere mai sopito e questo stesso treno in direzione opposta. Le parole stanno strette dentro i nostri SMS. Sono gemiti gentili e dolore che scorre nelle lettere e si aggrappa sui fogli. E' inchiostro, come sangue.
Ci sono tanti fiumi in Italia. Forse oggi c'è il sole. Almeno fuori sarà tutto sereno, perfetto. C'è chi viaggia per lavoro, chi è in vacanza, davanti al giornale, a un libro, ascolta qualcosa mentre guarda fuori.
Quando chiedi un quaderno, chi te lo vende, ti guarda, e lo sa. Sa che non sei più uno studente, sa che non ti servirà per lavoro. E' solo un'occhiata, ma dentro ci sono tutte le parole che non riuscirò mai a scrivere.
Non so più neanche perché scrivo. Una volta lo facevo per me, credo. Per ascoltarmi ed essere ascoltato. Da me. Per accettare i miei pensieri. Forse accettarmi. Provare a sentirmi normale.
Su questo treno tutti vogliono essere speciali. Alcune donne parlavano di calciatori, di divi di cartone della TV nostrana, credo. C'è un signore ben vestito che parla di soldi (tanti) al telefono, fatto di un Nord Est forzatamente ricco. Un ragazzo legge il terzo libro impegnato, dietro i suoi occhiali firmati. Vicini, c'è chi piange e chi sogna, e il treno non si preoccupa di loro. Senza inizio e fine, tutto si annulla e sparisce. Sorrisi e dolori si mescolano per essere dimenticati, è come non esistere.
Si, oggi c'è proprio il sole. Splende il cielo azzurro. Gli alberi e le città scorrono, lungo il vetro. Il mondo inespressivo lascia il suo letto per un altro giorno.
Stasera, o un domani, queste righe saranno un post, su un blog. Il mio ego vomitato ringrazia morente.
I campi verdi sembrano tutti uguali. E gli uomini sono come le foglie, ma con in più le illusioni. Raccontate, come sui fogli.
Mi chiedo se ti basteranno i ricordi, per non dimenticarti, di noi, di me. Se non ci si vive tutti i giorni, ci si perde, e non si esiste. Ti immagino sempre sorridente, come nei nostri abbracci, ti stringo forse, anche adesso, che magari sei già al lavoro, e non lo sai. Per tutte le volte che questo succede e tu pensi a quel ragazzo carino che ti ha salutato, o semplicemente fai le tue cose. Per tutte quelle volte, io ti amo.
I fogli passano insieme ai paesaggi, incorniciati come quadri veloci nei finestrini, mentre io svanisco, e tutto mangia se stesso. Ciao Firenze, Roma non mi aspetta più.
Oggi a pranzo mangerò in un posto qualsiasi e penserò alla tua cucina, e al nostro disordine. Ti dedicherò un posto a sedere, e sorriderò guardandolo.
Poi fumerò. Come facciamo noi. E sarà un altro giorno insieme.
Perché siamo come le foglie, ma con in più le illusioni. Scritte, come sui fogli.
Vorrei scrivere di te, per te. Ma sono inutile, come le cose scritte. Non sei sola, perché sono te, con te. Vorrei che lo sentissi. Lo so, non si può piangere sul treno, perché tutti ti guardano.
E' eterno e finito. Pianto e sorrido. Di noi, invisibile. Amore.
Illeggibili frasi e scarabocchi vani, mentre l'iPod suona lacrime nelle note, si immergono senza senso, si perdono e mi perdono nel mio essere. Sei, lancinante sogno. Ti amo.
by Jacopo Paoletti
Scrivo queste righe dopo aver avuto modo di parlare con tutti coloro che hanno collaborato con me in questi due lunghi anni di SL, prima ad ITLAND ed oggi su ItaliaSL.
Oggi ItaliaSL chiude. E' una mia sconfitta personale ma non è la sconfitta del mio staff. Ringrazio tutti, anche chi è stato solo di passaggio o chi oggi è semplicemente altrove.
ItaliaSL è stato il risultato del lavoro di tante persone, di tanta passione, di tanto lavoro. Questo lavoro non andrà perduto, lo porterete con voi, magari in altre SIM, magari in RL e continuerà in qualche modo, in una nuova forma, ad esistere.
Questa land è stata il frutto di uno strano equilibrio, tra persone ed interessi, che ci ha portato ad essere tra le prime land italiane per presenze, nonostante le risorse economiche limitate rispetto ad altri gruppi concorrenti.
Gli attacchi, che continuano ad esserci anche ora sulla SIM e nei gruppi, sono diretti alla mia persona, e non voglio che quanto c'è di buono in ItaliaSL venga compromesso per colpa di alcuni o indirettamente per mia colpa.
Questa è ed è stata prima di tutto la vostra SIM, quindi mi faccio da parte.
E' mia intenzione lasciare il mio ruolo di owner e tutti gli incarichi della SIM: metto a disposizione prim, gruppi e risorse a quanti vorranno continuare per proprio conto quello che abbiamo provato a fare qui e sono ovviamente a disposizione a fornirgli tutto il mio supporto in tal senso.
Purtroppo non ho alternative. Spero che qualcuno continuerà qui o altrove quanto di buono si era costruito e pensato, e soprattutto le idee che vi erano alla base. Ringrazio quanti mi hanno aiutato in questi anni: mi siete stati vicini in momenti difficili almeno quanto questo, la lista sarebbe davvero lunga.
So perfettamente che gli sciacalli saranno presto intorno a cercare di rovinare tutto questo, ad insultarmi, a mentire. E' già successo in passato e succederà sempre, la cosa non mi preoccupa poi molto.
Se potete, non fate in modo che rovinino quanto di buono è già in voi.
Non lascio SL, lascio un progetto, e per me oggi si chiude un capitolo. Un abbraccio.
Profumo di noi.
Vorrei scrivere molto in questi giorni, ma non ho il tempo, non ho il modo, quando basta, quanto serve. So di avere spesso le frasi scontate come con le parole giuste e viceversa; loro sono lì, prima di addormentarmi: afferrarle e fissarle su un foglio, su uno schermo, desiderio imprendibile; quando poi non è più possibile, per tante ragioni, per troppe ragioni... E' tutto come un autobus pieno o troppo veloce, o lo è il cuore stesso. E non si ferma. Non ti aspetta.
Vorrei poter scrivere meglio, per parlare di me, per me, delle cose che non si possono dire, con quelle che non si possono fare. Per quelle che poi ti vomiti addosso, tanto di nascosto come solo dal mondo, credendo anche a te, da te, per non vedere, per non sentire. Amore che chiami sesso: è il modo più rapido di toccarsi l'anima, tua prima che sua. Di quando non sai con chi dormi, per chi dormi. Perché non dormi. Insonnia come vivere, sognare come morire: illusione vana.
Vorrei saper scrivere per portarmi almeno una volta per mano, quando a ricordarmi chi sono, se l'ho dimenticato come credo, guardo nel nero e vedo più dei miei occhi. Per abbracciare tutte le persone che ho perso e che so di perdere. Perché lo senti quando le perderai. Perché lo sai che quando è perfetto sei già solo. Per farlo un po' anche con me, come una bevuta sincera tra vecchi amici, sboccati e spensierati com'è il vino. Com'è stupida la sobrietà se conosci l'ebbrezza.
Vorrei scrivere per te, per non pensare a me, a noi. Per non pensare a tutti quei momenti che non posso darmi, non riesco a darti, fatti di vicinanza, mentre altri li rubano, di quei migliaia di pezzi di puzzle che fanno una vita, confusi e disordinati, sempre pronti a perdersi altrove, con quelli del primo sconosciuto. La distanza ruba spazio alla nostra pelle, mentre il tempo prova a farci dimenticare il suo stesso odore. Mentre chiunque può già provare a coprirlo con il suo.
Respiro. Come parole. Sospiro. Come le scrivo. Profumo di noi in cui mi addormento.
by Jacopo Paoletti.
"L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.” (1 Corinzi 13:4-7)
Ti stringo a dirti ti amo con le braccia, con le mani, con gli occhi. Senza parole.
Buona fortuna piccola mia.
Per la Tua Vita. Che valga almeno per due.
Per tutto ciò che non siamo stati, per tutto quello che potevamo essere. Per noi.
Vivi tutto, ogni cosa, almeno Tu, per Te. Un bacio.
by Jacopo Paoletti.
In assenza di noi - Lea de Cristofaro
In assenza di noi.
E' tutta la notte che penso a cosa avrei scritto, una volta qui. Mi violentavo in mancanza di un foglio, di uno schermo, per vomitare parole, per non rischiare di vederle morire in pensieri, tra le tante cose mai dette.
Sono le 6 di mattina. Non conto più le ore insonni, conto le ore che restano. E' una prospettiva nuova, fatta di abisso.
Le strade di notte sono una strana compagna. C'è un silenzio fatto di gente che dorme e di lavori che nessuno vuole fare. Cerco a piedi e in macchina, qualcosa che non esiste.
Cerco lei in una città che non è la sua, cerco me tra le cose che ho perso, tra le parole che vorrei scrivere. Negli angoli vissuti insieme. Mentre mi soffoco nel fumo, e inconsapevole cerco di accorciare le mie ore, stretto tra il giaccone e i miei polmoni pesanti.
Ti cerco dietro a un telefono, come in queste righe che non leggerai, in tutte le mie frasi che non ascolterai, mentre macero nelle mie colpe.
Mi sento patetico già da solo, nei miei vittimismi e sproloqui, fai bene a risparmiarteli. Non accetto più nemmeno da me certe torture, quindi non ti biasimo, se continuo a scrivere è solo per non dimenticarmi che esisto, in quest'unico respiro fatto di lettere.
Ora come da giorni, mi girano in testa solo i tuoi pensieri stretti, fatti di verità, che annientano il resto:
"Ho la mia vita. Ora sto bene."
Penso a quando provo a chiamarti, a quando ormai mi rispondi quasi per cortesia; e le nostre telefonate che diventano sempre più brevi, mentre tutto, tra la distanza e il quotidiano, uccide noi, e diventa giustamente più importante, perché reale e vero.
Penso a quando mi dici che mi vuoi bene dietro la tua stanca cornetta, e provi a riempire queste parole con i tuoi ricordi, per renderle sincere e attuali, per farmi sopravvivere; per non farmi soffrire.
Io lo sento. Sento tutto questo. E sono felice che sia tu; perché avresti il potere di finire di schiacciarmi, ma non lo fai, e in quell'istante il mio viso prende l'espressione più strana del mondo. Resto a metà come la luna tra il bianco e il nero.
Sorrido in una goccia salata, e penso che dopo questa nostra telefonata spezzata, la tua vita si riempirà finalmente di cose normali, che si possono toccare, che si possono provare. Non come me.
Sono proprio queste cose che ti convinceranno a mollare, a desistere da quello che siamo, insieme. Sarà dimenticare noi, ed è umano, perché non c'è altro modo per sopravvivere. E spero che grazie a queste cose che tu possa essere veramente felice, come so che meriti.
Una sera di queste uscirai, e tra i tuoi amici, o tra qualche nuovo sconosciuto, ci sarà uno sguardo nuovo, di chi saprà guardarti in quel modo diverso che già io e te conosciamo. Ma stavolta ci sarà anche ciò che io non sono stato in grado di essere, di darti.
Qualcuno che guarderà le tue foto, le tue parole, almeno come le ho guardate io. Che ti capirà perdendosi nel bagno scuro dei tuoi occhioni, avendo tutte le risposte. Che saprà macchiarsi di te, quando tu sarai disposta a sporcarti del suo seme.
Perché c'è e ci sarà sempre, qualcuno, che potrà guardarti in quel modo diverso da tutti e renderti felice. So di non essere l'unico a vedere quanto di unico c'è in te, nonostante quanto io vorrei essere davvero l'unico, per te.
E io affogherò in questo. E non sentirai altro che il silenzio di chi annega. Perché tu viva tutto questo in pace. Perché tu viva. Perché tu viva felice.
Non sto lottando, e allento la presa su me, su te, ogni giorno, quando sento ad ogni istante, che è un istante in meno di noi, e che potrebbe essere l'ultimo, mentre tutto di me mi chiede solo di stringerti, perché non voglio perderti. E per ogni istante che sento mi convinco che è giusta solo l'unica cosa che fa star bene la persona che ami. Che anche senza di te, le faccia sentire quanto la ami.
Perché io ci ho pensato tanto, ma alla fine ho capito.
Sento solo adesso l'equilibrio perfetto della tua vita di ora, e lo devo capire, accettare, se tu hai deciso che questa non debba prevedere più me...
Ho capito che se ami tanto qualcuno, non puoi pretendere il suo amore. Devi rinunciare a pensare a ciò che vuoi, che desideri. Devi capire che può essere giusto rinunciare a te.
Se ami, intendo se ami davvero, non c'è niente di più importante che la vita dell'altro. E solo quando davvero senti logorarti l'essere per questo tanto da non avere più nessun valore, allora capisci quanto sia vero, giusto, inevitabile, e quanto queste non siano solo parole.
Ma è già troppo tardi.
Perché la vita, prima o poi, ti porta il conto da pagare. E questo evidentemente, è il mio.
Io vorrei solo che ci fosse un modo, per non soffrire così adesso. Un modo per morire prima. Ma allo stesso tempo apprezzo, ora e sempre più, tutte le tue parole, anche quando sento che diventano sempre meno, quelle che dedichi a me.
E mi aggrappo ad ognuna di esse, come lacrime sul viso, mentre sussurro in gola le mie due parole soffocate, urlate, sempre le stesse, nel buio della mia stanza come di fronte allo Specchio del mare, di noi: ti amo.
by Jacopo Paoletti.
Il Sigillo.
Oggi stavo per prendere un treno. Non il mio solito treno. Un treno diverso, di quelli che possono cambiare tutto, o confermarti che in realtà non cambia mai niente.
Quanto sono lunghi questi binari. Quanto sono freddi e impietosi. Quanto è reale la distanza quando hai bisogno di spiegare, di abbracciare. Non puoi combattere con chi vince l'orizzonte, che taglia di netto la linea tra terra e cielo.
E io avevo bisogno di piangere, senza parlare. Tra il tuo collo e la spalla bianca. Lacrime calde che sciolgono la neve vergine, come quella sporca di noi. Non sarei nemmeno riuscito a entrare oltre la soglia senza stringerti, quando anche se non ti vedo, rannicchiata su di me, lo so che stringi gli occhi anche tu, con quella stretta di un piccolo koala. Vibri tra le mie braccia e non c'è nient'altro che desideri. Ti sento e sento allora che questa vita ha un senso. Sei tutto.
Quei singhiozzi che un Uomo non fa mai vedere, che nasconde nel bagno di casa sua, o quando è solo, per strada, e a fargli compagnia c'è solo il gelo, dentro come fuori, indistinguibile, e una sigaretta sempre troppo breve per sfogarsi abbastanza; tutto strangola la paura di non esistere più, e stringe lo stomaco, appena sotto lo sterno, quando senti che non puoi afferrarla, che sfugge, come i sogni finiti sul più bello.
Quando non riesci a dormire restano svegli anche loro, come incubi. Impalpabili, ti fanno credere che possano esistere, che sia possibile. Ma sono sogni, Jacopo, solo sogni. E tu resti solo qui, con i pugni stretti, tra la rabbia e la speranza, nel tuo letto. Immobile con gli occhi al soffitto, nell'attesa di qualcosa che non arriverà.
Stanotte ho creduto di non farcela. Ho pensato a tanti anni fa, quando stavo per mollare. Esiste il fondo, io lo so. E' l'acqua salata alla fine degli occhi, quando fatica a uscire; tra la gente, tra le cose di tutti i giorni, quando devi nascondere. Per quanto potrò soffocarmi. Non pensavo che sarebbe stato questo, a uccidermi.
E tutto come un cubo di vetro, in solitudine. Dove puoi urlare all'inizio, ma fuori da te resta solo una smorfia sorda. Sbattere sulle pareti trasparenti fingendo di non vederle. Fino a che non saranno di un rosso umano, macchiate di me ovunque, e con loro sarò una sola cosa. Ciò che noi non possiamo (riusciamo... vogliamo...) essere.
Schiaccio me stesso contro tutto, per sentire dolore nuovo. Ma non ha importanza. Ho sentito che sarebbe successo qualcosa, stanotte, ed è stato, lo so. Ma non con me. E non importa piccola, non importa. Ti accarezzerei il viso ora. Vicino a te capisco cosa vuol dire mettersi da parte, per qualcosa che non sia se stessi. Sarà come scontare tutte le cose che pensi abbia commesso, anche se non servirà, lo so.
Quanto vorrei che mi credessi.
Il tuo telefono squilla libero. Non so neanche quante volte ho provato a chiamarti solo oggi. E' la mia nuova tortura, almeno fino a stasera. Poi qualcosa si è anestetizzato. Come dopo il dolore del taglio, il sangue caldo ti fa chiudere gli occhi è sembra quasi di addormentarsi. Vorrei morire per questo, pur di non sentirlo. Saperti felice, ovunque e con chiunque. Sarebbe tutto, per me. Tutto. Stringere gli occhi mentre abbraccio l'ultima lacrima, e sorrido, si... Pensando sia tu.
Ti scorderai di me, e magari riderai di tutto questo. Ora lo capisco di più, e tu non hai colpe. Perché questo è un pianto solo mio. Io vorrei che a te restasse solo di Vivere.
Avere e Avrai tutto ciò che desideri; quando mi avrai cancellato. Io ci sto provando, credimi. Ma fa male, piccola. Fa tanto male. E finirò per distruggermi.
Com'è amara la nostra vita: ti inganna il gusto all'inizio, con la sua dolciastra arsura, mentre già adesso mi soffoca come cicuta, tra i miei ridicoli singhiozzi.
Siamo io e il silenzio ora, da giorni. Interrotto. Infinito. Resti come una stretta al polso, sempre, che non mi lascia.
Stringi i tuoi occhi, mentre chiudo i miei.
Non dimenticarti di me, se puoi. Ti amo.
Buonanotte puzzona.
by Jacopo Paoletti
"Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l'amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore!"
Cantico de' Cantici 8,6.
Le grandi città, come la mia, ti fanno pensare. Sono tutte diverse, ma in fondo sono tutte uguali.
E' bello quando tutto, intorno a te, diventa come sei dentro, in quel momento. E' come se tutti fossero d'accordo, la pioggia che scende, il cielo grigio che si spegne nel nero, il fumo dai tombini, mentre auto e persone corrono e si incrociano, veloci e continue, e spariscono dietro quell'angolo, oltre quella strada. C'è tanta confusione, è vero, ma in realtà nessuno si parla davvero. E' tutto vuoto quanto rapido. Freddo quanto stupido.
Sorrido amaro e arreso. Ma ora consapevole. Il Noir è molto più scuro e cupo di quanto pensassi, si trattava solo di vederlo. Viverlo.
Aspetto la metro nel ventre consumato di Roma. Probabilmente non c'è niente di diverso dalle altre sere, o almeno niente oltre me.
La gente si trascina stanca, mentre c'è chi ride, chi scherza. Chi legge il giornale della mattina prima ad ormai tarda sera, su una panchina. Chi guarda nel vuoto e pensa, magari già a domani, o a chi l'aspetta, o forse già a chi non l'aspetterà più.
C'è una cosa, che li rende tutti uguali, questi apparenti diversi. Una cosa che rigidamente li uniforma, li divide dal resto. Un cartello lo dice chiaramente, ed è ripetuto un po' ovunque. Loro lo sanno più o meno inconsciamente da quando ci sono entrati per la prima volta, in questa metro: "Non superare la linea gialla", così campeggia la scritta, a chiare lettere. E' ovvio, la banchina non è tutto il loro mondo, tutti sanno che c'è altro, appena oltre, probabilmente, ma sono tutti persi, magari vinti, nelle loro cose, in invisibili vite.
E' un accordo tacito. Gli è perdonato tutto, ma non devono superare quella linea.
"Severamente vietato", sottolinea sempre il cartello.
Qualche settimana fa, per esempio, doveva essere un egiziano credo, ecco, lui ha superato quella linea non protetta. E' un problema quando questo accade. Direi quasi un fastidio per la moltitudine di eterei. La metro è stata ferma almeno un'ora: purtroppo non è immediato staccare un corpo incastrato, un corpo di un egiziano qualsiasi, un viso senza nome, dilaniato tra la banchina e la metro, senza vita, qualsiasi cosa significhi vita per un niente.
La città non può fermarsi. Non ammette scuse, non ammette sbagli. C'era chi imprecava mentre la metro restava ferma, e quello che rimaneva sotto, dell'egiziano, veniva a fatica rimosso, cancellato.
E pensare che quell'egiziano era su tutti i quotidiani il giorno dopo. Insieme ai disservizi della metro, la sua responsabilità: aver trasgredito. Ho solo questo ricordo di lui. Chissà quanti egiziani o meno decidono di trapassare, di attraversare, ciò che non devono, che non è concesso. Essere eroe per un giorno e smettere di esistere.
Questo egiziano era solo scivolato poi, o almeno così dicono, per prendere un qualcosa a un qualcuno. E una volta caduto, oltre la linea, non era riuscito a risalire in tempo, mentre la metro già arrivava.
No, non sto male. E' qualcosa di diverso. Di più intenso. Forse (lo definirei) Malessere, si.
E' una cosa che resta lì, ferma, a pulsare, a grondare dolore caldo, tanto copioso da farmi perdere lo sguardo e i pensieri nel mare notturno, senza alcuna luna.
Nè scrivo solo per non coltivarla o lasciarla incistare in me stesso, per non lasciarmi inghiottire, affogare: ti storce le viscere, ti raggela l'anima o quella cosa a cui abbiamo dato questo nome, che si specchia bianca nell'acqua salata.
Lo so perfettamente, che non c'è niente di interessante in tutto questo, e queste righe come le prossime sono noia per te, per voi. Valgono come la vita di quello sconosciuto come lo sono io, ora, per te. E se mi conosci, probabilmente varranno ancora meno. Non serve nemmeno che lo dica io, alla persone non piacciono i soggetti tristi e non amano in generale intristirsi. Il malinconico del gruppo, il silenzioso, finiscono in disparte tacciati di asocialità, nel loro grigiore si spengono da soli, mentre il gruppo li emargina, li esclude, li finisce di zittire. Le fiamme leggere sono le prime che vanno spente, soffocate, perché troppo mestamente intense. Un'altra impermeabile verità di questo mondo. Di loro non resta niente, neanche la cera, nemmeno il ricordo. Si sa solo che sono tantissime, forse tante quante le stelle. Forse pensarci è solo un modo per non finire di morire prima. Un'altra ennesima illusione, come l'idea di una Luce, in fondo alla galleria di una metro.
Hai ragione, se lo stai pensando. Questo è solo un altro disperato. Quello che non ce la fa, che aveva degli obiettivi, dei sogni, che è rimasto indietro a farsi chiamare fallito da chi, invece, ce l'ha fatta. Oggi mi chiedo in cosa, ce l'ha fatta.
Cose che si aggiungono al vissuto di tutti, senza importanza, senza un senso. Cose che non cambiano le vostre esistenze, e nemmeno la mia.
■■■
Oggi mi hanno censurato di nuovo. In questi anni mi è capitato talmente tante volte, qui su Internet, che non ricordo più cosa voglia dire quel (senza) senso di frustrazione, di impotenza. Prima il mio sito, poi il primo blog. Quest'anno è stata poi la volta di Flickr, lo stesso è accaduto in Second Life, e stasera Facebook. Si, mi hanno chiuso il mio account personale. Le motivazioni sono sempre assenti, nessuno ti dice cosa hai fatto, se mai hai fatto qualcosa soprattutto.
"Insindacabile giudizio", così recitano le policy.
Probabilmente sono semplicemente sbagliato io, si trattava solo di fare autocritica e capire quali fossero i miei limiti, evidentemente deve trattarsi di questo.
Ma non è permesso pensare. E' concesso farlo esclusivamente fino a un certo limite e dentro quel limite sei apparentemente "libero". Ma sai perfettamente cosa non devi fare, il cartello parla chiaro.
"Non superare la linea gialla". Già.
Chissà cosa si pensa, quando si è oltre la linea gialla, mentre la metro è lì, pronta, ad arrivare.
Credo che lì, per un attimo, si abbiano tutte le risposte; almeno alle domande che contano.
■■■
Prima pensavo di conoscere almeno il significato di solitudine.
Ma si è veramente soli, solo quando non si può dire ciò che si pensa, che si sente.
Se non puoi dire ciò che pensi, semplicemente non esisti.
L'ho capito stasera. E la censura stavolta non c'entra.
Quando l'ho chiamata e Lei non c'era più a rispondermi, io già non esistevo più.
Spero che leggerai queste parole. Sono tue comunque, tutte.
Un bacio.
by Jacopo Paoletti
Questo è un esperimento letterario. Non so se alla fine potrà dirsi riuscito, diciamo che ci sto ancora lavorando, sia nella forma che nei contenuti. Per ora si potrebbe definire una sorta di modello di "Letteratura 2.0", ma non voglio osare troppo nei termini e nelle definizioni, almeno in un primo momento.
Quello che leggerete è comunque un numero zero, una prova, quindi tutti i consigli sono ben accetti, ovviamente.
Intanto leggete quello che segue, è un primo tentativo. Tutto il testo è scritto di getto, come se i dialoghi avenissero in una conversazione tendenzialmente reale; non ho quindi badato molto a particolari correzioni nella forma, nel testo o nella punteggiatura. La scrittura avviene direttamente tra due o più persone, utilizzando una semplicissima chat testuale; il testo viene quindi redatto come una sceneggiatura a più mani, trascritta però direttamente in tempo reale, in gran parte in forma di copione. Gli autori non sanno in principio nè cosa faranno/diranno, nè dove andranno a finire/parare, si parte semplicemente da un canovaccio iniziale, senza però sapere come si svilupperà l'intreccio; il tutto è quindi basato principalmente sull'improvvisazione (durante la scrittura), cercando sempre di mantenere un'ambientazione realistica in base al modello teatrale.
Che dire, intanto buona lettura.
[Jacopo Dionis] signorina... dico a lei...
[Manuela Lilitha] e dunque?
[Jacopo Dionis] prego, si accomodi pure...
* Jacopo Dionis ti indica l'elegante ma scomodo sgabello davanti alla sua scrivania...
[Jacopo Dionis] può sedersi li.
[Manuela Lilitha] mi tolgo la giacca, prendo un giornale che hai abbandonato sulla scrivania,lo metto a terra e mi siedo li,con le spalle al muro,le gambe stese,
mi metto comoda
[Manuela Lilitha] grazie
* Jacopo Dionis ti guarda perplesso...
[Jacopo Dionis] cosa sta facendo?
preferisco il pavimento allo sgabello, semplice
[Jacopo Dionis] ma io non le ho chiesto cosa preferisce, quindi le consiglio di sedersi immediatamente sullo sgabello, soprattutto se vuole evitare un altra
lettera di richiamo.
[Manuela Lilitha] non capisco perchè la sua autorità deve necessariamente passare dal mio stare scomoda
[Manuela Lilitha] può spiegarmelo?
[Jacopo Dionis] io non devo spiegarle nulla... quando la chiamo deve venire nel mio ufficio, e se le dico di sedersi li, deve farlo.
[Manuela Lilitha] faccio il mio lavoro, lo faccio adeguatamente, le porto rispetto, me ne porti.
[Jacopo Dionis] sedendosi a terra, di certo non mi sta portando rispetto...
[Jacopo Dionis] non intendo comunque perdere altro tempo con lei... le ho detto di sedersi.
[Manuela Lilitha] le porto rispetto perchè il pavimento non è una mancanza di rispetto, le sto sempre di fronte, il suo sgabello mi fa male alla schiena
[Jacopo Dionis] sarò più chiaro con lei: o si siede dove le ho detto, o può dire addio al suo posto di lavoro.
[Jacopo Dionis] sono stanco di questa discussione sterile.
[Manuela Lilitha] infatti, potremmo arrivare al punto, perchè mi ha convocato?
[Jacopo Dionis] fuori.
[Manuela Lilitha] può darmi una mano ad alzarmi?
[Jacopo Dionis] o si siede o può uscire anche subito.
[Manuela Lilitha] ha letto il mio curriculum, sa che non mi spaventa cambiare lavoro, e sa anche che ho la fierezza di un gattopardo, mi ha assunto per questo
[Manuela Lilitha] non ricorda?
[Jacopo Dionis] come lei sa che mi basta fare le giuste telefonate per non farla più lavorare da nessuna parte.
[Jacopo Dionis] comunque sono già stato sufficientemente chiaro.
[Manuela Lilitha] verrò a battere sotto casa sua, nel caso non trovi lavoro causa sua
[Jacopo Dionis] è quello che le accadrà...
[Manuela Lilitha] come puttana avrei più dignità di quanta lei vuole togliermene
[Jacopo Dionis] già si veste come tale, non avrà alcuna difficoltà.
[Manuela Lilitha] trova i miei pantaloni di taglio classico, scuri così audaci?
[Manuela Lilitha] ho anche le scarpe basse, quelle che detesta
[Jacopo Dionis] infatti non li ha mai portati. è vero che il nostro decoro aziendale non prevede pantaloni per le donne...
[Jacopo Dionis] è vero anche che non l'avrei mai presa se fosse stata davvero come ha detto..
[Jacopo Dionis] ma questo non cambia quello che le ho già detto. se ha intenzione di rimanere li a terra, è meglio che lo vada a fare da qualche altra parte:
non c'è posto per lei in questo ufficio.
[Manuela Lilitha] non mi sono mai nascosta, sa bene che non indietreggio di fronte a me stessa, in quanto all'abbigliare
[Manuela Lilitha] è il solito modo
[Manuela Lilitha] forse era distratto
[Manuela Lilitha] da altre figure
[Jacopo Dionis] esca dal mio ufficio.
[Manuela Lilitha] le porgo la mano, può aiutarmi ad alzarmi?
[Jacopo Dionis] si ritenga licenziata.
[Manuela Lilitha] rimane il fatto che ho problemi al ginocchio sinistro, sa... la caduta, può aiutarmi ad alzarmi?
* Manuela Lilitha le sorrido
* Jacopo Dionis si volta e torna alla sua scrivania...
[Manuela Lilitha] ah bene, se non mi aiuta mi sarà difficile alzarmi e quindi uscire dal suo ufficio
* Jacopo Dionis chiama la sicurezza...
[Jacopo Dionis] come vuole lei.
[Manuela Lilitha] va bene, mi aiuteranno loro
[Jacopo Dionis] "si ingegnere..."
[Manuela Lilitha] è un aiuto meccanico, fosse lei una stampella sarebbe lo stesso
[Jacopo Dionis] portatela fuori...
[Jacopo Dionis] "ok"
[Manuela Lilitha] grazie ,si
[Jacopo Dionis] (le due guardie ti sollevano di peso e ti portano fuori dall'edificio)
[Manuela Lilitha] non credo, non opporrò alcuna resistenza
[Manuela Lilitha] poi le conosco, mi sorridono ed io sorrido loro
[Manuela Lilitha] mi aiutano ad alzarmi, mentre scherzo con loro
[Manuela Lilitha] mi avvicino alla scrivania prima di andare via
[Manuela Lilitha] e le porgo la mano
[Manuela Lilitha] salutandola
[Manuela Lilitha] tra ingegneri solitamente si usa così
* Jacopo Dionis ti guardo severo e non ricambio, restando in silenzio...
[Jacopo Dionis] portatela via.
[Jacopo Dionis] "ok"
[Manuela Lilitha] poca eleganza, ancor meno dignità
[Jacopo Dionis] (passano alcuni giorni... in ufficio non ti sei più presentata... comunque non ti avrebbero fatto entrare...)
[Manuela Lilitha] cammino accanto alla sicurezza
[Manuela Lilitha] che tra l'altro mi conosce in amicizia
[Manuela Lilitha] e ti faccio
[Manuela Lilitha] ciao ciao
[Manuela Lilitha] con la manina
[Manuela Lilitha] .
* Jacopo Dionis ha fatto in modo che davvero non trovassi più lavoro...
[Jacopo Dionis] (è passata più di una settimana ormai dal tuo licenziamento... stacco dal lavoro... e rientro verso casa con la mia auto...)
[Jacopo Dionis] (sembrerebbe una serata come tutte le altre...)
[Jacopo Dionis] ...
[Manuela Lilitha] la finestra della tua camera da letto, e quelle del bagno
[Manuela Lilitha] danno sul vicolo alberato
[Manuela Lilitha] mi vedi, sbirciando distrattamente dalla finestra
[Manuela Lilitha] ho l'abbigliamento che ho sempre rifiutato di indossare a lavoro
[Manuela Lilitha] tacchi alti, una gonna al ginocchio
[Manuela Lilitha] mi accorgo che mi guardi
[Manuela Lilitha] ti sei fermato
[Manuela Lilitha] mi sbottono un pò la camicia
[Manuela Lilitha] ti guardo negli occhi,nonostante il buio e la distanza
[Manuela Lilitha] prendo il rossetto e me lo passo sulle labbra
[Manuela Lilitha] guardandoti
[Manuela Lilitha] ecco, si ferma la prima macchina
[Manuela Lilitha] rimani li a guardarmi
[Jacopo Dionis] ...
[Manuela Lilitha] l'uomo della macchina ha la barba, capisce che non sono una puttana, io non lo guardo, guardo solo la barba
[Manuela Lilitha] lui non capisce bene cosa accade, chi sono, cosa sto facendo
[Manuela Lilitha] non dico nulla
[Manuela Lilitha] dal finestrino mi avvicino al suo viso
[Manuela Lilitha] e lascio colare un filo di saliva sui pantaloni, sulla cerniera
[Manuela Lilitha] gli faccio cenno di uscire dalla macchina
[Manuela Lilitha] parcheggia e scende
[Manuela Lilitha] io non mi sposto da li
[Manuela Lilitha] tu mi guardi
[Manuela Lilitha] io guardo te
[Jacopo Dionis] ...
[Manuela Lilitha] è tardi e fa freddo, non c'è gente in giro, è un martedì qualsiasi
[Manuela Lilitha] l'uomo si avvicina, attende qualcosa
[Manuela Lilitha] non osa toccarmi, nemmeno lui sa bene perchè
[Manuela Lilitha] la gonna è morbida, lascio che scenda di lato un pò
[Manuela Lilitha] che scopra il fianco destro
[Manuela Lilitha] glielo offro
[Manuela Lilitha] la sua mano è calda, ho un sussulto mentre ti guardo
[Manuela Lilitha] si piega a mordermelo
[Manuela Lilitha] lo stringe
[Jacopo Dionis] ...
[Manuela Lilitha] io ti guardo
[Manuela Lilitha] ti guardo e mi passo le dita unite sulla lingua, mi sporco di rossetto e allungo il braccio nel vuoto, offrendolo a te adesso
[Manuela Lilitha] la mia saliva
[Manuela Lilitha] subito dopo mi sollevo la gonna e do all'altro l'altro fianco, le cosce, il culo e tutto quello che vorrà prendersi in quel momento
[Manuela Lilitha] mi guardi
[Jacopo Dionis] ...
[Manuela Lilitha] io continuo a guardarti, lacrimo
[Manuela Lilitha] ti guardo finchè l'altro non pretende di fottermi davvero
[Manuela Lilitha] mi volta verso il muro
[Manuela Lilitha] così che possa poggiarci su le mani
[Manuela Lilitha] mentre si appoggia ai miei fianchi, dietro
[Manuela Lilitha] io vorrei guardarti, me lo impedisce
[Manuela Lilitha] mi agito per voltarmi
[Manuela Lilitha] me lo impedisce
[Manuela Lilitha] ho paura, lacrimo, mi mordo le labbra, so che mi guardi
[Manuela Lilitha] però...
[Manuela Lilitha] il mio corpo esiste per quello sguardo, il resto è annullato, assente, deviato
[Manuela Lilitha] ... altrove...
[Jacopo Dionis] (senti dei rumori alle tue spalle... eppoi come il rumore sordo di un pugno)
[Jacopo Dionis] ...
[Manuela Lilitha] non riesco a muovermi,sono come pietrificata
* Jacopo Dionis è dietro di te... mentre l'uomo con la barba ora è a terra...
[Jacopo Dionis] (probabilmente non ti rendi conto di nulla...)
[Manuela Lilitha] sono ancora li, con le mani al muro, il corpo piegato un pò, la gonna sollevata
[Jacopo Dionis] (senti ancora dei rumori... stavolta più lievi... cosa ti sembrano...)
[Manuela Lilitha] i collant scesi
[Manuela Lilitha] strappati
[Manuela Lilitha] non riesco a voltarmi
[Jacopo Dionis] (ancora rumori... )
[Manuela Lilitha] sento, i rumori si confondono col mio respiro, ricomincio a sentirlo
[Jacopo Dionis] (sembra il suono di una zip...)
[Manuela Lilitha] arriva una macchina, i fari mi scuotono, ti copri il viso col braccio, la luce è accecante
[Manuela Lilitha] si ferma, vede l'uomo per terra
[Manuela Lilitha] blateri loro qualcosa
[Manuela Lilitha] ripartono
[Manuela Lilitha] io sono sparita.
[Jacopo Dionis] ...
* Jacopo Dionis rientro a casa... l'uomo l'hanno portato via quei poliziotti...
[Manuela Lilitha] non riesco ad essere afferrata, fermata, piegata, liberata.
[Jacopo Dionis] (sono passate diverse sere da "quella sera", ogni tanto mi ricapita di riguardare da quella finestra...)
[Manuela Lilitha] ho approfittato di un bisbiglio luminoso per nascondermi, fuggire, mentre lacrimo
[Manuela Lilitha] ti chiedi se sono diventata una puttana
[Manuela Lilitha] non ho tentato di lavorare in nessuna azienda in città
[Manuela Lilitha] sapevo che avresti impedito a chiunque di assumermi
[Jacopo Dionis] (dentro di te non credo... so quanto tenevi a una certa parte di te... non l'avresti mai data con a nessuno...)
[Jacopo Dionis] (così come sapevo che non saresti andata lontano... non avresti mai lasciato questa città...)
[Manuela Lilitha] ogni volta che hai creduto di sapere le mie corde, le mie corde si sono attorcigliate
[Manuela Lilitha] hanno vibrato in altra melodia
[Manuela Lilitha] sai quanto ami il mondo
[Manuela Lilitha] sai che potrei vivere ovunque ci sia un temporale, un mare, un bosco
[Manuela Lilitha] sono tornata sotto casa tua a lasciarti un bacio
[Manuela Lilitha] l'impronta delle mie labbra
[Manuela Lilitha] sulla tua prima lettera di richiamo.
* Jacopo Dionis sento suonare al campanello...
Session Close: Mon Feb 05 01:24:38 2007
Guardavo il tuo nome, ossimoro e contraddizione vivente.
Dea femminile per eccellenza. Demone degli Osceni. Dio è con noi.
Chi sei veramente?
by Jacopo Paoletti
fonte foto da DeviantArt - suggerita da
Essenza.
Come puoi toccare qualcuno, senza averlo mai sfiorato.
Come puoi conoscerlo da anni, senza averlo mai conosciuto.
Ad Agata. ("Essenza di te" - Tati Singer)
Chiunque tu sia, ascolta.
Provarci almeno; prima di consumare istanti, istinti e vita; pagina dopo pagine, senza capirne mai il senso, di ciascuna. Senza mai sentire, capire.
Non leggeranno. Lo sappiamo piccola, e io lo so. Alle persone alla fine non importa.
Io cammino per le strade, e li guardo. Sono nelle loro case. Dietro i loro vetri delle loro auto; che vanno, corrono, verso dove, verso cosa, per sparire poi, sempre dietro quelle loro finestre. La notte e il giorno. La pioggia e il sole. Tutto questo ogni giorno, da sempre.
Cambiano le forme come le cose; che non cambiano. Il mondo si disinteressa ai vivi e piange solo i morti. E forse neanche tutti.
Non c'è posto per noi piccola, non c'è luogo. Spazio e tempo diventano, ma non sono.
Mi chiedo ancora che senso abbia stare qui, a dire e a scrivere.
Lo so che lo chiamerai vittimismo questo, che non conta. Che non cambia. Io ti conosco. E forse è vero, hai ragione tu. Perchè sarà altra aria fritta, ora su uno schermo, come sulla carta. Ma credimi, ero stanco di averla solo nella mia testa e sentirla parlare.
Com'è soffocare senza mai morire. Anche l'agonia ha diritto a trasalire, alla morte. Senza rumore. Soffocare i battiti nei respiri. Perché sola. Perché sono.
Non mi sento. Non mi sento unico piccola. Non mi sono mai sentito migliore. Quasi impossibile essere speciali. E' che sono solo. E solo questo, è solo questo. E ho voglia di gridare, senza fiatarlo. Senza dirlo. Perchè non ti sento più. Non so chi sei. Dove sei.
E dove, ora.
Poi.
Domani, noi.
Brucia tutto piccola, brucio tutto. E' cenere e sabbia forse buona per lavarsi le nostre anime intrise e sporche.
Si perde nelle mani, essenza di polvere, per essere così pensieri e perdersi. Sparire. Per non essere mai stato, accaduto. Esistito essente.
Sai, diventa tutto sempre più leggero. Pesante come il sonno che non puoi combattere. Non puoi vincerlo. Vuoto, è già niente.
No piccola, non voglio più lottare. Battermi per battere è il nonsense.
Tutto e tanto si anestetizza, si addormenta. Ma è lento inesorabile, come le gocce che scavano, profonde e nere, le grotte. E è il buio. Incessante e determinato, consuma.
Com'è il fuoco che spegne, smette di ardere, mentre il gelo lo abbraccia, quasi dolce, e gli chiude la bocca con la sua bocca; è quello il soffio, mentre l'ultima brace non ha più calore appena soffocato.
Domani è solo, e solo dimenticato. Una volta sparito, è nulla.
Ecco, questo siamo noi.
Siamo davvero così banali, sognanti di essere. Solamente inutili, come gli stessi sogni. Soltanto soli inesistenti, dietro i soliti vetri, come riflessi dell'essere nell'ora dell'illusione, in questo nostro inedito esistere.
Ho sonno piccola. Ho sonno. Ti lascio dormire, stavolta.
by Jacopo Paoletti.
Ayreon - The Human Equation
"By now you realise you have to be relentless to survive
Repress your memories, bury your emotions and thrive!
It’s your life!"
da Day 12 - Trauma
Lo Specchio.
"Ciascuno, a modo suo, trova ciò che deve amare, e lo ama, la finestra diventa uno specchio; qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo." (David Leavitt)
●●●
Io e Lo Specchio.
Il riflesso delle mie parole.
Sono le mie parole riflesse.
Le hai scritte tu, per noi ed esistere.
Elsheba. Sei il sette.
Falso. Distorto come Io ti vedo.
Ovunque tu sia, sei. Sognami.
Essere mio. Rifletto.
Sul tuo, mio sogno.
Esistere tuo. Rifletti.
Di me, in te. Di te, in me.
Ieri o una volta
O forse, con il tuo nome.
Perfezione. E' il tuo Dio.
Vero. Reale come Io ti conosco.
Chiunque tu sia, sei. Guardami.
by Jacopo Paoletti.
"Un romanzo è uno specchio che passa per una via maestra e ora riflette al vostro occhio l'azzurro dei cieli ora il fango dei pantani. E l'uomo che porta lo specchio nella sua gerla sarà da voi accusato di essere immorale! Lo specchio mostra il fango e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto la strada in cui è il pantano, e più ancora l'ispettore stradale che lascia ristagnar l'acqua e il formarsi di pozze." (Stendhal)
●●●
Lei e Lo Specchio.
"Lei aveva il sorriso dei falsi. Lei si prendeva gioco di me ogni volta che, sorridendo ingenuamente, mi apriva la porta di casa, inclinando la testa come fanno i cuccioli di cane. Mi invitava ad entrare con un cenno della mano, facendomi apprezzare le sue poco curate unghie smaltate. La sua casa sapeva di tabacco d’importazione e di spray per ambienti, che mi sniffavo di nascosto quando lei andava a rifarsi il trucco in bagno. Alle pareti c'erano i suoi bambini, fotomontaggi di quello che vorrebbe essere, di quello che è stata e della conseguenza di questi due fattori, messi assieme. Non era una persona comune, il suo ambiente era un parto di se stessa, come se le avessero costruito la casa attorno, come se i mattoni che la compongono fossero vomito rappreso della sua indole. Lei non sa prepararmi la cena, lei aspetta che la aiuti io, che le indichi quali oggetti usare per preparare un risotto, i tempi di cottura, il metodo di preparazione. Lei è una bambina, cresciuta male, dentro le bottiglie di vetro. Ha la schiena curva, ingobbita, timida. Le parole le escono a scatti, sorride, cerca di superare l’imbarazzo. La osservo mentre continua a prendere in mano sempre lo stesso piatto, o mentre prepara la tavola per colmare i vuoti. Lei mi ama nei modi difficili, lei non sa come dirmelo. Lei sa come tenermi la mano e fare l’amore con le dita. Lei mi dice che per farmi capire le cose deve sempre lanciarsi dal burrone, cieca, e sperare che la raccolga. Lei riesce a piangere quando io non ci riesco; la guardo mentre si strofina il fazzoletto sul naso e fissa il muro pallido, facendomi capire troppe cose. Queste quattro vecchie pareti sono il suo tentativo. La sua chance. Quella che potrà offrirsi solo lei. Lei sta costruendo faticosamente la sua piccola vita. Quella che non ricorderà mai nessuno, quella inviolabile porzione di cielo rubata a quelli che lei considera angeli. La piccola formichina che si costruisce la tana per l’inverno della vita, lontana dalla morte dei mondi. Lei e le piccole vite. I piccoli ricordi, i piccoli trionfi. Le piccole vite destinate alla morte della memoria. Come mai esistite. Lei mi tiene tra le gambe e mi chiama per nome. Lei mi raccoglie e mi porta con sé. Si fa viva alla mia porta, la sua testa arruffata fa capolino nell’ombra. Anche lei è morta. In tanti modi diversi. Nessuno sarà il suo braccio, se non io. Malinconici, divertenti, cupi e maldestri. Questi siamo noi. E vivremo in eterno."
by
da Skype, 11 dicembre 2009.
"Sono certo che guardandomi allo specchio non vedrei nulla. La gente dice sempre che sono uno specchio, e se uno specchio si guarda allo specchio che cosa può trovarci?" (Andy Warhol)
●●●
Cosa c'è, dall'altra parte?
Amico mio, amico mio,
Sono molto molto malato.
Io stesso non so da dove mi venga questo male.
Se sia il vento che sibila
Sul campo vuoto e deserto,
forse, come a settembre al boschetto,
È l’alcool che sgretola il cervello.
La mia testa sventola le orecchie,
Come fa un uccello con le ali.
La mia testa non è più capace
Di ciondolarsi sul collo.
Un uomo nero,
Nero, nero,
Un uomo nero
Si siede sul mio letto,
Un uomo nero
Non mi lascia dormire per tutta la notte.
L’uomo nero
Scorre il dito su un libro schifoso
E, con canto nasale sopra di me,
Come un monaco su un morto,
Mi legge la vita
Di un certo mascalzone e furfante,
Cacciando nell’anima angoscia e paura.
L’uomo nero
Nero, nero...
«Ascolta, ascolta, -
Mi farfuglia, -
Nel libro ci sono molti bellissimi
Pensieri e progetti.
Quest’uomo
Viveva nel paese
Dei più repellenti
Teppisti e ciarlatani.
In dicembre in quel paese
La neve è pura fino al demonio,
E le bufere mettono in moto
i più allegri filatoi.
Quell’uomo era un avventuriero,
Ma della marca migliore
La più alta.
Egli era elegante,
E per giunta poeta,
Anche se piccola,
Afferrava la sua forza,
E una certa donna,
Che aveva quarant’anni e passa,
Lui la chiamava bambina cattiva
E la sua amata».
«La felicità – diceva,–
È destrezza di mente e mani.
Tutte le anime maldestre
Sono note per la loro infelicità.
Non importa,
Se molti tormenti
Sono frutto di gesti
Tortuosi e menzogneri.
Nelle tempeste, nei temporali,
Nella gelida vita,
Nelle perdite gravi
E quando sei triste,
Apparire sorridente e semplice –
È l’arte più sublime del mondo».
«Uomo nero!
Non osare questo!
Tu non sei in servizio
Come un palombaro.
Che m’importa della vita
Di un poeta scandaloso.
Per favore, a qualcun altro
Leggi e racconta».
L’uomo nero
Mi guarda fisso.
E gli occhi si tingono
Di un vomito azzurro,
Quasi volesse dirmi,
Che io sono delinquente e ladro,
Che in modo svergognato e impudente
Ha derubato qualcuno.
……………………………
Amico mio, amico mio
Sono molto molto malato.
Io stesso, non so da dove mi venga questo male.
Forse è il vento che sibila
Sul campo vuoto e deserto,
Forse, come a settembre al boschetto,
È l’alcool che sgretola il cervello.
Notte di gelo...
La pace al bivio è silenziosa
Sto solo alla finestra,
Non aspetto né amico né ospite
Tutta la pianura è ricoperta
Di una calce friabile e molle,
E gli alberi, come cavalieri,
Sono a raduno nel nostro giardino.
Da qualche parte piange
Un uccello notturno malefico.
I cavalieri di legno
Seminano un rumore di zoccoli.
Ecco di nuovo questa cosa nera
Che siede sulla mia poltrona,
Solleva un po’ il suo cilindro
E incurante butta all’indietro le falde del pastrano.
«Ascolta, ascolta! –
Mi fa con voce sgradevole, guardandomi in faccia,
Ancora più vicino
Ancora più vicino mi si inchina. –
Non avevo mai visto che qualche
Delinquente
In modo così inutile e sciocco
Soffrire d’insonnia.
Ah, forse mi sono sbagliato!
Perché adesso c’è la luna.
Di che cosa ancora ha bisogno
Questo piccolo mondo mezzo addormentato?
Forse, con le sue grosse cosce
“Lei” verrà di nascosto,
E tu le leggerai
La tua fiacca lirica ormai sfiatata?
Ah, io amo i poeti!
Gente divertente.
In loro trovo sempre
Una storia famigliare al cuore,
Come quella di una studentessa piena di brufoli
E di un mostro dai lunghi capelli
Che le parla dei cosmi,
Tutto bramoso di desiderio sessuale.
Non so, non ricordo,
In un villaggio,
Forse, in quel di Kaluga,
O forse, in quel di Rjazan’,
Viveva un ragazzo
In una semplice famiglia contadina,
Con i capelli gialli,
Con gli occhi azzurri…
Ed ecco che divenne adulto,
E per giunta poeta,
Anche se piccola
Afferrava la sua forza,
E una certa donna,
Che aveva quarant’anni e passa
Lui la chiamava bambina cattiva,
E la sua amata».
«Uomo nero!
Tu sei un pessimo ospite.
Questa fama di te
Da molto tempo corre in giro».
Sono furibondo, fuori di me,
E vola il mio bastone
Giusto addirittura contro il suo muso,
alla radice del naso…
……………………………
… La luna è morta,
Azzurreggia alla finestra l’alba.
Ah tu, notte!
Che m’hai combinato, notte?
Me ne sto in piedi qui col mio cilindro.
Non c’è nessuno con me.
Sono solo…
Con uno specchio in frantumi…
by Sergej Aleksandrovič Esenin
Probabilmente peccato non esserci stato. Il prossimo anno comunque non mancherò.
Ok, è palese capire (già dalla foto) che ormai si tratta solo del classico inno all'autoreferenzialità e quindi ai soliti nomi. Le solite cose insomma.
Per il resto bell'idea. Davvero. La foto in particolare, è stata realizzata da Organirama.
Lo sapete già tanto quali sono i blog vincitori, quindi dopo quanto detto sarebbe davvero superfluo. Degno di nota resta comunque Spinoza.it. Sarebbe un capolavoro della satira anche se non fosse un blog.
Oggi ero in quel posto qualsiasi, tra migliaia di persone. Tutto, ogni cosa, persona, era in movimento, in un disordine ordinato. Tutto verso un senso non senso. Le voci, le parole dei tanti si univano per mischiarsi tra tutti e per perdere il loro utile significato inutile. Il tempo scorre per tutti e io resto fermo nel tempo dei miei pensieri.
Io sono un fermoimmagine nel caos organizzato della folla. Mi perdo tra gli sguardi e i corpi come parte del niente. Io sono niente. Io sono quel qualcuno tra questi nessuno e sono il nessuno per ogni qualcuno. Sono parte della gente e la gente è parte di me.
Il mio Io mi mette al centro, perchè i miei pensieri sono il centro.
Tu sei ovunque. Tutto svanisce in questo e non ha più motivo di esistere.
Ti prendi me stesso e io non esisto.
Tu non esisti. Sei l'immagine in uno schermo, sei una voce dietro a un microfono.
Magari sei il nessuno che ora mi siede a fianco e io resterei cieco incapace, senza vederti.
Tu sei un sogno. Perchè sei dentro me ma non sei possibile fuori da me.
Mi attraversi inconsapevole nel modo migliore che credi, senza che io possa oppormi.
Tu sei reale. Sei nella mia testa, nel mio cuore. Esci come parole e liquidi dalla mia pelle, fino a possederne la punta, radice rigida di me.
Sono solo. Le persone intorno possono guardarmi ma nessuno vedrà mai questo. Non l'ho vissuto, ma l'ho vissuto. Ti bacio senza le tue labbra. Ti stringo senza il tuo corpo.
Mi sfuggi sotto le mani che non ti hanno mai stretto. Loro sono forti ma deboli.
Il tempo muore nei sorrisi, negli occhi, che mi circondano.
Sono tuo anche qui.
Ti amo.
by Jacopo Paoletti
La Sconosciuta - Giuseppe Tornatore
Tributo (assolutamente da vedere) - Colonna sonora (Ennio Morricone) - Trailer - Film completo
Sorrisi rubati.
Abbastanza coraggio, c'è sufficiente coraggio?
Per riuscire a scrivere anche di lei,
la prostituta lontana che ogni sera,
presente su quella strada sporca,
allarga le gambe per pochi spicci.
Bastano i versi? Bastano le parole?
Per dire che il suo cuore,
tra l'avvocato delle nove ed il tranviere delle dieci,
batte come il mio,
colando calore imposto.
Basta una poesia? Basta un foglio?
Per ricordare che i suoi occhi,
alla ricerca del cliente per l'ultima bolletta,
incrociano i miei,
dimenticando tutte le domande.
Ma non ho né forza, né coraggio,
per riuscire a fermare,
quando sola al sole gioca con il suo cane,
l'accusa insostenibile
di quel sorriso intangibile.
Da me mai conosciuto.
O forse solo perduto.
di Jacopo Paoletti
Hand-in-hand we walk through the cold
trying to get home. Trying to get home.
And if through the storm
it's your hand I lose,
lost and confused
I'll be reaching for you.
'Cause all of my life
I'll wait here for you.
If waiting for you
is what I must do.
And all of my failures
and all that I do
If they lead me to you
it's what I must do.
Hand-in-hand we walk through the cold
trying to get home. Trying to get home.
And if through the storm
you find someone new,
sad and confused
I'll be happy for you.
'Cause all of my life
I'll wait here for you.
If waiting for you
is what I must do.
And all of my failures
and all that I do
If they lead me to you
it's what I must do.
by Sean Fournier
I sogni di tutti, sono leggeri più dell'aria.
Sono aggrappati al mondo solo da un filo leggero.
Guardano verso il cielo, perché ad esso appartengono.
Quel filo è la speranza di chi ama, è la vera forza dei sogni.
Li tiene a terra per viverli. Li libera solo per farli morire.
La vita di tutti è come le sedie di una stazione.
Ci passano tutti, si siedono in tanti, e nessuno resta.
Io sono solo una sedia vuota di una sala d'aspetto.
Tra le tante sedie di questa stazione.
Fra tutte le sedie di questo mondo.
Come tutti, aspetto qui il treno della mia vita.
Sono tante le sedie occupate che mi circondano.
Perché tanti si chiamano amici per potersi sedere vicino.
Perché si può essere soli anche tra tante sedie piene.
Accanto alla mia sedia, ho visto tante facce.
L'hanno occupata in tante, ma nessuna voleva davvero restare.
Forse neanche tu; è ancora calda di te e tu già non ci sei.
Perché i treni sono solo arrivederci o addii.
Ma il mio sogno è come il mio palloncino.
E' un cuore rosso, che punta verso il cielo.
Lo so, questo filo è debole, ma è il mio (nostro?) grande sogno.
Non so se stai prendendo solo un caffè o sei già sul treno della tua vita.
Io aspetto il mio treno e stringo il mio palloncino, mentre resto seduto.
Sono solo, lo so, ma so quanto vale questo piccolo grande cuore rosso.
Ti amo.
di Jacopo Paoletti
---
The red Balloon.
The dreams of all, light the air.
Souls from a light thread are grabbed hold of the world.
They watch towards the sky, because to it they belong.
That thread is the hope of who loves, it is the true force of the dreams.
It holds them to the earth in order to let them live. They are free in order to only make... to die.
The life of all is like the chairs of a station.
All pass to us, they are based in many, and nobody remains.
I am only an empty chair of one I know it d' aspect.
Between the many chairs of this station.
Between all the chairs of this world.
Like all, the aspect here is the train of my life.
The occupied chairs are the many that encircle me.
Because many call friends for being able to seat close.
Because it can be single... also between many full chairs.
Beside my chair, I have seen many faces.
They have occupied in many, but nobody wanted indeed to remain.
Perhaps not even you; it is still warm from you and you already not here.
Because the trains are the alone good bye or goodbyes.
But my dream is like my balloon.
A red heart,tip towards the sky.
I know, this thread is a weak person, but it is mine (ours)...a great dream.
I do not know if you are only having coffee or already six on the train of your life.
I waited for my train and tighten my balloon, while seated rest.
They are alone... I know, it, but I know how much is worth this little one great red heart.
I love you.
by Jacopo Paoletti
Un mondo nel cuore.
Mi aggrappo alle tue parole
che sogno di abbracciare dalla tua voce,
le cerco lungo le pagine,
come nel nostro mondo,
ora unico possibile.
Sei qui e sono da solo.
Forse neanche tu stanotte
dormirai come devi
e non lo farò neanch'io;
non sarò con te ma lo sono qui.
Essere tuo. Essere l'Unico.
Le mie mani qui e adesso
sono "solo" i miei pensieri,
e loro restano intangibili,
senza toccarti.
I miei occhi si bagnano
come tu lo saresti di me.
Sei il mio sogno, sognami,
perchè voglio sognarti.
Buonanotte amore mio.
di Jacopo Paoletti
"Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro"
di Fabrizio De Andrè
Freccia rossa.
freddo pungente.
pioggia, tu, io
aggrappati ai vetri.
città di notte.
sigarette appena prese.
mi immergo nel buio.
cammino stanco. sono stanco.
occhi rossi. affogano persi.
mi stringo per non essere solo.
ricordare, ognuno nella propria città.
domani, di essere ancora nella stessa.
due notti come due anni.
tre giorni come altri tre.
ti conosco da sempre?
"ora non voglio più parlarti."
ho rubato te, portandoti addosso.
sei ancora e sempre qui
mentre stringo quell'accendino.
chiedimi di fumare anche stanotte.
quattro cerchi, quattro colori.
sei aggrappata al mio braccio
e ti stringo nelle mie mani.
non lasciarmi.
blu. notte.
mi trascino la città sotto i piedi
ll colore del cielo, non ci sono.
luci e buio, tra le auto e la strada.
un mondo stretto mi soffoca, sono solo.
rosso. labbra.
è caldo questo tiepido freddo. dolore.
il colore di una freccia rossa.
sa dove portarmi e quando portarmi via.
brillano i tuoi occhi dietro il finestrino.
bianco. seme.
voglio affondare in te prima di spegnermi.
il colore del mio desiderio sceso su di te.
mi addormenterò stanco di aver amato
senza mai essere stanco di amarti.
nero. passato.
ci guardiamo indietro. l'orizzonte del mare notturno.
il colore di chi c'è stato vicino. è stato amore.
tra i denti stringo il mio ultimo "ti amo" a lei.
nessuno merita di soffrire, la verità rende liberi.
"dammi qualche giorno ti prego..."
penserò di morire. sognerò di viverti.
stringimi e ti stringerò.
non lasciarmi perchè neanch'io potrò.
sono qui. ancora. ti amo.
di Jacopo Paoletti
"e il sipario è calato già
su questa vita che tanto pulita non è
e ricorda il colore di certe lenzuola
di certi hotel
che il nostro nome ce l'hanno già
e ormai nemmeno ti chiedono più
il documento d'identità
e allora eccoci, siamo qua
siamo venuti per niente
perché per niente si va"
di Francesco De Gregori
L'11 settembre del 2001 la sua ultima telefonata è stata al numero dell'emergenze statunitense: 911.
"Sto per morire, vero?", queste sono state le sue ultime parole.
Lo stesso giorno di quello stesso anno si spengono nello stesso istante nel medesimo luogo 2974 vite, uomini e donne di ogni provenienza e colore.
Vostra sorella. Vostro fratello. Vostra madre. Vostro padre. Il vostro miglior amico. La vostra migliore amica. Vostro marito. Vostra moglie. La vostra ragazza. Il vostro ragazzo. 2974 non è solo un numero. Sono queste persone.
Oggi, 11 settembre 2009, 2974 morti non hanno ancora dei responsabili certi. Mandanti e moventi sono tuttora ignoti.
Non dobbiamo dimenticarli, per non dimenticare cosa sia la giustizia. I nostri morti, a 8 anni di distanza da quel giorno, ci chiedono ancora questo.
Melissa aspetta questo. Non facciamoci prendere in giro anche da vivi.
Altre fonti:
- Capire l'11 settembre: http://nuke.crono911.org/
- La ricostruzione del WTC (Freedom Tower) e del Memorial 9/11
- Video amatoriali sull'11 settembre 2001
- I "Jumpers" delle torri gemelle (davvero scioccante)
- 911 Mysteries (sottotitolato in italiano)
- Cosa dissero i telegiornali italiani l'11/09/2001
Posts
Con l'intervista di domani, infatti, inizia la nostra collaborazione con l'International Journalism Festival di Perugia, una serie di interviste a diverse figure salienti nello scenario del nuovo giornalismo, del giornalismo d'inchiesta, dei social media, ma anche del giornalismo tradizionale, in preparazione del Festival del Giornalismo.
Dopo gli studi in storia dell'arte e storia del cinema, Claudia, che si autodefinisce tecno-curiosa e contastorie digitale, ha sviluppato la sua presenza online in parallelo a diversi impieghi nel settore della comunicazione turistica online. Appassionata di informazione, è presente in particolare su Twitter attraverso il quale nel corso del 2011 ha seguito e raccontato le rivolte nei Paesi arabi e numerosi altri eventi nel ruolo, nuovo per l'Italia, di social media curator.
L'ultimo progetto che ha coordinato è il sito internet Yearinhashtag.com, una rassegna multimediale dei principali avvenimenti del 2011 attraverso tweet, foto e video circolati sui social media, lavoro che riconosce il ruolo svolto dal citizen journalism nel racconto dei fatti.
Naturalmente se volete proporre una domanda da farle, compilate semplicemente il form qui sotto.
Maria Petrescu
Coming up soon: Claudia Vago
With tomorrow's interview we start the collaboration with the International Journalism Festival, a series of interviews with several important figures in the scenarios of new journalism, investigation journalism, social media, but also traditional journalism, in preparation of the Festival.
Our first interview for the #ijf12 series will be Claudia Vago, who doesn't like to be called a "journalist", but during these months she has explored in depth the potential of information mediated by social media, especially Twitter, where she is best know with the nickname "Tigella".
After the studies in art and cinema history, Claudia, who defines herself a "techno-curious" and digital storyteller, has developed her online presence in parallel with several other occupation in the online tourism communication sector. Passionate about information, she is present in particular on Twitter, where during 2011 she has documented the Arab countries protests and numerous other events in the role, completely new for Italy, of the social media curator.
The last project she has coordinated is the Yearhinhashtag.com website, a multimedia review of the main events of 2011 through tweets, photos and video published on social media, a project that recognizes the role of citizen journalism in telling the facts.
Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above.
Maria Petrescu
Il più recente è Drive: La sorprendende verità su ciò che ci motiva, che sfrutta le conoscenze acquisite in 50 anni di scienze comportamentali per ribaltare la saggezza convenzionale sulla motivazione umana e per offrire una strada più efficace verso le performance migliori. Drive è un bestseller del New York Times, Wall Street Journal, Washington Post, Boston Globe, Los Angeles Times, San Francisco Chronicle e Publishers Weekly, ed allo stesso tempo un bestseller nazionale in Giappone e Inghilterra. Il libro è tradotto in 31 lingue.
A Whole New Mind: Why Right-Brainers Will Rule the Future affronta il tema del pensare con l'emisfero destro nell'economia moderna e descrive le sei abilità che gli individui e le organizzazioni devono padroneggiare in un'epoca di automazione e delocalizzazione. A Whole New Mind è un bestseller del New York Times ed è stato tradotto in 24 lingue.
The Adventures of Johnny Bunko: The Last Career Guide You’ll Ever Need è il primo libro di business americano nel format giapponese del manga e l'unico graphic novel a diventare un bestseller di BusinessWeel. Illustrato dall'artista Rob Ten Pas, The Adventures of Johnny Bunko è stato tradotto in 14 lingue.
Il primo libro di Dan, Free Agent Nation: The Future of Working for Yourself, è stato un bestseller del Washington Post a proposito del quale il Publishers Weekly afferma: "E' diventato una chiave di volta nelle relazioni di gestione dei dipendenti".
I suoi articoli su business e tecnologia compaiono in molte pubblicazioni, incluso il New York Times, Harvard Business Review, Fast Company, Wired, e il Sunday Telegraph. Dan ha fornito l'analisi dei business trend con CNN, CNBC, ABC, NPR, e altre reti negli Stati Uniti e non solo. Inoltre tiene conferenze in tutto il mondo alle corporation, alle associazioni e alle università, parlando della trasformazione economica e del nuovo workplace.
Lui stesso è un libero professionista, in quanto il suo ultimo lavoro è stato alla Casa Bianca, dove dal 1995 al 1997 è stato il chief speechwriter del Vice Presidente Al Gore. Ha lavorato anche come assistente del U.S. Labor Secretary Robert Reich e in altre posizione in politica e nel governo. E' laureato in legge, ma con sua somma gioia non ha mai praticato.
Naturalmente se volete proporre una domanda da fargli, compilate semplicemente il form qui sotto.
Maria Petrescu
Coming up soon: Dan Pink
Our next interviewee will be Dan Pink, author of several provocative, bestselling books about the changing world of work.
His latest is Drive: The Surprising Truth About What Motivates Us, which uses 50 years of behavioral science to overturn the conventional wisdom about human motivation and offer a more effective path to high performance. Drive is a New York Times, Wall Street Journal, Washington Post, Boston Globe, Los Angeles Times, San Francisco Chronicle, and Publishers Weekly bestseller — as well as a national bestseller in Japan and the United Kingdom. The book is being translated into 31 languages.
A Whole New Mind: Why Right-Brainers Will Rule the Future charts the rise of right-brain thinking in modern economies and describes the six abilities individuals and organizations must master in an outsourced, automated age. A Whole New Mind is a long-running New York Times bestseller that has been translated into 24 languages.
The Adventures of Johnny Bunko: The Last Career Guide You’ll Ever Need is the first American business book in the Japanese comic format known as manga and the only graphic novel ever to become a BusinessWeek bestseller. Illustrated by award-winning artist Rob Ten Pas, The Adventures of Johnny Bunko has been translated into 14 languages.
Dan’s first book, Free Agent Nation: The Future of Working for Yourself, was a Washington Post bestseller that Publishers Weekly says “has become a cornerstone of employee-management relations.”
His articles on business and technology appear in many publications, including the New York Times, Harvard Business Review, Fast Company, Wired, and The Sunday Telegraph. Dan has provided analysis of business trends on CNN, CNBC, ABC, NPR, and other networks in the U.S. and abroad. And he lectures to corporations, associations, and universities around the world on economic transformation and the new workplace.
A free agent himself, Dan held his last real job in the White House, where he served from 1995 to 1997 as chief speechwriter to Vice President Al Gore. He also worked as an aide to U.S. Labor Secretary Robert Reich and in other positions in politics and government.
Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!
Maria Petrescu
Con questa intervista ad Andrea Salvadore iniziamo una breve serie di approfondimenti sul movimento Occupy Wall Street.Innanzitutto abbiamo chiesto ad Andrea in quale modo i manifestanti siano riusciti ad occupare un luogo così importante per l'economia mondiale senza un vero e proprio supporto politico o dei sindacati, utilizzando peraltro solo il proprio tempo libero. Andrea vede il movimento stesso come frutto delle aspettative che la campagna elettorale di Obama aveva creato, ma la sua singolarità è l'uso che è stato fatto dei social media e della comunicazione. [video]
La diversità di istanze e gruppi all'interno del movimento è stata considerata da molti un punto di debolezza, ma secondo Andrea è in realtà la sua vera forza, quello che veramente unisce i manifestanti. Naturalmente anche la cultura digitale, la crisi economica e la presenza del luogo simbolo Zuccotti Park hanno contribuito in varia misura, ma quella della coesistenza di anime diverse all'interno del movimento è una caratteristica molto americana, che rafforza le istanze invece di sfibrarle. [video]
Quella di OWS è quindi una conversazione sull'ineguaglianza che non ha obiettivi immediati, ma che sicuramente avrà degli sviluppi, ripercussioni ed echi nella campagna elettorale. Andrea ha spiegato inoltre il meccanismo che ha "drogato" la democrazia americana negli ultimi anni, lo stesso che ha portato alla deregolamentazione delle banche, con il conseguente potere di fare leverage e di impacchettare i titoli derivati che hanno poi portato alla crisi economica. [video]
Il movimento rimane quindi profondamente americano, relativamente indipendente dalle strumentalizzazioni politiche e sindacali, e in questo si distingue nettamente dai movimenti italiani. Si tratta di una conversazione divenuta ormai maggioritaria, e in quanto tale non più ignorabile. [video]
E' difficile stabilire se un eventuale legame tra Occupy Wall Street e la Primavera Araba si sia effettivamente formato, ma i portavoce del movimento sostengono di aver raccolto molti messaggi e molti modi di comunicare da Piazza Tahrir, e di esserne stati molto influenzati. [video]
Abbiamo parlato anche del cambiamento di filosofia e visione che accompagna il passaggio del movimento da est a ovest, fenomeno ormai già in atto anche per una questione pratica, legata al clima rigido dell'inverno sulla East Coast. Infatti i nuovi epicentri del movimento sono Oakland e Portland, che così incorpora anime ancora più diversificate che a NY. [video]
Infine Andrea ha espresso la sua riflessione in merito a quello che sarà il peso delle istanze dei veterani all'interno del movimento e al futuro del movimento stesso nei prossimi mesi. [video]
Buona visione!
Maria Petrescu
Instant | Andrea Salvadore on the #OccupyWallStreet movement #OWS
This interview with Andrea Salvadore is the first of a short series of interviews about the Occupy Wall Street Movement: Andrea is an Italian director, author and documentarist, he lives in New York and represents the careful eye of an Italian towards the American reality. He has been covering the movement from the beginning, and he has also made a documentary about Zuccotti Park, aired by RAI.
First of all we asked Andrea how the protesters have managed to occupy such an important place for the economy without having proper support from politics or unions, just using their spare time. Andrea sees the movement itself as the result of the expectations Obama's campaign created, but it is unique in the use that has been made of social media and communication. [video]
The diversity of groups and problems inside the movement has been considered by many a weak point, but in Andrea's opinion they are its real strength, what really unites protesters. Of course digital culture, the economic crisis and the presence of a symbolic place like Zuccotti Park have also contributed in various ways, but that of the coexistence of diverse souls inside the movement is a very American characteristic, that reinforces the movement itself instead of weakening it. [video]
OWS is a conversation about equality that doesn't have immediate goals, but that will surely develop into consequences and echoes in the electoral campaign. Andrea also explained the mechanism that has "drugged" American democracy during the past few years, the same mechanism that has brought to bank deregulation, with the consequent power to leverage and pack derivate titles that have then lead to the economic crisis. [video]
The movement is profoundly American, relatively independent from political and union instrumentalizations, and in this it is very distinct from Italian movements. It is a conversation that has now become majoritary, and no longer ignorable. [video]
It's difficult to assess whether a link between Occupy Wall Street and the Arab Spring actually has formed, but the movement's spokesmen have affirmed that they have found great inspiration in Tahrir's messages and communication techniques, and that they have been greatly influenced by it. [video]
We also talked about the shift in philosophy and vision that accompanies the transition of the movement from East to West, a phenomenon that is already happening for practical reasons, related to the cold winter weather on the East Coast. In fact, the new epicentres of the movement are Oakland and Portland, and this way it incorporates even more diverse souls than in NY. [video]
Finally Andrea has expressed his opinions about what will be the influence of the veterans' problems inside the movement and about the future of the movement itself in the next few months. [video]
Enjoy!
Maria Petrescu
Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Matteo Casini, fondatore di SmartLogo, una delle startup vincitrici del Grant di Working Capital.
L'idea di SmartLogo nasce dalla necessità di trovare un modo per utilizzare i QR code in una maniera che sia anche esteticamente gradevole, dato che vengono utilizzati sempre di più per le campagne pubblicitarie allo scopo di offrire servizi aggiuntivi ai visitatori. L'idea sarebbe quindi di inserire le informazioni direttamente nelle immagini dei loghi, permettendo all'utente di accedere ai dati associati usando il proprio smartphone. [video]
Il progetto è stato presentato a Working Capital come idea, e tuttora non è ancora stato sviluppato alcun prototipo, ma grazie al Grant il team ha cominciato a studiare le possibilità di sviluppo dell'applicazione. Si tratta infatti di un progetto che richiede un accurato studio delle tecniche di digital watermarking, che costituiscono il nucleo del progetto stesso.
In parte questo studio è già cominciato partendo dal background del MICC, del quale Matteo fa parte, e dalle informazioni aggiuntive recuperate dalla documentazione disponibile, ma le tempistiche sono ancora abbastanza incerte. Saranno sicuramente necessari 3 - 4 mesi per definire in maniera precisa quali sono le tecniche di marchiatura utilizzabili, dopodiché seguirà la fase di sviluppo vero e proprio. E' necessaria tuttavia anche una fase di test per raggiungere un livello di procedura stabile, per cui questi giorni saranno dedicati proprio alla definizione delle tempistiche. [video]
Il contest di Working Capital ha dato un'elevata visibilità al progetto, ma per ora i contatti si sono limitati a Telecom Italia, mostratasi molto interessata a SmartLogo: non sono stati presi, almeno per ora, contatti con altre aziende, ma naturalmente la speranza è che ci siano delle proposte e dei riscontri positivi per il 2012. [video]
Il team di SmartLogo è composto da 6 persone, tutte interne al MICC: Roberto Caldelli (responsabile del progetto), Rudy Becarelli (responsabile sviluppo), Andrea Del Mastio (responsabile ricerca), Irene Amerini (ricerca) e Paolo Mazzanti (grafico e webmaster).
Matteo si occupa in maniera diretta dello studio dello sviluppo per il digitale terrestre, ma si spera che comincerà, grazie al progetto SmartLogo, a occuparsi anche di digital watermarking. [video]
Invito tutti a guardare l'intervista completa, molto più ricca di dettagli e riflessioni rispetto a questa mia breve sintesi.
Buona visione!
Maria Petrescu
StartupID | Matteo Casini of SmartLogo
A few days ago we had the pleasure of interviewing Matteo Casini, founder of SmartLogo, one of the winners of the Working Capital Grant.
The idea of SmartLogo was born from the need to find a way to use QR codes so that they are also beautiful to watch, since they're being used more and more for ad campaigns to offer more services to visitors. The idea would be to insert the information directly into the logos, allowing the user to have access to the data using a smartphone. [video]
The project has been presented at Working Capital as an idea, and until now no prototype has been developed yet, but thanks to the Grant the team has been able to start studying the possibilities of development of the application. It's a project that needs an extremely accurate study of digital watermarking techniques, which actually are the core of the project itself.
This study has partly been started already, using some informations of the MICC background, and some information from already existing documents, but the timing is still quite uncertain. They will surely need 3 - 4 months to define which marking techniques are the most adequate, and after that there will be a development phase. A test period is also necessary to reach a stable level of procedure, so these days will be dedicated to defining the timing. [video]
The Working Capital contest has given great visibility to the project, but for now the contacts have been limited to Telecom Italia, who showed great interest for SmartLogo: there haven't been, at least not until now, any contacts with other companies, but hopefully 2012 will bring new proposals and positive collaborations. [video]
The SmartLogo team is made out of 6 people, all inside MICC: Roberto Caldelli (project manager), Rudy Becarelli (development), Andrea Del Mastio (research), Irene Amerini (research) and Paolo Mazzanti (graphic and webmaster).
Matteo deals with the study of development for Digital Terrestrial Television, but he would definitely like to start working on digital watermarking thanks to SmartLogo. [video]
I invite everyone to view the full interview, much richer in detail and insight than my brief synthesis.
Enjoy!
Maria Petrescu
Il 2011 è stato un anno pieno di avvenimenti importanti per l'Italia, specialmente dal punto di vista politico. Insieme a Diego Bianchi, autore di Tolleranza Zoro, abbiamo ripercorso alcuni degli eventi più salienti dell'anno 2011, a partire dalle rivolte di Manchester, passando per la manifestazione del 15 ottobre in Piazza San Giovanni a Roma, ed arrivando infine alle soglie delle dimissioni di Silvio Berlusconi.
Su La7 è recentemente andato in onda lo speciale di Diego, "Finale di Partita", di cui questa intervista approfondisce alcuni aspetti e argomenti che nel documentario venivano solo accennati.
Innanzitutto Diego ha descritto quella che è stata la manifestazione del PD del 5 Novembre in Piazza San Giovanni a Roma, un evento molto partecipato e caricato di un'atmosfera positiva in vista della prospettiva di caduta di Berlusconi. Il segretario del PD Bersani ha ribadito in quell'occasione la sua posizione riguardo ai passi da intraprendere in seguito alla caduta del governo. Lui più di tutti, infatti, era orientato ad andare subito al voto, sia perché in quel momento il PD aveva i voti necessari, sia perché in caso contrario alla successiva occasione utile il suo mandato come segretario sarebbe già scaduto.
Si era consapevoli, comunque, dei rischi che avrebbe comportato un governo di transizione molto poco popolare, con una presenza compromessa e annacquata del PD in quello che già si era capito sarebbe stato un governo "lacrime e sangue". [video]
Abbiamo chiesto anche quali sarebbero i candidati più probabili per coprire il ruolo di segretario del PD, e Diego ha elencato tre nomi: Nicola Zingaretti, anche se molto probabilmente diverrà il sindaco di Roma, Chiamparino e Matteo Renzi, l'attuale sindaco di Firenze.
La sua iniziativa alla Leopolda di Firenze ha fatto molto clamore, soprattutto perché Bersani non ha voluto parteciparvi, trasformando lo scisma interno al PD in un fenomeno mediatico enorme. E' stato un errore, secondo Diego, dare così tanto spazio alle polemiche quando sarebbe bastato semplicemente presentarsi alla Leopolda per disinnescare il "fenomeno Renzi". [video]
Dall'altra parte a Bologna, Pippo Civati e Debora Serracchiani hanno organizzato "Il Nostro Tempo", manifestazione che tuttavia non ha avuto lo stesso risalto sui media, probabilmente perché dal punto di vista della comunicazione non sono stati altrettanto accorti, sebbene avessero più contenuti condivisibili rispetto a Renzi.
Diego non è volutamente andato ad alcuna delle manifestazioni durante il mese di ottobre, innanzitutto perché ha trovato avvilente e paradossale che ogni leader si organizzasse la propria iniziativa. Sarebbe stato decisamente più produttivo organizzarne una sola, in cui tutti avrebbero potuto discutere e confrontarsi. [video]
Non potevamo non chiedere dettagli aggiuntivi rispetto agli scontri di Manchester e di Piazza San Giovanni a Roma, a cui Diego ha assistito personalmente, e che ha analizzato in maniera approfondita, evidenziando le differenze tra il comportamento delle forze dell'ordine inglesi e quelle italiane. [video]
Infine Diego ha risposto alle domande di Cristiana Alicata riguardo alla posizione del PD rispetto al matrimonio gay e alle famiglie arcobaleno, riprendendo la lunga intervista che Diego stesso aveva fatto a D'Alema, e alla domanda di Luca Alagna rispetto al motivo per cui in Italia non si è creato un vero movimento Occupy. [video]
Invito tutti a visionare l'intervista integrale, molto più ricca di dettagli e riflessioni rispetto a questa mia breve sintesi.
Buona visione!
Maria Petrescu
Intervistato.com | Diego Bianchi
2011 was a year filled with important political events for Italy. Together with Diego Bianchi, author of Tolleranza Zoro, we have analyzed some of the most important of them, starting from the Manchester riots, to the 15th of October protests in Piazza San Giovanni in Rome, and finishing with Berlusconi's resignment.
Diego's special "Finale di Partita" has recently been aired by La7, and this interview is a more profound analysis of some aspects and facts that were only mentioned in the documentary.
First of all Diego has described the PD gathering in Piazza San Giovanni on the 5th of November, an event that had a lot of participants and was permeated by a positive atmosphere, waiting for the Berlusconi government to fall. PD Secretary Bersani has made his point very clearly regarding what he wanted to do afterwards: he was probably the most willing to go elections right away, both because the Democratic Party had the numbers at that time, and because otherwise at the next elections he would no longer be PD's secretary.
Everyone was aware of the risks of an unpopular transition government, with a compromised and dilluted presence in what was already seen as a "tears and blood" government. [video]
We asked which would be the most probable candidates to cover the role of PD Secretary, and Diego has indicated three names: Nicola Zingaretti, even though he will probably become the Mayor of Rome, Chiamparino and Matteo Renzi, the current Mayor of Florence.
His initiative at the Florence Leopolda has originated a lot of discussione, especially because Bersani didn't want to participate, thus transforming the internal division of PD in a huge media phenomenon. It has been a mistake, in Diego's opinion, to give so much space to senseless discussions when it would have been so easy to just go to the Leopolda to "defuse" Renzi. [video]
On the other side, Pippo Civati and Debora Serracchiani have organized "Il Nostro Tempo", an event that hasn't had the same impact on media, probably because from a communication point of view they haven't been as resourceful, even though they had more content than Renzi.
Diego willingly didn't go to any of the events organized during the month of October, first of all because he thought it was quite strange that every leader organized their own initiative. It would have been much more productive to do just one, during which everyone would have been able to discuss and explain their position. [video]
We couldn't not ask some more details regarding the riots of Manchester and Rome, that Diego has seen in person, and that he analyzed in detail, stressing the differences between the behavior of the English and Italian police. [video]
Diego has also answered to Cristiana Alicata's question regarding PD's position when it comes to gay marriage and rainbow families, also explainaing part of a long interview he has done with D'Alema, and to Luca Alagna's question regarding the reason why in Italy we haven't had a proper Occupy movement. [video]
I invite everyone to view the full interview, much richer in detail and insight than my brief synthesis.
Enjoy!
Maria Petrescu
Ci sono state diverse polemiche anche relativamente al fatto che il fondatore e altri collaboratori arrestati insieme a lui fossero stati arrestati su indicazione dell'FBI in Nuova Zelanda, sebbene nessuno di loro fosse cittadino americano.
Su Twitter #OpMegaupload è diventato trending topic mondiale: sono stati attaccati con successo il sito del Dipartimento di Giustizia, dell'FBI, della Casa Bianca, di Universal Music, Copyright.org, Hadopi.fr, il sito della Warner Music, di BMI, Sony Music, solo per citarne alcuni.
In questo storify sono raccolti i documenti e i tweet più salienti relativi a quello che è accaduto, e che probabilmente avrà delle conseguenze rilevanti anche per #SOPA e #PIPA.
After the Arrest of Kim Schmitz, with the charges of Internet piracy and $500 milion in revenue losses for the content industry, the news about the FBI closing Megaupload and Megavideo has spread like wildfire. There have been several discussions about the fact that the founder and the other collaborators who were arrested with him were actually apprehended in New Zealand on FBI orders, even though none of them is an American citizen.
#OpMegaupload has become a worldwide trending topic on Twitter in a matter of minutes: Anonymous has taken down the websites of the DOJ, FBI, White House, Universal Music, Copyright.org, Hadopi.fr, Warner Music, BMI, Sony Music, just to name a few!
In this Storify there are the most relevant documents and tweets about what happened, and that probably will have a huge impact on the votes of the #SOPA and #PIPA bills.
Qualche settimana fa è stato nostro ospite Nicola Mattina, fondatore di Elastic ed esperto di social media e comunicazione corporate.
Innanzitutto Nicola ci ha spiegato che cos'è Elastic, la società che ha fondato: si tratta di una società di consulenza che si occupa di progetti che hanno a che fare con il digitale, e gestisce progetti di comunicazione che usano le tecnologie digitali come strumenti fondamentali per essere realizzati. [video]
La definizione di enterprise 2.0, secondo Nicola, sarebbe quindi portare dentro l'organizzazione le tecnologie e le prassi che nascono intorno alle tecnologie, dato che comunque tutti le sperimentiamo già su Internet, in primo luogo sotto la forma dei social media. [video]
Questo tipo di approccio porta a una degerarchizzazione interna alle aziende, un processo già in atto soprattutto nelle aziende che si confrontano in modo forte con il mercato. Abbiamo chiesto a Nicola quali siano gli strumenti che possono accelerare questo fenomeno di condivisione, ma a suo avviso il problema è culturale, più che di strumento. Se non c'è un cambiamento organizzativo, infatti, nessuno strumento potrà garantire il passaggio da un approccio all'altro, per quanto performante possa essere. [video]
Molte di queste iniziative vengono attuate con successo nei periodi di grande crisi, quando ormai la situazione è tale da spingere le aziende ad essere disposte a tentare qualsiasi tipo di cambiamento, dato che nulla di quel che è stato fatto fino a quel momento ha funzionato. Secondo Nicola uno dei passaggi importanti sarà quello dell'abbandono del computer come postazione fissa in favore del tablet, anche in ambito lavorativo, passaggio che si porterà dietro anche un mercato di app più o meno specifiche per le attività aziendali. [video]
E' probabile che un uso più intensivo porti anche alla necessità di un miglioramento infrastrutturale della rete stessa, anche se il problema di fondo rimane chi la paga. C'è un mondo, che è quello degli editori, che ha paura di una banda troppo larga, che di fatto è una tecnologia abilitante nel portare video su device on demand, eliminando la necessità della TV tradizionale. La conseguenza dell'evoluzione di questo fenomeno sarà che a usare la TV rimarranno solo le fasce deboli, mentre la fetta di mercato più pregiata si sposta altrove. Non è solo una questione culturale, quindi, ma anche e soprattutto di interessi economici. [video]
Abbiamo chiesto a Nicola che cosa è Working Capital, il progetto di Telecom Italia ora chiamato Premio Nazionale per l'Innovazione, nato per finanziare le migliori idee in 4 ambiti differenti. I business angel italiani, infatti, per quella che è stata l'esperienza di Nicola, sono estremamente cauti nel dare finanziamenti alle startup. Inoltre manca un ecosistema che porti le persone che si sono cimentate e hanno sviluppato l'idea di fare impresa verso un processo di crescita e maturazione in un'azienda vera e propria. [video]
Il consiglio principale di Nicola per chi volesse aprire una startup, quindi, è scordarsi dei finanziamenti e non pensare che servano dei soldi. Con startup su Internet si può partire anche molto velocemente, con un investimento abbastanza modesto, ma la prima cosa da pensare nel fare una startup è che si tratta di una cosa faticosa, e che quello che si pensa è tipicamente sbagliato. E' necessario quindi analizzare l'idea, capire dove è sbagliata, cambiarla e renderla più interessante.
In secondo luogo, è necessario confrontarsi moltissimo, e parlare della propria idea con persone più preparate, che possano fornire un insight e delle obiezioni costruttive all'idea originale. Bisogna però uscire dall'ordine di idee secondo il quale se racconti l'idea, qualcuno te la ruba. Infine è importante partecipare a qualsiasi competition per startup che esiste, farsi conoscere dai business angel e venture capital e tentare qualsiasi strada per far partire il proprio progetto. [video]
Abbiamo parlato più in dettaglio di questi e altri temi legati al mondo delle startup, delle aziende, e dell'uso che viene fatto all'interno di queste di alcuni strumenti di comunicazione innovativi.
Vi invito quindi a visionare l'intervista completa, molto più ricca di dettagli e riflessioni rispetto a questa mia breve sintesi.
Buona visione!
Maria Petrescu
Photo credit: Luca Sartoni
Intervistato.com | Nicola Mattina
A few weeks ago we had as our guest Nicola Mattina, founder of Elastic and social media and corporate communication expert.
First of all, Nicola explained what Elastic, the company he founded, is all about: it's a consultancy company that deals with projects that have to do with anything digital, and they manage communication projects that use digital technologies as the fundamental tools to be realized. [video]
The definition of enterprise 2.0, in Nicola's opinion, would be to bring inside the organization those technologies and practices that are generated around technologies, since every one of us experiment with them on the Internet already, especially with social media. [video]
This type of approach brings to a de-hierarchization inside companies, a process that is already happening especially in those companies that really deal with the market in a strong way. We asked Nicola which are the tools that can speed up this sharing phenomenon, but in his opinion the problem is more a cultural one, rather than a technological one. If you don't have an organizational change, no tool will be able to guarantee the transition from one approach to the other, no matter how good it is. [video]
Many of these ideas are put into action with great success in times of crisis, when the situation is so severe that companies are willing to try any kind of change, since nothing they've done until then has actually worked. Nicola thinks one of the most important transitions will be the end of the use of the computer for work, and the start of the tablet era. This transition will also bring an extended, specific app market, which will be especially designed for business activities. [video]
It is probable that a more intensive use will also bring to the need to improve the infrastructure of the web itself, but the real problem is who is going to pay for it. There's a world, the one of editors, that is extremely afraid of broadband, which is actually the technology that brings video on demand on devices, thus eliminating the need for traditional television. The consequence of the evolution of this phenomenon will be that the only ones still using TV will be the least privileged classes, while the most valuable market share will go elsewhere. It's not only a cultural matter, but also a matter of economical interests. [video]
We asked Nicola what Working Capital is, Telecom Italia's project which now goes under the name of National Prize for Innovation, which was born to finance the best ideas in 4 different fields. Italian business angels, in Nicola's experience, are extremely cautious when giving money to startups. Moreover, there's a severe lack of an ecosystem the can bring people who have developed the idea of founding a business towards a growth and maturation process in an actualy company. [video]
Nicola's main advice for those who want to open a startup is to forget about the money, and not think that they need it. With Internet startups you can actually go online very quickly, with a relatively small investment, but the first thing you must think when you open a startup is that it's a very difficult task and that whatever you're thinking is probably wrong. You have to analyze the idea, understand what's wrong with it, change it and make it more interesting.
Secondly, you need to talk about it a lot with people who are more skilled than you are, who can give you their insight and their constructive criticism about the original idea. You have to forget about the concept that, if you talk about the idea, someone is going to steal it from you. Finally it is vital to participate to any startup competition there is out there, get to know business angels, venture capitals and try to make your project take off in any possible way. [video]
We talked in more detail about these and other topics related to the world of startups, companies, and the use that they make of innovative communication tools.
I invite everyone to view the full interview, much richer in details and insights than my brief synthesis.
Enjoy!
Maria Petrescu
Fra poche ore intervisteremo Michael Brandvold, consulente freelance nell'industria musicale basato in California, fondatore di Michael Brandvold Marketing, azienda che ha lo scopo di far leva sugli anni di esperienza nel campo per fornire a clienti grandi e piccoli indicazioni utili nelle aree del marketing online e social, ma anche dell'e-commerce, dell'acquisizione di nuovi clienti e di retention.
Gene Simmons dei KISS è stato il primo a sfruttare le abilità di Michael come stratega di marketing online per lanciare a gestire tutti gli aspetti dell'affare multimilionario di Kissonline.com, incluso il loro programma innovativo di biglietti VIP. Michael ha gestito anche le attività online di Motley Crüe, Rod Stewart, Madonna, Ozzy Osbourne e Britney Spears, giusto per fare alcuni nomi.
Oltre agli artisti, Michael si occupa anche di startup: è stato speaker o panelist in occasione di molti eventi in tutti gli Stati Uniti, inclusi SXSW Interactive, California Music Industry Summit, Quicktime Live, NARM, The Conclave, Driven Music Conference e NARIP.
Sia nell'industria dell'intrattenimento mainstream che in quella per adulti, le abilità e il talento di Michael sono risorse vitali su cui molte aziende si basano per espandersi, prosperare ed operare in maniera efficace, efficiente e produttiva nell'economia online.
Autodidatta di HTML, Michael ha lanciato siti per Perris Records, Creative Communications, Sportmart e Montgomery Ward. Ma sarebbe stato KISS Otaku - il suo fansite per i KISS lanciato nel 1995 - a fare la sua fortuna.
Nel 1998, Gene Simmons dei KISS ha scoperto KISS Otaku ed ha voluto Michael come Director of Web Services alla Signatures Network, un'azienda Sony/CMGi, dove ha costruito da zero, gestito e fatto crescere KISSonline in un affare da milioni di dollari con oltre mezzo milione di visitatori al mese.
Michael è stato altresì fondamentale nello sviluppo ed esecuzione dei VIP Platinum Ticket Programs, che ormai sono ovunque nell'industria dei concerti. Prima band ad offrire un VIP Platinum Ticket program, durante la turnèe di 60 date negli Stati Uniti nel 2003, i KISS hanno ottenuto una vendita del 100% dei biglietti da 1000$, generando un milione e mezzo di dollari. Michael ha implementato lo stesso programma di biglietti VIP, gestendo il branding, marketing e vendite online, per U2, Motley Crüe, Rod Stewart, Madonna, Ozzy Osbourne, Britney Spears, Dream Theater, Alice Cooper e Jessica Simpson, con un fatturato di 20 milioni di dollari nei primi 12 mesi di operazioni. Le responsabilità di Michael includevano un lavoro molto ravvicinato con Universal Music Group, BMG/Sanctuary Records, Rhino Records, e Playboy.
Il passaggio all'industria dell'intrattenimento per adulti è avvenuto nel 2005, quando Michael ha accettato il ruolo di Direttore Vendite a GameLink.com, un rivenditore online di punta di prodotti e contenuti per adulti, per cui ha gestito una sales force esterna a Toronto, Philadelphia e Spagna, e con una base clienti di oltre 10.000 affiliati internazionali, che portavano circa 4 milioni di dollari annui.
Parleremo dell'utilizzo dei social media nell'industria musicale, le strategie e le tecniche di marketing che hanno avuto più successo e come coinvolgere i fan e i clienti incrementando la conversione.
Naturalmente se volete proporre una domanda da fargli, compilate semplicemente il form qui sotto.
Maria Petrescu
Coming up soon: Michael Brandvold
In just a few hours we'll be interviewing Michael Brandvold, freelance music industry consultant based in Northern California. Having launched Michael Brandvold Marketing to leverage his years of experience to provide direction to large and small clients in the areas of online & social marketing as well as e-commerce and customer acquisition and retention.
Gene Simmons of KISS first tapped Michael’s skills as a pioneering online marketing strategist to launch and manage all aspects of Kissonline.com’s multi-million dollar enterprise, including their ground-breaking VIP ticket program. Michael has also managed the online efforts for Motley Crüe, Rod Stewart, Madonna, Ozzy Osbourne and Britney Spears to name only a few.
Michael is also a advisor to a couple start-ups . He has been a speaker or panelist at many events across the country, including SXSW Interactive, California Music Industry Summit, Quicktime Live, NARM, The Conclave, Driven Music Conference and NARIP.
In both mainstream and adult entertainment, Michael Brandvold’s marketing talents, skills and savvy are vital assets that numerous companies rely upon to expand, prosper and operate effectively, efficiently and profitably in the online economy.
A self-taught master of HTML, Michael launched websites for Perris Records, Creative Communications, Sportmart, and Montgomery Ward. But it was KISS Otaku – his KISS fan site launched in 1995 – that would change his fortunes forever.
In 1998, Gene Simmons of KISS discovered KISS Otaku and personally tapped Michael as the Director of Web Services at Signatures Network, a Sony/CMGi company, where he built-from-scratch, managed and grew KISSonline into a multi-million dollar enterprise with over of a half million visitors a month.
Michael was also instrumental in the development and execution of VIP Platinum Ticket Programs, which are now ubiquitous in the concert industry. The first band to offer such a VIP Platinum Ticket program, KISS’ 2003 60-date US tour, achieved 100% sellout of the $1,000 tickets generating $1.5 million. Michael implemented the same VIP ticketing programs, and managed the online branding, marketing, and sales efforts, for U2, Motley Crüe, Rod Stewart, Madonna, Ozzy Osbourne, Britney Spears, Dream Theater, Alice Copper and Jessica Simpson grossing $20M in first 12 months of operations. Michael’s responsibilities included working closely with Universal Music Group, BMG/Sanctuary Records, Rhino Records, and Playboy.
Transitioning into the adult entertainment industry in 2005, Michael accepted the role of Director of Affiliate Sales at GameLink.com, a leading online purveyor of adult products and content, where he managed an external sales force in Toronto, Philadelphia and Spain, and a client base of over 10,000 international affiliates, which accounted for nearly $4 million in annual revenue.
We will be talking about the use of social media in the music industry, the marketing strategies and techniques that have been most successful and how to to engage fans and customers increasing conversion.
Of course, if you want to ask a question, simply fill in the form above!
Maria Petrescu
Domani avremo il piacere di intervistare Gini Dietrich, fondatrice e CEO di Arment Dietrich, Inc. e autrice di Spin Sucks.
Arment Dietrich è un'azienda di marketing non tradizionale che lavora nel mondo digitale con lo scopo di combattere e cambiare la percezione negative del PR e del marketing.
Per farlo, il team di Arment Dietrich gestisce il blog Spin Sucks per fornire informazioni e consigli sui trend legati a marketing, comunicazione, social media, imprenditoria, ottimizzazione dei motori di ricerca, e pubblicità.
Studiano anche l'astroturfing, casi di PR e marketing andati male, professionisti non etici, fornendo al tempo stesso idee su come migliorare questi casi di studio.
Autrice di Spin Sucks, il Blog dell'Anno scelto dai lettori per il 2010 e 2011, Blog di Marketing Top42 di Junta42, uno dei Top 10 social media blog di Social Media Examiner, e uno dei 150 blog AdAge Power, Gini ha partecipato a numerose conferenze, panel, sessioni di coaching e workshop in Nord America a proposito dell'uso della tecnologia online nella comunicazione, nel marketing, nelle vendite e nelle Risorse Umane.
Uno dei professionisti della comunicazione più quotati sui social network, Gini scrive anche per Crain's Chicago Business, AllBusiness e Franchise Times.
Avremo l'occasione di parlare di marketing, social media, e diversi casi di studio che possono essere molto utili per qualsiasi azienda voglia interagire con i propri clienti online.
Naturalmente se volete proporre una domanda da farle, compilate semplicemente il form qui sotto.
Maria Petrescu
Coming up soon: Gini Dietrich
Tomorrow we'll have the pleasure of interviewing Gini Dietrich, founder and CEO of Arment Dietrich, Inc. and author of Spin Sucks.
Arment Dietrich is a non traditional marketing firm that works in a digital world, with the aim of fighting and changing the negative perception of the PR and marketing industries.
In order to do just that, the team at Arment Dietrich manages the blog to provide expert information and advice on current issues and trends surrounding marketing, communication, social media, entrepreneurship, search engine optimization, and advertising.
They also look at astroturfing, bad PR and marketing practices, and unethical “professionals”, and provide ideas on how to make these case studies better.
The author of Spin Sucks, the 2010 and 2011 Readers Choice Blog of the Year, a Top 42 Content Marketing Blog from Junta42, a top 10 social media blog from Social Media Examiner, and an AdAge Power 150 blog, Gini has delivered numerous keynotes, panel discussions, coaching sessions, and workshops across North America on the subject of using online technology in communication, marketing, sales, and HR.
One of the top rated communication professionals on the social networks, Gini was recently named the number one PR person, according to Klout and TechCrunch, on the channels, and number one on Twitter, according to TweetLevel. She also can be found writing at Crain's Chicago Business, AllBusiness, and Franchise Times.
We will have the chance to talk about marketing, social media, and several case studies that can be useful for any company who wants to interact with clients online.
Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!
Maria Petrescu
Pochi giorni fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Paolo Franceschetti, dottorando presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e fondatore di SOLWA, una delle startup vincitrici del Grant di Working Capital - Telecom Italia.
Il progetto ha ottenuto diversi riconoscimenti nell'ultimo anno, primo fra tutti quello dell'ONU, che ha riconosciuto SOLWA come idea per lo sviluppo dell'umanità. Inoltre Paolo ha partecipato al TR35 del Technology Review Italia, pubblicato dal MIT, ed ha vinto il premio come Innovatore dell'anno 2011. [video]
SOLWA è uno strumento che serve a depurare l'acqua salata o inquinata usando solo ed esclusivamente la radiazione solare. Si tratta dunque di un prodotto che, attraverso l'evaporazione e la condensazione, permette di distillare l'acqua ed eliminare le parti inquinanti a costo praticamente zero.
L'idea è nata da una conoscenza che tutti abbiamo, ovvero quella del ciclo dell'acqua, ma la parte più difficile della sua implementazione è stato trovare delle modalità per ottimizzare questo processo aumentandone l'efficienza ed eliminare al tempo stesso il bisogno di energia elettrica o gas per alimentarlo. [video]
Inizialmente l'idea era destinata esclusivamente ai paesi in via di sviluppo come soluzione per l'acqua potabile, e infatti svariate ONG hanno chiesto dei prototipi da sperimentare. Inoltre il prodotto stesso è molto legato ai paesi in via di sviluppo per una questione climatica, in quanto ha bisogno di tanta energia solare per funzionare. Tuttavia ci sono anche diverse aziende locali interessate al procedimento di SOLWA per trasferirlo a settori differenti, in particolare per i problemi legati ai rifiuti, come ad esempio l'essiccamento dei fanghi di depurazione. [video]
La struttura di SOLWA è molto semplice: si tratta di una serie di scambiatori di calore e una serra con vasca di contenimento all'interno della quale scorre l'acqua. L'azione combinata dell'effetto serra e degli scambiatori di calore fa sì che l'acqua arrivi rapidamente a 80° C, trasformandosi in vapore che viene poi raccolto e fatto condensare. Tutto ciò che non evapora a temperature inferiori, quindi gli elementi inquinanti, rimane sul fondo della vasca e non si ritrova nell'acqua distillata ottenuta.
Questo procedimento permette di eliminare i sali, i metalli pesanti e altre tipologie di inquinanti che non vanno in sospensione, con un rendimento di 10 litri/metro quadro al giorno, a costo zero. SOLWA infatti non richiede né l'uso di sostanze chimiche, normalmente usate per depurare l'acqua, né energia elettrica, e una volta acquistato permette di avere un sistema di depurazione continua. [video]
L'acqua ottenuta è acqua distillata, quindi SOLWA prevede anche un sistema di post-trattamento costituito da filtri di sali minerali che rimineralizzano l'acqua rendendola potabile. Questa soluzione viene applicata ad esempio nel caso di inquinamento batteriologico, ma nei casi di inquinamento con metalli pesanti, l'acqua inquinata viene diluita con acqua distillata fino al raggiungimento di una concentrazione idonea. [video]
Abbiamo parlato quindi dei numeri di SOLWA, delle prospettive di crescita e dei futuri sviluppi previsti per il progetto. [video]
Invito quindi tutti a visionare l'intervista, molto più ricca di dettagli e informazioni rispetto a questa mia breve sintesi.
Buona visione!
Maria Petrescu
StartupID | Paolo Franceschetti of SOLWA
A few days ago we had the pleasure of interviewing Paolo Franceschetti, researcher at the Università Ca' Foscari in Venice and founder of SOLWA, one of the startups that won the Working Capital - Telecom Italia Grant.
The project has obtained several prizes and aknowledgements last year, first of all from the UN, that has recognised SOLWA as an idea for the development of humanity. Paolo has also participated in the TR35 Technology Review Italy, published by the MIT, and has won the prize as Innovator of the Year 2011. [video]
SOLWA is a tool that can purify salty or polluted water using only solar radiation. It is a product that, through evaporation and condensation, allows to distill water and eliminate the polluting parts practically cost-free.
The idea comes from a piece of information we all have, the water cycle, but the most difficult part of its implementation was finding ways to optimize the process, increase its efficiency and eliminating the need for electricity or gas to make it work. [video]
At the beginning the idea was destined exclusively to Third World countries as a solution to produce drinkable water, and in fact several ONGs have requested prototipes to experiment with. The product itself is intrinsecally linked to Third World countries, simply for a climatic reason: it needs a lot of solar energy to function. However there are also several local companies interested in SOLWA's core procedure, with the idea of transfering it to different sectors, particularly waste management, such as drying out sewage sludge. [video]
SOLWA's structure is very simple: it is a series of heat exchangers and a hothouse with a tub inside which the water flows. The combined action of the heat exchangers and the greenhouse effect makes the water go rapidly to 80°C, turning into steam that is then condensed. Everything that doesn't evaporate at lower temperatures, so the polluting agents, stays on the bottom of the tub and is thus separated from the distilled water obtained.
This procedure allows to eliminate salts, heavy metals and other types of polluting agents that don't suspend, and it can produce up to 10 litres/square meter a day, for free. In fact SOLWA doesn't require the use of chemicals that are usually used to purify water, nor of electricity, so once it's been bought it allows to have a continuous purifying system. [video]
The water obtained is distilled water, so SOLWA also has a post-treatment system with mineral filters that make the water drinkable. This solution is usually applied in case of bacteriological pollution, but in the case of heavy metal pollution, the polluted water is just dilluted with distilled water until the concentration is safe. [video]
We also talked about SOLWA's numbers, it's growth perspectives and the future developments that are in sight for the project. [video]
I invite everyone to view the interview, much richer in detail and information than my brief synthesis.
Enjoy!
Maria Petrescu
Domani avremo il grande piacere di intervistare Mark Schaefer, direttore esecutivo di Businesses Grow, autore dell'omonimo blog e noto esperto di social media marketing.
Mark ha 30 anni di esperienza nel marketing e titoli avanzati in business e scienze comportamentali applicate. Ha studiato con Peter Drucker alla Claremont Graduate University. Attualmente è uno scrittore di business apprezzato a livello mondiale, docente unniversitario e innovatore, ed ha ricevuto sette brevetti internazionali per nuove idee di prodotto con aziende Fortune 100. E' membro di facoltà alla Rutgers University ed ha partecipato come speaker alle più grandi conferenze degli Stati Uniti. Eì l'autore dei best-seller The Tao of Twitter e Return on Influence ed è apparso sul New York Times, Business Week e molte altre pubblicazioni. Il suo blog, {grow}, è tra i più importanti blog sul marketing nel mondo e Mark è nel primo 1% di influencer su Twitter.
La grande esperienza in vendite, marketing, e-commerce, social media, servizi creativi e comunicazioni di marketing, ha fatto sì che Mark potesse aiutare molti tipi diversi di business. Le partnership più riuscite di Businesses Grow sono state con imprenditori che avevano prodotti e servizi di grande qualità, ma che non potevano permettersi le spese di una risorsa full-time per il marketing per aiutarli a crescere. L'azienda fornisce supporto di marketing in outsourcing, con particolare attenzione sia alle opportunità di vendita a breve termine, sia al rinnovamento strategico di lungo termine.
Avremo l'opportunità di parlare dello scenario attuale per quel che riguarda il social media marketing, alcuni casi di studio e naturalmente del libro più recente di Mark: Return on Influence.
Naturalmente, se volete proporre una domanda, compilate semplicemente il form qui sotto!
Maria Petrescu
Coming up soon: Mark Schaefer
Tomorrow we'll have the great pleasure of interviewing Mark Schaefer, Executive Director at Businesses Grow and renowned social media marketing expert.
He has 30 years of global sales and marketing experience and advanced degrees in business and applied behavioral sciences. He has also been studying under Peter Drucker at Claremont Graduate University.
Mark is a globally-acclaimed business writer, university lecturer, and innovator, receiving seven international patents for new product ideas with Fortune 100 companies. He is a marketing faculty member at Rutgers University and has been a keynote speaker at major conferences around the nation. He is the author of the best-selling books The Tao of Twitter and Return on Influence and has appeared in the New York Times, Business Week and many other publications. His blog {grow} is among the top marketing blogs of the world and he is among the top 1 percent of all influencers on Twitter.
With extensive experience in sales, marketing, eCommerce, social media, creative services and marketing communications, Mark has helped many types of businesses. Businesses Grow's most successful partnerships have been with business owners who have great products and services but can’t afford the expense of a full-time marketing resource to help them grow. The company provides affordable out-sourced marketing support to address both short-term sales opportunities and long-term strategic renewal.
We'll have the opportunity of talking about the social media marketing scenario, case histories and of course, Mark's most recent book: Return on Influence.
Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!
Maria Petrescu
Domani avremo il piacere di intervistare Giovanni Scrofani, giurista d'impresa e fondatore del progetto Gilda35.
Nato nel 1974 sviluppa da subito una contraddittoria passione per le cultura digitale e la cultura umanistica, che porterà avanti per tutta la sua vita.
Uno dei primissimi ricordi della sua infanzia è legato alle partite con Pong, una delle embrionali console casalinghe in bianco e nero degli anni settanta. Vivrà tutto il cursus honorum di una generazione che è migrata dall’analogico al digitale in ogni aspetto della propria vita: Pong, ZX spectrum, PC IBM, 386, 486, Pentium I, Pentium II, Pentium III, Playstation ONE, Playstation 2, Playstation 3, Netbook, iPhone, Samsung Galaxy, Kindle.
Trascorre la giovinezza apprendendo rudimenti di programmazione in Basic, C, Visualbasic, Pascal, frequentando anche con profitto un liceo classico (il celebre Giulio Cesare di Roma) in una sezione sperimentale di informatica.
Trascorre gli anni novanta leggendo tonnellate di libri di filosofia, storia, letteratura greca e latina, testi religiosi delle tradizioni più disparate, collezionando una sterminata biblioteca di classici della fantascienza, del fantasy e del fantastico maturando un’ammirazione sterminata per la scena cyberpunk e Philip K. Dick, accumulando tonnellate di fumetti di ogni genere e stile, esercitandosi anche a livello amatoriale nell’arte del cartooning, viaggiando per mezzo mondo con ogni mezzo di locomozione possibile gironzolando per Europa, Nord America e Medio Oriente. Gioca di ruolo con quantità iperboliche di regolamenti, divertendosi a testare nuovi sistemi di gioco per gli importatori e matura una tale passione per i videogame da portarlo a diventare betatester di alcuni titoli famosi.
Sono anni formativi particolarissimi. Dal 1995 in Italia sbarca in pianta stabile Internet. Inizia a frequentare le prime Comunità Online, maturando una vasta conoscenza delle tematiche inerenti hacking, hacktivismo, Cultura Digitale. Vive in modo appassionato la stagione del web 1.0, che rimarrà un momento di presa di coscienza fondamentale sulle tematiche sociali, antropologiche e politiche.
Nel 2010 ha dato vita al Progetto Gilda35, la Comunità Online dei cosiddetti “Ricercatori”, che attraverso performance dadaiste, provocazioni digitali, vere e proprie indagini 2.0, cerca di far riflettere, con un pizzico di satira, su vizi e virtù dell’odierna cultura digitale.
Ha collaborato con Brand Care Magazine e Fanpage, scrivendo articoli e testi didattici su temi legati a diritto e nuove tecnologie e netnografia.
E’ membro attivo dell’Associazione Indigeni Digitali, che “promuove il confronto e il dibattito sugli aspetti innovativi, creativi ed evolutivi della Società italiana, con particolare riguardo ai sistemi di comunicazione, alla tecnologia, alla gestione, produzione di beni e servizi nel settore pubblico e privato al fine di individuare soluzioni che possano anche contribuire allo sviluppo dell’Italia” (art. 2 Statuto).
Naturalmente se volete proporre una domanda da fargli, compilate semplicemente il form qui sotto.
Maria Petrescu
Coming up soon: Giovanni Scrofani
Tomorrow we'll have the pleasure of interviewing Giovanni Scrofani, corporate lawyer and founder of the Gilda35 project.
Born in 1974, he develops a contradictory passion for digital and humanistic culture, which he will deal with his entire life.
One of his first memories as a child are linked to Pong games, one of the first game consoles in b/w in the 70s. He'll live the entire cursus honorum of a generation that migrated from analogic to digital in every aspect of daily life: Pong, ZX Spectrum, PC IBM, 386, 486, Pentium I, Pentium II, Pentium III, Playstation ONE, Playstation 2, Playstation 3, Netbook, iPhone, Samsung Galaxy, Kindle.
His youth was spent learning the basics of programming in Basic, C, Visualbasic, Pascal, and attending brilliantly a classic highschool (the famous Giulio Cesare in Rome) in an experimental informatics section.
He spent the 90s reading tons of philosophy, history, Greek and Latin literature books, religious texts of the most different traditions, collecting a huge library of Sci-Fi, fantasy and fantastic classics while developing a great admiration for the cyberpunk scene and Philip K. Dick, accumulating tons of comic books of every genre and style and practising the art of cartooning at an amateur level. He traveled across the world with any kind of transportation mean, visiting Europe, North America and The Middle East. He roleplays with hyperbolic quantities of rules, he has fun testing new game systems for importers and he has such a passion for videogames that he becomes a betatester for several famous titles.
These have been very particular years. In 1995 Internet arrives in Italy. Giovanni starts to participate in the first online communities, developing a vast knowledge about the topics regarding hacking, hacktivism and digital culture. He lives the web 1.0 season passionately, seeing it as a moment of fundamental aknowledgement on social, antropological and political themes.
In 2010 he started the Gilda35 Project, the online community of "Researchers", who, through dadaist performances, digital challenges, 2.0 inquiries, tries to make people think upon the vices and virtues of today's digital culture, with a bit of satire.
He has collaborated with Brand Care Magazine and Fanpage, writing articles and didactic texts on topics linked to law and new technologies and netnography.
He is an active member of the Indigeni Digitali Association, which "promotes the debate on innovative, creative and evolutionary aspects of Italian Society, with particular regard to the systems of communication, technology, management, production of goods and service in the public and private sector with the goal of finding solutions that can also contribute to the development of Italy" (art. 2 of the Statute).
Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!
Maria Petrescu
Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Antonio Tomarchio, fondatore di Beintoo, startup vincitrice dell'edizione 2011 di Le Web.
In primo luogo Antonio ha spiegato che cosa è Beintoo: un concetto semplice con dietro molta tecnologia. Si tratta infatti di una piattaforma che permette agli sviluppatori di applicazioni mobile di introdurre facilmente dinamiche del gioco competitive e collaborative all'interno delle loro app.
E' possibile quindi per gli utenti avere uno score, ottenere un punteggio in base ad azioni specifiche: è lo sviluppatore a decidere quali azioni incentivare. [video]
L'elemento chiave è costituito dal fatto che è possibile premiare gli utenti quando completano determinati obiettivi, e i premi possono essere forniti da sponsor esterni, inserzionisti che caricano offerte promozionali, coupon oppure offerte speciali. In questo modo gli advertiser possono acquisire nuovi clienti interagendo dentro un'esperienza di gioco, e dare diversi tipi di vantaggi a seconda della tipologia di obiettivo raggiunto. [video]
Attualmente Antonio è responsabile prodotto per l'advertising in Register.it, ed è stato in questo contesto che ha iniziato a lavorare su tematiche advertising in maniera estesa: la pubblicità online infatti era sempre più ottimizzata verso i bisogni dell'inserzionista o dell'editore, ma senza instaurare una vera relazione con l'utente finale. E' nata così l'idea di costruire una forma pubblicitaria che permettesse agli utenti finali di trasformare il tempo speso nel mondo virtuale in benefici reali. [video]
I numeri attuali di Beintoo sono molto interessanti, infatti ha un reach globale di 25 milioni di utenti e 3 milioni di utenti attivi giornalmente, 250 developers onboard e 60 app mobile rilasciate o in fase di rilascio. Il tasso di conversione delle offerte, quindi i tassi di reale acquisto si attestano nell'ordine del 18-20%, molto più alti rispetto ad altre forme di pubblicità.
Già oggi hanno il potenziale per consegnare 1 milione di premi al giorno e 400.000 utenti hanno agganciato il proprio profilo Facebook a Beintoo. [video]
L'obiettivo da qui a 12 mesi è di arrivare ad avere una community di iscritti con profilo associato di 10 milioni di utenti, un reach che passi dai 25 milioni di utenti attuali a 100 milioni, e arrivare a 25 milioni di daily active users. Per quanto riguarda il futuro remoto, Beintoo mira a diventare il leader della gamification internazionale, e per il 2013 punta ad avere un reach di 300 milioni di utenti e ben 60 milioni di daily active users. [video]
Antonio ci ha raccontato in dettaglio come è nata l'idea di Beintoo, da dove deriva il nome e quali sono le possibilità di diffusione e guadagno per gli sviluppatori che scegliessero di utilizzare il motore di gamification di Beintoo per coinvolgere i propri utenti, giusto per citare alcuni temi.
Invito tutti a visionare l'intervista completa, molto più ricca di dettagli, insight e informazioni rispetto a questa mia breve sintesi.
Buona visione!
Maria Petrescu
Photo credit: Aurora Chiste
StartupID | Antonio Tomarchio of Beintoo
A few days ago we had the pleasure of interviewing Antonio Tomarchio, founder of Beintoo , the startup winner of the 2011 edition of LeWeb.
First of all Antonio has explained what Beintoo is: a simple concept with a lot of technology behind it. It's a platform that allows mobile apps developers to easily introduce competitive and collaborative game dynamics inside their apps. It's possible for users to have a score based on specific actions: the developer decides which actions to incentivate. [video]
The key element is the fact that it is possible to give prizes to users when they complete certain goals, and the prizes can be supplied by external sponsors, advertisers that offer promotions, coupons or special offers. This way advertisers can get new clients interacting inside a game experience, and give different types of advantages based on the type of goal that has been reached. [video]
Antonio is currently product manager for advertising in Register.it, and it is inside this context that he started working on advertising in a diffuse manner: online advertising was optimized towards the needs of the editor or advertiser, without establishing a true relationship with the final user. The idea of building an advertising model that allows final users to transferm the time spent in the virtual world into real world advantages was born. [video]
Beintoo's numbers are quite interesting, they have a global reach of 25 milion users and 3 milion daily active users, 250 developers onboard and 60 mobile apps that have been released or are about to be. The conversion rate of offers, so the real rate of purchase, is around 18-20%, much higher than other forms of advertising. They already have the potential to give out 1 milion prizes a day and 400.000 have linked their Facebook profile to Beintoo. [video]
The goal for the next 12 months is having a community of users with associated profile of 10 milion users, a reach that goes from the 25 milion they have now, to 100 milion and 25 milion daily active users. As for the future, Beintoo's goal is to become the leader of internation gamification, and for 2013 they aim to have 300 milion users and 60 milion daily active users. [video]
Antonio has explained in detail how Beintoo was born, where the name comes from and which are the perspectives of diffusion and profit for developers who choose to use Beintoo's gamification engine to engage their users, just to name a few topics.
I invite everyone to view the full interview, much richer in detail, insight and information than my brief synthesis.
Enjoy!
Maria Petrescu
Oggi avremo il piacere di intervistare Jason Falls, autore, esperto di social media e CEO. Il suo è un nome che continua a comparire nelle conversazioni e nelle liste dei più grandi leader e pensatori nel mondo del social media marketing. E' uno dei pochi professionisti con diversi premi per strategie di social media, e nel 2009 ha vinto il Sammy Award per il suo lavoro sul progetto Jim Beam "Remake". Professionista delle pubbliche relazioni e grande produttore di contenuti, Falls ha fatto consulenze per brand Fortune 100, corporation regionali e startup fin dagli albori del social media marketing a metà degli anni 2000.
Le riflessioni di Jason sui social media sono state pubblicate sia online che in cartaceo in diverse forme, incluse alcune interviste da parte di media outlet online di punta. E' stato inoltre ospite di numerosi podcast molto conosciuti, incluso "Six Pixels of Separation" di Mitch Joel. Contribuisce occasionalmente al Forbes Magazine's Marketshare in una serie di discussioni video con Aaron Perlut.
Gran parte del suo lavoro come stratega è culminato nel suo primo libro, No Bullshit Social Media: The All Business, No-Hype Guide to Social Media Marketing, scritto in collaborazione con Erik Deckers e pubblicato nel mese di Settembre 2011. Porta il suo sarcasmo tagliente, le riflessioni del suo campo di expertise e aiuto pratico alle audience di tutto il mondo con talk regolari. Ha partecipato come speaker sia a conferenze che a riunioni corporate private in tre continenti.
Jason è l'ex presidente e co-fondatore di Social Media Club Louisville. Fa parte anche del Board di Direttori per il National Center for Family Literacy (NCFL) e la Louisville Free Public Library Foundation.
Naturalmente se volete proporre una domanda, compilate semplicemente il form qui sotto!
Maria Petrescu
Coming up soon: Jason Falls
Today we'll have the pleasure of interviewing Jason Falls, author, keynote speaker and CEO. He continues to be a name that surfaces at or near the top of conversations and lists of thought leaders and top thinkers in the emerging world of social media marketing. And for good reason. He is one of the few industry professionals with awards for social media strategy under his belt, having won a 2009 Sammy Award for his work on the Jim Beam “Remake” project. A public relations professional by trade and prodigious content producer, Falls has advised Fortune 100 brands, regional corporations and technology startups since the “early days” of social media marketing in the mid-2000s.
Falls’s thoughts on social media have been captured in print and on-line in various forms, including interviews by some of the leading online media outlets. He has been a guest on numerous popular podcasts, including Mitch Joel’s Six Pixels of Separation. Falls is also an occasional contributor to Forbes Magazine’s Marketshare in a video discussion series with Aaron Perlut.
Much of his work as a strategist culminated in his first book, No Bullshit Social Media: The All-Business, No-Hype Guide To Social Media Marketing, co-authored with Erik Deckers, which published in September 2011. He brings his sharp wit, industry insights and down-to-earth helpfulness to audiences around the globe with regular speaking engagements as well. He has spoken to both conference and private corporate audiences and on three continents and in four countries.
Falls is a former president and co-founder of the Social Media Club Louisville. He also serves on the Boards of Directors fro the National Center for Family Literacy (NCFL) and the Louisville Free Public Library Foundation.
Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!
Maria Petrescu
Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Cristiana Alicata, ingegnere per la Fiat, membro del PD dalla sua fondazione e sostenitrice dei diritti della comunità LGBT.
Innanzitutto Cristiana ha espresso la sua opinione in merito all'utilizzo dei social network da parte dei politici. Lei stessa tiene un blog dal 2006 ed interagisce su Facebook da ormai due anni, motivo per cui è stata criticata dal suo partito come "picconatrice", fatto che dimostra l'incoerenza del partito stesso nei confronti di uno strumento che non viene considerato importante, ma poi quando i giornalisti ne trasformano i contenuti in comunicati stampa, diventa pericoloso. Legge e risponde a tutti commenti sul blog, a differenza di altri politici che lo usano solamente per scrivere i comunicati stampa e non per creare il dialogo con gli elettori. [video]
Abbiamo parlato dei giovani e del fatto che questi abbiano poco spazio per emergere in un contesto gerarchico come quello del partito: Cristiana è contraria all'idea di partito liquido di Veltroni, che a suo avviso non porta ad altro che al governo di un singolo, come è accaduto per il PDL.
La sua idea di partito è di un partito organizzato, che promuova la competenza e sia permeabile verso l'esterno, in modo da poter coinvolgere anche quelle persone che non sono necessariamente iscritte e militanti, ma che votano e partecipano alle manifestazioni: questo potrebbe essere un modo per far sì che i giovani partecipino e siano utili al partito. [video]
Il partito infatti dovrebbe essere fondato sul dissenso costruttivamente utilizzato, condizione che attualmente non si verifica. E' necessario però compiere questo passo perché il mondo non è più allineato, la realtà è liquida, in ognuno di noi convivono più aspetti e complessità che contribuiscono singolarmente a identificare l'individuo. Una realtà così liquida secondo Cristiana può essere interpretata solamente da un partito solido e ben organizzato. [video]
Abbiamo chiesto a Cristiana se i giovani torneranno a dire la propria, e secondo lei affinché questo accada è necessario che i giovani stessi abbandonino gli schemi, altra condizione non attuata. Quel che accade molto spesso è che si pensa sia più facile appoggiarsi a qualcuno in alto per riuscire, invece di pensare che ci sia qualcuno che appoggia e sostiene dal basso.
I giovani dunque si libereranno nel momento in cui cominceranno a interpretare il loro tempo, e questo significherà cominciare a dire dei no. [video]
Per quanto riguarda invece il PD, secondo Cristiana sarebbe molto importante che Bersani sfruttasse quelle risorse interne che riescono a parlare con una parte di elettorato con cui lui e l'apparato non riescono a parlare.
C'è bisogno di una nuova classe politica diffusa e preparata, a partire dal piccolo comune montano del nord fino al piccolo comune marino della Sicilia. Forse con questa generazione si potrà arrivare a un livello europeo nell'amministrazione delle città: a suo avviso amministrare non significa solo prendere decisioni, ma trascinare la città verso il cambiamento. Spingere i cittadini a riciclare porterebbe a una diminuzione di tonnellate/giorno delle dimensioni delle discariche e farebbe sì che negli inceneritori vengano bruciati solo rifiuti che non producono emissioni dannose per la salute umana. Eliminare le barriere architettoniche e costruire più piste ciclabili consentirebbe di decongestionare il traffico e far sì che anche i disabili in carrozzina possano vivere la propria città. [video]
In chiusura abbiamo chiesto a Cristiana quale sarebbe la sua idea di come dovrebbe essere la regolamentazione delle unioni civili, e il suo pacchetto è costituito da matrimonio, adozioni, riconoscimento delle famiglie arcobaleno e leggi dignitose che rendano agibile il mondo del lavoro per i transessuali.
Più volte esponenti della Chiesa Cattolica si sono espressi in maniera sfavorevole in confronti di questo genere di provvedimenti, ma secondo Cristiana la Chiesa ha il diritto di dire ciò che vuole: è lo Stato laico che dovrebbe attenersi ai principi della Costituzione, della Carta dei Diritti Umani e a quello che viene fatto in ogni paese civile del mondo nelle prese di decisione. [video]
Abbiamo parlato anche di famiglie omogenitoriali, di edilizia invisibile, della distribuzione delle risorse e di giovani in politica.
Invito dunque alla visione dell'intervista integrale, sicuramente più ricca di riflessioni rispetto a questa mia breve sintesi.
Buona visione!
Maria Petrescu
Intervistato.com | Cristiana Alicata
A few weeks ago we had the pleasure of interviewing Cristiana Alicata, Fiat engineer and member of the Democratic Party since its foundation, and supporter of the LGBT community.
First of all Cristiana has expressed her opinion about the use of social networks by politicians. She has been keeping a blog since 2006 and has been present on Facebook for 2 years, which is the reason why she has been accused by her party. This proves that the party is incoherent when dealing with social tool, which aren't considered important: when journalists transform their content into press releases, however, they start to be considered dangerous. She reads and answers all comments on the blog, unlike other politicians that only use the blog to publish press releases, not to create dialogue with the voters. [video]
We talked about young people and the fact that they have little space to emerge in a context structured in such a hierarchical manner as the party is: Cristiana is against Veltroni's idea of a liquid party, which in her opinion only brings to the leadership of a single person, exactly like it happened for PDL.
Her idea is of an organized party, that will enhance competence and that is permeable towards the outside, so that they can engage those people who aren't inside the party, but still vote and participate to manifestations: this might be a way to make young people participate and be useful to the party. [video]
The party should be founded on the constructively used dissent, a condition that is currently not present. It is necessary to take this step because the world isn't alligned anymore, reality is liquid and in every one of us there are several complex aspects that coexist and contribute to identify the individual. Such a liquid reality, in Cristiana's opinion, can only be interpreted by a solid and very well organized party. [video]
We asked Cristiana whether young people will be able to express their own opinion, and she thinks that in order to reach this goal they will have to abandon schemes, another condition that isn't present. What often happens is that they think that it is easier to get support from above, rather than thinking that there might be someone supporting from below. Young people will be free when they will start to interpret their time, and this will mean that they'll have to start saying no's. [video]
As for the Democratic Party, Cristiana thinks that it would be very important for Bersani to use the internal resources that actually can talk with a part of the voters with which he and the apparatus cannot communicate.
A new political class, prepared and diffused, is necessary: starting from the small mountain town in the North to the small seaside town in Sicily. Maybe with this generation it will be possible to reach an European level in city administration: in her opinion to administrate doesn't only mean to take decisions, but pushing the cities towards change. Determining citizens to recycle would bring to a decrease of tons per day of the size of landfills and would allow incinerators only to burn trash that won't produce dangerous fumes. Eliminating architectonical barriers and building more bicycle paths would allow to decongest traffic and allowing disabled people in wheelchairs to live their city. [video]
In the end we asked Cristiana which is her idea about what should be the law regarding civil unions, and her package is constituted by marriage, adoptions, recognition of rainbow families and decent laws to make entering the work market for transsexuals easier.
Several times the Catholic Church has expressed negative opinions towards these kinds of measures, but in Cristiana's opinion the Church has the right to say whatever it wants: it's the secular State that should decide based on the Constitution, the Universal Declaration of Human Rights and what is done in every civilized country in the world. [video]
We also talked about same sex parents families, invisible building, the distribution of resources, young people and politics.
I invite everyone to view the full interview, surely richer in insight than my brief synthesis.
Enjoy!
Maria Petrescu
Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Johnnie Maneiro, fondatore di Clapps.me.
Clapps.me è una web app che serve per creare siti internet, sia pagine singole che mini siti personali, utilizzati per scopi personali, aziendali oppure in occasione di eventi particolari.
L'utilizzo è molto semplice: basta inserire una email e un nome utente e l'account è subito disponibile. E' possibile modificare la pagina usando le app all'interno di Clapps, cambiare i font, l'impaginazione, i colori, l'immagine di background, giusto per fare qualche esempio. [video]
Johnnie ha spiegato che si tratta di un progetto nato a Madrid in seguito a un incontro con dei venture capitalists per un altro progetto, in seguito bocciato. Le discussioni portate avanti quel giorno, tuttavia, lo hanno spinto a cominciare subito a lavorare a quello che sarebbe diventato Clapps, mettendo insieme tutte le parole chiave e le problematiche emerse durante quell'incontro.
Il nome stesso del servizio deriva dalla fusione delle parole "cloud" e "apps". [video]
Qualche giorno fa un ragazzo giapponese ha creato la propria pagina con Clapps e poi pubblicato sul suo blog un post in cui spiegava ogni passaggio, portando moltissimi utenti giapponesi a utilizzare il servizio. In occasione di questo evento è uscita la release "Tokyo", ovvero l'app del nuovo Twitter, che è possibile integrare nella grafica della pagina stessa.
Prossimamente verranno prodotte anche le app per mobile e tablet, alle quali già si sta lavorando, e questi giorni è uscita la release dell'integrazione con Instagram, che permette di avere come sfondo sulla propria pagina l'ultima foto caricata appunto su Instagram.
In futuro potrebbe essere prevista anche l'integrazione con Facebook, ma Johnnie vuole evitare il più possibile che Clapps diventi un social network, in quanto questo significherebbe un appiattimento dal punto di vista della grafica e del template. Le pagine non devono apparire come dei profili dal layout uniforme nello stile di Facebook, ma nemmeno come le pagine di Myspace. [video]
Clapps non diventerà mai a pagamento in quanto tutte le funzionalità di base rimarranno gratuite. Il modello di business prevede però l'esistenza di app a pagamento, che l'utente potrà scegliere di acquistare e integrare nella pagina oppure no.
Per quanto riguarda invece le aziende, queste potranno offrire ai propri utenti la possibilità di avere una pagina personalizzata con il logo dell'azienda, e questo servizio sarà a pagamento. [video]
I numeri di Clapps sono promettenti: 50-60 nuove pagine al giorno, 500 clappers iscritti e 1000 visualizzazioni al giorno. Si tratta dunque di uno strumento per il personal branding e per la comunicazione delle piccole aziende, che stanno già cominciando a creare il proprio minisito usando la funzione +5. [video]
Invito dunque alla visione dell'intervista, molto più ricca di dettagli rispetto a questa mia breve sintesi.
Buona visione!
Maria Petrescu
StartupID | Johnnie Maneiro of Clapps.me
A few days ago we had the pleasure of interviewing Johnnie Maneiro, founder of Clapps.me.
Clapps.me is a web app for the creation of internet pages or minisites that can be used for personal and professional goals or in case of particular events. Using Clapps is very simple: the user just has to insert an username and an email and the account is available straight away. It's possible to modify the page using the apps inside Clapps, such as changing fonts, colors, the background image or the position of the elements of the page, just to name a few. [video]
Johnnie explained that the project was born in Madrid after a meeting with some venture capitalists for another project, which was eventually rejected. The conversations carried on during that day, however, have motivated him to start working right away on what would eventually become Clapps, putting together all the keywords and the problems that were noted during the meeting.
The name of the service is a fusion of the words "cloud" and "apps". [video]
A few days a Japanese man created his page with Clapps and then published on the blog a walkthrough with every step, documented by screenshots, which brought a lot of Japanese users into the service. To celebrate this event, the release "Tokyo" was issued, which is the Twitter app that now can be integrated in the graphic of the page.
Soon the mobile and tablet apps will be available, since programmers are already working on them, and these last few days the integration with Instagram was issued: it allows users to have as a background the last picture taken with Instagram.
In the future there might also be an integration with Facebook, but Johnnie wants to prevent Clapps from becoming a social network, since this would mean that the profiles will be uniformed. The pages are intended to be different from both Facebook (uniformed template) and MySpace (extreme customization). [video]
Clapps will never become a paid service, since all the basic functions will remain free. The business model actually includes paid apps, so the user will be able to choose whether to buy and integrate those apps in his page or not.
As for companies, they will be able to offer their clients the chance of having a personalized page with the company logo, and this service will be paid. [video]
Clapps' numbers are promising: 50-60 new pages a day, 500 subscribers and 1000 views a day. It's a personal branding and small companies communication tool, and many are already starting to create minisites using the +5 app. [video]
I invite everyone to view the full interview, much richer in details than my brief synthesis.
Enjoy!
Maria Petrescu
Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Antonio Lupetti, noto blogger italiano autore di Woorkup.com.
Woorkup è nato due anni fa come sito di tutorial sul web design, ma col tempo Antonio ha iniziato ad allargare lo spettro degli argomenti per includere anche Internet, social media e tecnologia. Inizialmente il blog era completamente in inglese, e solo in un secondo momento è passato ad avere articoli anche in italiano, che attualmente costituiscono la maggioranza dei post.
Il cambiamento è avvenuto perché secondo Antonio in Italia c'è ancora poco contenuto di questo tipo, ed attirare traffico diventa molto facile soprattutto per un blog come Woorkup, che si è già costruito una notorietà e una base di lettori molto ampia. Il passaggio è stato utilissimo ed ha avuto un successo inaspettato: il traffico dall'Italia è incrementato in maniera significativa, grazie anche ad un ottimo posizionamento del sito su Google.
I numeri di Woorkup sono molto interessanti: 15.000 visite al giorno da parte soprattutto di utenti italiani, tenendo in considerazione il fatto che i post in inglese attirano moltissimi lettori dall'estero. Ad esempio in occasione della pubblicazione di un'infografica sull'acquisizione di Google, ripresa da FastCompany, le visite hanno toccato un picco di 50.000 al giorno. [video]
Le prospettive per il futuro consistono nel rafforzare la leadership di Woorkup in Italia e aumentare i numeri delle visite: esistono dei prodotti editoriali con più autori che contribuiscono agli articoli, ma Antonio vuole portare avanti il concetto di "single man blog".
Molte persone si sono mostrate interessate a scrivere sul blog, quindi è ragionevole pensare che in un futuro non troppo lontano Woorkup possa diventare una vera e propria testata editoriale con una propria redazione. Almeno per adesso, tuttavia, Antonio rimarrà l'unico autore dei post e videopost di Woorkup. [video]
A suo avviso i tempi sono ormai maturi per testate come Mashable o Techcrunch: in Italia non ci sono molti blog legati a una figura singola che abbiano molta visibilità e che riescano a fare numeri molto alti. Woorkup inaspettatamente riesce a fare entrambe le cose e potrebbe costituire la leva fondamentale per creare una testata italiana forte.
Naturalmente il numero delle visite deve essere pesato in quanto il mercato italiano è molto più ristretto e chi si interessa di tecnologia in Italia generalmente attinge direttamente alle fonti americane. [video]
Paradossalmente i post in inglese toccano grandi numeri per contenuti innovativi, come ad esempio le infografiche, mentre i post generali sono i più letti dagli utenti italiani. Manca infatti un hub che costituisca il centro di informazioni che aggreghi i contenuti: l'obiettivo è di sviluppare Woorkup appunto in questa direzione, senza però tralasciare gli articoli in inglese, costituiti fondamentalmente da tutorial sul web design. [video]
Abbiamo chiesto quali siano le sue fonti di informazione: innanzitutto i feed dei blog ufficiali di alcuni siti e testate giornalistiche importanti, come Facebook, Google, Twitter, Foursquare, ma anche l'Huffington Post o Business Insider.
Un aspetto interessante è il diverso approccio che i lettori italiani hanno nell'interazione con i siti web, infatti c'è una predisposizione maggiore a commentare rispetto ai post in inglese, che invece vengono condivisi molto di più attraverso i social media. [video]
Abbiamo concluso con le prospettive per il futuro: Antonio vuole focalizzarsi sulle notizie multimediali, quindi sta sviluppando un format video per attirare altro traffico anche attraverso YouTube e Vimeo.
Invito dunque alla visione dell'intervista, molto più ricca di informazioni e riflessioni rispetto a questa mia breve sintesi.
Buona visione!
Maria Petrescu
10 minutes with Antonio Lupetti
A few weeks ago we had the pleasure of interviewing Antonio Lupetti, famous Italian blogger and author of Woorkup.com.
Woorkup was born two years ago as a web design tutorial site, but in time Antonio started widening the topics horizon to include Internet, social media and technology. Initially his blog was entirely in English, and only after a while he started posting in Italian as well. Italian posts are now the majority inside Woorkup.com.
The change happened because Antonio thinks there's too little content of this type in Italy, and getting traffic is quite easy for a blog like Woorkup, which already has a stable and wide user base. The shift was extremely useful and has had an unexpected success: the traffic from Italy increased drastically, also thanks to great positioning on Google.
Woorkup's numbers are quite interesting: 15.000 visits/day mostly from Italian users, but English posts still bring many readers from abroad. When he published an infographic about Google's acquisition, reposted by FastCompany, the visits reached a peak of 50.000/day. [video]
The future perspectives consist in reinforcing Woorkup's leadership in Italy and increasing the visits: Italy has some editorial products with several authors contributing to write the articles, but Antonio wants to bring ahead the concept of "single man blog". Many people have shown interest in writing on Woorkup, so it is reasonable to think that Woorkup will become a real magazine, with its own editorial staff, but at least for now Antonio is the only author of posts and videoposts on Woorkup. [video]
In his opinion the times are ripe for magazines like Mashable or Techcrunch: in Italy there aren't many blogs linked to one single figure that have great visibility and make great numbers. Woorkup manages to do that, and could constitute the lever to create a strong Italian magazine.
Of course the number of visits must be weighted since the Italian market is much smaller, and whoever is interested in technology usually goes directly to the original, American sources. [video]
The English posts have the most visits when they have innovative content, such as infographics, while general posts are the most read by Italian users. There is no hub that can constitute the center of information to aggregate the content: the goal is to transform Woorkup in this direction, without leaving out English posts. [video]
We asked Antonio what his sources are: mostly official blogs of some important websites and magazines, such as Facebook, Google, Twitter, Foursquare, but also Huffington Post and Business Insider. One interesting aspect is the different approach Italian readers have in the interaction with websites, there's a tendency to leave more comments than on an English post, that usually get shared a lot on social media. [video]
We finished with the perspectives for the future: Antonio wants to concentrate on multimedia news, so he's developing a video format meant to get more traffic through YouTube and Vimeo.
I invite everyone to view the full interview, much richer in information and insight than my brief synthesis.
Enjoy!
Maria Petrescu
Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Stefano Mizzella, social media strategist in Open Knowledge.
Innanzitutto abbiamo chiesto a Stefano quale sia la sua definizione di gamification: in sostanza si tratta dell'utilizzo del gioco in ambiti che non sono ludici, e che possono spaziare dal marketing alla comunicazione, all'innovazione, collaborazione e business.
Attualmente la gamification sta attraversando una fase di hype, tutti ne parlano ed è diventato un fenomeno alla moda, portando alla creazione di definizione più ortodosse e altre più ibride, ma ad ogni modo è qualche cosa che appassiona. Stefano, pur non essendo un game designer o un esperto di giochi, ne sta seguendo le evoluzioni con attenzione e senso critico.
Il suo maggiore interesse è nel capire in che modo le meccaniche, le dinamiche del gioco possano avere risultati all'interno dell'attività professionale, per coinvolgere meglio sia clienti che dipendenti. [video]
Abbiamo parlato quindi di alcuni esempi di utilizzo delle dinamiche del gioco da parte delle aziende con i propri clienti, primo fra tutti il caso Starbucks in associazione con Foursquare, ma la vera difficoltà è portare il gioco dentro l'azienda, dove ci si scontra con ostacoli molto più grandi. Tutto ciò che è legato all'ambito ludico è visto come una minaccia per l'attività lavorativa, ma in realtà molte delle strategie utilizzate verso l'esterno possono essere portate all'interno per migliorare la produttività. [video]
Alcuni parallelismi sono già evidenti, come la corrispondenza tra la intranet aziendale e Facebook, piuttosto che quella tra il check-in su Foursquare e il timbrare il cartellino: le modalità del gioco possono cambiare in meglio il comportamento. Si tratta quindi di un'applicazione delle dinamiche del gioco non fine a se stessa, ma intesa come vettore di cambiamento su diversi livelli, ovvero collaborazione, innovazione e leadership. [video]
Per quanto riguarda il lato collaborazione, una prima applicazione sarebbe possibile a livello di intranet. Molte aziende pensano che basti avviare l'intranet e tutti gli utenti smetteranno di usare le email e cominceranno ad aggiornare status e a condividere elementi professionali, ma questo non accade quasi mai proprio perché manca il coinvolgimento. Applicare dinamiche del gioco a un contesto di collaborazione interna come la intranet può avere risultati positivi, soprattutto se l'azienda incentiva le dinamiche di competizione e sfida veicolate dal gioco. [video]
L'innovazione può diventare partecipativa, collaborativa: anche i dipendenti di livello medio/basso hanno una voce e possono esprimere la propria idea e la propria opinione. Nascono così le piattaforme di idea management, su cui però a sfidarsi ed entrare in competizione sono le idee, generando competizione anche tra chi quelle idee le ha proposte, magari attraverso un sistema di punti. [video]
Naturalmente non tutto è "gamificabile", le dinamiche del gioco non posso essere applicate, come alcuni dicono, a qualsiasi tipo di prodotto e a qualsiasi tipo di business. I game designer, in particolare, considerano il gioco qualcosa di più importante, che ti deve immergere in un'esperienza ben più significativa di una semplice raccolta di punti. Bisogna quindi capire le reali motivazioni e i reali bisogni dei dipendenti che si vogliono sollecitare attraverso il gioco.
E' difficile infatti coinvolgere i dipendenti in un'ottica comportamentistica, promettendo gadget di valore più o meno alto in cambio della partecipazione alle discussioni. Si deve invece capire come la partecipazione e l'attitudine alla competizione migliora il modo in cui si lavora, portando vantaggi sia per il singolo che per l'azienda. [video]
Abbiamo parlato anche di modelli freemium, dell'evoluzione della gamification in ambito aziendale e le tattiche e le strategie che sarà necessario implementare affinché le applicazioni non rimangano sterili, ma portino ad effettivi benefici.
Invito tutti alla visione dell'intervista, molto più dettagliata e ricca di informazioni rispetto a questa mia breve sintesi.
Buona visione!
Maria Petrescu
10 minutes with Stefano Mizzella
A few weeks ago we had the pleasure of interviewing Stefano Mizzella, social media strategist in Open Knowledge.
First of all we asked Stefano what his definition of gamification is: basically it's the use of game dynamics in context that aren't linked to games, and that can rage from marketing to communication, to innovation, collaboration and business.
At the moment gamification is in a period of hype, everybody's talking about it and it has become an up-to-date feature which leads to the production of several definitions, both orthodox and hybrid, but by any means it's a topic people are very passionate about. Stefano, even though he's not a game designer or a game expert, is following the evolution with great attention.
His main interest is understanding in what ways game mechanics can bring results inside the professional activity, with the goal of engaging both clients and employees. [video]
We talked about some examples of use of game dynamics in businesses, first of all the Starbucks case in association with Foursquare, but the real trick is bringing games inside the company, where you find much greater resistance. Everything that has to do with games is seen as a threat for the working activity, but in reality many of the strategies used towards clients can be brought inside to increase productivity. [video]
Some parallels are already self-explanatory, such as the intranet - Facebook parallel, or the Foursquare check-in - clocking parallel: game dynamics can change behavior and make it better. We're talking about an application of game mechanics that is seen as a vector of change on different levels, collaboration, innovation and leadership. [video]
As for the collaboration aspect, a first possible application would be possible at an Intranet level. Many companies think they will just have to start the intranet and all users will stop using emails and start updating their status and sharing professional content, but this hardly ever happens because there is a severe lack of engagement. Applying game dynamics to an internal collaboration context such as the intranet can bring to positive results, especially if the company incentivates competition dynamics through games. [video]
Innovation can become collaborative: even medium/low level employees have a voice and can express their ideas and opinions. This is how idea management platforms are born, on which ideas compete and generate competition among those who have proposed them through a system of points of badges. [video]
Of course not everything can be "gamified", game dynamics cannot be applied, as some say, to any kind of product or any kind of business. Game designers, in particular, consider games as something more important, that must bring you an experience that goes further than just getting points. Companies must understand the true motivations and real needs of the employees they want to engage through games.
It is very difficult to engage employees in a behavioral optic, by promising gadgets in exchange for participation. They must understand how participating and competition make work better and bring benefits both for the employee and the company. [video]
We also talked about freemium models, the evolution of gamification in companies and the tactics and strategies they will have to implement in order to actually bring benefits to the company.
I invite everyone to view the full interview, much more detailed and rich in information than my brief synthesis.
Enjoy!
Maria Petrescu
Domani avremo il piacere di intervistare Alberto Cottica, economista esperto di politiche pubbliche collaborative e online, nonché autore di Wikicrazia.
La musica e le scienze sociali sono sempre stati i suoi interessi principali. Non riuscendo a decidersi tra i due, ha deciso di perseguirli entrambi e ha finito per diventare uno strano mix di musicista folk-world e di economista che si interessa della creatività umana come motore di sviluppo.
Come economista, dunque, è un esperto di politiche pubbliche collaborative e online. La pervasività di Internet, insieme ai cambiamenti sociali a cui si associa, apre la strada alla produzione delle politiche pubbliche e perfino di certi servizi pubblici in modalità wiki, collaborativa.
Ha maturato un’esperienza diretta nel lancio, mantenimento e cura di comunità di cittadini che lavorano insieme alle autorità di governo verso obiettivi di natura pubblica. Ha lavorato principalmente per il Ministero dello Sviluppo Economico e il Consiglio d’Europa, ma ha anche esperienze al livello regionale e locale.
Si interessa di economia della complessità, che vede come un modo fecondo di pensare a questi argomenti; per rendere la sua analisi più rigorosa fa ricerca in questo campo come studente di Ph.D. all’Università di Alicante. Ha pubblicato un libro sulle politiche pubbliche al tempo della rete, dal titolo Wikicrazia, diversi saggi e il suo blog; quando scrive o parla in pubblico fa del suo meglio per essere chiaro senza banalizzare gli argomenti che tratta.
Come musicista è interessato alle radici della sua nativa Emilia Romagna, che gli piace raccontare attraverso la musica in tutto il mondo. Il suo progetto principale è il gruppo di folk digitale Fiamma Fumana, molto attivo soprattutto in nord America e nord Europa. Collabora anche con il suo vecchio amico Cisco e, occasionalmente, con alcuni artisti stranieri di world music come i britannici Transglobal Underground e la danese Gudrun Holck. E' anche nel gruppo fondatore dei Modena City Ramblers, in cui ha militato per anni.
Avremo modo di parlare di Wikicrazia, di come è cambiata la politica in questi ultimi anni grazie alle nuove tecnologie e soprattutto quali sono le prospettive per il futuro.
Naturalmente se volete proporre una domanda, compilate semplicemente il form qui sotto!
Maria Petrescu
Coming up soon: Alberto Cottica
Tomorrow we'll have have the pleasure of interviewing Alberto Cottica, economist, expert of public collaborative online politics and author of Wikicracy.
Music and social sciences have always been his main interests. Not being able to decide between the two, he decided to pursue both and he ended up turning into a strange mix of a folk-world musician on the one side and an economist interested in human creativity as a development engine on the other.
As an economist, he is an expert of public collaborative online politics. The pervasivity of the Internet, together with the social changes it associates with, opens the door to the production of public politics and even some public services in a wiki, collaborative mode.
He has matured a direct experience in the launch, maintenance and curation of citizen communities that work together with government authorities towards public goals. He has worked mainly for the Ministry of Economic Development and the Council of Europe, but he also has experiences at a regional and local level.
He is interested in complexity economics, and he believes this to be a fruitful way to think about these topics; to make his analysis even more precise he does research in this field as a PhD student at the University of Alicante. He has published a book on public politics in the web's time, called Wikicracy, several papers and his blog; when he writes or speaks in public he does his best to be clear without making the topics he's treating trivial.
As a musician he is interested in the roots of his native Emilia Romagna, which he loves to tell through music around the world. His main project is the digital folk group Fiamma Fumana, very active especially in North America and North Europe. He also collaborates with his old friend Cisco and occasionally, with some foreign world music artists such as the British Transglobal Underground and the Danish Gudrun Holck. He is also in the founding group of the Modena City Ramblers, in which he has participated for years.
We'll have the chance to talk about Wikicracy, how politics changed during these last few years thanks to the new technologies and especially the future perspectives in this field.
Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!
Maria Petrescu
Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Enrico Scognamillo, fondatore di Meemi.com.
Meemi.com è nato per riportare sul web la conversazione e tutto ciò che la può generare: testi, immagini, citazioni o video, nello stile di Twitter e Tumblr. [video]
Il nome del servizio deriva del termine "meme", che piaceva molto ai fondatori in termini di significato, ma dato che non era possibile registrare un dominio con questo nome, hanno optato per la traduzione in finlandese, appunto "meemi". [video]
Le nuove funzionalità di cui abbiamo parlato con Enrico sono l'introduzione della chat per parlare con gli amici, nuovi filtri di ricerca e soprattutto l'introduzione di gruppi, simili alle "cerchie" di Google+.
Sono stati elencati gli elementi presi a prestito da social network che esistevano già: innanzitutto la socialità di Twitter, che permette di seguire un utente senza dover essere ricambiato, e in secondo luogo lo stream di micropost rapidi di Tumblr. [video]
Si è voluta mantenere la stessa facilità di utilizzo sia su web che su mobile: le app iOS ed Android esistono già, anche se in fase embrionale, ma la prospettiva è di aprirsi alle aziende e offrire la possibilità di avere l'app personalizzata per il proprio social network.
Così come Facebook mette a disposizione la pagina fan, così Meemi offrirà il social network brandizzato, e per creare l'apposita app saranno necessari solamente 3 minuti.
Il servizio per l'utente non sarà mai a pagamento, mentre le aziende dovranno acquistare il proprio social, che in seguito troveranno il modo di monetizzare.
Le opzioni saranno due: con login direttamente su Meemi.com, oppure con login privato, in modo tale che tutti gli utenti appartengano a quel social. [video]
Le aziende quindi pagheranno un affitto per il servizio, con grande flessibilità riguardo alle tempistiche. Sarà possibile infatti beneficiare del proprio social network anche solo per la durata di un evento, evitando quindi i costi di un affitto annuale. In più tutte le metriche, le analisi, e tutti i contenuti generati saranno di proprietà dell'azienda.
Attualmente lo strumento usato è Google Analytics, ma si sta già lavorando allo sviluppo di tool proprietari. [video]
Un possibile esempio di utilizzo sarebbe la Lega di Serie A, che può creare tanti social quante sono le squadre della serie A. Gli utenti potranno condividere video sul social dedicato alla propria squadra del cuore, inviare feedback, acquistare biglietti e gadget, mentre la piattaforma potrà gestire direttamente la pubblicità e offrire video in streaming. [video]
I numeri di Meemi sono piuttosto interessanti: 30.000 utenti iscritti, 300.000 pagine viste al mese e 10.000 memi condivisi ogni giorno.
Invito tutti a visionare l'intervista integrale, ricca in ulteriori dettagli riguardo all'integrazione di Meemi con altri social e le tempistiche per l'uscita di queste nuove funzioni.
Buona visione!
Maria Petrescu
StartupID | Enrico Scognamillo of Meemi.com
A few weeks ago we had the pleasure of interviewing Enrico Scognamillo, founder of Meemi.com.
Meemi.com was born to bring on the web the conversation and everything that can generate it: text, images, quotes or video, in the style of Twitter and Tumblr. [video]
The name of the service comes from the term "meme", that the founders liked very much in terms of meaning, but since registering a domain with this name wasn't possible, they chose the Finnish translataion of the word, which is "meemi". [video]
The new functions we talked about with Enrico are the introduction of chat to talk with friends, new research filters and most of all the introduction of groups, which are similar to Google+ circles. The elements borrowed from other social networks have been listed: first of all the social aspect of Twitter, which allows a user to follow another one without being followed back, and secondly the fast stream of Tumblr microposts. [video]
They wanted to keep the same easiness of use both on the web and mobile version: the iOS and Android apps already exist, even if in an initial stage, but the perspective is to open up to companies and offer the possibility of having a personalized app for your own social network.
Just as Facebook offers fanpages, Meemi will offer brand social networks, and creating its app will only take 3 minutes. The service will always be free for regular users, while companies will have to buy their own social, which they'll find a way to monetize.
The options will be 2: with login directly on Meemi.com, or with private login, so that all users belong to that social. [video]
Companies will pay a rent for the service, with great flexibility regarding timing: it will be possible to have your own social network even only for the duration of an event, avoiding the costs of yearly hosting. Moreover, all the metrics, analyses, and the generated content will belong to the company.
The tool which is currently used is Google Analytics, but they're already working on the development of their own tools. [video]
A possible example of usage could be the A Series League, which can create as many social networks as the number of teams in the A series. Users will be able to share videos on their favorite team's social, send feedback, buy tickets or gadgets, while the platform will be able to manage directly the advertising and offer video streaming. [video]
Meemi's numbers are quite interesting: 30.000 registered users, 300.000 pageview/month and 10.000 shared memes a day.
I invite everyone to view the full interview, rich in further detail regarding the integration of Meemi with other social networks and when these new functions will be available.
Enjoy!
Maria Petrescu
Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Stefano Epifani, attualmente titolare della cattedra di Tecnologie applicate alla Comunicazione nella Laurea Specialistica in Comunicazione d’Impresa della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Roma La Sapienza.
Prima di tutto Stefano ci ha spiegato la differenza tra l'approccio ai social media delle aziende private e della PA. Sicuramente si tratta di un quadro a marce diverse, ma bisogna far notare che nelle aziende private spesso la velocità non è come si vorrebbe pensare: spesso fanno fatica a capire la portata della rivoluzione che la società sta vivendo e che solo di riflesso investe le aziende, generalmente abituate a dettare il cambiamento ed ora costrette a subirlo. [video]
La Pubblica Amministrazione vive questo problema all'ennesima potenza, perché se le aziende devono solo adeguarsi al cambiamento, con tutte le difficoltà che questo comporta, quando si parla di PA bisogna fare i conti con uno scenario normativo complesso, con problemi riguardanti le competenze internet e con un contesto culturale complessivo davvero complicato da eradicare e cambiare. Il crollo del sito ISTAT per il censimento è la metafora dell'inadeguatezza a rendersi conto del cambiamento che sta avvenendo nella società. [video]
Un altro argomento che abbiamo affrontato insieme è stato quello dell'utilizzo di social media da parte dei politici. Da diversi anni Stefano sta analizzando, insieme a un gruppo di ricerca, le attività dei politici in rete, e le dinamiche relazionali sono drammaticamente cambiate negli ultimi 4 anni. Se l'eccezione, solo qualche anno fa, era che un parlamentare fosse presente online, ora la vera eccezione è il politico che non è in assoluto online. Il vero problema è che, pur essendo presenti sui social media, riportano su uno strumento nuovo, con regole nuove e soprattutto che si riferisce a un contesto completamente nuovo, le regole e le modalità di comportamento tipiche della gestione che fanno e hanno fatto in passato con gli strumenti mainstream. [video]
Si spiegano dunque anche i frequenti attacchi alla libertà della rete, che in alcuni casi sono costruiti, ma in altri non sono frutto di una volontà di danneggiare la rete, bensì della semplice ignoranza riguardo al funzionamento di questi mezzi. Ne sono talmente lontani che non hanno nemmeno la percezione del fatto che il mondo è cambiato, rendendo quindi difficile identificare degli elementi normativi adeguati. [video]
Stefano ci ha spiegato anche in cosa consiste l'attività dell'Associazione Italiana per l'Open Government, che ha il compito di incidere sull'amministrazione in modo tale da far comprendere che il mondo è cambiato. Non solo, sono cambiati anche i rapporti, le relazioni tra amministrazione e cittadino, che non è più suddito e usufruttuario di un sistema di servizi, bensì un interattore: la PA deve quindi mettere a disposizione gli strumenti che gli permettano di interagire, e si tratta innanzitutto di strumenti conoscitivi. [video]
Il primo fra questi è la disponibilità dei dati, ovvero open data, che permettono di conoscere la realtà dei fatti in base alle informazioni detenute dall'amministrazione. La PA detiene moltissimi dati non sfruttati, che però sono stati pagati con le tasse dei cittadini e che ai cittadini appartengono. Quando si parla di open data ci si avvale sempre di un equivoco legato alla privacy: non si tratta infatti di dati personali, ma per esempio i dati della rilevazione dell'inquinamento delle città, i costi delle ASL, i livelli di performance negli istituti di formazione superiore, i costi del Comune, giusto per citarne alcuni. [video]
Tutti questi dati dovrebbero essere messi a disposizione di tutti non solo nel formato non elaborabile in cui sono pubblicati per legge, ma in un formato che possa essere elaborato, in modo da poter confrontare i dati ed innescare una collaborazione virtuosa tra impresa, amministrazione e cittadino. Una volta che il dato è disponibile, infatti, rappresenta l'infrastruttura per lo sviluppo di una serie di servizi che producono benessere, posti di lavoro, ricchezza e consapevolezza nel cittadino.
Si tratta quindi da una parte di una possibilità di sviluppo e dall'altra di una reale porta verso un processo di democrazia più strutturata che oggi è possibile grazie alle nuove tecnologie. [video]
Abbiamo parlato anche di comunicazione aziendale attraverso i social media, di e-learning, di innovazione e ricerca scientifica portata dentro le aziende, giusto per citare alcuni temi.
Invito quindi tutti alla visione dell'intervista integrale, ricchissima di informazioni, riflessioni e chiarimenti riguardo a questi temi molto discussi in questi mesi.
Buona visione!
Maria Petrescu
Intervistato.com | Stefano Epifani
A few weeks ago we had the pleasure of interviewing Stefano Epifani, currently Professor of Technologies applied to Communication in the Science of Communication Faculty of La Sapienza University in Rome.
First of all Stefano explained the difference between private companies' approach to social media compared to the PA. Surely they're travelling at different speeds, but it is important to point out that private companies don't travel as fast as we might want to think: they often have difficulties understanding the importance of the revolution society is living and that only reflects on companies, which are generally used to dictate change, and now they're constrained to suffer it. [video]
The PA lives this problem at a higher level, because if companies just need to adjust to change, with all the difficulties this implies, when we talk about PA we must take into account a complex norm scenario, problems regarding internal competences and with a cultural context which is really hard to eradicate and change. The failure of the ISTAT website for the censorship is the metaphor of the inadequacy in realizing what change is happening in the society. [video]
Another topic we talked about is the use of social media by politicians. During the last few years Stefano has been analyzing, together with a research team, the activities of politicians online, and the relational dynamics have dramatically changed during the last 4 years. If the exception, just a few years ago, was that a Member of Parliament was present online, now the real exception is the politician who isn't online at all. The real problem is that, even though they are present on social media, they bring into a new tool, with new rules and especially a completely new context, rules and behaviors that are typical of the management they've done and do with mainstream tools. [video]
This also explains the frequent attacks to the freedom of the web, which in some cases are wanted, but in others aren't the result of a will of damaging the web, but of sheer ignorance regarding the way these media work. They're so far away from them that they don't even have the perception that the world has changed, making it very difficult to identify adequate norms. [video]
Stefano has also explained what the Italian Association for Open Government does: it has the goal of making the PA understand that the world has changed. Not only the world, the relationships between PA and citizen have changed, the citizen is no longer a user of a system of services, but an interactor: the PA must make the tools that allow him to interact available, and these tools are knowledge tools. [video]
The first one is the availability of data, or open data, that allow to know the reality of facts based on the information the PA holds. The PA has a great deal of data that isn't being used, that have been paid with the money of the citizens and that belong to the citizens. When we talk about open data there's always a misunderstanding regarding privacy: we're not talking about personal data, but for example the data regarding city pollution, the costs of ASLs, the levels of performance in highschools, the costs of the Comune, just to name a few. [video]
All this data should be made available to anyone not only in the format that cannot be processed which is mandatory by law, but in a format that allows processing so that citizens can compare data and start a virtuous collaboration between companies, PA and citizen. Once the data is available, it represents the infrastructure for the development of a series of services that produce wellbeing, jobs, wealth and awareness in the citizen. We're talking about the possibility for development on the one side and a door towards a more structured democracy process, which today is possible thanks to new technologies. [video]
We also talked about company communication through social media, e-learning, innovation and scientific research brought into companies, just to name a few.
I invite everyone to view the full interview, very rich in information, insight and more explanations regarding these very discussed topics.
Enjoy!
Maria Petrescu
Domani avremo il piacere di intervistare Matteo Berlucchi, attualmente CEO di aNobii.com.
Il suo motto è "L'unica cosa costante della vita è il cambiamento". Il cambiamento secondo Matteo infatti è come un'onda, e le aziende devono imparare a cavalcarla con la migliore delle tavole da surf: l'innovazione.
Laureato in Fisica all'Università degli Studi di Padova, ha completato gli studi presso l'Imperial College di Londra, città nella quale attualmente risiede.
Nel 1995 ha fondato la sua prima startup, netEstate, che costituiva il primo sistema di proprietà immobiliare online in Gran Bretagna.
In seguito ha lavorato in diverse aziende, imparando come coinvolgere le persone online.
Nel 2001 ha fondato Skinkers insieme a David Long, progetto che lo ha portato ad acquisire un notevole bagaglio di esperienza per diversi aspetti: il mondo delle soluzioni widget/desktop per il marketing online, portare un'azienda da una scrivania di riserva a casa a 75 persone, riposizionare un'azienda da marketing online a software enterprise, imparare come costruire e vendere software enterprise, raccolta fondi da VC ed Angel, il coinvolgimento dei consumatori a tutti i livelli, portare la strategia aziendale alla velocità del mercato.
Nel 2007 ha aperto una divisione di Skinkers che ora è un'azienda indipendente, chiamata Livestation, che fornisce un'interpretazione originale e fresca di come le news live possano essere fruite attraverso connessioni IP (web, desktop, iPhone, Black berry, PS3, etc.) con un singolo account.
Matteo è anche fondatore di Vini Italiani, e dal 2010 è CEO di aNobii, community di lettori online costruita dai lettori per i lettori, che permette di costruire la propria libreria, trovare libri e condividerli. La missione di aNobii è quindi di avvicinare gli amanti dei libri e incoraggiare la lettura.
Avremo modo di parlare specialmente di aNobii, di nuova editoria, del mercato dei tablet e delle novità che aNobii presenterà nei prossimi mesi, ma anche di Livestation!
Naturalmente se volete proporre una domanda, compilate semplicemente il form qui sotto!
Maria Petrescu
Coming up soon: Matteo Berlucchi
Tomorrow we'll have the pleasure of interviewing Matteo Berlucchi, currently CEO of aNobii.com.
His motto is "The only constant thing in life is change". He thinks change is like a wave and businesses have to learn how to surf on it. The surf board is innovation.
After the degree in Physics at the Università degli Studi di Padova, he completed his studies at the Imperial College in London, where he lives.
In 1995 he set up his first start-up (netEstate) which built the first online property system in the UK.
He then got some proper jobs for a few years where he spent most of the time learning how to engage people online.
In 2001, he set up Skinkers with his friend David Long and since then he has gained a lot of experience in several fields: the world of widgets/desktop solutions for online marketing, building a company from a spare desk at home to 75 people, repositioning a company from "chalk to cheese" (from online marketing to enterprise software), learning how to build and sell enterprise software, fund raising from VCs and Angels, engaging customers of all kinds at all levels (enterprises, agencies, small firms), moving the company strategy at the speed of the market (hard but essential in this day and age).
In 2007 he set up a division of Skinkers which is now an independent company called Livestation, which provides a very original and fresh interpretation of how live TV news can be enjoyed over an IP connection (web, desktop, iPhone, Blackberry, PS3, etc) with a single account.
Matteo is also founder of Italian Wines, and since 2010 he is CEO of aNobii, an online reading community built by readers for readers allowing you to shelve, find and share books. Their mission is to bring book lovers together and encourage reading.
We'll have the chance to talk about aNobii, new publishing methods, the tablet market and the strategies aNobii will embrace in the following months, but also Livestation and the perspectives it offers!
Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!
Maria Petrescu
Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Luca Filigheddu, fondatore di Twimbow.
Twimbow è nato come un modo per risolvere alcuni problemi che Luca aveva come grande utilizzatore di Twitter. Avendo cominciato a usarlo molto presto, già nel Febbraio 2007, è diventato anche un pesante utilizzatore di tutti gli strumenti che permettono di utilizzare Twitter al meglio, arrivando a sperimentare diversi servizi di ricerca, ranking e scoring.
A quel punto, data la frammentazione dei servizi utilizzati, Luca ha pensato di crearne uno che riuscisse ad integrare tutte le funzionalità necessarie in un unico strumento. Così è nato Twimbow, lanciato come alfa chiusa nel 2010 a Giugno. Per 13 mesi sono stati raccolti i feedback degli utenti, aprendo il servizio sempre di più attraverso un sistema a inviti, member get member.
Aperto al pubblico nel Luglio 2011, attualmente esiste solamente come web app, ma si sta già lavorando all'app per iOS, alla quale è stata data la massima priorità, soprattutto rispetto ad Android e Symbian.
I numeri di Twimbow sono molto interessanti: ha avuto una crescita di 15.000 utenti attivi nel giro di un mese, ora continua a crescere molto velocemente e si è posizionato come diverso da altri servizi, tanto da essere definito "la Apple dei social media dashboard"
Il lavoro più grande consiste nel tentare di fare in modo che gli utenti non percepiscano Twimbow come competitor di Tweetdeck o Hootsuite, soprattutto perché non vuole essere una social media dashboard, bensì uno strumento innovativo di consumo di contenuti.
Sebbene per ora sia percepito come un Twitter client, nel progetto complessivo si tratta di qualcosa di diverso: l'obiettivo è diversificare il modo in cui si scoprono contenuti su Twitter, e in seguito arriveranno anche altri social network.
Abbiamo chiesto a Luca se Twimbow diventerà mai a pagamento, e ci ha spiegato che hanno già pronti 3 modelli di business da mettere in campo: innanzitutto l'utente normale non pagherà mai. Si è parlato dell'implementazione di account a pagamento per l'utilizzo business, soprattutto per quel che riguarda l'app mobile, mentre il modello più strettamente basato sull'advertising prevede l'uso di nuove strategie di inserimento della pubblicità all'interno dell'app.
Da Maggio Twimbow ha anche un ufficio a San Francisco, in un co-working space che offre grandi possibilità di avere feedback incrociati e uno scambio continuo con altre startup.
Abbiamo parlato anche di altri aspetti legati allo strumento creato da Luca, come ad esempio la scelta di utilizzare i colori per distinguere argomenti e utenti.
Invito dunque tutti a visionare l'intervista per ulteriori dettagli e riflessioni in merito a questi argomenti.
Buona visione!
Maria Petrescu
StartupID | Luca Filigheddu of Twimbow
A few weeks ago we had the pleasure of interviewing Luca Filigheddu, founder of Twimbow.
Twimbow was born as a way to solve some problems that Luca had as an intense Twitter user. Having started to use it very soon, already in February 2007, he also became an intense user of all the tools that allow you to use Twitter at its best, experimenting several research, ranking and scoring services.
At that point, since the services were so fragmented, Luca thought of creating one that could integrate all the necessary functions in one tool. So Twimbow was born, launched as a closed alpha in June 2010. For 13 months the feedback from users has been examined, and the service was opened through an invitation, member get member system.
Open to the public in July 2011, it currently exists only as a web app, but the programers are already working on the iOS app, which has been given top priority, especially in comparison with Android and Symbian.
Twimbow's numbers are quite interesting: it has had a growth of 15.000 active users in a month from the opening, and now it continues to grow rapidly. It has positioned itself as different from other services, at the point that it has been defined "the Apple of social media dashboards".
The toughest job will be to make sure users don't perceive Twimbow as a competitor of Tweetdeck or Hootsuite, especially because it doesn't really want to be a social media dashboard, but an innovative tool for content fruition.
Although at the moment it is perceived as a Twitter client, in the big picture it's something different: the goal is diversifying the way people discover content on Twitter, and later other social networks will be added.
We asked Luca whether Twimbow will ever have to be paid for, and he explained that they already have 3 business models ready to apply: first of all the regular user will never pay. We talked about the implementation of paid accounts for business use, especially for the mobile app, while the model based more strictly on advertising has some new strategies for inserting ads inside the app.
Since May Twimbow also has an office in San Francisco, in a co-working space that offers great opportunities for cross-feedback and a continuous exchange with other startups.
We talked about other aspects of the tool created by Luca, such as the choice of using colors to distinguish topics and users.
I invite everyone to view the interview for further detail and insight about these matters.
Enjoy!
Maria Petrescu
Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Orazio Spoto, direttore di agenzia e organizzatore della comunità di Instagramers Milano.
Innanzitutto Orazio ci ha raccontato come è nata la community di Milano: quando Orazio ha scoperto che non c'era nessuno che se ne occupasse già, si è immediatamente proposto per il ruolo. Avendo già utilizzato Instagram per diversi mesi e conoscendone le potenzialità come strumento a metà tra la community e l'app fotografica, si è attivato per incentivarne l'utilizzo nella città di Milano. [video]
L'aspetto legato alla comunità è stato ulteriormente enfatizzato dall'uscita di Followgram: il fatto che Instagram abbia reso le API pubbliche ha portato alla creazione di diversi servizi che offrono funzionalità aggiuntive per appoggiarsi al web, rendendo molto più ampio il bacino di interesse. [video]
Secondo Orazio è sicuramente possibile usare Instagram come strumento di marketing, proprio perché riesce ad unire più elementi: in primo luogo la fotografia, che rappresenta un fortissimo collante per il mondo della comunicazione; in secondo luogo il fatto che la community non è installata su una già esistente ed ha logiche e dinamiche diverse da quelle di Twitter e Facebook; in terzo luogo offre la possibilità di andare a intervenire sui brand a livello iperlocale. [video]
Abbiamo chiesto a Orazio se pensa che ci sia la possibilità che in futuro Instagram si integri con altri servizi basati sulla geolocalizzazione, ma sembrerebbe che per ora non sia prevista una fusione o integrazione di questo tipo, ma verranno sfruttate le chiavi di ricerca su base locale. [video]
La community di Milano conta circa 12.000 fotografie con l'hashtag #igersmilano, un album della città a 360°. Igers Milano conta 835 utenti Instagram e 95 follower su Twitter, mentre su Facebook conta, ad oggi, 381 fan. [video]
Abbiamo parlato inoltre delle strategie che i piccoli e grandi imprenditori possono implementare per sfruttare le potenzialità di Instagram al meglio, fornendo diversi esempi tra cui quello di Ford.
Invito dunque tutti a visionare l'intervista, per ulteriori dettagli e riflessioni rispetto a questa breve sintesi.
Buona visione!
Maria Petrescu
10 minutes with Orazio Spoto
A few weeks ago we had the pleasure of interviewing Orazio Spoto, agency director and organizer of the Instagramers community in Milan.
First of all Orazio told us how the Milan community was born: when he found out that there was no one taking care of it already, he immediately offered for the role. Having already used Instagram for several months and knowing its potential as a tool halfway between the community and the photographic app, he activated to enhance its use in the city of Milan. [video]
The community aspect has been further reinforced by the launch of Followgram: the fact that Instagram made the API public allowed several services to offer further functions in order to be more web based, thus making the interested community much larger. [video]
In Orazio's opinion it is certainly possible to use Instagram as a marketing tool because it unites several elements: first of all photography, which represents a very strong glue for the communication world; secondly the community isn't installed upon an already existing one and has logics and dynamics which are different from the ones of Twitter and Facebook; thirdly, it offers the possibility to intervene on brands on a hyperlocal level. [video]
We asked Orazio whether he thinks there is the possibility that in the future Instagram will integrate with other location based services, but it seems that for now there is no such fusion or integration in program: the search keys on a local basis will be used instead. [video]
The Milan community counts about 12.000 photos with the hashtag igersmilano, a 360° photo album of the city. IgersMilano counts 835 Instagram followers, 95 Twitter followers and 381 Facebook fans. [video]
We also talked about the strategies small and big companies can implement to exploit Instagram's potential at its best, making several examples among which that of Ford.
I invite everyone to view the full interview, for further details and insight on this matter.
Enjoy!
Maria Petrescu
Domani avremo il piacere di intervistare Eric Whitacre, compositore americano, direttore d'orchestra e direttore di coro conosciuto per il suo progetto, Virtual Choir.
Eric è uno dei più famosi e interpretati compositori della nostra generazione. Le sue prime esperienze cantando nel coro del college a Las Vegas hanno cambiato la sua vita, ed ha completato il suo primo concerto Go, Lovely, Rose, all'età di 21 anni. Eric ha frequentato la Juilliard School (New York), ha ottenuto il suo Master in Musica ed ha studiato con il compositore John Corigliano, vincitore del premio Oscar e del premio Pulitzer.
Lavori recenti e in arrivo includono pezzi per la London Symphony Orchestra and Chorus, Julian Lloyd Webber e la Philharmonia Orchestra, Rundfunkchor Berlin, The King's Singers e Conspirare. Il suo musical, Paradise Lost: Shadows and Wings ha vinto sia il premio ASCAP Harold Arlen che il premio Richard Rodgers, ed ha avuto 10 nomination al Los Angeles Stage Alliance Ovation Awards. Compositore versatile, ha anche lavorato con il leggendario compositore di soundtrack, Hans Zimmer, collaborando alla composizione del tema della sirena nel film Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare.
L'innovativo video Virtual Choir 1.0, Lux Aurumque, ha avuto oltre un milione di visualizzazioni in soli due mesi, con 185 membri del coro da 12 paesi. Il video Virtual Choir 2.0 Sleep, rilasciato in Aprile 2011, ha coinvolto 2000 voci da 58 paesi. Oratore eccezionale, ha avuto l'onore di parlare all'UN Leaders' programme (2010) e al TED (Marzo 2010), ottenendo la prima standing ovation della conferenza.
Firmando un contratto per musica classica con la Universal/Decca, Whitacre si è unito alla manciata di compositori che sono riusciti ad avere un accordo esclusivo, a lungo termine. Il suo album di debutto, Light & Gold, uscito nell'Ottobre 2010, è diventato il primo Album di Classica nelle classifiche USA e UK nel giro di una settimana. La sua musica è comparsa in molte registrazioni commerciali e indipendenti. Whitacre si è recentemente unito alla Storm's Special Bookings Division organizzata per andare di pari passo con le agenzie di modelling per collaborazioni commerciali e creative di prestigio per clienti oltre l'industria della moda. Tra sportivi famosi e attori, Storm Special Bookings rappresenta anche altri musicisti come Michael Bublé, Paolo Nutini e Lily Allen.
Come direttore, Eric si è esibito con centinaia di ensemble professionali e scolastici in tutto il mondo. Negli ultimi dieci anni ha diretto concerti con la sua musica corale e sinfonica negli Stati Uniti, Giappone, Australia, Cina, Singapore, Sud America e gran parte d'Europa. Nell'ottobre del 2010 ha diretto la premiere mondiale di Songs of Immortality, un lavoro commissionato dal London Symphony Chorus con la London Symphony Orchestra al Barbican Centre di Londra.
Whitacre ha ricevuto premi per la composizione dal Barlow International Composition Competition, la ACDA e l'American Composers Forum. Nel 2001 è diventato il più giovane compositore ad aver ricevuto la commissione Raymond C. Brock dall'ACDA. Inoltre è uno dei 4 giudici per la Abbey Road 80th Anniversary Anthem Competition e dirigerà la registrazione dei pezzi vincitori con cantanti professionisti e la London Symphony Orchestra.
Avremo modo di parlare specialmente del Virtual Choir e dell'idea di un crowdsourcing artistico che ha coinvolto persone da tutto il mondo.
Naturalmente se volete proporre una domanda, compilate semplicemente il form qui sotto!
Maria Petrescu
Coming up soon: Eric Whitacre
Tomorrow we'll have the pleasure of interviewing Eric Whitacre, American composer orchestra conductor and choir conductor, creator of the Virtual Choir project.
Eric is one of the most popular and performed composers of our generation. His first experiences singing in his Las Vegas college choir changed his life, and he completed his first concert work, Go, Lovely, Rose, at the age of 21. Eric went on to the Juilliard School (New York), earned his Master of Music degree and studied with Pulitzer Prize and Oscar-winning composer, John Corigliano.
Recent and forthcoming commissions include works for the London Symphony Orchestra and Chorus, Julian Lloyd Webber and the Philharmonia Orchestra, Rundfunkchor Berlin, The King’s Singers and Conspirare. His musical, Paradise Lost: Shadows and Wings, won both the ASCAP Harold Arlen award and the Richard Rodgers Award, and earned 10 nominations at the Los Angeles Stage Alliance Ovation Awards. A versatile composer, he has also worked with legendary film composer, Hans Zimmer, co-writing the mermaid theme for feature film Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides.
Eric’s ground-breaking Virtual Choir 1.0, Lux Aurumque, on YouTube received over a million views in just 2 months, featuring 185 choir members from 12 countries. Eric Whitacre’s Virtual Choir 2.0 Sleep, released in April 2011, involves over 2,000 voices from 58 countries. An exceptional orator, he was honored to address the U.N. Leaders’ programme (2010) and give a TED Talk (TED.com, March 2011) earning the first full standing ovation of the conference.
Signing a core classical recording contract with Universal/Decca, Whitacre joined the handful of composers to have secured an exclusive, long-term recording deal. His debut album, Light & Gold, released in October 2010, became the No 1 Classical Album in the US and UK charts within a week. His music has been featured on multiple commercial and independent recordings. Whitacre has also recently joined Storm’s Special Bookings division which was set up to run alongside the model agency to source prestigious commercial and creative collaborations for clients beyond the fashion industry. Among leading sportsmen and actors, Storm Special Bookings also represent other musicians including Michael Bublé, Paolo Nutini and Lily Allen.
As a conductor, Whitacre has appeared with hundreds of professional and educational ensembles throughout the world. In the last ten years he has conducted concerts of his choral and symphonic music in the US, Japan, Australia, China, Singapore, South America and much of Europe. In October 2010, Whitacre conducted the world premiere of Songs of Immortality, a work commissioned by the London Symphony Chorus with the London Symphony Orchestra at The Barbican Centre in London.
Eric has received composition awards from the Barlow International Composition Competition, the ACDA and the American Composers Forum. In 2001, he became the youngest recipient ever awarded the coveted Raymond C. Brock commission by the ACDA. Eric Whitacre is one of four judges for the Abbey Road 80th Anniversary Anthem Competition and will conduct the recording of the winning entries with professional singers and the London Symphony Orchestra.
We'll have the chance to talk about the idea of the Virtual Choir and the idea of artistic crowdsourcing, among others.
Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!
Maria Petrescu
Posts
Qualche giorno fa TabJuice ha prodotto un'infografica estremamente interessante a proposito della psicologia del social commerce, che noi abbiamo tradotto in italiano.
Si tratta di 6 euristiche, ovvero "regole mentali", accompagnate da esempi di vita reale ed esempi di utilizzo nel social commerce. I dati mostrano delle tendenze molto chiare, che i brand e i retailer possono sfruttare nell'implementare le proprie strategie per il social commerce.
Aiutare le persone a entrare in contatto laddove acquistano e acquistare laddove si connettono è una questione di insight, più che di tecnologia. La tecnologia è già disponibile: quel che è più difficile è far capire alle aziende il grande potenziale dietro un uso sapiente della tecnologia, nel momento in cui si sa come le persone la usano per fare acquisti.Mettere al centro il cliente, e non il prodotto, è fondamentale per riuscire a stare su questo mercato in rapidissima evoluzione.
I dati parlano da soli: se volete saperne di più, invito alla lettura dell'articolo di Paul Marsden in merito.
Maria Petrescu
The psychology of social commerce [INFOGRAPHIC]
A few days ago TabJuice published an extremely interesting infographic about the psychology of social commerce, which we have translated into Italian.
Six heuristics, or "rules of thumb", with real life examples and social commerce examples. The data show some extremely clear trends, that brands and retailers can use when implementing their social commerce strategies.
Helping people connect where they buy and buy where they connect is a matter of insight, rather than technology. The technology is already available: what is really difficult is making companies understand what great potential lies behind a savvy use of simple technology, when you know how people use it when they're shopping.
Putting the customer, not your product, at the centre, is vital if you want to stay on this rapidly evolving market.
The data speaks for itself: if you want to know some more, you can check out Paul Marsden's post about it.
Maria Petrescu
Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Antonio Pavolini, Senior Analyst nella divisione Media Industry - Innovation & Industry Relations di Telecom Italia.
Antonio ha spiegato in dettaglio qual è l'attuale situazione per quel che riguarda l'utilizzo dei social media all'interno delle aziende: in questo momento la situazione è "drogata" dalla circostanza che è facile vendere alle aziende servizi perfettamente inutili relativi all'uso dei social media.
Si tratta di un grande mercato di persone che offrono, ad esempio, il servizio di creazione e gestione del profilo Facebook dell'azienda o del brand, che però si riduce a una concorrenza sul prezzo basata sulla scarsa conoscenza del mezzo, degli strumenti, e soprattutto dei tipici problemi della comunicazione aziendale.
Chi tuttavia se ne occupa a livello professionale sa che i social media non sono una soluzione universale, ma semplicemente un obbligo per un numero crescente di aziende, dato dal fatto che esiste la possibilità che gli utenti screditino l'immagine dell'azienda sui social media, con effetti dirompenti.
Purtroppo il trasferimento dei budget dall'offline all'online avviene molto più lentamente in Italia rispetto al mondo anglosassone, ed allo stesso tempo c'è molta diffidenza nei confronti di chiunque cominci a parlare dell'uso di social media per le aziende.
E' necessario tuttavia distinguere tra le diverse realtà economiche presenti sul mercato: le grandi aziende, strutturate anche internamente per capire queste dinamiche, generalmente finiscono per rivolgersi alle persone giuste; le medie aziende si rivolgono all'agenzia con cui hanno sempre collaborato, che magari ha creato uno spin-off per le attività digitali, ma che potrebbe non essere la soluzione giusta proprio perché non è digital-native, pur avendo una vasta conoscenza di quelli che sono i problemi della comunicazione corporate; infine ci sono i singoli "professionisti", di cui la maggior parte contribuisce a far passare un messaggio fuorviante e irresponsabile, ovvero che attraverso i social media sarebbe possibile fare comunicazione a costo zero.
Per quello che riguarda invece la convergenza tra televisione tradizionale e contenuti disponibili liberamente su Internet, tecnologicamente sarebbe già possibile: basterebbe connettere un computer alla porta HDMI del televisore, ma chi produce l'hardware non fa niente per incentivare questo passaggio.
Coloro che hanno le conoscenze tecniche necessarie per farlo, inoltre, rappresentano una fetta di mercato molto piccola, che non ha alcuna influenza sull'attuale ecosistema dei media.
I produttori di connected TV da sempre hanno sfruttato la collaborazione con i produttori di contenuti per avere un grande ritorno in termini economici: stipulando accordi commerciali con editori e major, di fatto limitano l'accesso alla straordinaria diversità di contenuti disponibili sul web.
Antonio ha concluso sottolineando la necessità di sviluppare un vero modello di business, che nasce solo dallo stravolgimento dell'ecosistema: fino ad allora non ci sarà nel mondo dell'industria la motivazione necessaria per portare avanti questo cambiamento.
Invito tutti a visionare l'intervista integrale, molto più ricca e dettagliata rispetto alla mia breve sintesi.
Maria Petrescu
Social media inside companies: real evolution of corporate communication or just another bubble?
A few days ago we had the pleasure of interviewing Antonio Pavolini, Senior Analyst in the Media Industry - Innovation & Industry Relations division of Telecom Italia.
Antonio has explained in detail what the current situation as for the use of social media inside companies is: at the moment the situation is "drugged" by the fact that is it quite easy to sell to companies services relative to the use of social media that are perfectly useless.
We're talking about a big market of people who offer, for example, the service of creation and management of the Facebook profile of the company or brand, that unfortunately becomes a competition on the price based on the scarce knowledge of the mean, of the tools, and most of all of the typical problems of company communication.
Who deals with these topics at a professional level knows that social media aren't an universal solution, but simply an obligation for a growing number of companies, given by the fact that there is the possibility that the users discredit the company on social media with disastrous effects.
Unfortunately the transfer of budget from offline to online is slower in Italy than in the Anglosaxon world, and at the same time there is a lot of distrust towards everyone who starts talking about the use of social media inside companies.
Nevertheless, it is necessary to distinguish among different economical realities present on the market: the big companies, that are also structured internally to understand these dynamics, generally end up addressing the right people; the medium companies usually address the communication agency they've always worked with, that probably created a spin-off for digital activities, but that might not be the right solution because it's not digital-native, although it has a great knowledge of the problems of corporate communication; lastly there are the "professionals", a great part of which contributes to sending a misleading and irresponsible message, which would be that through social media it would be possible to manage communication for free.
As for the convergence of traditional television and content that is available freely on the Internet, tecnologically it is already possible: it would be sufficient to connect a computer to the HDMI port of the TV, but who produces the hardware is doing nothing to stimulate this step.
Those who have the technical knowledge necessary to do this represent a very small part of the market and have no influence on the current media ecosystem.
The producers of connected TV have been exploiting the collaboration with content producers for a long time with the simple aim of making money: by making agreements with editors and majors, however, they limit the access to the extraordinary diversity of content available on the web.
Antonio has ended by stressing the need to develop a true business model, which can only be created after a dramatic change in the ecosystem: until then there won't be, in the industry world, the needed motivation to bring forward this change.
I invite everyone to watch the full interview, much richer and detailed than my brief synthesis.
Maria Petrescu
Social business: the importance of conversation inside and out the company
Intervistato.com ha pubblicato ieri l'intervista ad Alberto D'Ottavi, blogger e giornalista di tecnologia e co-fondatore della start-up Blomming.
Nel corso di quest'intervista sono stati definiti i contorni della situazione italiana per quel che concerne il social commerce, l'utilizzo di social network interni alle aziende, e i passi che sono stati fatti finora in questo senso dalle realtà italiane.
Il ritardo relativo all'introduzione di questi nuovi strumenti nelle aziende è dovuto, secondo Alberto, a una grave carenza di informazione e divulgazione tecnologica, protrattasi in Italia fino al 2008.
Da allora abbiamo cominciato a vedere sempre più cambiamenti in quest'ambito, anche se non sarebbe azzardato dire che siamo comunque ancora agli inizi.
Alberto ha sottolineato un'importante distinzione tra l'uso di social network intesi nell'accezione comune, ovvero quella di strumenti di comunicazione, e l'uso degli stessi come strumenti di gestione e di organizzazione (come per esempio l'email aziendale).
Possono diventare un ottimo modo per fare crowdsourcing internamente, e di fatto far funzionare l'azienda in maniera più efficiente, permettendo di gestire processi e competenze.
L'altro grande argomento trattato durante l'intervista è stato quello del social commerce e delle start-up che cominciano a rendere molto più semplice a tutti vendere i propri prodotti online.
Alberto ha descritto il quadro italiano come improntato a una grande tradizione manufatturiera, ancora oggi fortemente legato al fai-da-te.
E' possibile, a suo avviso, distinguere tre grandi filoni: quello tipicamente maschile del bricolage, quello femminile del "fatto a mano", generalmente crochet, knitting, confezione di gioielli e bigiotteria, e infine la nobile tradizione meccanica del "far funzionare le cose".
La soluzione ideata dai fondatori della start-up Blomming dovrebbe essere in grado di colmare il gap tra questo tipo di produzione e la vendita online, fino a tempi recenti prerogativa di medie e grandi aziende, le uniche ad avere le capacità tecniche e finanziarie per costruire un sito e-commerce ed agganciarlo per esempio a Facebook.
Blomming sta rapidamente crescendo, con circa 1500 venditori attivi di cui 700 hanno aperto uno store su Facebook, un catalogo di 15.000 prodotti e il raddoppio del numero di ordini giornalieri dal momento dell'apertura del marketplace.
Si tratta di una realtà "di dimensioni italiane", ma che ha aperto la strada per un modo nuovo e senz'altro più agevole di vendere online, specialmente in un mercato leggermente più "indietro" rispetto a quello europeo o statunitense.
Rimane da vedere come questa ed altre start-up analoghe si svilupperanno nei prossimi mesi, e quanto ingente sarà il traffico di vendite generate attraverso questi canali per avere un'idea più completa sull'effettiva portata di questo nuovo e promettente fenomeno.
Maria Petrescu
Photo credit: Chocolate Rose Bijoux
Social commerce and company social networks: the Italian picture
Yesterday Intervistato.com has published an interview with Alberto D'Ottavi, technology blogger and journalist, and also co-founder of the start-up Blomming.
During this interview he has described the Italian picture regarding social commerce, the use of company social networks, and what has been done until now by Italian realities.
The delay in the adoption of these new tools by companies is due, in Alberto's opinion, to a severe lack of information and technological disclosure, which lasted until 2008 in Italy.
We have since started to see more and more changes in this area, even though it wouldn't be bold to say that we are only at the beginning.
Alberto has underlined an important distinction between the use of social networks seen in the most common way, as communication tools, and their use as management and organization tools (the way company email is used).
They can become a great way to do internal crowdsourcing and make the company work more efficiently by allowing an easier management of processes and abilities.
The other great topic which has been treated during the interview was social commerce and start-ups that are beginning to make it easier for everyone to sell their products online.
Alberto has described the Italian picture as linked to a great manufacturing tradition, still very tied to DIY.
In his opinion we can divide it into three big areas: the typically male "bricolage", the female "hand made", generally crochet, knitting and jewellery making, and last but not least the noble tradition of mechanics, the "making things work" area.
The solution created by the founders of Blomming should be able to fill the gap between this kind of production and online selling, which has been dominated for a long time by medium and big companies, the only ones who had the technical and financial means to build an e-commerce site and then link it to Facebook, for example.
Blomming is growing rapidly, it has about 1500 active sellers, 700 of which have opened a store on Facebook, a catalogue with 15.000 products and a double number of daily orders since they opened the marketplace.
It is an "Italian sized" reality, but it has paved the street for a new and definitely easier way for selling online, especially in a market that is slightly behind the European and American ones.
We stll have to see how this and other similar start-ups will develop in the next months, and how many sales these channels will generate to have a better idea of the real size of this new and promising phenomenon.
Maria Petrescu
Photo credit: Chocolate Rose Bijoux
Per i retailer o i brand, si tratta di sfruttare le dinamiche studiate e perfezionate nel game design per portarle in un'ottica di business, sia per quanto concerne le attività online, sia quelle offline.
Ci sono molte meccaniche del gioco, il wiki dedicato alla gamification ne elenca addirittura 24.
Gli achievement (realizzazioni, risultati) sono una dinamica di progressione che spinge gli utenti a voler raggiungere obiettivi, i bonus sono ricompense ottenute per aver completato determinati task o aver raggiunto un certo livello, gli appuntamenti sono quelli che obbligano l'utente a tornare a partecipare al gioco per ottenere un effetto positivo.
Naturalmente questi sono solo alcuni esempi, ma sono strumenti straordinariamente potenti. A SCVNGR dicono che con 7 dinamiche si può far fare alle persone qualsiasi cosa. Sono, di fatto, modalità di controllo del comportamento.
L'industria dei giochi ha dimostrato negli anni. Per alcuni utenti il gioco, nella fattispecie War of Warcraft, diventa quasi un secondo lavoro, con un investimento di tempo e impegno a volte maggiore rispetto a quello destinato al proprio vero lavoro.
La sfida è riuscire a selezionare e combinare applicazioni basate su queste dinamiche per ingaggiare maggiormente i propri clienti, per premiarli oppure per aumentare la loro fidelizzazione senza far sembrare il tutto troppo complicato o una trovata di marketing.
Paul Marsden, nella sua intervista per Intervistato.com, ha parlato della sua esperienza con aziende che avevano adottato queste strategie, ma con poco successo. I badge e le cacce al tesoro, che prevedono una serie di check-in in vari posti per ottenere un bonus, si sono rivelati troppo impegnativi e dispendiosi in termini di tempo rispetto ai vantaggi che realmente ne derivavano.
Un badge virtuale da pubblicare sul proprio profilo, in quel caso, non costituiva un fattore motivante sufficiente.
L'integrazione con i social network e i social media in generale permette di incentivare in maniera capillare l'adozione di queste applicazioni, e in alcuni casi l'utilizzo stesso dei social network è parte delle meccaniche del gioco.
Nonostante il fatto si tratti di dinamiche molto potenti, il rischio è di trovarsi ad avere una struttura troppo complicata, che sebbene possa essere vista come una sfida da alcuni, potrebbe non funzionare nel modo desiderato per la maggior parte degli utenti.
Si rende dunque necessaria un'accurata analisi prima di implementare questo genere di strumenti, per poterne ricavare i maggiori vantaggi.
Maria Petrescu
Photo credit: SimplyZesty
Gamification: how to bring game mechanics into business
The so called "gamification", which in behavioral economics is the use of game mechanics in non-gaming applications, is a technique that has been adopted for a long time by various brands in the attempt to increase loyalty and engagement and bring new users to adopt their applications.
For retailers or brands it's all about taking advantage of the dynamics studied and perfected in game design, bringing them in a business perspective, both for online and offline activities.
There are many game mechanics, the dedicated wiki illustrates 24 of them.
Achievements are a progression dynamic that incentivates users to reach goals, bonuses are rewards obtained when completing a certain task or when leveling up, appointments are the ones that constrain the user to come back and participate in the game to obtain a positive effect.
These are just a few examples, but they are extraordinarily powerful tools, as the gaming industry has demonstrated over the years. At SCVNGR, they say that with 7 dynamics you can make people do whatever you want. They are, in fact, behavior control techniques.
The gaming industry has demonstrated this over the years, for many users the game - in this specific case War of Warcraft - becomes a second job, with an amount of time and effort that is superior to the one invested in their real job.
The real challenge is selecting and combining the applications based on these dynamics to engage clients, reward them and increase their loyalty without making it too complicated or tricksy.
Paul Marsden, in his interview for Intervistato.com, has talked about his experience with brands that had adopted these strategies with very little success. The badging and treasure hunts, which imply a series of check-ins into different places to obtain a bonus, were just too time and effort consuming in comparison with the advantages they resulted in.
In that case, a virtual badge to publish on the social network profile simply wasn't a good motivating factor.
The integration with social networks and social media in general allows to incentivate in a very diffuse way the adoption of these apps, and in some cases the use itself of social networks is part of game mechanics.
So even though we're talking about very powerful dynamics, the risk is to end up with a structure that is too complicated, that may be viewed as a challenge by some, but might not function in the desired way for most of the users.
An accurate analysis is therefore recommended before implementing these tools, in order to get the most advantages out of them.
Maria Petrescu
Qualche giorno fa ho avuto il piacere di intervistare Paul Marsden, social media strategist, nonché la mente dietro www.socialcommercetoday.com.
Abbiamo approfondito insieme alcuni temi legati al social commerce, e il risultato è stato una chiacchierata di circa un'ora di cui trovate la versione integrale qui.
Paul ci ha illustrato le analogie esistenti tra il suo lavoro sulla diffusione delle idee nelle reti sociali e la diffusione di prodotti nelle stesse: l'elemento chiave, nonché la differenza più saliente tra i due fenomeni è proprio l'acquisto del prodotto.
Dunque non dovrebbe stupire il fatto che ora si cominci a permettere alle persone di acquistare attraverso e sui social network, fenomeno in forte crescita soprattutto su Facebook.
L'aspetto più importante, però, secondo Paul, è riuscire a far sorridere i propri clienti fidelizzati, i propri fan.
"Il business con il social commerce non dovrebbe tentare di generare vendite, ma tentare di generare sorrisi."
Significa riuscire, dunque, a coinvolgere i propri fan affinché diventino advocate, dunque clienti che non solo acquistano, ma appoggiano e fanno conoscere il brand.
Ho voluto parlare con Paul anche della spinosa questione delle piattaforme sociali interne orizzontali. Il suo punto di vista è molto interessante, in quanto riconosce l'innegabile vantaggio di avere uno strumento che permetta di far emergere idee, talenti e problemi che altrimenti rimarrebbero sconosciuti, ma allo stesso tempo sostiene la necessità di mantenere la struttura organizzativa dell'azienda, che a suo avviso è fondamentale per riuscire a farla funzionare.
Un altro argomento interessante che abbiamo affrontato è quello dei servizi basati sulla geolocalizzazione, al momento offerti soprattutto da Foursquare e da Facebook Luoghi.
Offrire contenuto contestualmente rilevante sembra essere una buona strategia, ma non è detto che i player di oggi siano quelli di domani: su questo sono d'accordo con quanto illustrato da Paul durante l'intervista.
Coinvolgere i propri clienti attraverso elementi di gaming, come ad esempio badge, check-in e così via, è una strada che diversi brand hanno intrapreso per riuscire ad aumentare la fidelizzazione e possibilmente acquisire nuovi clienti. Eppure, come spiega Marsden facendo riferimento alla propria esperienza lavorativa, questo genere di strategia può richiedere, alla fine dei conti, troppo impegno da parte del cliente.
Una possibile soluzione sarebbe trovare una strategia di gaming intelligente, come ad esempio il modello basato sulla sottoscrizione, oppure il modello freemium.
Vi invito a guardare la seconda parte dell'intervista oppure, ancora meglio, la versione integrale.
Maria Petrescu
Social commerce strategies: an interview with Paul Marsden
A few days ago I had the pleasure to interview Paul Marsden, social media strategist and the mind behind www.socialcommercetoday.com.
We have talked about several themes linked to social commerce and the result was a one hour chat that you can find here.
Paul explained the analogies between his work on the spread of ideas through social networks and the spread of products through social networks: the key element, the one that makes the difference between the two, is actually buying the product. So it should be a surprise that companies start allowing people to buy through and on social networks, which is a rappidly growing phenomenon especially on Facebook.
The most important aspect in Paul's opinion, though, is making your loyal customers smile, making your fans smile.
"Business with social commerce isn't about trying to generate sales, it should be about generating smiles."
It means involving your customers in order to turn them into brand advocates, clients that non only buy, but that talk about the brand and bring in other customers.
I wanted to talk with Paul about internal horizontal social platforms for companies. His point of view is quite interesting, on the one hand he points out the importance of having a tool that can make ideas, talents and problems emerge, elements that would have remained unknown otherwise; on the other hand the need of an organization that actually makes the company function remains.
Another interesting topic we have talked about were location based services, which are the ones Foursquare and Facebook Places offer at the moment. Offering contextually relevant content seems a good strategy, but whether today's players will be tomorrow's players is another question, and on this point I absolutely agree on with Paul.
Involving your clients through gaming strategies, such as badges, check-ins and so on, is something several brands have tried to increase loyalty and possibly bring in new clients, but, as Marsden explains, this kind of strategy is simply too much effort for most people.
One possible solution would be to find a smart gaming strategy, such as the subscription based model, or the freemium model.
Please view the second part of the interview, or even better, the whole interview.
Facebook, con i suoi circa 700 milioni di utenti, potrebbe pertanto rappresentare un mercato potenziale enorme, tanto da spingere alcuni analisti a ipotizzare che nei prossimi cinque anni il valore delle transazioni eseguite via Facebook sarà maggiore di quello di Amazon.
Fondamentalmente l'F-commerce è composto da quattro aspetti cruciali:
- Trial o campioni di prova mirati all'acquisizione di nuovi clienti;
- Customer Loyalty, aumentare la fidelizzazione e quindi la probabilità che i clienti tornino ad acquistare.
- Customer Advocacy (passaparola): si tratta dei cosiddetti "apostoli", clienti che non solo acquistano, ma diffondono feedback positivo a proposito dell'azienda;
- Customer Experience: probabilmente l'aspetto più importante di tutti, ovvero quello che permette di integrare le strategie di CRM e customer care in un'ottica veramente sociale.
Dal punto di vista degli utenti, l'acquisto via Facebook ricalca le dinamiche sociali dello shopping in real-life: si chiedono consigli agli amici e si condivide l'esperienza.
Da un lato ci sono gli innegabili vantaggi:
- gli utenti Facebook spendono online più del doppio degli utenti che non usano Facebook;
- se un cliente mette il Like a un brand:
° la probabilità che effettui un acquisto aumenta del 51%;
° la probabilità che torni ad effettuare un acquisto aumenta del 28%;
° la probabilità che raccomandi il brand aumenta del 41%.
Dall'altra parte gli scettici ribattono con dati non altrettanto incoraggianti:
- il mercato di Facebook rappresenta solo 1/3 di quello Mobile, 4% dell'intero mercato digitale;
- un report di Booz & Allen ha rivelato che il 73% degli acquirenti online non comprerebbe attraverso Facebook o altri social network;
- solo il 7% dei retailer afferma che Facebook è un tool di acquisizione clienti efficace;
- una campagna marketing via email genera un click-through dell'11% e un conversion rate del 4%, mentre secondo Forrester Facebook genera un click-through dell'1%, e solo il 2% di questi diventano clienti;
- solo 1% delle visite arriva da un social media, dato che mette in dubbio l'effettiva capacità di Facebook di diventare un vero e proprio generatore di traffico e-commerce.
I dati che abbiamo a disposizione ci portano dunque a ipotizzare per Facebook un destino come strumento di marketing, più che come piattaforma di vendita.
"Se dovessi indovinare, direi che il social commerce sarà il prossimo a prendere il via."
Mark Zuckerberg
Maria Petrescu
Photo credit: Sister.net.au
F-commerce: a valid opportunity or just another bubble?
"F-Commerce, derived from e-commerce, is the use of Facebook as a
platform for facilitating and executing sales transactions - either on Facebook itself or
externally via the Facebook Open Graph. F-commerce is a form of social commerce, the use
use of social media, online media that supports social interaction and user contributions, to
assist in the online buying and selling of products and services."
Facebook, with its 700 million users, represents a huge potential market, so huge that the value of transactions completed within Facebook is predicted to supersede those on Amazon over the next five years.
F-commerce is composed of 4 fundamental aspects:
- Trials (driving customer acquisition)
- Customer loyalty (increasing the probability that customers will re-purchase)
- Customer advocacy (word of mouth) turning the customer into a company advocate, driving customer acquisition
- Customer experience: probably the most important of all, the integration of CRM and customer care strategies in an authentic social model.
From the customer's point of view, buying through Facebook displays the same social dynamics as real-life shopping: you ask friends for an opinion and share your experience.
On the one side there are undeniable advantages:
- Facebook users spend more than double online than non facebook users
- if a Customer hits the "Like" button:
- the probability he will purchase increases by 51%;
- the probability he will re-purchase increases by 28%;
- the probability he will recommend increases by 41%.
On the other hand skeptics respond with not so encouraging data:
- the Facebook market is only 1/3 of the mobile commerce market, 4% of the entire digital market;
- a Booz & Allen report has revealed that 73% of online shoppers would not buy through Facebook or any other social network.
- only 7% of retailers confirm that Facebook is an effective customer acquisition tool;
- Email marketing campaigns can boast an 11% click-through rate and a 4% conversion
rate, Forrester's findings show that Facebook can only generate a 1% click-through rate,
with only 2% of those people converting to actual customers;
- only 1% of visits come from a social network URL, an information that casts a dark shadow on the actual
possibility of Facebook becoming an important e-commerce traffic generator.
The data we have seen leads us to imagine Facebook as a marketing tool more than a sales platform.
"If I had to guess, social commerce is the next area to really blow up”
Mark Zuckerberg
Maria Petrescu
Photo credit: Sister.net.au
Per capire che cosa è il social CRM è necessario fare una breve panoramica sul CRM, ovvero Customer Relationships Management.
Non si tratta e non si è mai trattato (solo) di un software, ma di una strategia di business che implica il coinvolgimento di tante divisioni all'interno dell'azienda, prime fra tutte Comunicazione, Marketing e Risorse Umane, ma anche e soprattutto Direzione Vendite.
E' la raccolta e la gestione di dati inerenti al cliente, dal nome e cognome fino agli acquisti effettuati in passato: un tentativo per meglio targetizzare il cliente e quindi raccoglie al suo interno tutte le attività volte all'ottimizzazione delle relazioni col cliente. Chiaramente questo tipo di attività prescinde dal software utilizzato: le piccole aziende lo facevano (e alcune ancora oggi lo fanno) utilizzando un raccoglitore di biglietti da visita e una penna.
Altre, più grandi, hanno a disposizione piattaforme che, nel momento in cui un cliente si mette in contatto con l'azienda (chiamando, mandando un'email, etc.), raccolgono tutte le informazioni relative a quel cliente, mettendole istantaneamente a disposizione dell'operatore che in quel momento sta gestendo la "relazione".
Ma tutto questo avveniva sempre utilizzando gli stessi canali di comunicazione in una modalità monodirezionale tra azienda e cliente.
Il Social CRM, al contrario, tende a sovvertire la gerarchia con un approccio cliente-centrico, tenendo conto che la relazione non può più essere semplicemente 1:1, in quanto il cliente è immerso in una rete sociale con la quale collabora, interagisce e scambia informazioni anche a proposito delle aziende, al fine ultimo di agevolare la conversazione.
Vediamo quindi la definizione di Social CRM, coniata da Paul Greenberg:
"Il Social CRM è una filosofia e una strategia di business, supportata da una piattaforma tecnologica, regole di business, flusso di lavoro, processi e caratteristiche sociali, progettate per ingaggiare il cliente in una conversazione collaborativa, in modo da fornire valore reciprocamente vantaggioso in un ambiente di business fidato e trasparente. E' la risposta delle aziende alla conversazione appartenente ai clienti."
Invece di parlare ai clienti, le aziende parlano e collaborano con i clienti per risolvere problemi di business, li incoraggiano a plasmare le loro esperienze e costruiscono relazioni con i medesimi tali da trasformarli (si spera) in apostoli.
Allo stesso tempo, l'integrazione con vari social media permette di avere davvero un quadro a 360° di ogni singolo cliente e aumentare la propria presenza social aziendale in modo capillare.
L'idea quindi non è solo quella di aumentare le vendite e migliorare il supporto al cliente, ma di farlo ottimizzando il rapporto costi/benefici. Molto può cambiare rispetto al CRM tradizionale, ma non si tratta di qualcosa di nuovo, bensì di un'evoluzione.
"Le persone sono stanche di vedere lo spettacolo dei burattini. Le persone vogliono vedere il burattinaio."
Matthew Guiste, Director of Global Social Media at Starbucks
Maria Petrescu
Photo credit: Social Media Examiner
Social CRM: can the customer really be at the centre?
Understanding social CRM implies understanding traditional CRM first: Customer Relationship Management.
It is not and it has never been (only) about software, but especially about a business strategy that implies the involvement of many divisions inside the company: Communication, Marketing and Human Resources above all, but also and especially Sales.
It gathers and manages data about the clients, from name and surname to past purchases: an attempt to better target the customer and hence increase sales. Clearly this type of activity doesn't depend on the software that is used. Some small business used to do it (and some still do) using a business card holder and a pen.
Bigger companies can afford software solutions that can gather all the available information regarding a client and show it instantly to the operator who is managing that particular relationship.
So traditional CRM consisted in a one-way communication between brand and customer.
Social CRM is client-centric, also considering the fact that the relationship cannot be 1:1 anymore, since the client is immersed in an interactive, collaborative social network with the final goal of making the conversation easier.
But let's see what Social CRM is, as defined by Paul Greenberg:
“Social CRM is a philosophy and a business strategy, supported by a technology platform, business rules, workflow, processes and social characteristics, designed to engage the customer in a collaborative conversation in order to provide mutually beneficial value in a trusted and transparent business environment. It’s the company’s response to the customer’s ownership of the conversation.”
Instead of speaking to clients, brands are speaking and collaborating with clients to solve business problems, empowering them to shape their experience and build relationships that (hopefully) will make them company advocates.
At the same time, social network integration allows companies to build a real 360° picture of the client, and increase their presence on social media in a capillar manner.
The idea is to increase sales and provide better customer support while cutting down costs. Many things are different from traditional CRM, but this isn't something new, it is an evolution.
"People are tired of seeing the puppetshow. They want to see the puppet-master."
Matthew Guiste, Director of Global Social Media at Starbucks
Maria Petrescu
Photo credit: Social Media Examiner
| Alcune delle aziende più importanti che oggi utilizzano Facebook per vendere. |
Foto credit: Socialcommercetoday.com
Consumer behaviors and attitudes towards "Social Commerce"
E se qualcuno ci chiedesse di farlo? Quale sarebbe il miglior incentivo affinché l'informazione venisse diffusa in maniera ottimale?
Affinché l'impegno erogato dai "nodi" sia alto, è necessario prevedere una qualche forma di compenso che sia coerente con il tipo di relazione esistente: scambi sociali nel caso si tratti di relazioni appartenenti al mercato sociale, scambi in denaro nel caso le relazioni appartengano al mercato monetario.
Facciamo l'esempio di un'azienda che voglia pubblicizzare un nuovo prodotto/servizio all'interno di una rete servendosi dell'influenza di un certo numero di blogger.
Se l'importo previsto come retribuzione è alto, pagare in denaro o in beni/servizi è praticamente indifferente. Ma offrire un prodotto o un servizio come retribuzione sarà più efficace a motivare che offrire l'equivalente in denaro, se l'importo è basso.
Le persone metteranno più impegno e più tempo nell'attività richiesta, ad esempio la diffusione di un'informazione.
Vediamo la base sperimentale.
Al gruppo di controllo, invece, non venne menzionato alcun tipo di retribuzione.
Ai partecipanti vennero presentati dei puzzle numerici, ovvero dei set di 12 numeri: il task era di scegliere un sottoinsieme dei numeri forniti tale che la loro somma desse come risultato 100.
I primi quattro puzzle erano piuttosto semplici, ma il quinto non aveva soluzione: venne misurato il tempo che i partecipanti impiegavano a tentare di risolverlo prima di abbandonare l'esperimento.
I risultati?
Nella condizione di controllo, senza alcun pagamento, il tempo impiegato a tentare di risolvere il puzzle impossibile era significativamente maggiore rispetto alla condizione di pagamento basso, sia per il pagamento in denaro che per il pagamento in dolci.
Viene confermata l'Ipotesi 2, secondo la quale, nel momento in cui segnali caratteristici del mercato monetario vengono affiancati ad elementi del mercato sociale, il soggetto si comporterà più come in un mercato monetario che in uno sociale.
Maria Petrescu
Advertising and spreading: potential applications of motivational studies
Let's take a look at our networks. Every one of us moves inside a social network, no matter if it's real or virtual.
What type of market are we moving in, when we interact with other nodes of our network, is it a monetary or a social market? What incentivates us to share a certain piece of information (the link to a product we have purchased, a review, an offer) with the network?
What if somebody asked us to do it? What would be the best incentive to be sure that the information gets spread in an optimal manner?
If you want the effort people put into what they're doing for you to be high, the retribution must be coherent with the type of existing relationship: social exchanges if the relationship belongs to a social market, monetary exchanges if the relationship belongs to a monetary market.
Giving a low monetary retribution to the people that are considered the most influential spreaders so that they share and spread an information (new product, new offer, sales, you name it) can have poorer results than offering a low retribution of other kind, such as a gift.
Let's make the example of a company that wants to advertise a new product or service inside a network using the influence of a given number of bloggers.
If the payment is high, paying money or goods is quite irrelevant.
But if the payment is low, paying with goods or service is more effective in motivating: people will put more effort and time into an activity like spreading information, just to make an example.
Let's look at the experimental base.
90 people participated in the experiment, two types of payment (money and monetized candy) were crossed with two levels of payment (low and medium).
It is important to stress the fact that the subjects in the monetized candy condition were explicitly informed about the market price of their retribution.
The control group wasn't mentioned any kind of retribution and hence received none.
The participants were given numerical puzzles, 12 number sets: the task was to select a subset of numbers that would sum up to 100.
The first 4 puzzles were quite simple, but the fifth had no solution: the amount of time the participants spent trying to solve it before quitting was measured.
The results?
In the no payment, control condition, the time spent trying to solve the impossible puzzle was significantly higher than in the low payment condition, both for money payment and candy payment.
Hypothesis 2 is confirmed: when signals from monetary markets get mixed with signals from social markets, the subject will act more like in a monetary market than a social market.
Maria Petrescu
Oggi vedremo insieme un esperimento sul comportamento reale, incentrato sullo sforzo prettamente "fisico".
Il secondo esperimento dello studio "Effort for payment" è stato condotto su 159 studenti, divisi in 5 gruppi. Vennero incrociati due tipi di pagamento (denaro o Jelly Belly) e due livelli di pagamento (basso - $0.10 o l'equivalente in Jelly Belly; medio - $4.00 o l'equivalente in Jelly Belly).
Naturalmente venne previsto anche un gruppo di controllo, al quale nessuna menzione ad un qualsiasi tipo di pagamento venne fatta.
La distinzione tra mercato monetario e sociale è stata attuata prevedendo due diversi tipi di pagamento: in denaro nel primo caso e in caramelle nel secondo. I dolci sono oggetto di scambi sociali, che dunque porta il soggetto ad applicare le regole del mercato sociale, basato sull'altruismo.
L'attività proposta ai soggetti venne definita dagli stessi come totalmente priva di qualsiasi motivazione intrinseca: si trattava di spostare una "palla" (in realtà un cerchio di colore grigio) dalla parte sinistra dello schermo su un'area di forma quadrata nella parte destra dello schermo. Il compito consisteva nello spostare il numero più alto possibile di queste "palle" in un periodo di 3 minuti.
Se i soggetti non erano nel gruppo di controllo, prima dell'inizio del compito sullo schermo sarebbe comparsa un'indicazione riguardante il pagamento che avrebbero ricevuto.
Per enfatizzare questo aspetto, ai partecipanti veniva chiesto di scrivere la frase "Ho partecipato all'esperimento con la palla ed ho ricevuto [l'incentivo promesso]", quindi firmare il proprio nome. Ai partecipanti del gruppo di controllo veniva chiesto di scrivere semplicemente una frase con cui affermavano di aver partecipato allo studio.
Guardiamo insieme i risultati.
I dati sperimentali confermano l'ipotesi 1a, nella condizione di pagamento in denaro l'impegno erogato aumentava con l'aumentare del compenso promesso; l'ipotesi 1b, l'impegno erogato nella condizione di pagamento in Jelly Belly è risultato insensibile alle variazioni nel livello di pagamento. Entrambi i risultati confermano l'ipotesi 1, dimostrando l'interazione attesa tra livello di pagamento e modalità di pagamento nel determinare l'impegno erogato in un compito dato.
Come previsto dall'ipotesi 1c, l'impegno erogato era più basso nel caso di un basso pagamento in denaro rispetto a nessun pagamento. Tuttavia, lo sforzo nel caso il pagamento fossero le caramelle non subiva modifiche al variare del livello di pagamento.
La differenza tra i due tipi di pagamento basso è risultata significativa. E' inoltre interessante il fatto che nella condizione "nessun pagamento" la media di palle spostate era maggiore di 10 rispetto alla media nella condizione "pagamento medio in denaro", ma questa differenza è risultata non significativa.
Le intuizioni naturali delle persone, analizzate nel primo esperimento, risultano accurate se confrontate con questi risultati. Trattasi, comunque, di un comportamento che richiede uno sforzo prettamente fisico, non mentale. E' possibile che nel caso il compito richiesto richieda un ragionamento logico i risultati siano diversi?
Nel prossimo post analizzeremo insieme il terzo e ultimo esperimento dello studio "Effort for payment", che appunto prevede un compito cognitivo, per stabilire se i risultati visti finora verranno confermati o meno.
Maria Petrescu
Illustrazione: http://www.popeye.com/
Motivation and physical effort: an analysis in two markets
Last time we talked about motivation and people's natural intuitions about various types of payment in different markets.
Today we're going to analyze an experiment of real behavior in a case where physical effort is required.
The second experiment in the study "Effort for payment" had 159 participants divided in 5 groups. Two types of payment (money or Jelly Bellies) were crossed with two levels of payment (low - $0.10 or the equivalent in Jelly Bellies; medium - $4.00 or the equivalent in Jelly Bellies).
There was also a control group to which no mention to any form of payment was made.
The distinction between monetary market and social market was made introducing the two types of payment: cash in the first condition, candy in the second. Candy is used as a social exchange, thus making the subject apply the social market rules, based on altruism.
The activity the participants had to engage in was defined as absolutelly empty of any kind of intrisec motivation. They had to move a ball (actually a light grey circle) from the left side of the screen to a square dark grey area on the right of the screen. The goal was to move as many balls as possible in 3 minutes.
Before they started, if the participants weren't in the control group, a screen reminding them of their retribution would appear.
As a further reminder of the retribution they would receive, the subjects were asked to write "I participated in the ball study and received [the incentive promised]" and sign their names.
The control group was only asked to write an aknowledgment of their participation in the experiment.
Let's take a look at the results.
The experimental data confirm Hypothesis 1a: the effort in the cash condition increases with the level of payment; Hypothesis 1b, effort in the Jelly Belly condition is insensitive to variations in level of payment. Both results confirm Hypothesis 1, demonstrating the attended interaction between level of payment and type of payment in determining effort in a given task.
Hypothesis 1c: the effort was lower in the low cash condition than in the no payment condition. However, the effort in the candy payment condition didn't vary with level of payment variations.
The difference between the two low payment conditions was found to be significant. It is quite interesting to note that in the no payment condition the effort was 10 ball drags higher than in the medium cash payment condition, but this difference wasn't statistically significant.
People's natural intuitions, analyzed in the first experiment, seem to be accurate when confronted with these results. However, we're talking about a behavior that requires a purely physical effort, not mental.
Is it possible that a task which requires logical reasoning might lead to another kind of results?
In the next post we will analyze the third and last experiment in the "Effort for payment" study, which includes a cognitive task to see if the results we have seen so far are confirmed.
Illustration: http://www.popeye.com/
Lo studio si articola in 3 esperimenti per testare 2 ipotesi:
1) La relazione tra livello di compenso e impegno sarà differente in un mercato sociale rispetto ad uno monetario.
1a) Nelle relazioni mercato-monetario l'impegno aumenterà all'aumentare della ricompensa.
1b) Nelle relazioni mercato-sociale l'impegno sarà alto ed insensibile al livello della ricompensa.
1c) L'impegno erogato in cambio di nessun pagamento può essere maggiore dell'impegno erogato in cambio di un basso pagamento, se quest'ultimo avviene in una situazione mercato-monetario.
2) Qualora vengano accostati pagamenti monetari e segnali di scambi sociali, i soggetti percepiranno gli scambi come legati a un mercato monetario.
Il primo esperimento indaga il comportamento ipotetico, non quello reale. Tuttavia è assai utile per poi capire quanto siano precise le intuizioni naturali delle persone. Un piccolo sondaggio venne proposto a 614 studenti universitari divisi in 7 gruppi. La domanda era sempre la stessa per tutti: "Qual è la probabilità che uno studente aiuti qualcuno a caricare un divano su un furgone?"
La domanda riguardava un altro studente al fine di ridurre la spinta sociale a rispondere positivamente alle richieste di aiuto. Quel che cambiava tra i vari gruppi erano gli scenari. Vennero incrociati 3 tipi di pagamento (denaro, dolci, e dolci "monetizzati" = il pagamento erano i dolci ma il loro costo veniva menzionato) e due livelli di pagamento (basso - $0.50 o l'equivalente in dolci; medio - $5.00 o l'equivalente in dolci), includendo naturalmente un gruppo di controllo, a cui non venne fatto alcun riferimento ad un qualsiasi tipo di pagamento.
Naturalmente si tratta di risultati relativi alle intuizioni e intenzioni di comportamento, non comportamenti reali. I soggetti erano invitati ad indicare con un numero da 1 (sicuramente non aiuterà) a 11 (aiuterà sicuramente) la probabilità che lo studente dia una mano a portare il divano nel furgone in base allo scenario loro proposto.
I risultati? Guardiamoli insieme.
Le ipotesi risultano confermate dai dati sperimentali: non c'è una significativa differenza tra le distribuzioni relative al livello di pagamento medio, né tra quest'ultimo e le distribuzioni del gruppo di controllo (nessun pagamento) e del pagamento sotto forma di dolci.
Quel che colpisce di più è la significativa e ampia forbice che si crea da una parte tra i livelli di pagamento (basso e medio) e dall'altra tra il pagamento basso e nessun pagamento. Risulta, da questi dati, che l'impegno erogato nel caso nessun pagamento venga menzionato è effettivamente più alto che nel caso di un pagamento scarso.
Sembra una cosa senza senso, soprattutto nell'economia in cui viviamo.
Nel momento in cui il denaro viene menzionato, automaticamente subentrano le regole del mercato monetario, mentre se nessun tipo di compenso viene menzionato, il soggetto presume di trovarsi in un mercato sociale, caratterizzato da altre regole. Considerare intercambiabili queste due realtà porta a conclusioni fuorvianti: tutto questo non significa che è meglio non pagare il lavoro delle persone. Si sta parlando dei diversi effetti sull'impegno erogato che vari tipi e livelli di pagamento hanno in funzione del tipo di mercato in cui ci si muove.
Domani vedremo insieme gli ultimi due esperimenti, alcuni dati di comportamenti reali e faremo qualche ipotesi riguardo alla natura degli incentivi più efficaci.
Maria Petrescu
Effort for payment: a simple motivation analysis
In the last post we talked about Fiske's relational theory and the differentiation of human social relationships in four types:
communal sharing, authority ranking, equality matching and market pricing.
From a labor point of view we can divide them in two groups: one which is based on monetary exchange (reciprocity) and the other based on social exchange (altruism).
The study includes 3 experiments aimed to test 2 hypotheses:
Hypothesis 1: The relationship between compensation level and effort will be different in social versus money markets.
Hypothesis 1a: In money-market relationships, effort will increase with payment level.
Hypothesis 1b: In social-market relationships, effort will be at a high level and insensitive to payment level.
Hypothesis 1c: Effort in exchange for no payment can be higher than effort in exchange for low monetary payment
Hypothesis 2: Including both monetary payments and signals of social exchanges will cause individuals to perceive an exchange as a money-market exchange, and the pattern predicted by Hypothesis 1a will follow.
The first experiment sheds light on the hypothetical behavior, not the real one. It is quite useful to understand how accurate people's natural intuitions are. A brief survey was given to 614 students divided into 7 groups. The question was the same for everyone: "How likely other students would be to help load a sofa into a van?"
The reason why the question regarded someone else was in order to reduce the social demand to respond favorably to the request for help.
The difference between the various groups was the given scenario. Three types of payment (money, candy and monetised candy - the payment was candy but the cost was mentioned) were crossed with two levels of payment (low - $0.50 or the equivalent in candy; medium - $5.00 or the equivalent in candy).
A control group was also included, and no mention to payment was made.
These are results relative to intuitions and behavior intention, not real behavior. After reading the scenario, subjects were invited to rate from 1 (not at all likely to help) to 11 (will help for sure) the likeliness that another student would help move the sofa.
Let's take a look at the results.
The hypotheses seem to be confirmed by experimental data: there is no significant difference among medium payment distributions, nor among medium payment, control group and candy payment distributions.
What really strikes the eye is the significant and wide difference betwen low and medium payment on the one side and between low payment and no payment at all on the other side. It seems that effort in exchange for no payment is actually higher that effort in exchange for low monetary payment.
This truly makes no sense, especially in our economy.
The moment money is mentioned, the monetary market rules are automatically activated, whereas when no money is mentioned, the subject assumes that he is acting in a social market, and another set of rules apply.
To consider these two realities as interchangeable could lead to very wrong conclusions: this result doesn't mean that it is best not to pay people's work. We're talking about different results of type/level of payment as a function of the market type we're acting in.
Tomorrow we'll take a look at the last two experiments and see some real behavior data to discover if these intuitions are correct.
Maria Petrescu
Wikipedia
"1 - causa, motivo - la ragione che determina un comportamento o un fatto
2 - incentivo, stimolo - fattore interno che indirizza le attività dell'individuo verso una meta"
Dizionario
"motìvo fr. motif; sp. e port. motivo: =lat. MOTIVUS da MòTUS part. pass di MOVèRE muovere - Atto a muovere; come sost. Ciò che spinge, che suscita a fare, Impulso"
Maria Petrescu
Maria Petrescu
Nel 2009 Dan Pink, ex speechwriter di Al Gore, presentava all'audience del TED Global un talk che ancora adesso per molti assume i tratti dell'epifania.
In primo luogo perché i dati presentati sono controintuitivi.
Quelle credenze obsolete, non dimostrate, su cui si basano al giorno d'oggi buona parte delle persone che prendono decisioni economicamente rilevanti, affondano le loro radici in tempi e situazioni sociali che non sono minimamente paragonabili a quelli attuali. Per dirla con Arthur C. Clarke, ogni idea - in scienze, politica, arte o qualsiasi altra cosa - sembra evocare tre stadi di reazione, i quali potrebbero essere riassunti dalle frasi:
1) "E' assolutamente impossibile - non sprecare il mio tempo.";
2) "E' possibile, ma non ne vale la pena.";
3) "Ho sempre detto che fosse un'ottima idea!"
Tutti quegli assunti che nella gestione aziendale sembrano ovvi, intuitivi, lampanti potrebbero non esserlo, o non esserlo più. A moltissime persone sembrava ovvio che fosse il Sole a girare intorno alla Terra, e credo che tutti sappiano come è andata poi a finire quella storia.
In secondo luogo perché spesso e volentieri i risultati ottenuti in ambito accademico tendono a circolare esclusivamente all'interno della comunità degli "addetti ai lavori": psicologi, sociologi, studiosi di scienze motivazionali e comportamentali. E' fin troppo raro che questo genere di risultati vengano condivisi con quelle realtà economiche - aziende in primis - che ne potrebbero trarre i maggiori vantaggi.
Allo stesso tempo è quasi impossibile trovare un numero di Journal of Psychology sulla scrivania di un dirigente d'azienda.
Eppure questo connubio potrebbe essere la chiave per reinventare il modo in cui si fa business, e un buon indizio del fatto che si sta andando in questa direzione è la nascita di nuovi rami in ricerca: si sente parlare sempre più spesso di "finanza comportamentale", "targeting comportamentale", persino "neuroeconomia" e "neuromarketing".
Purtroppo non in Italia.
Un ulteriore motivo di perplessità è dato dall'apparente mancanza di nessi tra i modelli sperimentali utilizzati in ricerca e la "vita vera", la concretezza con cui ogni giorno qualsiasi dirigente ha a che fare.
Il celeberrimo problema della candela, ideato da Karl Duncker e ripreso da Pink nel suo talk, ne è l'esempio perfetto. Se si pensa al problema come a sé stante, scollegato dalle analogie con la realtà, si rischia di non cogliere le profonde implicazioni che i risultati ottenuti potrebbero avere sul modo in cui si affrontano situazioni simili nelle aziende.
Chiaramente i modelli usati in ricerca sono semplificati, in quanto ogni studio affronta in maniera approfondita uno o due aspetti per volta, ma quando li si analizza e manipola all'interno del loro contesto naturale, si possono osservare le notevoli conseguenze che anche i piccoli dettagli possono avere.
Gli anni passano, i tempi cambiano. E' impensabile che un'azienda nata nel secolo scorso prosegua la propria attività con le stesse strategie usate allora. I clienti sono cambiati, le loro richieste sono diverse, il modo in cui comunicano tra loro è molto più rapido e qualsiasi cosa abbiano da dire a proposito del vostro prodotto - positiva o negativa - la condivideranno con un numero di persone che sarebbe stato impensabile solo fino a pochi anni fa.
Si tratta di un nuovo modo di comunicare, pubblicizzare, ma soprattutto di fare business.
Il mondo sta già cambiando: è il momento di mettersi in pari.
Maria Petrescu
Science and business: how research might change the way we manage our enterprises
In 2009 Dan Pink, Al Gore's ex speechwriter, presented to the audience of TED Global a talk which still appears as an epiphany to many.
First of all because the presented data is counterintuitive.
Those obsolete, undemonstrated beliefs on which many people base their economically relevant decisions have their roots in times and social situations that cannot even be compared to those we live in today.
As Arthur C. Clarke stated in Clarke's Law of Revolutionary Ideas:
Every revolutionary idea — in science, politics, art, or whatever — seems to evoke three stages of reaction. They may be summed up by the phrases:
(1) "It's completely impossible — don't waste my time";
(2) "It's possible, but it's not worth doing";
(3) "I said it was a good idea all along."
All the axioms that seem obvious, intuitive and clear in business management could not be so, or could not be so anymore. Many people thought it was obvious that the Sun revolved around the Earth: I believe everybody knows how that story ended.
Secondly because very often the results obtained in academic studies tend to circulate exclusively in the community of the "insiders": psychologists, sociologists, motivational and behavioral science scholars. It's very rare that this kind of results are shared with those economic realities - enterprises for instance - that would benefit the most from having them.
It is equally difficult to find a copy of Journal of Psychology on a manager's desk.
Nevertheless this union could be to key to reinventing the way we do business, and a clue that this is the way we're going is the birth of a bunch of new branches of research: we're starting to talk about behavioral economics, behavioral advertising/targeting, even neuroeconomics and neuromarketing.
Alas, not in Italy.
Another reason to be skeptical is the apparent unrelatedness between experimental models used in research and "real life", the concrete problems every manager faces every day.
The famous Candle Problem, created by Karl Duncker and explained by Pink in his talk is the perfect example. If you think about the problem as a problem "in itself", completely disconnected from reality, the risk is that you overlook the profound implications the results could have on the way you manage similar situations in your business.
Obviously the models that are used in research are simplified: every study treats one or two aspects of the problem at a time. It's when you analyze them inside their natural context that you really see how small details can have big consequences.
Years go by, times change. Managing businesses which were born during the last century in the same way we used to do it back then is simply unthinkable. Clients have changed, their requests are different, the way they communicate between them is way faster and no matter what they have to say about your product - good or bad - be sure they'll share it with a number of people that would have been unimaginable until a few years ago.
It's about a new way of communicating, advertising, but most of all doing business.
The world is changing: it's time to catch up.
Maria Petrescu
Updates
-
Prossimamente: Claudia Vago #ijf12 http://t.co/v7a0nMZB
-
@timoteocarpita siamo davvero lontani dall'idea socialdemocratica americana cc @nomfup101 minutes ago from web | Reply, Retweet, Favorite
-
#infografica: ecco come gli italiani arrivano a fine mese http://t.co/vhMGt2l6 via @Linkiesta @Yahoo_Italia @YahooFinance
-
@lorenzosfienti #grazie per il #follow :) (ero convinto ci seguissimo già, @Twitter fa cose strane ultimamente)2 hours ago from web | Reply, Retweet, Favorite
-
“@_arianna: @Twitter e la #censura: consigli di lettura #TwitterBlackout http://t.co/KWirBoAR via @valigiablu”
-
JCP Daily News is out! http://t.co/u2lqfy2z
-
I am watching Tutta la vita davanti. http://t.co/xVNJbSKN
-
Il "grande" piano #Ue per rilanciare l’economia? 30 milioni in tutto http://t.co/a4xHLjcc via @linkiesta #Merkel #Sarkozy #Europa
-
In #Italia ci sono 70 bombe #atomiche ma nessuno lo sa http://t.co/Qyzu0bNi via @linkiesta #nucleare
-
“@_arianna: #ACTA, arriva il primo sì: multinazionali vs cittadini http://t.co/3nZPak0c via @valigiablu #stopACTA #NoActa”
-
“@Jovanz74: La Giornata della Memoria, il Giornale e Bianqo http://t.co/a9FNJHEF #giornatadellamemoria #ioricordo”
-
“@doonie: Il mio modesto tentativo di resistere al blocco di quasi tutto di questi giorni al Sud Italia http://t.co/mRGIwZtc su @tr3nta_mag”
-
“@_arianna: Il dibattito sulla #censura locale di @Twitter #ijf12 http://t.co/lW7h7zrR via @journalismfest”
-
Ho aggiunto ai preferiti un video di @YouTubefrom @intervistato http://t.co/99BJkK2U Coming soon: Phil Libin
-
@steprincipato @mattial @franzrusson @CarloMazzocco @Cla_Gagliardini @dbatrade @Jovanz74 #grazie per #FF ;)21 hours ago from web | Reply, Retweet, Favorite
-
@sednonsatiata abbiamo evacuato la sede, ma alla fine tutto ok, a #Bergamo è stata solo una piccola scossa #terremoto21 hours ago from web | Reply, Retweet, Favorite
Posts
Quando è agosto, le finestre sono chiuse, nel paese. Il ventre stanco del fiume è un respiro caldo, senza fame e sete. La verità che non si può scrivere si nasconde ladra nei vicoli del posto qualunque.
C’è una strada, di notte, che vomita parole. Dove tu sei di passaggio, come il giorno che va nel suo letto. Il rumore dei passi che fumano sigarette, nella voce incomprensibile di nessuno, che non legge, non parla. Quando è agosto.
Jacopo Paoletti.
Mi chiedo come sarà tutto questo tra neanche 10 anni. Se tutto quello che abbiamo scritto, detto qui dentro, sarà passato almeno come ciò che abbiamo taciuto.
Se sarà rimasto qualcosa, dietro le lettere vuote o le immagini stanche. Se questi byte sono stati davvero noi, o se è solo un riflesso, come tutte le cose, senza possibilità di reale memoria.
Lo penso mentre scrivo speranze di sogni sconosciuti. Mentre scrivo di me dentro la scatola senza contenitore. Mentre scrivo di noi, prima di dormire, come fanno i giorni.
Jacopo Paoletti.
La Resistenza
“C’è una campagna di denigrazione della Resistenza: diretta dall’alto, coltivata dal cortigiano. Il loro gioco preferito è quello dei morti, l’uso dei morti: abolire la festa del 25 aprile e sostituirla con una che metta sullo stesso piano partigiani e combattenti di Salò, celebrare insieme come eroi della patria comune Giacomo Matteotti, ucciso dai fascisti e il filosofo Gentile, presidente dell’accademia fascista, giustiziato dai partigiani, onorare insieme le vittime antifasciste della risiera di San Sabba e quelle delle foibe titine. Proposte da comitati di reduci che evidentemente non hanno mai sentito parlare dei lager in cui i fascisti, prima e dopo l’armistizio, hanno chiuso migliaia di cittadini colpevoli unicamente di essere di etnia slovena.” (Giorgio Bocca)
Jacopo Paoletti
foto: Marco Galardini
È aumentata la produzione lorda e netta, il reddito nazionale cumulativo e pro capite, l’occupazione assoluta e relativa, il numero dello auto in circolazione e degli elettrodomestici in funzione, la tariffa delle ragazze squillo, la paga oraria, il biglietto del tram e il totale dei circolanti su detto mezzo, il consumo del pollame, il tasso di sconto, l’età media, la statura media, la valetudinarietà media, la produttività media e la media oraria al giro d’Italia.
Tutto quello che c’è di medio è aumentato, dicono contenti. e quelli che lo negano propongono però anche loro di fare aumentare, e non a chiacchiere, le medie; il prelievo fiscale medio, la scuola media e i ceti medi. Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l’automobile l’avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l’asciugacapelli, il bidet e l’acqua calda.
A tutti. Purché tutti lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l’un con l’altro dalla mattina alla sera.
Io mi oppongo.
Vorrei poter scrivere, trovare del tempo. E’ un da un po’ che ci penso. E così sono passati anni, tanto da non ricordare più se nel frattempo ho fatto ciò che fosse davvero importante. Me lo ricordo la sera, quando torno a dormire, ed è come girare i pensieri, nel vuoto, delle parole non scritte.
Jacopo Paoletti.
Io ci penso, ogni tanto. A come sarebbe potuto essere; se avessi fatto questo o quell’altro. Se avessi fatto scelte diverse, ieri. E ascolto un pezzo tra quelli soliti. Di quelli che ognuno ascolta, quando deve pensare di pensare. E sono domande vuote, quando non hai risposte certe.
E più il tempo passa e più queste domande aumentano. E più il tempo passa, e meno persone trovo, con le vere risposte. Io ci penso, ogni tanto. Seduto sul divano, tra i punti interrogativi. Ci penso. Ma resta il solito pezzo.
Jacopo Paoletti.
La patria è la fede nella patria. Dio che creandola sorrise sovr’essa, le assegnò per confine le due più sublimi cose ch’ei ponesse in Europa, simboli dell’eterna forza e dell’eterno moto, l’Alpi e il mare. Dalla cerchia immensa dell’Alpi, simile alla colonna di vertebre che costituisce l’unità della forma umana, scende una catena mirabile di continue giogaie che si stende sin dove il mare la bagna e più oltre nella divelta Sicilia. E il mare la ricinge quasi d’abbraccio amoroso ovunque l’Alpi non la ricingono: quel mare che i padri dei padri chiamarono Mare Nostro. E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa in quel mare Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d’anime parlan d’Italia.
Mentre ti leggo c’è un treno. Leggo di te e scrivo della storia che non pubblicheremo mai. È un libro dalla copertina gialla, dimenticato nella libreria del poeta notturno. Le pagine sono bagnate di umori, e di te che aspetti sulla soglia, con la fossetta che bacia uno strano sorriso.
Di te che aspetti, con la schiena inarcata e tesa a chiamarmi, che finisce divisa in due, come porta perfetta della casa nascosta, che non ho.
Di te che piangi e mi guardi, e dici parole invisibili, nel tuo silenzio stretto.
Impossibile è una parola, come lo è amore. Ci scorrono dentro i momenti, come dentro una frase, un periodo. Come binari inconciliabili.
Sono sul treno e scrivo, le nostre parole. Di te essenza, assenza. E ti cerco, dietro questo punto.
Jacopo Paoletti.
Urla la musica e l’asfalto sotto. Sono vivo ancora, mentre solo resto. Sono vivo ora, e questo basta per tutto.
Jacopo Paoletti.
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore.
Il problema è in ciò che il berlusconismo ha catalizzato, non tanto nel Berlusconi di questi 15, 20 anni. La deriva culturale di questo Paese (forse) era stata già preconizzata dall’ancora scomodo Pier Paolo Pasolini, profezia intellettuale mai realmente ascoltata, capita; probabilmente questo regime è solo l’ultima peggiore espressione dei nostri tempi: il prodotto, l’inevitabile risultato.
Tanto per citare Giorgio Gaber, che mi sembra sempre un’ottima sintesi: “Non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me.”
Nell’oggi relativo di questa piazza, quella analogica quanto quella mediatica, come la nostra, adesso, digitale, c’è ancora una possibilità, una speranza: passa per il pensiero, la conoscenza, ma soprattutto per la presa di coscienza.
Il mediterraneo, la Tunisia prima, e l’Egitto ora, hanno scelto. Scelto di tornare ad autodeterminarsi, ad essere una democrazia de facto, e non a portarne solo il nome, che è la nostra condanna che perdura in questo secondo Ventennio tutto italiota, dalle nuove forme ma dalle stesse sostanze, nell’ottusa assenza di una certa memoria storica.
Esiste un’Italia “normale”, ma diversa. Era dentro le sciarpe bianche, oltre i colori politici. Era donna, era uomo. Era pacifica. E’.
“Se non sono io per me, chi sarà per me? Se non così, come? E #senonoraquando?” (Primo Levi)
Jacopo Paoletti.
Ho sempre paura di non fare in tempo. A farle capire quanto hai amato, quanto è stato. C’ho pensato in auto, che potesse succedere. E non vedevo bene dal vetro, perché era sporco da troppi giorni; magari sarà la prossima rotatoria, ho pensato. Magari non ho avuto il coraggio io.
Poi ho fumato, ed era stanco, il cielo, da essere blu scuro, come in mezzo al petto. Ho fumato, e mi sono ricordato di quando era insieme. Ma non perché lo rivolessi di nuovo, perché è un bicchiere rotto tra le mani, tra i vetri e il sangue, che non si rimette insieme.
Ho fumato, e ti ho visto sul divano, di uno strano rosso, e c’era un film che non ricordo. Perché non era il film, ma ciò che si vedeva fuori, nel nero rotondo degli occhi. E quando mi dicono cose brutte, su di te, su di noi, io ho questo.
Questo mi fa passare tutto, anche ciò che non si è detto, o fatto. Anche ciò che poteva essere, e non è stato. Senza rinnegare. Senza ricordare. Come noi dentro una foto, tra quelle che non abbiamo scattato.
Non sono più, le mie parole. E ho guardato la stanza quadrata, che mi stringeva, e visto la tua. E i nostri limiti. Ti avrei chiamato per dirti queste cose, o forse altre, ma a che serve. A che serve. Non c’è ad ascoltare nessuno. Non c’è nessuno. La rabbia, la tua, ha mangiato tutto, il nostro passato. La rabbia.
Ho guardato calpestare tutto, senza un fiato. Perché ci sono tutte le mie colpe dentro, le nostre. Ho guardato calpestarmi senza importanza, senza senso. Non potrei lo stesso, e resto a guardare.
Mi siedo sull’angolo del mio letto, di questo letto, di un letto, di un altro letto. Inconsistente. E non ricordo più dove sono rimasto a dormire stanotte. Se eravamo noi, o se è stato solo un altro sogno. Se è finito un giorno o se era solo l’ultimo.
Jacopo Paoletti.
Ho fatto un sogno. Ed è stato come sognare, perché ero sveglio.
L’unico rumore erano i miei passi. Il freddo saliva dalla pianta dei piedi, sotto le scarpe, per prendersi dalle mani alla punta del naso.
Le case e la stazione. Le finestre sono chiuse come coperta per la notte. Tutte. Non cammina nessuno. Cammino io per tutti, che non ci sono. I minuti non passano. Non ho orologi; il telefono, muto, è scarico. Alla fine non servono. Non passano.
Potrebbe essere l’ultima. Cerco un posto per nascondere le mani, il viso. Cerco un posto per nascondermi. Tra le vie, c’è un sottopassaggio solitario, ed il portico del tabaccaio. Non solo il fumo, uccide. Le sigarette finiscono in fretta, insieme al resto.
Il calore, che perdo, ha il colore tiepido che esce dalla bocca. Mi lascia per sempre, per stanotte. Mi stringo dentro il cappotto, a chiudere le spalle, sotto il cappuccio, ai bordi delle guance.
È un deserto urbano, senza interruzioni. La luce del lampione irregolare. Tutto ha il sapore di pazzia, come è dolciastro il sangue che si emolizza in bocca.
Non c’è niente di umano, tra i capannoni, ed il cemento, il cotto dei giardini, della pietra medievale. I miei passi. Unico rumore sordo che non parla con nessuno. Rompono il tempo e lo spazio, senza senso, senza essere.
E non mi sveglio, perché non sto dormendo.
Poi ho pensato che avrei dovuto scriverne, se ne fossi uscito. E ho capito che non puoi riuscire, senza o sempre, a spiegare tutto, che ci sono situazioni in cui devi camminarci dentro, per capirle, che non puoi mettere delle parole in fila senza essere deriso.
Sulla superficie delle cose, ci si sente stupidi, come questa aiuola inghiottita dall’inverno, ora che è sceso il nero. Ci passo sopra, come faccio anch’io, come fanno con me. Nella leggerezza si può finire per uccidere, uccidersi.
Ed il sogno non finisce, non finisce. Il gelo mangia tutto: le lettere come i pensieri, senza potersi sedere.
È ancora notte: dentro o fuori da me è l’orizzonte, indefinita come l’alba, o il crepuscolo.
Silenzio. Arriverà domani, ancora. Con il primo treno delle 6.
Jacopo Paoletti.
Non c’è niente da cercare, quando ti sei perso.
C’è uno strano silenzio, nella testa, lungo questi viali, dove il traffico non parla.
Un silenzio fatto di assenza, un silenzio che asciuga le parole, sprofonda nel naturale esser soli. Un silenzio che non si fa toccare, che fa eco nell’angolo, proprio lì dove non ricordavi, che avevi dimenticato.
Ha chiuso la porta. Lungo le scale immagino che qualcosa finisca, che si interrompa tutto. La vita si spezzi su quei scalini, come la carta brucia, e finisce leggera, senza dare fastidio.
Ha chiuso la porta ed io non so più bene il giorno, se ieri o domani. Cosa posso aver perso, mentre sognavo. Se era in lei o semplicemente dormivo. Se era il mio letto, il suo, o se erano tante parole, in cui si cerca inconsistente un abbraccio.
Ha chiuso la porta, ed è come la doppia faccia della stessa barriera, in cui abbiamo chiuso le paure, i desideri. La tana in cui tutto inizia e finisce. Nella tristezza come nell’indifferenza.
Scale che non finiscono. Che sono oltre il portone, il cortile. Sono oltre me. Oltre te. In cui sono caduto.
Una signora mi guarda, alla fermata. Non c’è niente, non c’è nessuno. I viali tacciono. Forse non sono ancora sveglio. Forse non sono.
Jacopo Paoletti.
La vetrina di quel negozio, dove sciogli stipendi, è il letto di qualcuno, stanotte. È una camera senza mura, e un vetro in cui ricordarti di quanti strati è fatto questo mondo. Ermeticamente stagni, si guardano ignorandosi.
Fuma, all’ultimo posto del tram. Fuma e non si lamenta, non sospira. Se sei già affogato smetti di gridare. E ogni volta che il fumo scende, è annegare di nuovo, senza fiatare.
Nell’ultimo angolo del treno cittadino si respira il nero. Ha dei vecchi mocassini, ma li porta come degli zoccoli da infermiere, con il bordo sotto i talloni. È seduto composto, dentro il suo zuccotto ed il cappotto blu. Non è neanche troppo sporco o malvestito, abbastanza per essere invisibile. Guarda verso terra e batte le ciglia, in una dignità composta. Le linee della pelle intorno agli occhi sono incisioni, sono strade. Sono cantieri infiniti di una vita, irrisolti.
Fuma un mozzicone da qualche fermata, e gli occhi gli brillano nel freddo. Ogni tanto affonda nel suo blu fino alla bocca, a nascondere il mento. Fa dei movimenti piccoli, e lenti, per ricordarsi di essere vivo.
La notte non lo vede e lui non vede la notte. È una coperta che non scalda, un tetto che non ripara. È la casa di tutti in cui non abiterebbe nessuno. Illusi di essere uguali, solo perché si sta in piedi, dentro un paio di scarpe, spesso consumate.
Gli chiedo se è la fermata giusta, dove devo scendere, e mi guarda, come se fosse la prima volta che qualcuno lo vede davvero. Perché puoi guardare ma non essere visto. Semplicemente per non essere. Puoi sentirti niente se ti bagni di questo; cosa c’è di umano nel mio, nel suo sguardo. Forse umano non vuol dire nulla. Sono tante scatole dove ci si illude di mettere qualcosa, un significato, un’idea. Ma il vetro delle cose è in mille pezzi di fronte a ciò che è solo, senza rimedio, senza un senso. Come noi due, in mezzo ad altri soli. Stretti nei propri vestiti come nei sogni. Senza rimedio, senza un senso. Come uomini, e nuvole, vietate di fumo.
Fuori piove; forse no. Non sono solo stelle, che piangono, nelle camere senza soffitto.
Jacopo Paoletti.
Le lettere corrono sulla strada, sui binari. Le lettere diventano cose, persone. Esistono come un respiro. Sono un abbraccio che vengo a prendermi, stanotte, mentre dormi. Sono mani dallo smalto rosso. Dalla finestra c’è una città stanca e le luci accese, dietro i vetri. La stanza è buia, ed io mi siedo, solo, per guardarti.
Qual’è il limite. Se sono io, o sei tu. O la distanza tra la carne, che sussurra notturna, le nostre vere bugie.
Jacopo Paoletti.
Ho mal di testa. Scende il nero, nella stanza. È il vestito del mio Piacere. Chiara, come il mio Desiderio.
Il tempo ha una forma allungata. Sono mura vuote, piene di silenzio. Sono mura.
Il limite è un cartello con scritte le tue paure. Ed è appeso, sulla rete di cinta, le tue autoreggenti, forse.
C’è una poltrona, nell’angolo. Non ci sei, ma mi guardi. Ma non con gli occhi, nel filo della penombra, ma come sei seduta. Mi guardi con le gambe strette, serrate, accavallate. Sul tacco che è come un filo teso sulle cosce, a definirle. Mi guardi con le mani curate, con i dettagli. La curva della tua schiena invisibile. È il nostro eco notturno, fatto dalle nostre parole. Da sogni che sembrano brutalmente confezionati, come le porzioni per single al supermercato. Il quotidiano è sempre pronto a divorarmi.
Mi parli con le labbra che sento attorno, stringermi, e il mondo è nascosto nel sonno. Carne che urla, rossa naturale. È soffio da una telefonata, la notte e il giorno si confondono come puntuale poesia; di parole pesanti che diventano cose. La tua voce.
L’inconsistente prende peso mentre la realtà si appanna, dietro le barriere di vetro, dietro le finestre. La nebbia è dentro la camera e fuori l’azzurro, per una volta.
Ma il cielo è qui, ed io c’affondo dentro. Sulla poltrona della camera dimenticata, nel giorno qualsiasi.
Resto con la TV in sottofondo e l’iPhone, sul bordo del letto.
Jacopo Paoletti.
E’ come vetro. Qui, è come vetro, soffiato, Murano. Le relazioni sono plastica, contorno. Di carne sono solo le semplici mani, che scrivono parole. Le labbra di sangue, che le dicono, mentre sussurrano. Il resto è una lunga strada, dai lati stretti e dal nero in fondo. Ed io cammino, sull’orlo.
Jacopo Paoletti
Non ho mai avuto un equilibrio. E’ come una fitta fissa, vicino al fegato. Il mio salto nel buio, alle porte: cambio tutto, forse, per non cambiare il piccolo me. Quindi ci penso, e ci ripenso… E non riesco mai a restare solo; come una goccia insistente, che mi buca la testa.
Jacopo Paoletti
Audio
Posts
E due più due fa sempre cinque.
Sei un tale sognatore
Da voler mettere a posto il mondo?
Io resterò per sempre a casa
Dove due più due fa sempre cinque
Giacerò lungo linee già tracciate
Mi mimetizzerò
Gennaio ha piogge d’aprile
E due più due fa sempre cinque
E’ il regno del diavolo, ora
Non c’è via d’uscita
Puoi urlare e puoi gridare
E’ troppo tardi, ormai
Perché
Non hai prestato attenzione
Prestato attenzione
Prestato attenzione
Prestato attenzione
Non hai prestato attenzione
Prestato attenzione
Prestato attenzione
Prestato attenzione
Non hai prestato attenzione
Prestato attenzione
Prestato attenzione
Prestato attenzione
Non hai prestato attenzione
Prestato attenzione
Prestato attenzione
Prestato attenzione
Cerco di cantare ma sbaglio tutto
Perché non sono capace
Perché non sono capace
Li schiaccio come mosche
Ma come le mosche, tornano a perseguitarmi
Perché non sono capace
Perché non sono capace
Tutti salutano il ladro
Tutti salutano il ladro
Ma io non lo sono!
Ma io non lo sono
Ma io non lo sono
Ma io non lo sono
Non mettere in dubbio la mia autorità, non mettermi sul banco degli imputati
Perché non lo sono
Perché non lo sono
Va’ dal re a dirgli che il cielo sta crollando
Quando non è vero
Quando non è vero
Quando non è vero
Quando non è vero
Forse no
Forse noRadiohead - 2+2=5
Jacopo Paoletti
Anche se questo Governo cadesse, i mediocri resterebbero comunque maggioranza nello stivale: ben ancorati nelle loro posizioni, vanificherebbero de facto ogni successivo (per quanto improbabile) sforzo collettivo.
Se però esiste una Rivoluzione possibile in questo Paese, essa dovrà essere almeno culturale (se non direttamente intellettuale): un Popolo infatti cronicamente ammalato di “neo-analfabetismo” non sarà mai in grado di strutturare una libera opinione (“conoscere per deliberare”), e nell’esercizio della democrazia troverà sempre chi saprà (in)degnamente rappresentarlo nelle sue peggiori virtù.
La protesta di Paola Caruso, giornalista precaria al Corriere della Sera, va avanti. Oggi sarà il suo quarto giorno di sciopero della fame.
ITALIANO
Sono Paola Caruso e questo è il mio terzo giorno di sciopero della fame.
Ho lavorato per sette anni per il Corriere della Sera, prima come freelance, poi come collaboratrice precaria.
Se ho iniziato la protesta è perché non voglio pensare di essere precaria a vita.
La mia situazione è disperata almeno quanto il mio gesto, ed è la condizione di tanti come me, che affrontano ogni giorno i miei stessi problemi senza nemmeno poterne parlare liberamente.E questo non riguarda soltanto l’editoria, ma la maggior parte dei settori dell’economia.
Quello che sto facendo non è soltanto per migliorare la mia condizione lavorativa o professionale, ma per rendere noto un problema diffuso quanto sotterraneo, che è quello del precariato in Italia.
Pertanto ho intenzione di andare fino in fondo, per l’affermazione di un principio costituzionale che per me è molto importante: il diritto di svolgere il proprio lavoro con la giusta dignità.
La mia voce oggi è solo una flebile voce, ma potrebbe diventare un grido, se condiviso, oppure morire nell’indifferenza.
Grazie per avermi ascoltata.
ENGLISH
My name is Paola Caruso and this is my third day on hunger strike.
I have worked for seven years in Corriere della Sera, at first as a freelance worker, later as a temporary employee.
I started this protest because I don’t want to remain a temporary employee for life.
My situation is desperate, as is my action, and it is the situation of many people like me, who face the same problems every day without even being able to speak about the matter freely.And this isn’t just about Publishing, it concerns many fields of the economy in my country.
What I am doing isn’t aimed to better my working or professional situation, it is aimed to highlight a problem which is as widespread as it is kept underground: the issue of temporary employment in Italy.
Therefore I am determined not to give up, for the achievement of a Constitutional principle which I believe is very important: the right of carrying out my own job with dignity.
My voice today is only a weak voice, but it could become a shout if it is shared, or it could die in indifference.
Thank you for listening.
DEUTSCH
Ich heiße Paola Caruso und das ist mein dritter Tag Hungerstreik.
Ich habe sieben Jahre lang für den Corriere della Sera gearbeitet, zuerst als Freelance, dann als Angestellte mit befristetem Arbeitsverhältnis.
Meine Situation ist mindestens so verzweifelt wie meine Geste, und entspricht der Lage von vielen anderen, die jeden Tag denselben Problematiken entgegentreten, ohne frei darüber sprechen zu können.
Diese Lage betrifft nicht nur das Verlagswesen, sondern die meisten Sektoren der Wirtschaft meines Landes.
Was ich mache, hat nicht so sehr mit meiner persönlichen Situation zu tun, d.h. mit meiner Arbeit, sondern mit den in Italien so verbreiteten befristeten Arbeitsverhältnissen.
Deshalb habe ich die Absicht, meine Ideen nicht aufzugeben, zur Bejahung eines Prinzips unseres Grundgesetzes, das für mich sehr wichtig ist, d.h. das Recht meine Arbeit würdevoll zu verrichten. Meine Stimme ist heute nur eine leise Stimme, aber sie könnte ein Schrei werden, wenn man mein Meinung teilte, oder in der Gleichgültigkeit sterben.
Ich danke allen, die mir zugehört haben.
- Federazione Nazionale Stampa Italiana: http://www.fnsi.it/Esterne/Pag_vedinews.asp?AKey=12400
- Ordine dei Giornalisti: http://www.odg.it/content/nuove-schiavit%C3%B9-il-gesto-di-dignit%C3%A0-di-paola-caruso
- AGI - Agenzia Giornalistica Italia: http://www.agi.it/milano/notizie/201011151859-cro-rt10368-giornalista_corriere_sciopero_fame_gesto_frutto_disperazione
- Il Fatto Quotidiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/14/entro-anchio-no-tu-no/76927/
- Il Post: http://www.ilpost.it/2010/11/14/una-giornalista-del-corriere-e-in-sciopero-della-fame/
- Giornalettismo: http://www.giornalettismo.com/archives/95520/paola-caruso-contro-corriere/
- Figli di Orwell: http://figlidiorwell.tumblr.com/post/1565597015/non-e-vergogna-aver-fame-quando-si-e-onesti
- Sed Non Satiata: http://sns.im/2010/11/14/paola-caruso/
- Marco Massarotto (Hagaruke): http://internetpr.it/2010/11/14/hunger-strike-hits-social-media/
- Liquida: http://lavoro.liquida.it/focus/2010/11/14/paola-caruso-precaria-a-vita-in-sciopero-della-fame-contro-il-corriere-della-sera/
- Macchianera: http://www.macchianera.net/2010/11/15/due-cose-anzi-tre-paola-caruso-luniverso-del-lavoro-e-tutto-quanto/
Altri link:
- http://siamoprecari.pbworks.com/w/page/32550941/Paola-Caruso
- http://www.facebook.com/pages/Io-sono-Paola/161629773874383
- http://friendfeed.com/siamo-con-paola-caruso
Paola, un’amica precaria del Corriere della Sera, è in sciopero della fame e della sete per il suo posto di lavoro.
Sciopero della fame e della sete, le prime 24 ore.
Mi sento un po’ debole, ma sto bene. Oggi al telefono ho sentito qualche collega. Nessun altro. Al giornale lo sanno tutti e la direzione tace. Bene.
Spero che la mia protesta rappresenti la battaglia d’inizio di una guerra, la guerra dei precari che non accettano più di essere trattati da reietti.
Non so se riuscirò a far sentire la mia voce. Ci provo.
La citazione nel titolo è di Giuseppe Dessì.
California, United States of America, 1933
Capitolo 24 […] Il babbo e lo zio John stavano chiacchierando in un crocchio di uomini accoccolati davanti all’ufficio dell’amministratore. Il babbo diceva: <per un pelo non s’è trovato lavoro, oggi. Fossimo arrivati qualche minuto prima, ci prendevano. Ne avevano presi due proprio allora. E sapete cosa mi dice il padrone? Mi fa: ‘abbiamo ingaggiato dei lavoranti a venticinque cents; ne potremmo prendere altri, ma a venti cents; ditelo ai vostri compagni nell’accampamento’ >” Gli ascoltatori, accoccolati, si agitarono nervosamente. Un omone dalle spalle larghe, con un cappellaccio a larga tesa calato sugli occhi, si battè il pugno sul ginocchio ed esclamò: <Sempre la stessa storia, maledizione! E il male è che li troverà, prenderà dei morti di fame. Venti cents l’ora non bastano a sfamare una famiglia, ma quando si ha fame, s’accetta qualunque paga, piuttosto che niente del tutto. Se continua così, tra poco toccherà a noi pagare i padroni, per lavorare.> […]
[…]
Capitolo 26 […] <Sicuro, abbiamo fatto un dollaro e mezzo>. Un sordo silenzio riempì la tenda. Casey volto la testa verso l’ingresso, e guardò nel buio della notte. <Senti Tom,> disse infine. <Noi abbiamo lavorato nel ranch. Ci avevano preso a cinque cents. Eravamo in parecchi. Bè, ci hanno ridotto la paga a metà. E mica si può neanche mangiare con due cents e mezzo, e se poi ci son dei bambini…Così abbiamo protestato e loro ci han mandato via e ci han fatto piovere addosso un reggimento di sbirri . Adesso a voi pagano cinque cents, e va bene. Ma quando saranno riusciti a soffocare questo sciopero qui, ti credi che continueranno a pagare cinque?> <Non so,> disse Tom, < ora pagano cinque>.
<Senti Tom. Noialtri s’è provato ad attendarci insieme, e ci hanno dispersi come porci. Ci hanno picchiati. Ci hanno trattati proprio come porci. Ma anche voi vi hanno messo dentro come un branco di porci. Noi non possiamo continuare lo sciopero ancora per molto, c’è della gente che non mangia da almeno due giorni. Che fai, conti di tornare dai tuoi stasera?>
<Penso di sì>
<Allora racconta a tutti come stanno le cose, Tom. Fai capire a tutti quanti che ci fanno morir di fame noi, non solo, ma fanno del danno anche a se stessi. Perchè è sicuro, quant’è vero Dio, che appena fanno tanto di liberarsi di noi, abbassano anche a voi la paga a due cents e mezzo.> […]
John Steinbeck “Furore”, 1939
Pomigliano, Campania, Italia, 2010 (?)
[…]
Fabrizio Cappuccini
Facebook ha chiuso l’account dei Figli di Orwell.
Senza nessuna spiegazione, senza neanche un’email, il nostro account è stato chiuso. Siamo senza parole. Ringraziamo quanti stanno diffondendo la cosa e soprattutto quanti ci stanno dimostrando la loro solidarietà. In questo momento, molto sinceramente, non ho molte altre parole.
Jacopo Paoletti
Questa è la Mafia
“Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere.” (Giovanni Falcone)
Jacopo Paoletti
Conoscere per deliberare
“Giustizia non esiste là ove non vi è libertà”. (Luigi Einaudi da “Il buongoverno”)
Jacopo Paoletti
Canzone del Maggio
“E se credete ora - che tutto sia come prima - perché avete votato ancora - la sicurezza, la disciplina - convinti di allontanare - la paura di cambiare - verremo ancora alle vostre porte - e grideremo ancora più forte - per quanto voi vi crediate assolti - siete per sempre coinvolti…”. (Fabrizio De André)
Jacopo Paoletti
La mia terra la difendo
“E’ arrivato il nostro momento, il momento degli onesti, che vogliono lottare per un cambiamento vero, contro chi ha ridotto e continua a ridurre la nostra terra in un deserto, abbiamo l’obbligo morale di ribellarci.” (Giuseppe Gatì)
Giuseppe Gatì è morto il 31 gennaio 2009. Lo celebra la Rete.
Giuseppe aveva 22 anni, lavorava nell’azienda del padre che produce formaggi di capra, non studiava all’Università.
Giuseppe Gatì è stato vittima di un incidente sul lavoro, nell’ovile di uno dei suoi fornitori nelle campagne di Naro (Ag) e non nell’azienda del padre com’è stato scritto più volte. La causa della morte è stata una scarica elettrica proveniente dalla vasca refrigerante del latte: aprendo il rubinetto per versare il latte negli appositi contenitori è rimasto folgorato. Sembra che fosse completamente solo. Solitamente quando Giuseppe andava presso quel fornitore, lo stesso si trovava al pascolo. E’ stato ritrovato da un uomo che porta il fieno in quell’ovile, il quale ha chiamato i soccorsi e il proprietario dell’ovile. All’arrivo dell’ambulanza i medici hanno provato a rianimarlo, ma ormai non c’era niente da fare. L’inchiesta è ancora in corso, ma non ci sono elementi che smentiscono l’ipotesi dell’incidente. E’ stato formulato il capo di accusa di omicidio colposo nei confronti del proprietario dell’ovile.
Proprio lui, che dal suo blog, aperto neanche un mese fa (“La mia terra la difendo”), lanciava le sue battaglie civili, invocava più diritti per tutti e si dichiarava “nato ad Agrigento, residente a Campobello di Licata e cittadino libero”. Proprio lui è morto di lavoro, sul luogo di lavoro. Vivendo, fino ad allora, “per combattere il servilismo che ogni giorno di piu’ avvolge il nostro Paese”, scegliendo di rimanere in Sicilia, “di non andare via anche se vivere qui è duro, durissimo”.
Minuto di statura, capelli scuri e occhi vivaci, diviene famoso il primo gennaio, quando Beppe Grillo gli dedica il primo post dell’anno, dal titolo “L’Italia rovesciata”. Grillo racconta il gesto, eclatante, di Giuseppe. Un ragazzetto piccolo, con a stento un po’ di barba sotto il mento, armato di telecamera, che d’un tratto si fa gigante e irrompe nel bel mezzo della presentazione di un libro cui è presente il sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi. Strattonato da un vigile, spintonato dai soliti in giacca e cravatta, guardato da una folla muta e sorpresa, Giuseppe inizia a urlare alla legalità: “Viva Caselli, viva il pool antimafia! Viva Caselli, viva il pool antimafia!”. Una bestemmia, quasi. In seguito verrà allontanato dalla forza pubblica, sequestrato, portato in Questura e rinchiuso in una stanza. Ci rimarrà più di un’ora e mezza.
E’ così, grazie a quel video che ben presto fa il giro della rete, che Gatì riceve l’onore delle cronache. Viene definito dallo stesso Grillo “un piccolo eroe, un fiore raro”.
Jacopo Paoletti
Atene
“Roma, città pesante. Atene, città leggera. Roma affonda. Atene prende il volo. A Roma ogni cosa è attirata verso il basso. Ad Atene tutto è attirato verso l’alto, palpita alato e occorre tagliare le ali alle statue, come i Greci lo fecero alla Vittoria, per impedire che prendano il volo.” (Jean Cocteau)
Jacopo Paoletti
foto: Life
L’Europa
“La democrazia ha molti nemici in attesa tra le quinte, politici e movimenti per il momento costretti a giocare secondo le sue regole ma il cui intento reale è tutt’altro – populista, di manipolazione mediatica, intollerante e autoritario. Conquisteranno molto spazio, se non riformeremo rapidamente le nostre democrazie. E non c’è ambito in cui questa riforma sia più necessaria che in seno alla stessa Unione Europea.” (Paul Ginsborg)
Jacopo Paoletti
La Televisione
“Il cliente, il pubblico, è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente.” (Silvio Berlusconi)
Jacopo Paoletti
No alla censura
“La lingua che si parla in Oceania si sta trasformando così in Neolingua, un nuovo linguaggio in cui tutte le parole hanno un’unica accezione che riducendo il significato ai concetti più elementari rende impossibile concepire un pensiero critico individuale. Con la creazione della neolingua il partito censura quindi l’utilizzo di molte parole, convogliando quelle sgradite (come ad esempio “democrazia”) nell’unico termine “psicoreato”: in questo modo diventa impossibile formulare, e a lungo andare anche solo pensare ad un argomento “proibito”. I semplici concetti che renderebbero discutibile l’operato del partito diventano inesprimibili. La stessa parola “psicoreato” va ben oltre il divieto di esprimersi, ma si spinge appunto a vietare anche solo di pensare in modo divergente dai dettami del governo totalitario sotto il Grande Fratello.” (1984 - George Orwell)
Jacopo Paoletti
foto: idea e scatto di Jacopo Paoletti - artwork di nome rimosso su richiesta dell’utente
Buon 1 maggio
“Come schiavi lavorarono gli animali per tutto quell’intero anno. Ma nel loro lavoro erano felici: non si lamentavano né di sforzi né di sacrifici, ben sapendo che quanto facevano era fatto a loro beneficio e a beneficio di quelli della loro specie che sarebbero venuti dopo di loro, e non per l’uomo infingardo e ladro.”
“Più di ogni altro, forse, il minatore può rappresentare il prototipo del lavoratore manuale, non solo perché il suo lavoro è così esageratamente orribile, ma anche perché è così virtualmente necessario e insieme così lontano dalla nostra esperienza, così invisibile, per modo di dire, che siamo capaci di dimenticarlo come dimentichiamo il sangue che ci scorre nelle vene.” (George Orwell)
Jacopo Paoletti
Libertà di stampa
“Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire.” (George Orwell)
In tempi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario.
“Spacciare deliberate menzogne e credervi con purità di cuore, dimenticare ogni avvenimento che è divenuto sconveniente, e quindi, allorché ridiventa necessario, trarlo dall’oblio per tutto quel tempo che abbisogna, negare l’esistenza della realtà obiettiva e nello stesso tempo trar vantaggio dalla realtà che viene negata… Tutto ciò è indispensabile, in modo assoluto.”
“Raccontare deliberatamente menzogne e nello stesso tempo crederci davvero, dimenticare ogni atto che nel frattempo sia divenuto sconveniente e poi, una volta che ciò si renda di nuovo necessario, richiamarlo in vita dall’oblio per tutto il tempo che serva, negare l’esistenza di una realtà oggettiva e al tempo stesso prendere atto di quella stessa realtà che si nega, tutto ciò è assolutamente indispensabile.” (Teoria e prassi del collettivismo oligarchico di Emmanuel Goldstein - da 1984 di George Orwell)
Jacopo Paoletti
“L’uomo è un animale addomesticato che per secoli ha comandato sugli altri animali con la frode, la violenza e la crudeltà.” (Charlie Chaplin)
Jacopo Paoletti (via nome rimosso su richiesta dell’utente)
video: Fluxus
Chernobyl/Černobyl’
“Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo.”
“Sa quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro e che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie.” (Carlo Rubbia)
Jacopo Paoletti
foto: Paul Fusco
Abbondanza/Abbandono
Abbondanza è concetto abusato; da essa proveniamo e in essa, c’è da dire, solo prevediamo di farci polvere. Siamo nati così, senza una guerra: in accumulazione. Non ci immaginiamo neppure altrove: solo circondati. Abbondanza è anche concetto ambiguo, malizioso. Scambiata per diversificazione, varietà, accompagnata al progresso, è una discesa. Sfida la censura, cesura d’abbandono, attacca l’autorità ma perde d’autorevolezza. Porta con sé una coda di confusione, disillusione; dal molto all’infinito, occhi e bocca sbarrati in un muto urlo insapore. L’abbondanza è infine nemica di ogni singolo senso, confortata dall’illusione della sinestesia. Ad essa bisogna opporsi, con ogni facoltà e mezzo. Io ho scelto l’abbandono.
L’abbandono è un passo che segue e precede un altro passo. Non si fa mano nella mano, non in compagnia. Chi abbandona lascia, ma si ritrova. Non in solitudine, concetto invece vago, attraversato da mille nervi di romantico compiacimento. La solitudine è un pianeta deserto. Fin quando ci sarà un sol uomo su questa terra, per quanto abusivo, non ci sarà solitudine. La solitudine è un racconto: va narrata. Perciò chi soffre di solitudine sarà sempre in cerca di pubblico.
Abbandono: non solitudine, ma solitario. Appartenere a niente, a nessuno. Solo è chi affronta il vento da sé, chi lo prende in faccia, ho sentito dire. Può andare. Chi abbandona va, da solo. Andar da sé: andarsene. Presagio di quell’andarsene all’altro mondo: un altro mondo. Dove c’è scelta? Non so. Nell’abbondanza non c’è scelta, le possibilità affogano a voce alta, si grida per vendere, la merce stessa – corpo o sentimento – è urlo. Nell’abbandono non si perde, si lascia: questa è scelta.
Una volta ti dissi: abbandono, lascio. Voglio me, voglio vedere che fine faccio.
Marco Montanaro
malesangue.wordpress.com - malesangue.tumblr.com
foto: DesertInsomniac
Audio
Posts
(via silent-musings)
“Ho fatto ciò che 28 anni fa, davanti a Dio, avevo giurato di non fare più. Ho creato «qualcosa che uccide le persone». E in questo ho avuto successo. L’ho fatto perché, filosoficamente, sono favorevole al tuo scopo. Senza presunzione, questa è la mia spada migliore. Se nel tuo viaggio dovessi incontrare Dio, lo trapasserai.”
Hattori Hanzo - Kill Bill / Quentin Tarantino
fonte: Alberto Lisi (aka Hikari Kesho)
“Il culo è la faccia dell’anima del sesso.”
Charles Bukowski, Taccuino di un vecchio sporcaccione, 1969
via Marla Singer & Divara
“E in una carezza, in un abbraccio, in una stretta di mano a volte c’è più sensualità che nel vero e proprio atto d’amore.” (Dacia Maraini)
Foto di Livio Moiana (via sooshee)
“Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo.” (Johann Wolfgang Göethe)
“Que’ prudenti che s’adombrano delle virtù come de’ vizi, predicano sempre che la perfezione sta nel mezzo; e il mezzo lo fissan giusto in quel punto dov’essi sono arrivati, e ci stanno comodi.” (Alessandro Manzoni)
Audio
Profile
Summary
He defines himself a technician by education, even though after the graduation in Informatics he attendend the Economy and Commerce Faculty at La Sapienza University in Rome and has obtained a Master in communication at the European Institute of Design.
His professional path brings him, in 2011, at the headquarters in Italy of Mediamarket in Bergamo, city near which he has recently moved and where we works at the IT Department managing all the technological aspects of the Italian ecommerce websites of the Media-Saturn group (Mediaworld and Saturn).
Having been always active online, he opened his first blog in 2006 (now on http://jcp.im) after a ten year long presence online: from Fidonet to RFC, from newsgroups to the first IRC networks.
Between 2007 and 2008 he becomes the "owner" of the most important Italian land on Second Life, which he manages almost two years long.
Active in online associationism, he participated in Italian realities of IWA and ISOC. In 2010 "Figli di Orwell" are born, of which he is one of the founders.
"Photographer" in his spare time, he has a predilection for portraits and conceptual photography. You can find some of his works here.
Experience
- Jul 2011 - PresentFounder / Intervistato.comWe are not afraid of asking. Anyone can suggest someone to interview and ask anything he wants. This is what we call crowdsourcing.
Because every question represents the origin of human curiosity and every possible answer is another step towards a utopian knowledge.
Spreading knowledge starting from the bottom means allowing free information. This is what we call social journalism.
"An interview is, in a broad sense, a conversation between two or more people in which questions are asked by the interviewer in order to obtain informations from the interviewee."
The iterviewer can be any one of us. The interviewee can be chosen by you.
It's easy, just as freedom of expression.
"If understanding is impossible, knowing is necessary." (Primo Levi) - Jan 2011 - PresentDirezione IT / Mediamarket S.p.A.
- Jan 2011 - PresentOwner / EuganiPaoletti Sas
- Jan 2007 - Jan 2011Commerciale / Mediamarket S.p.A.
- 2004 - Dec 2010Owner / EuganiPaoletti Srl
- 2006 - 2007Consulente informatico / ZEROPIU SpA
- 2005 - 2007Tecnico informatico / B2Win
- 2005 - 2006Analista informatico / Accenture Technology Solutions
- 2004 - 2005Tecnico informatico / Caltanet Spa
Education
- Istituto Europeo di Design
- Università degli Studi di Roma 'La Sapienza'Economia e Management per la Gestione d'Impresa
Additional Information
Latest checkin
-
@The Hub (Via paolo sarpi 8)2 weeks ago in Milano, Lombardia
Badges
Checkin history
-
@The Hub (Via paolo sarpi 8)2 weeks ago
-
@Jcp's Mansion (Via Vittorio Emanuele II, 35)2 weeks ago
-
@Stazione Milano Centrale (Piazza Duca d'Aosta, 1)3 weeks ago
-
@Stazione Roma Termini (Piazza dei Cinquecento)3 weeks ago
-
@Piazza Venezia (Piazza Venezia 1)4 weeks ago
-
@Locanda Dei Massimi (Via Portuense 863)5 weeks ago
-
@JCP Home (Via Pupinia, 41)5 weeks ago
-
@Mediamarket SPA (Via Enrico Fermi, 4)6 weeks ago
-
2 months ago
-
@Mediamarket SPA (Via Enrico Fermi, 4)2 months ago
-
@Mediamarket SPA (Via Enrico Fermi, 4)3 months ago
-
@Jcp's Mansion (Via Vittorio Emanuele II, 35)3 months ago
-
@Fiera Milano S.P.A. (Viale degli Alberghi)3 months ago
-
@Trattoria Pizzeria Da Tino (Via garibaldi)4 months ago
-
4 months ago
-
@Mediamarket SPA (Via Enrico Fermi, 4)4 months ago
-
@Mediamarket SPA (Via Enrico Fermi, 4)4 months ago
-
@Il circolino (vicolo Sant'Agata 19)5 months ago
-
@Jcp's Mansion (Via Vittorio Emanuele II, 35)5 months ago
-
@Mediamarket SPA (Via Enrico Fermi, 4)5 months ago
Answers
-
Ho un tatuaggio sul braccio destro con la mia sigla (anche se penso che ormai sia risaputo). Ne sto facendo altri due: uno sotto l'orecchio con scritto "logos" e uno dietro al collo con la frase "assuesce unus esse." (Abituati ad essere uno solo), entrambi in caratteri latini; sono in progetto già da un po', e ormai i tempi sono maturi. Mi piacerebbe farne uno su tutta la schiena con una donna angelica (in stile fantasy) che è stata dipinta ad olio da Boris Vallejo, è molto simile a questa: http://www.il-tempio.net/albums/album43/boris_vallejo_angel1.sized.jpg - Per questo tattoo però sto aspettando, perchè non credo di riuscire a fare una cosa del genere in Italia qualitativamente parlando (e soprattutto costa parecchio), l'idea sarebbe di farlo in Germania il prossimo anno, una volta trovata la giusta simbiosi con il tatuatore.Asked by Formspring 17 months ago
-
Ero molto giovane, e nessuno dei due lavorava. Era prima dell'università, credo. Mi regalò una sorta di braccialetto, uno di quelli che andavano allora, che gli era costato non so quanto in lire, ma alla fine non è neanche quello l'importante. Più che per il braccialetto (che poi ho anche perso, sono passati anni ormai) furono i suoi due occhi grandi da ricordare, portarli con me sempre, anche senza avere più nulla a stringermi al polso. E forse anche un metro di paragone, per valutare le situazioni, le persone; per capirne in qualche modo il loro reale valore: provare a guardarle negli occhi per vederci, nel fondo, lo stesso sogno.Asked by Formspring 17 months ago
-
Ho regalato "Se questo è un Uomo" di Primo Levi e ho ricevuto "Storia delle credenze e delle idee religiose" di Mircea Eliade.Asked by zoe 17 months ago
-
E' il bacio che non puoi dare. Quando sei lontano e non puoi spiegare con le parole. E' un bacio fatto di mente e cuore, sciolti nell'anima.Asked by Formspring 17 months ago
Ask a question
Posts
Le parole non ti possono salvare. Sono una vecchia puttana, lungo la strada: sempre pronta a venderti il grande amore, per quei pochi soldi, ma ad offrirti meno di un orgasmo veloce, per potersi rivestire in fretta. Ti svuota il portafogli prima, e forse anche dell'anima dopo, mentre sta colando ancora del tuo seme.
Perché poi resti di notte, sul muretto davanti casa, quello appena sotto al lampione. Con una sigaretta che fuma, ed i pensieri di nebbia. Dov'è giorno, e di nuovo notte, senza senso.
E le guardi scriversi mentre sono la mia vita, quella che vorrei comprare; quando sono l'illusione, che vorrei vendermi; condannate al sogno, che non potrò mai permettermi.
Jacopo Paoletti
Photo by Helmut Newton
Palcoscenico
sommerso,
di applausi
e guai.
Attori
mancati,
di silenzii
e sogni.
Jacopo Paoletti
Mangio alcool e fumo, per non ricordarmi chi sono. Sopra Termini i gabbiani piangono la mattina. Ombre di persone trascinate nelle vie luride di San Lorenzo. Le facciate dei palazzi sono bagnate dal Silenzio.
E' la pace dei vinti solitari.
I bar si risvegliano. Il tabellone delle partenze mi ricorda quante ore ci separano. Vorrei qualcosa di tuo a stringermi tra questi pochi sconosciuti. Quante cose non sa il mondo di noi. E' una vetrina stanca in cui si riflettono parole vuote.
Jacopo Paoletti
C'è il sole. Lo vedo dalla finestra. Mi tremano le mani, credo. Forse hanno ragione. E' tutto tremendamente stretto. Ho pensato un pò prima di scrivere. Ho aspettato tutto il silenzio di queste pagine, di questi giorni. Sento urlare di me nell'altra stanza. Qualche giorno a casa e sei già un ospite non gradito. Vorrei dirgli quanto è già difficile vivere con se, ma non sono capace e forse non capirebbero.
E' solo un po' di febbre, vorrei dirgli. Poi tornerò al lavoro e starete tranquilli. Gli direi questo, per farli stare bene. Si dicono tante cose brutte, scomposte. Una carezza fatta di parole non basta più, da scrivermi fra me.
Dovrei cambiare, mi dico. Sulle mie cose camminano altri con il loro indice severo. E un bel sorriso per tutti, già. Non mi ricordo cosa vogliano dire le sfumature. Ricordo che una volta ero solo triste, poi diventa tutto talmente nero che la luce resta una definizione. E non ne scrivi nemmeno, no. Non saprei vedere. Non c'è nulla da consolare.
Chi fa la vittima non piace a nessuno. E' un cadavere di cui disfarsi. Non li biasimo, perché vorrei fare lo stesso. Credo appaia in questo modo, quell'inutile malessere. Un sacco della spazzatura di cui tutti, a ragione, vogliano liberarsi. Ma io non mi lamento, ne scrivo solo per sopravvivere.
Ho letto di me. Poi non riuscivo a parlare e ho sognato che le ore passassero e bastassero a cambiare le cose al mio risveglio. Il tempo non sa guarire tutto come dicono.
Ho sognato un posto in cui ti guardavo e il resto spariva. Ed io sorridevo guardandoti. Un posto dove non è facile calpestare i sogni. Sincero, come a perdermi. E sorridevi, e mi parlavi di ciò che ancora non conoscevo. E io mi raccontavo della tua bocca.
E' tutto marcito in me. Vorrei dirtelo. Non so cosa, che vita darti, la mia è tutta malandata che vorrei esser diverso, almeno per te. Cerco di darti ogni giorno ciò che resta del mio abito buono. Spero ti piaccia, solo questo. Spero ti piaccia.
Jacopo Paoletti
Quanto vale la felicità? Contare i passi, le parole. Quanti amici, amori. Quanto amore. Qual è il prezzo da pagare? Quali e quante persone. Non ti vedo nel mio prossimo. Non ti vedo. Cieco e stanco, trascinadomi sul marciapiede, lancinante nel petto. La disperazione è chiarore urbano, luci continue fatte di strade e rumori sconnessi. Si aggrappa sui muri. Profonda metropoli nascosta. Volti scavati. E quasi buio.
Jacopo Paoletti
La Second Life che resta. Quella che leggerete è una conversazione (svoltasi in Second Life) tra me e uno dei vertici di ITLAND, quando ero ancora owner delle stessa. Da li a pochi giorni (precisamente il 18/12/2008) avrei lasciato ITLAND per aprire ItaliaSL. Sono convinto che qui capirete bene il perchè. Volevo una SL pulita, sana, quindi non avrei davvero potuto continuare su quella "Nuova ITLAND".
Sempre a fine 2008 pubblicai la conversazione che segue anche su quello che era il mio account Flickr, al fine di rendere pubbliche le motivazioni delle mie scelte e denunciare l'uso che già allora la ITLAND 2 di Colpo Wexler faceva dei bot per gonfiare il traffico della sua land (i bot verreno ufficialmente e definitamente banditi dalla Linden Lab qui: https://blogs.secondlife.com/community/land/blog/2009/04/23/conclusion-to-the-blog-post-on-bots). Ovviamente il mio account Flickr mi venne censurato per aver riportato queste informazioni, senza neanche un'email da parte di Flickr stessa che me ne confermasse i motivi. Credo che ognuno possa trarne da solo le proprie conclusioni.La mia utenza Flickr è a tutt'oggi bloccata, potete verificare direttamente qui:
- http://www.flickr.com/photos/jacopopaoletti
In quel periodo venne anche organizzata una protesta online da altri utenti Flickr che già allora mi seguivano, con il fine ultimo di farmi riaprire l'account che era stato ingiustamente chiuso, trovate tutto documentato qui:
- http://www.flickr.com/photos/logladyloon/3530835881/Il fantomatico "Mister ITLAND" che troverete citato in questo dialogo è ovviamente proprio l'attuale owner dell'omonimo network ITLAND, Colpo Wexler aka Dario Buratti. Gli altri personaggi, citati in questa conversazione, sono invece i soliti nomi della Second Life italiana, o almeno è tutto qui ciò che ne resta.Le contraddizioni che troverete sono davvero infinite: in queste battute Colpo da il meglio di sè e mostra quello che è il suo vero volto, sconosciuto al grande pubblico di SL: accusa Luigi Vanderebbe (Luigi Griffini) che è stato il vero e unico fondatore di ITLAND di essere un bugiardo, nonostante allora siano in società (RL) insieme e condividano formalmente e pubblicamente un progetto (cioè ITLAND). Sempre in questa conversazione Colpo attacca Alice Mastroianni (Alice Cittone), la stessa che da lì a pochi giorni lo difenderà: pubblicamente sembreranno due alleati di ferro (http://alicemastroianni.blogspot.com/2008/12/truffa-vergognosa-allitalian-beach-jazz.html - http://alicemastroianni.blogspot.com/2008/12/itland-liberata-comunicazione-da-colpo.html), chissà perchè, uniti forse nel tentativo vano di riprendersi l'Italian Beach Jazz Club che avevo profutamente già pagato, prim per prim, proprio da Luigi; arrivano perfino a riscriversi la storia del locale a modo loro, sapendo perfettamente che l'Italian Beach Jazz Club ha chiuso insieme ad ItaliaSL: http://itlandjazzclub.com/index.php?option=com_content&view=article&id=120&Itemid=55. Stiff Diesel (Federico Scafato) che proprio in quel periodo sul blog di Alice difende le scelte di ItaliaSL e che aspirava ad entrare a pieno titolo nel nostro staff, attacca duramente e pubblicamente l'operato di Luigi, Colpo e Alice; oggi invece è il miglior discepolo di Spino Forcella, il responsabile della security proprio di quella ITLAND che adesso è gestita da Colpo Wexler, e stranamente si è aperto anche un blog interamente dedicato alla mia persona, ovviamente pieno di insulti e bugie, diretti a me e alle persone a me vicine. Che strane coincidenze: http://bimbominchia.blogspot.com/ - http://www.flickr.com/photos/9360891@N04/3501190210/ - http://stiffdieselblog.wordpress.com/2009/06/10/la-parodia-di-jacopo-perenti/Ma vogliamo parlare poi di Alkanos Smit (Fabio Raso)? Era l'amico intimo di Colpo Wexler. Quando abbiamo rebuildato ITLAND, abbiamo trovato una marea di texture che Colpo e Alkanos avevano copiato addirittura da Sergio Botha, ed erano proprio loro due ad accusare noi di ItaliaSL ad aver copybottato l'Italian Beach Jazz Club che era su ITLAND. Assurdo. Che senso avrebbe avuto copybottare dei prim che già erano miei... Sia i prim su ITLAND che quelli su ItaliaSL erano infatti di mia proprietà.Ah, che fine ha fatto Alkanos Smit? Mi è venuto a chiedere scusa, giuro. Alla fine è stato il meno peggio, incredibile. Che "uomo", non mi è possibile neanche odiarle queste persone.E poi ci sono gli outsider, quelli che qui non compaiono direttamente, ma fanno parte della "storia": klita Slade (Silvia Berselli) collabora alla fondazione di ItaliaSL ma presto confonde la land con un circolo sado. Passato l'entusiasmo iniziale, diventa sempre più difficile poter contare realmente su di lei: . Chianera Cioc (Chiara Bassi) è un'altra cofondatrice di ItaliaSL: instancabile e operosa quanto insostitubile per la land: http://www.flickr.com/photos/chianera/, si vende all'ultimo minuto e molla tutto, cercando di usare il suo stesso ruolo per danneggiare la land che lei stessa aveva collaborato fattivamente a costruire. Bruz (Luca Brusatin), difficile scegliere il cognome SL, ne ha avuti troppi, perchè i suoi avatar vengono regolarmente bannati per via dei suoi ripetuti abuse dolosi. Decise per un periodo di collaborare con ItaliaSL, nonostante il suo passato cracker (si fa per dire), e la cosa funzionò anche abbastanza bene all'inizio. Finchè non ritenne che le regole fossero accessorie anche dentro ItaliaSL. Discusse con tutti: con lo staff e in primis con Chianera. Recentemente invece li ho visti alleati per sabotare ItaliaSL: http://bruzforever.blogspot.com/2010/03/italiasl-vs-bruz-la-vera-storia-di.html. Difficile pensare al termine coerenza in tutto questo E non voglio parlare di tutto ciò che invece è successo intorno al Freak Show e più in generale a ciò che abbiamo portato avanti con Loglady Loon dentro SL, perchè solo per quelle critiche servirebbe un post a parte. Da iniziare dal forum di Second Life Italia, a SLNN.it (vedi anche qui), a Crashinews, ma l'elenco sarebbe lungo. Diciamo che è oggettivamente difficile fare qualcosa con e per gli italiani, senza scatenerare l'invidia o calpestare gli interessi di qualcuno. Perchè in realtà i problemi di fondo sono quelli.Lascio a voi ogni altra eventuale quanto possibile valutazione.
Pensateci, ma alla fine è questociò che realmente resta della SL italiana.[2008/10/06 9:23] Mister ITLAND: ciao jacopo
[2008/10/06 9:23] Jacopo Perenti: ciao caro :)
[2008/10/06 9:23] Mister ITLAND: tutto bene?
[2008/10/06 9:23] Jacopo Perenti: sisi, un pò preso, ma tutto bene
[2008/10/06 9:23] Jacopo Perenti: tu che mi racconti?
[2008/10/06 9:24] Mister ITLAND: tutto molto bene ... l'arcipelago si ingrandisce ...
[2008/10/06 9:25] Jacopo Perenti: si, ho visto... stai facendo un ottimo lavoro...
[2008/10/06 9:25] Mister ITLAND: grazie carissimo ... anceh tu
[2008/10/06 9:25] Jacopo Perenti: ti ringrazio :)
[2008/10/06 9:25] Jacopo Perenti: noi stiamo salendo di traffico, anche se non sono ancora soddisfatto
[2008/10/06 9:27] Mister ITLAND: benissimo ...
[2008/10/06 9:28] Mister ITLAND: volevo dirti ... in merito ai comunicati stampa e alle conferenze stampa che ognuno legittimamente può ovviamente tenere quanno lo ritiene opportuno
[2008/10/06 9:29] Mister ITLAND: o alle informazioni che vengono date .. occorrerebbe che siano il più possibile reali .... te lo dico perchè in passato sono dovuto intervenire (non credo sia il tuo caso ovviamente)
[2008/10/06 9:30] Jacopo Perenti: beh, sono reali.
[2008/10/06 9:30] Jacopo Perenti: ci sono giornalisti di repubblica, ilsole24ore, ansa
[2008/10/06 9:33] Mister ITLAND: si è per quello che le informazioni devono essere il più preciso possibile ... e dare l'idea chiara ... che ITLAND è la tua isola legittimamente gestita da te ... i fondatori di itland sai chi sono ... e i gestori delle altre realtà anche ..
[2008/10/06 9:33] Jacopo Perenti: si, non è che devo scrivere ogni volta chi sono i fondatori :)
[2008/10/06 9:34] Mister ITLAND: no no quello no
[2008/10/06 9:35] Mister ITLAND: è solo quando si parla di quella cosa ....
[2008/10/06 9:35] Mister ITLAND: se non se ne parla no problems
[2008/10/06 9:35] Jacopo Perenti: quale cosa?
[2008/10/06 9:35] Mister ITLAND: se si parla di arcipelago si deve specificare che è una realtà parallela non dipendente dalla ownership di itland ma da quella di itland entertainment .. ad esempio
[2008/10/06 9:36] Mister ITLAND: di qualsiasi realtà che esula dalla sim ITLAND in se
[2008/10/06 9:36] Jacopo Perenti: non parlerò proprio di arcipelago... è la conferenza di itland, a me interessa sviluppare la sim itland, non l'arcipelago
[2008/10/06 9:37] Mister ITLAND: benissimo ...
[2008/10/06 9:37] Jacopo Perenti: non essendoci alcuna collaborazione definita in termini di arcipelago, non ho interesse a parlarne.
[2008/10/06 9:37] Mister ITLAND: era esattamente quello che volevo suggerire .....
[2008/10/06 9:38] Mister ITLAND: ITLAND Fashion .... è una realtà sviluppata su Itland entartainment .... diretta da redmoon balut ecc ecc.
[2008/10/06 9:38] Jacopo Perenti: infatti, come vedi, in ogni notices, comunicato, messaggio su forum, io parlo sempre di itland, non di arcipelago.
[2008/10/06 9:38] Mister ITLAND: questo non toglie che ITLAND ha il legittimo diritto di sviluppare una sua realtà fashion ...
[2008/10/06 9:39] Jacopo Perenti: cosa che stiamo facendo.
[2008/10/06 9:39] Mister ITLAND: e fai bene ...
[2008/10/06 9:39] Jacopo Perenti: cioè, io cerco la possibilità di collaborare e fare cose insieme
[2008/10/06 9:39] Mister ITLAND: si si quello si ....
[2008/10/06 9:39] Jacopo Perenti: se non è possibile, proseguo per conto mio
[2008/10/06 9:40] Mister ITLAND: chiaramente ... se ci sono le possibilità si fa .... quello che volevo trasmetterti ... è che possiamo tranquillamente collaborare .. se evitiamo le incomprensioni del passato ...
[2008/10/06 9:41] Mister ITLAND: non le nostre .. a quelle che c'erano fra le persone con cui collaboravo prima
[2008/10/06 9:41] Jacopo Perenti: da parte mia, lo sai, io sono sempre disponibile. per me itland resta una.
[2008/10/06 9:41] Mister ITLAND: per cui un luigi .. e un'alice ... si arrogavano paternità di cose a cui avevano appena appena collaborato ... (cosa ce ovviamente non credo faccia tu)
[2008/10/06 9:42] Jacopo Perenti: guarda, io e te non abbiamo mai avuto di questi problemi. sia owner insieme in una marea di gruppi e nessuno ha mai creato problemi all'altro, mi sembra
[2008/10/06 9:42] Jacopo Perenti: *siamo
[2008/10/06 9:42] Mister ITLAND: comunque volevo segnalarti una cosa positiva
[2008/10/06 9:43] Jacopo Perenti: dimmi pure
[2008/10/06 9:43] Mister ITLAND: una leggera competizione fra le due sim .. sta giovando a tutti e due ....
[2008/10/06 9:43] Mister ITLAND: infatti abbiamo una concentrazione di traffico che non fa nessuno
[2008/10/06 9:44] Jacopo Perenti: il nostro poi è traffico pulito, limpido, se guardi su itland non c'è ne bot, ne camping
[2008/10/06 9:45] Mister ITLAND: se vanno via da me vengono da te e vice versa
[2008/10/06 9:46] Mister ITLAND: si ma esiste un parametro da superare per far traffico stabile
[2008/10/06 9:46] Mister ITLAND: esperienza di luigi
[2008/10/06 9:46] Mister ITLAND: ho fatto anche io il ragionamento che fai tu ...... per un'anno ... ma aveva ragione luigi
[2008/10/06 9:46] Mister ITLAND: infatti più di 7000 io non ho mai fatto ...
[2008/10/06 9:47] Mister ITLAND: adesso faccio 16.000 + 5000 circa derivante anche dai bot ...
[2008/10/06 9:47] Mister ITLAND: + community spontaea
[2008/10/06 9:48] Jacopo Perenti: noi attualmente, se sommi tutti i parcel, stiamo intorno ai 9000/10000
[2008/10/06 9:48] Jacopo Perenti: io però penso che tenere 20 bot non sia la strada giusta
[2008/10/06 9:49] Mister ITLAND: si ma ai fini della stabilizzazione della community e del recepiment di nuovi utenti spontanei non ha valore
[2008/10/06 9:49] Mister ITLAND: non devi fare la somma
[2008/10/06 9:49] Jacopo Perenti: cioè, 20 bot da soli, in una notte, fanno 8000/10000 di traffico, che non è reale
[2008/10/06 9:50] Mister ITLAND: no non è così ... un bot fa 1000 al giorno .. (24 ore)
[2008/10/06 9:50] Mister ITLAND: vedrai quando non farai manifestazioni
[2008/10/06 9:50] Jacopo Perenti: si, ok... è ovvio che il traffico scende... ma mettere dei bot è comunque creare un numero non reale
[2008/10/06 9:51] Mister ITLAND: io ho 10 bot ..... quendo ho 50 persone in sim .. significa che ne ho 40
[2008/10/06 9:51] Jacopo Perenti: comunque sono scelte...
[2008/10/06 9:52] Mister ITLAND: vedrai che mi darai ragione quando ti accorgerai che non facendo manifestazioni e non tippando persone .... verrà pochissima gente .....
[2008/10/06 9:53] Mister ITLAND: è un'esperienza che ho già fatto .... senza contare il fatto che con questa strategia ... sono l'unico fra i vecchi gestori di itland ... che non solo spende 24 € alla settimana per la gestione della propria sim .... ma guadagna
[2008/10/09 16:43] Mister ITLAND: Edika Hax has been ejected from 'ITLAND' by Mister ITLAND.
[2008/10/09 16:52] Mister ITLAND is Offline
[2008/10/09 16:56] Jacopo Perenti: [16:44] Edika Hax: [16:43] Mister ITLAND: You have been ejected from 'ITLAND' by Mister ITLAND.
[2008/10/09 16:56] Second Life: User not online - message will be stored and delivered later.
[2008/10/09 16:56] Jacopo Perenti: dario lavora da noi
[2008/10/09 16:56] Second Life: User not online - message will be stored and delivered later.
[2008/10/09 17:13] Mister ITLAND: jacopo le azioni di sabotaggio sono scorrette ... ho qui un faldoncino da presentare in settimana
[2008/10/09 17:14] Mister ITLAND: uno a casa sua fa quello che vuole ma la concorrenza scorretta è una cosa gravissima
[2008/10/09 17:14] Mister ITLAND: non posso lasciar correre
[2008/10/09 17:14] Jacopo Perenti: cosa è successo?
[2008/10/09 17:17] Mister ITLAND: lo sai benissimo jacopo .... ora io con questo messaggio vi consiglio di finirla ... soo stati registrati abusi diversi che vanno dalla diffamazione agli atti di boicottaggio .... se non la capite così .... ve la faccio capire in un'altro modo .... del resto se usate sti mezzi lo meritane LOl
[2008/10/09 17:17] Mister ITLAND: meritate*
[2008/10/09 17:17] Jacopo Perenti: io veramente non so niente
[2008/10/09 17:17] Mister ITLAND: io sono una persona tranquilla che non ama le beghe
[2008/10/09 17:18] Jacopo Perenti: se mi dici che abusi ci sono stati, vado direttamente dalle persone che l'hanno compiuti e risolvo direttamente
[2008/10/09 17:21] Mister ITLAND: facciamo così lascio alla tua bravura capire e ... prendere dei provvedimenti senza che io te lo spieghi - se vedo che non capite .... beh ... agiremo in un modo diverso
[2008/10/09 17:22] Jacopo Perenti: guarda, io non ho notato niente di strano, veramente... però se hai notato dei problemi me lo dici e segnalo anche io con te eventuali abuse
[2008/10/09 17:23] Mister ITLAND: va bene ti riporto due dei punti che ho schedulto nel rapporto che sono costretto a fare
[2008/10/09 17:24] Mister ITLAND: 1. a itland abbiamo sempre usato come ben sai una decina di bot - è nel nostro diritto e non credo ci sia qualcuno che possa eccepire - due settimane fa ho beccato henry bright ... che li spostava facendoli cadere
[2008/10/09 17:26] Mister ITLAND: 2. Oggi Edika Hax ha inviato un landmark al gruppo con scritto "Il traffico di colpo" dando la posizione dei bot . evidentemente con l'intento di danneggiare (anche se io personelmente credo sia la classica buffonata che fanno i falliti quando rosicano)
[2008/10/09 17:26] Jacopo Perenti: a itland non usiamo bot, però certo, sei libero di usare tutti i bot che vuoi a itland entertainment, certo... sono passibili da abuse, perchè in teoria non si potrebbero usare, ma per me non c'è alcun problema
[2008/10/09 17:26] Jacopo Perenti: non sapevo comunque di henry, ne tantomeno di edika
[2008/10/09 17:27] Jacopo Perenti: edika sta organizzando gli eventi di questi giorni e henry si occupa della gestione della spiaggetta
[2008/10/09 17:27] Jacopo Perenti: comunque sia farò presente la cosa ad entrambi
[2008/10/09 17:28] Mister ITLAND: ce ne sono un'altra ventina di punti ... ma quelli li lasciamo al giudizio di altri
[2008/10/09 17:28] Mister ITLAND: il fatto è che qui ci sono testimonianze di persone
[2008/10/09 17:28] Mister ITLAND: decine
[2008/10/09 17:29] Jacopo Perenti: guarda, sinceramente se ci sono problemi, fai bene a parlarmene
[2008/10/09 17:29] Mister ITLAND: le quali evidenziano un tentativo chiaro ed ineccepibile di svolgere attività di che vanno dalla concorrenza scorretta al millantato credito ......
[2008/10/09 17:30] Mister ITLAND: appunto ti stavo dicendo ..... guarda io sono tranquilo ma se succede ancora una volta .... dopo aver domandato di smettere ... mi spiace ma sarò costretto ad agire
[2008/10/09 17:30] Jacopo Perenti: guarda, io ripeto, non ne so nulla, ma se ci sono problemi, se ne parla tranquillamente si risolve con i diretti interessati, per me non c'è alcun problema
[2008/10/09 17:30] Jacopo Perenti: ma tu devi agire anche subito.
[2008/10/09 17:31] Jacopo Perenti: se ci sono problemi con delle persone, è giusto sansionarle.
[2008/10/09 17:31] Mister ITLAND: va bene quindi se non ne sai nulla e non è mai stato fatto nulla puoi stare tranquillo ..
[2008/10/09 17:31] Jacopo Perenti: personalmente no, abbiamo lo stesso marchio e non ho nessun interesse a danneggiarlo.
[2008/10/09 17:31] Jacopo Perenti: certo, se ci sono queste azioni, dobbiamo porci qualche domanda
[2008/10/09 17:32] Jacopo Perenti: intanto parlo con le persone che mi hai detto, per sentire anche la loro campana
[2008/10/09 17:32] Jacopo Perenti: è una cosa grave comunque se è come mi dici.
[2008/10/09 17:34] Mister ITLAND: ecco allora dal momento che come ti ripeto ...... qui nessuno ha mai avuto atteggiamenti de genere .... e purtroppo stasera ha avuto da me owner di altre rinomante sim i quali mi stanno domandando come mai ci siano persone qui che stanno sputtanando il nome ITLAND .. e conoscono, non si sa come la situazione
[2008/10/09 17:35] Mister ITLAND: converrà prendere dei provvedimenti immediati
[2008/10/09 17:35] Jacopo Perenti: da parte mia hai piena disponibilità
[2008/10/09 17:36] Jacopo Perenti: sullo "sputtanare", boh, non saprei.. itland non faceva i numeri che stiamo facendo oggi neanche ai tempi di luigi, dobbiamo essere contenti
[2008/10/09 17:36] Jacopo Perenti: è normale che avendo più persone ci sono anche più problemi
[2008/10/09 17:36] Jacopo Perenti: ti faccio un esempio, io addirittura ho beccato gente di itland fashion che veniva a taggare da me durante gli eventi, lol
[2008/10/09 17:36] Jacopo Perenti: cose da pazzi, roba che non si è mai fatta
[2008/10/09 17:36] Mister ITLAND: ora non vogliomettere il becco nei tuoi numeri perchè sono cose tue ...
[2008/10/09 17:37] Jacopo Perenti: beh, abbiamo fatto traffico sostanziale senza usare neanche un bot, è un ottimo risultato...
[2008/10/09 17:37] Jacopo Perenti: dobbiamo esserne tutti contenti
[2008/10/09 17:37] Mister ITLAND: jacopo non voglio mettere il becco nei tuoi numeri ...
[2008/10/09 17:38] Mister ITLAND: io sono ben contento anche che ci sia concorrenza ....
[2008/10/09 17:38] Jacopo Perenti: beh, mi avevi detto tu che itland non aveva mai superato la soglia dei 10000 senza bot
[2008/10/09 17:38] Mister ITLAND: ma la concorrenza sleale no
[2008/10/09 17:38] Jacopo Perenti: ora l'abbiamo superata
[2008/10/09 17:38] Jacopo Perenti: :)
[2008/10/09 17:38] Jacopo Perenti: sisi, sono daccordo con il discorso della concorrenza sleale, ci mancherebbe
[2008/10/09 17:38] Mister ITLAND: itland faceva 25.000 senza eventi
[2008/10/09 17:39] Mister ITLAND: non entriamo nei numeri
[2008/10/09 17:39] Jacopo Perenti: ma quando? quando in italia c'erano 4 land
[2008/10/09 17:39] Jacopo Perenti: lol
[2008/10/09 17:39] Mister ITLAND: no
[2008/10/09 17:39] Jacopo Perenti: quando non c'era italia vera?
[2008/10/09 17:39] Mister ITLAND: li faceva un annetto fa
[2008/10/09 17:39] Jacopo Perenti: quando non c'era enel?
[2008/10/09 17:39] Jacopo Perenti: lol
[2008/10/09 17:39] Jacopo Perenti: eddai dario
[2008/10/09 17:39] Mister ITLAND: comunque io non sono qui a giudicare le tue strategie
[2008/10/09 17:40] Jacopo Perenti: sono i numeri a parlare, non serve giudicare strategie :)
[2008/10/09 17:40] Mister ITLAND: per me il traffico in land pagato cifre esorbitanti .... non è fonte di business
[2008/10/09 17:40] Mister ITLAND: però tu avrai le tue buone strategie per farle rendere
[2008/10/09 17:40] Mister ITLAND: non metto in dubbio la ta bravura ....
[2008/10/09 17:40] Jacopo Perenti: beh, se non c'è investimento non c'è ritorno.
[2008/10/09 17:40] Mister ITLAND: luigi ha investito e ha dovuto abbandonare
[2008/10/09 17:41] Mister ITLAND: comuque ....
[2008/10/09 17:41] Mister ITLAND: non dico che tu sia luigi
[2008/10/09 17:41] Mister ITLAND: e voglio parlare di strategie
[2008/10/09 17:41] Mister ITLAND: ne
[2008/10/09 17:41] Jacopo Perenti: ma luigi ha dovuto abbandonare perchè aveva altro da fare
[2008/10/09 17:41] Mister ITLAND: a me non iteressa quel tipo di strategia .. ma rispetto chi a attua
[2008/10/09 17:41] Mister ITLAND: no no
[2008/10/09 17:42] Jacopo Perenti: questo è quello che mi ha detto lui
[2008/10/09 17:42] Mister ITLAND: luigi stava lasciando la sim perchè non ne poteva più di spendere senza guadagnare ..
[2008/10/09 17:42] Jacopo Perenti: ah, comunque luigi mi diceva che il marchio itland è solo suo
[2008/10/09 17:42] Mister ITLAND: ascoltami .. a me non frega nulla di andare a dire balle in giro
[2008/10/09 17:43] Jacopo Perenti: no, vabbè, ti dico ciò che mi ha detto lui
[2008/10/09 17:43] Mister ITLAND: jacopo ascoltami
[2008/10/09 17:43] Mister ITLAND: io sono una persona onesta e che non ama le discussioni ... ma la collaborazione e la tranquillità
[2008/10/09 17:44] Jacopo Perenti: essendo un marchio registrato, mi aveva proposto di acquistarlo o di prenderlo in licenza
[2008/10/09 17:44] Jacopo Perenti: te lo dico così, per la cronaca
[2008/10/09 17:44] Mister ITLAND: a me ha detto invece che gli hai chiesto la sim ... ma i marchio non te lo avrebbe mai dato
[2008/10/09 17:44] Jacopo Perenti: ho la conversazione in msn, se vuoi te la passo
[2008/10/09 17:45] Jacopo Perenti: lo sai, io sono sempre stato pronto a qualsiasi forma di collaborazione con te, con me sfondi una porta aperta
[2008/10/09 17:45] Mister ITLAND: ma io ti credo
[2008/10/09 17:45] Mister ITLAND: è luigi ... che è abituato a fare così
[2008/10/09 17:45] Jacopo Perenti: lol
[2008/10/09 17:45] Jacopo Perenti: bell'abitudine :)
[2008/10/09 17:46] Mister ITLAND: se vuoi credermi bene .... altrimenti pensa quello che vuoi a me non cambia nulla ...
[2008/10/09 17:46] Mister ITLAND: cosa ci guadagnerei io ....
[2008/10/09 17:46] Jacopo Perenti: ti dicevo solamente ciò che mi ha detto lui
[2008/10/09 17:47] Mister ITLAND: a me ha detto che non venderebbe mai il marchio e che se vuoi la sim te la da senza il nome ..... se va spino forcella gli dice un'altra cosa ......
[2008/10/09 17:48] Mister ITLAND: se domani gli chiedo se è vero quello che mi hai detto..... mi dice che tu sei un esaltato
[2008/10/09 17:48] Jacopo Perenti: ma io non ho problemi a passarti la conversazione :)
[2008/10/09 17:48] Mister ITLAND: e chissà a te quante cazzate avrà detto su di me
[2008/10/09 17:48] Mister ITLAND: noooo Jacopo .. ti credo!
[2008/10/09 17:48] Jacopo Perenti: lol
[2008/10/09 17:49] Mister ITLAND: lo so che ti ha sicuramente detto queste cose
[2008/10/09 17:49] Mister ITLAND: quelli sono gli attegiamenti di luigi ......
[2008/10/09 17:50] Jacopo Perenti: sinceramente stiamo valutando se rilevare la sim o meno
[2008/10/09 17:50] Jacopo Perenti: anche perchè ci sono partner rl che potrebbero entrare, ma senza la terra non me la sento di far entrare esterni
[2008/10/09 17:51] Mister ITLAND: lo so mi ha detto che ti ha chiesto una proposta
[2008/10/09 17:51] Jacopo Perenti: non per una questione di fiducia, ma perchè lavoro con altre persone e decido su soldi che non sono solo miei
[2008/10/09 17:51] Mister ITLAND: aspetta ti copio la conersazione del messenger
[2008/10/09 17:51] Mister ITLAND: ?
[2008/10/09 17:51] Jacopo Perenti: mi fido :)
[2008/10/09 17:51] Mister ITLAND: nella quale io glidico anche .....
[2008/10/09 17:52] Mister ITLAND: Ma figurati se jacopo ritira la sim senza nome
[2008/10/09 17:53] Mister ITLAND: comunque sia
[2008/10/09 17:55] Mister ITLAND: e qualunque cosa abbia detto luigi o abbia detto a me .... determinate situazioni devono finire
[2008/10/09 17:55] Jacopo Perenti: purtroppo con luigi non c'è mai stata chiarezza
[2008/10/09 17:56] Jacopo Perenti: tranne che per gli accordi scritti nero su bianco con lui
[2008/10/09 17:56] Mister ITLAND: capisco ...
[2008/10/09 17:59] Mister ITLAND: ... a sto punto se hai fatto i piani basati su quello che ti ha detto luigi ... stai freso heheh
[2008/10/09 17:59] Mister ITLAND: fresco
[2008/10/09 18:00] Mister ITLAND: ti dico come la penso io ....
[2008/10/09 18:00] Jacopo Perenti: certo, dimmi
[2008/10/09 18:00] Mister ITLAND: ITLAND come valore in se ..... non vale niente
[2008/10/09 18:01] Mister ITLAND: è stata creata all'inizio con dei buoni propositi indubbiamente ....
[2008/10/09 18:01] Jacopo Perenti: da un certo punto di vista sono daccordo con te
[2008/10/09 18:01] Mister ITLAND: ma non ha mai prodotto denaro .. ne su rl ne un sl
[2008/10/09 18:02] Mister ITLAND: c'è gente che compera sim da me ch enon sa nemmeno cosa sia itland
[2008/10/09 18:02] Mister ITLAND: aveva fatto una buona community ....
[2008/10/09 18:03] Mister ITLAND: ma non ha mai reso nulla ..... anzi era una fonte inesauribile di spese ... tra staff manifestazioni .. fee ... propaganda
[2008/10/09 18:05] Mister ITLAND: luigi gli unici soldi che potrebbe fare sono quelli di vendere la sim a te ... dicendoti che è tutta sua .... e dicendoti che il marchio è suo .
[2008/10/09 18:06] Mister ITLAND: Beppe Rossini ha pagato il marchio e l'attività
[2008/10/09 18:06] Mister ITLAND: 8000 euro
[2008/10/09 18:08] Mister ITLAND: IL marchio ITLAND non riuslta attualmente registrato
[2008/10/09 18:09] Mister ITLAND: mi leggi?
[2008/10/09 18:09] Jacopo Perenti: certo
[2008/10/09 18:09] Jacopo Perenti: erano cose che immaginavo, per questo te ne ho parlato
[2008/10/09 18:10] Mister ITLAND: jacopo . io non ho problemi ..... con certe cose non voglio nemmeno avere a che fare ..
[2008/10/09 18:12] Mister ITLAND: anche se domani cambiassi nome alla sim e mi spostassi per me non cambierebbe nulla
[2008/10/09 18:15] Jacopo Perenti: sinceramente stiamo ancora valutando il da farsi... a noi piacerebbe continuare come itland
[2008/10/09 18:15] Jacopo Perenti: però è chiaro che devono esserci i margini per farlo
[2008/10/09 18:15] Jacopo Perenti: e soprattutto ci deve essere una certezza organizzativa, che oggi sembra mancare
[2008/10/09 18:17] Mister ITLAND: guarda chi guadagna oggi qui ... è chi riesce a contenere le spese ed utilizzando gli strumenti giusti si posono fare dei buoni margini
[2008/10/09 18:21] Mister ITLAND: e comunque sia .... te l'ho detto le azioni che ho visto fare non conducono certo al successo
[2008/10/09 18:21] Jacopo Perenti: per quelle cose che mi hai detto siamo daccordo, indubbiamente
[2008/10/09 18:24] Mister ITLAND: non le ho dette io ... sono state fatte ----
[2008/10/09 18:25] Jacopo Perenti: si, vabbè... io prima di stasera ero compleamente al buio su queste cose
[2008/10/09 18:25] Jacopo Perenti: ho lasciato un im alle persone che mi hai detto comunque
[2008/10/09 18:25] Jacopo Perenti: domani quando le becco parliamo
[2008/10/09 18:25] Jacopo Perenti: mi sembra strano, perchè d me non hai mai creato problemi
[2008/10/09 18:26] Mister ITLAND: non so oggi chianera girava dicendo che facciamo traffico solo con i bot
[2008/10/09 18:26] Jacopo Perenti: però se me lo dici, non ho motivo di non crederti
[2008/10/09 18:26] Mister ITLAND: non so .... io posso anche crederti
[2008/10/09 18:26] Mister ITLAND: però
[2008/10/09 18:26] Jacopo Perenti: ma dici nella chat di gruppo?
[2008/10/09 18:26] Jacopo Perenti: su italian beach?
[2008/10/09 18:26] Mister ITLAND: no lo diceva in giro .... tu stesso parlavi di 20 bot ... ecc ecc
[2008/10/09 18:26] Mister ITLAND: no quello o hai scritto tu
[2008/10/09 18:27] Jacopo Perenti: ma no, dai, sulla chat di gruppo si scherzava con pippen...
[2008/10/09 18:27] Jacopo Perenti: cioè, non c'era nessuna malafede te lo assicuro...
[2008/10/09 18:28] Jacopo Perenti: 20 bot io personalmente non li ho mai visti da te, però più di una persona mi ha riferito che erano anche di più
[2008/10/09 18:28] Mister ITLAND: heheheh jacopo .. tutti parlando della stessa cosa ....chianera che viene a controllare se c'è oggettivamente gente .... tutto questo denota un certo livore psicologico ....
[2008/10/09 18:28] Jacopo Perenti: questo sinceramente non lo so, penso sia normale vedere quello che fa il vicino...
[2008/10/09 18:28] Jacopo Perenti: quello che non è normale è taggare quelli che stanno nel locale affianco
[2008/10/09 18:29] Jacopo Perenti: non lo so, l'ho trovato molto scorretto, sono certo che nn ci sei tu dietro questa cosa, perchè non sei il tipo
[2008/10/09 18:29] Mister ITLAND: ma certo e c'è gente che va in giro a dire che voi fate traffico perchè facendo una o due manifestazioni al giorno tippando e spammando ... alla fine la gente viene
[2008/10/09 18:29] Mister ITLAND: ma chi se ne frega
[2008/10/09 18:30] Mister ITLAND: non sono fatti mei non trovi?
[2008/10/09 18:30] Jacopo Perenti: ma noi non abbiamo mai spammato... i gruppi sono i nostri, ci mancherebbe
[2008/10/09 18:30] Jacopo Perenti: e il tp è consentito, lo usano tutti
[2008/10/09 18:30] Mister ITLAND: nemmeno io ho 20 bot
[2008/10/09 18:30] Jacopo Perenti: si, capisco cosa vuoi dire
[2008/10/09 18:31] Mister ITLAND: io però non mi sono messo a dire .... Signori ad ITLAND spendono 2000€ " e poi si esaltano perchè fanno traffico
[2008/10/09 18:31] Mister ITLAND: sono fatti vostri
[2008/10/09 18:35] Mister ITLAND: se metto li due persone brave a tipare .... 60 persone le tiro li non è che ci sia bisogno di fare chissà cosa
[2008/10/09 18:37] Jacopo Perenti: non è esattamente così, però ok :)
[2008/10/09 18:37] Jacopo Perenti: lol
[2008/10/09 18:38] Mister ITLAND: ok allora fai una prova .. un giorno non fare eventi e non tippare ... e guarda qanta gente ti viene
[2008/10/09 18:38] Jacopo Perenti: una ventina di persone...
[2008/10/09 18:38] Mister ITLAND: ti metti li e aspetti semplicemente che arrivi gente .... il jazz club di eventi ne faceva pochissimi
[2008/10/09 18:39] Mister ITLAND: da quando hai iniziato nonc'è un giorno i cui non hai fatto eventi neh?
[2008/10/09 18:39] Mister ITLAND: settimana scorsa tippavi anche tu LOL
[2008/10/09 18:40] Jacopo Perenti: io tippo sempre :)
[2008/10/09 18:40] Mister ITLAND: appunto
[2008/10/09 18:40] Jacopo Perenti: invito la mia friendship list personalmente
[2008/10/09 18:40] Jacopo Perenti: e non ho proprio due contatti :)))
[2008/10/09 18:40] Jacopo Perenti: lol
[2008/10/09 18:41] Mister ITLAND: vedi
[2008/10/09 18:41] Mister ITLAND: comunque sia ....
[2008/10/09 18:46] Mister ITLAND: accetto solo concorenza leale ... ognuno a casa propria è libero di fare come vuole ... infervorarsi troppo non serve ...
[2008/10/09 18:46] Jacopo Perenti: non posso che essere daccordo
[2008/10/09 18:46] Jacopo Perenti: purtroppo proprio per questi motivi ho dovuto bannare redmoon
[2008/10/09 18:47] Jacopo Perenti: speriamo che le cose si tranquillizzino prestp
[2008/10/09 18:47] Mister ITLAND: redmoon si era arrabbiata perchè qualcuno aveva detto ad una stilista che lei non aveva tempo per fare sfilate ....
[2008/10/09 18:47] Jacopo Perenti: si, ho capito, non mi sembra un buon motivo per venire a tippare al jazz però :)
[2008/10/09 18:48] Mister ITLAND: o so ... lo doveva mettere sul forum di sl italia
[2008/10/09 18:48] Jacopo Perenti: tippare e taggare per essere precisi
[2008/10/09 18:48] Mister ITLAND: ma lei ha preferito fare così
[2008/10/09 18:48] Jacopo Perenti: infatti si è presa il ban
[2008/10/09 18:49] Mister ITLAND: ma anche voi ve lo siete preso
[2008/10/09 18:50] Jacopo Perenti: sicuramente non ci facciamo una bella figura in temini di immagine.. anche perchè le persone mi chiedono, ma questa può taggare qui? cioè, si creano situazioni che mi mettono in difficoltà
[2008/10/09 18:50] Mister ITLAND: stavo cercando di capire se mi dovevo limitare a quello o mandare un comunicato
[2008/10/09 18:50] Mister ITLAND: su quello hai ragione
[2008/10/09 18:50] Jacopo Perenti: voi? ma io che c'entro :)
lol se tagga redmoon non è che io banno te, banno lei
[2008/10/09 18:51] Jacopo Perenti: perchè spero proprio che tu non ti metti a fare queste cose
[2008/10/09 18:51] Mister ITLAND: concorrenza slele è anche andare a dire ad una stilista che lei non aveva tempo
[2008/10/09 18:51] Jacopo Perenti: lo do proprio per scontato
[2008/10/09 18:51] Jacopo Perenti: sono perfettamente daccordo con te... però magari red poteva andare a parlare con questa persona, non taggare da noi
[2008/10/09 18:51] Mister ITLAND: e allora perchè è stato fatto?
[2008/10/09 18:52] Mister ITLAND: beh oggi c'erano quelli della spiaggetta che taggavano da me
[2008/10/09 18:52] Mister ITLAND: se andiamo avanti così
[2008/10/09 18:52] Jacopo Perenti: ma quando mai è successo che veniva a taggare da te?
[2008/10/09 18:52] Jacopo Perenti: dimmi i nomi
[2008/10/09 18:52] Mister ITLAND: oggi
[2008/10/09 18:52] Jacopo Perenti: chi sono?
[2008/10/09 18:52] Mister ITLAND: domani te li faccio avere
[2008/10/09 18:52] Mister ITLAND: mi hanno avvertito ... e io ho risposto .... fa nulla
[2008/10/09 18:52] Jacopo Perenti: queste cose dobbiamo dircele, altrimenti non risolviamo mai queste cose
[2008/10/09 18:53] Mister ITLAND: lagente si infervora e poi è difficile fermarla
[2008/10/09 18:53] Mister ITLAND: io non sapevo di red
[2008/10/09 18:53] Jacopo Perenti: i miei sanno che non devo azzardarsi a fare queste cose, se lo fanno li allontano io personalmente
[2008/10/09 18:53] Mister ITLAND: e tu non sapevi della spiaggetta
[2008/10/09 18:53] Mister ITLAND: anche i miei
[2008/10/09 18:53] Mister ITLAND: sta di fatto che ...
[2008/10/09 18:54] Jacopo Perenti: cioè... è bello che ognuno faccia il suo lavoro in libertà, ma se iniziano a esserci scorrettezze di questo tipo, è la fine
[2008/10/09 18:54] Mister ITLAND: appunto
[2008/10/09 18:54] Mister ITLAND: è quello che ti stavo dicendo
[2008/10/09 18:54] Jacopo Perenti: quindi quando succedono queste cose, chiamami subito che interveniamo insieme
[2008/10/09 18:54] Jacopo Perenti: e mi piacerebbe facessi lo stesso anche tu
[2008/10/09 18:54] Mister ITLAND: io sono venuto qui rispondere alla tua domanda auspicando che certe cose finiscano
[2008/10/09 18:55] Mister ITLAND: va bene
[2008/10/09 18:55] Mister ITLAND: facciamo come hai detto tu
[2008/10/09 18:55] Jacopo Perenti: guarda, queste cose mi scocciano particolarmente, quindi hai tutto il mio supporto
[2008/10/09 18:55] Mister ITLAND: anche a me
[2008/10/09 18:55] Mister ITLAND: qua la mano
[2008/10/09 18:55] Jacopo Perenti: :)
[2008/10/09 18:56] Jacopo Perenti: fare comunicati pubblici danneggia solo il nome che entrambi condividiamo. dare una immagine di una itland divisa, non conviene a nessuno
[2008/10/09 18:56] Mister ITLAND: esattamente ... è meglio evitare ..
[2008/10/09 18:57] Jacopo Perenti: dobbiamo risolvere queste cose tra noi, internamente, parlando con i soggetti che creano questi problemi
[2008/10/09 18:57] Jacopo Perenti: fare proclami pubblici può avere effetti a catetna pericolossimi su una comunità di persone
[2008/10/09 18:57] Mister ITLAND: li si fanno quando la situazione è grave
[2008/10/09 18:57] Mister ITLAND: altrimenti nesuno si sognerebbe
[2008/10/09 18:58] Jacopo Perenti: e dopo tutto il lavoro che entrambi stiamo facendo, con metodi diversi, non penso convenga
[2008/10/09 18:58] Mister ITLAND: un edika hax che fa una cosa del genere ...
[2008/10/09 18:58] Mister ITLAND: appunto
[2008/10/09 18:58] Mister ITLAND: ma occorre anche avere rispetto e non uscire dai limiti
[2008/10/09 18:59] Mister ITLAND: da ora in poi auspico che certe cose non accadano più -----
[2008/10/09 19:00] Jacopo Perenti: io non ho la sfera di cristallo e non ho il potere di controllare tutti, e sono certo che nemmeno tu puoi
[2008/10/09 19:00] Jacopo Perenti: quindi se si verificano questi problemi
[2008/10/09 19:00] Jacopo Perenti: siamo tempestivi a parlarne tra di noi
[2008/10/09 19:00] Jacopo Perenti: in modo da colpire i soggetti che creano queste situazioni poco piacevoli
[2008/10/09 19:00] Mister ITLAND: allora certi problemi hanno una radice
[2008/10/09 19:02] Mister ITLAND: va bene ... io lo spero vivamente --- mi fido della tua parola ..
[2008/10/09 19:04] Jacopo Perenti: spero che hai capito che tipo di persona sono, se dico una cosa, quella è. è sempre stato così.
[2008/10/09 19:06] Mister ITLAND: io dopo tutto quello che ho visto succedere qui dentro sono sempre restio alla fiducia .. tuttavia diciamo che mi fido della tua parola che mi copio e incollo in un file per averla presente
[2008/10/09 19:07] Jacopo Perenti: :) certo
[2008/10/09 19:07] Mister ITLAND: fallo anche tu ....
[2008/10/09 19:07] Jacopo Perenti: sl salva in automatico le conversazioni cmq
[2008/10/09 19:07] Jacopo Perenti: basta abilitarlo
[2008/10/09 19:07] Mister ITLAND: si è abilitato
[2008/10/09 19:07] Jacopo Perenti: allora già fatto :)
[2008/10/09 19:08] Jacopo Perenti: ma mi fido senza bisogno di copiare e incollare cmq
[2008/10/09 19:09] Mister ITLAND: ti ringrazio ... chissà che parlando ragionevolmente non si possa trovare in un futuro anche una buona collaborazione
[2008/10/09 19:09] Jacopo Perenti: da parte mia sono sempre disponibile, lo sai
[2008/10/09 19:10] Mister ITLAND: benissimo .... allora rientriamo nella normalità ...
[2008/10/09 19:10] Mister ITLAND: e nel dialogo costruttivo
[2008/10/09 19:11] Mister ITLAND: magari ritiriamo fuori quel progetto della sim accanto uno di sti giorni
[2008/10/09 19:11] Jacopo Perenti: da parte mia non è mai cambiato nulla cmq
[2008/10/09 19:11] Jacopo Perenti: io sono sempre aperto a collaborazioni :) lo sai
[2008/10/09 19:12] Mister ITLAND: benissimo
[2008/10/09 19:12] Mister ITLAND: ora vado a dormire .... ti dico con sincerità che mi ha fatto piacere parlarti
[2008/10/09 19:12] Mister ITLAND: e ti auguro buonanotte
[2008/10/09 19:12] Jacopo Perenti: notte caro :)
[2008/10/09 19:13] Mister ITLAND: notte
[2008/10/09 19:13] Mister ITLAND: is Offline
[2008/10/12 12:15] Mister ITLAND: ciao jacopo
[2008/10/12 12:18] Mister ITLAND: volevo esprimervi i miei complimenti .. per l'ottima organizzazione e per il livello degli eventi che avete realizzato
[2008/10/12 12:44] Jacopo Perenti: grazie dario :)
[2008/10/12 12:45] Jacopo Perenti: abbiamo fatto un buon lavoro... abbiamo ridato (spero) una buona immagine al marchio che condividiamo e alla land
[2008/10/12 12:52] Mister ITLAND: questa volta non ho assolutament enulla da eccepire e sai che io dico sempre quello che penso
[2008/10/12 12:53] Mister ITLAND: complimenti anche a chianera
[2008/10/12 12:54] Jacopo Perenti: grazie davvero :)
[2008/10/12 12:57] Mister ITLAND: figurati sono complimenti meritati
[2008/10/12 12:57] Jacopo Perenti: troppo buono :)
[2008/10/12 12:57] Mister ITLAND: confermo anche sul discorso Immagine
[2008/10/12 12:58] Mister ITLAND: ma va dai .... .lo sai che quando le devo dire le caccio LOL ..... la stessa cosa vale anche quando devo apprezzare un buon lavoro
[2008/10/12 13:10] Jacopo Perenti: :)
[2008/11/21 17:00] Jacopo Perenti: bsera
[2008/11/21 17:00] Colpo Wexler is Offline
No alla censura
“La lingua che si parla in Oceania si sta trasformando così in Neolingua, un nuovo linguaggio in cui tutte le parole hanno un’unica accezione che riducendo il significato ai concetti più elementari rende impossibile concepire un pensiero critico individuale. Con la creazione della neolingua il partito censura quindi l’utilizzo di molte parole, convogliando quelle sgradite (come ad esempio “democrazia”) nell’unico termine “psicoreato”: in questo modo diventa impossibile formulare, e a lungo andare anche solo pensare ad un argomento “proibito”. I semplici concetti che renderebbero discutibile l’operato del partito diventano inesprimibili. La stessa parola “psicoreato” va ben oltre il divieto di esprimersi, ma si spinge appunto a vietare anche solo di pensare in modo divergente dai dettami del governo totalitario sotto il Grande Fratello.” (1984 - George Orwell)
Jacopo Paoletti
foto: idea e scatto di Jacopo Paoletti - artwork di Marla Singer
Chernobyl/Černobyl’
“Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo.”
“Sa quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro e che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie.” (Carlo Rubbia)
Jacopo Paoletti
foto: Paul Fusco
Festival Internazionale del Giornalismo (Perugia, dal 21 al 25 aprile 2010)
“Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire.” (George Orwell)
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. […]” (Articolo 21 della Costituzione italiana)
Jacopo Paoletti
Ho comprato un quaderno. Due euro e venti con “Il Fatto Quotidiano”. E' difficile scrivere in treno, perché tutti ti guardano. La doccia è durata tanto, sembrava infinita, almeno quanto stanotte. Non ho dormito. C'era un filo di luce, che aumentava, di ora in ora, tra gli scuri della finestra. Sento il tuo respiro mentre dormi e vorrei accarezzarti. Mi fa male il petto, ma non è niente di grave. E' una cosa che conosco e so gestirla. Poi domani lavori presto ed è stupido svegliarti. Fumo una sigaretta. Non so se è quella di ieri notte o quella della stazione di Bologna. Il tempo è una cosa strana. Sono stranieri. Scrivono cartoline e mi fanno compagnia. Il finestrino del treno è come quello del tram di Padova, e ci vedo riflessi dei tuoi occhi neri. Abbiamo discusso, credo. La solitudine è una cosa che non puoi scrivere, e quando la si vive in due è di più una strana compagna.Ho provato a chiamarti e non mi rispondi più. Mi ricorda un malessere mai sopito e questo stesso treno in direzione opposta. Le parole stanno strette dentro i nostri SMS. Sono gemiti gentili e dolore che scorre nelle lettere e si aggrappa sui fogli. E' inchiostro, come sangue.Ci sono tanti fiumi in Italia. Forse oggi c'è il sole. Almeno fuori sarà tutto sereno, perfetto. C'è chi viaggia per lavoro, chi è in vacanza, davanti al giornale, a un libro, ascolta qualcosa mentre guarda fuori.Quando chiedi un quaderno, chi te lo vende, ti guarda, e lo sa. Sa che non sei più uno studente, sa che non ti servirà per lavoro. E' solo un'occhiata, ma dentro ci sono tutte le parole che non riuscirò mai a scrivere.Non so più neanche perché scrivo. Una volta lo facevo per me, credo. Per ascoltarmi ed essere ascoltato. Da me. Per accettare i miei pensieri. Forse accettarmi. Provare a sentirmi normale.Su questo treno tutti vogliono essere speciali. Alcune donne parlavano di calciatori, di divi di cartone della TV nostrana, credo. C'è un signore ben vestito che parla di soldi (tanti) al telefono, fatto di un Nord Est forzatamente ricco. Un ragazzo legge il terzo libro impegnato, dietro i suoi occhiali firmati. Vicini, c'è chi piange e chi sogna, e il treno non si preoccupa di loro. Senza inizio e fine, tutto si annulla e sparisce. Sorrisi e dolori si mescolano per essere dimenticati, è come non esistere. Si, oggi c'è proprio il sole. Splende il cielo azzurro. Gli alberi e le città scorrono, lungo il vetro. Il mondo inespressivo lascia il suo letto per un altro giorno.Stasera, o un domani, queste righe saranno un post, su un blog. Il mio ego vomitato ringrazia morente.I campi verdi sembrano tutti uguali. E gli uomini sono come le foglie, ma con in più le illusioni. Raccontate, come sui fogli.
Mi chiedo se ti basteranno i ricordi, per non dimenticarti, di noi, di me. Se non ci si vive tutti i giorni, ci si perde, e non si esiste. Ti immagino sempre sorridente, come nei nostri abbracci, ti stringo forse, anche adesso, che magari sei già al lavoro, e non lo sai. Per tutte le volte che questo succede e tu pensi a quel ragazzo carino che ti ha salutato, o semplicemente fai le tue cose. Per tutte quelle volte, io ti amo.I fogli passano insieme ai paesaggi, incorniciati come quadri veloci nei finestrini, mentre io svanisco, e tutto mangia se stesso. Ciao Firenze, Roma non mi aspetta più.Oggi a pranzo mangerò in un posto qualsiasi e penserò alla tua cucina, e al nostro disordine. Ti dedicherò un posto a sedere, e sorriderò guardandolo. Poi fumerò. Come facciamo noi. E sarà un altro giorno insieme.Perché siamo come le foglie, ma con in più le illusioni. Scritte, come sui fogli.
Vorrei scrivere di te, per te. Ma sono inutile, come le cose scritte. Non sei sola, perché sono te, con te. Vorrei che lo sentissi. Lo so, non si può piangere sul treno, perché tutti ti guardano.E' eterno e finito. Pianto e sorrido. Di noi, invisibile. Amore.Illeggibili frasi e scarabocchi vani, mentre l'iPod suona lacrime nelle note, si immergono senza senso, si perdono e mi perdono nel mio essere. Sei, lancinante sogno. Ti amo.by Jacopo Paoletti
Venerdì 16 Aprile, dalle 21, i Re del Popcorn sono ospiti al programma radiofonico di Radionation: Due imperfetti sconosciuti di Scorti&Assimo.
Per ascoltarci: http://radionation.it:8080/listen.plsPer chattare: http://bit.ly/chatrn1Link dell’evento: http://www.dueimperfettisconosciuti.net/dis/archives/252———
———
Cazzeggio allo stato brado. Vi aspettiamo.
Prescrizione non è assoluzione
Il 3 dicembre 2009, Facebook decide di chiudere il mio account. Non vengo mai a sapere ufficialmente la motivazione, nonostante le mie ripetute richieste al loro staff via email. Quello che so è che il mio ultimo post in bacheca, poco prima della chiusura del mio account, fu il seguente:“Berlusconi è stato prescritto con reato commesso”.Oggi in Italia, il prossimo ad essere censurato, potresti essere Tu.
Prescrizione non è assoluzione.
E’ ancora possibile decidere di non restare a guardare.
Le parole hanno un significato, riprendiamocelo.
Giovedì 6 maggio 2010 alle ore di 18:00 anche i Figli di Orwell saranno davanti alla sede della Rai di Roma con Valigia Blu e Arianna Ciccone, per affermare il diritto alla libera informazione, in primis sulla TV pubblica pagata con i soldi di tutti gli italiani.“Ci incontreremo là, dove non c’è tenebra.”
(O’ Brien in sogno a Winston Smith - tratto da 1984 di George Orwell)Jacopo Paoletti
Noi siamo con Emergency
Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.
Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi Emergency ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso.
Firma l’appello di Emergency anche tu!
Jacopo Paoletti
foto: Vauro
“Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano — per sempre.” (O’Brien - 1984 - George Orwell)
Jacopo Paoletti
foto: Marla Singer
Epilogo.
Le vere domande e le vere risposte non sono fatte di parole, ma di azioni, di gesti. Eppure ogni cosa fatta la si paga in ansia, in insuccesso e, se tutto va bene, in nostalgia.
(Fabrizio De Andrè)
Saving Lives Is Not A Crime
“Oggi pare vietato esprimere critiche politiche puntuali. Chi ci prova viene messo alla gogna o la sua identità viene stravolta. Guardi al mio caso: per decenni passavo per una disfattista a causa del divorzio e l’aborto, ora i giornali del Cavaliere mi chiamano Santa Maria Coretti, parruccona, torquemada… Ma tutto questo a me pare solo un segno di debolezza e di nervosismo.”
(Emma Bonino da Il Napoli, 3 giugno 2009)
fonte: Wikiquote
Nel novembre 1990, per denunciare la legge americana che richiede la prescrizione medica per la vendita di siringhe, si fa arrestare a New York, città in cui si trovano 175.000 tossicodipendenti, mentre distribuisce siringhe sterili. È stato uno dei suoi molti arresti per disobbedienza civile.
fonte: Wikipedia
Jacopo Paoletti
Scrivo queste righe dopo che ho avuto modo di parlare con tutti coloro che hanno collaborato con me in questi due lunghi anni di SL, prima ad ITLAND ed oggi su ItaliaSL.Oggi ItaliaSL chiude. E' una mia sconfitta personale ma non è la sconfitta del mio staff. Ringrazio tutti, anche chi è stato solo di passaggio o chi oggi è semplicemente altrove.ItaliaSL è stato il risultato del lavoro di tante persone, di tanta passione, di tanto lavoro. Questo lavoro non andrà perduto, lo porterete con voi, magari in altre SIM, magari in RL e continuerà in qualche modo, in una nuova forma, ad esistere.Questa land è stata il frutto di uno strano equilibrio, tra persone ed interessi, che ci ha portato ad essere tra le prime land italiane per presenze, nonostante le risorse economiche limitate rispetto ad altri gruppi concorrenti.Gli attacchi, che continuano ad esserci anche ora sulla SIM e nei gruppi, sono diretti alla mia persona, e non voglio che quanto c'è di buono in ItaliaSL venga compromesso per colpa di alcuni o indirettamente per mia colpa.Questa è ed è stata prima di tutto la vostra SIM, quindi mi faccio da parte.E' mia intenzione lasciare il mio ruolo di owner e tutti gli incarichi della SIM: metto a disposizione prim, gruppi e risorse a quanti vorranno continuare per proprio conto quello che abbiamo provato a fare qui e sono ovviamente a disposizione a fornirgli tutto il mio supporto in tal senso. Purtroppo non ho alternative. Spero che qualcuno continuerà qui o altrove quanto di buono si era costruito e pensato, e soprattutto le idee che vi erano alla base. Ringrazio quanti mi hanno aiutato in questi anni: mi siete stati vicini in momenti difficili almeno quanto questo, la lista sarebbe davvero lunga.So perfettamente che gli sciacalli saranno presto intorno a cercare di rovinare tutto questo, ad insultarmi, a mentire. E' già successo in passato e succederà sempre, la cosa non mi preoccupa poi molto.Se potete, non fate in modo che rovinino quanto di buono è già in voi.
Non lascio SL, lascio un progetto, e per me oggi si chiude un capitolo. Un abbraccio.
La tua Libertà dipende da Te
E’ da anni ormai che in Italia si parla di libertà di espressione. Non è sicuramente un argomento di attualità, per quanto risulti una questione che viviamo sempre più sulla nostra pelle. A tal proposito mi viene da riportare una lettera di un libero cittadino inviata a “La Repubblica” qualche giorno fa e citata anche durante una recente manifestazione pubblica:
Gentile Augias, sono un cittadino dell’Italistan. Vivo a Milano 2, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio. Lavoro a Milano in un’ azienda di cui è azionista il presidente del Consiglio. L’assicurazione dell’auto è del Presidente del Consiglio, come l’assicurazione della mia previdenza integrativa. Compro il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio, o suo fratello, che è lo stesso. Vado in una banca del Presidente del Consiglio. Esco dal lavoro faccio spese in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio. Se decido di andare al cinema, ho una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio dove guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio). Se rimango a casa, guardo la TV del Presidente del Consiglio con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Guardo anche la Rai, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Se non ho voglia di TV, leggo un libro, la cui editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio. È il Presidente del Consiglio a predisporre le leggi approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti e/o avvocati del Presidente del Consiglio, il quale governa nel mio esclusivo interesse. Per fortuna! (Antonio Di Furia)fonte: La Repubblica del 26 febbraio 2010 a pagina 44
Al di là di chi sia il Presidente Del Consiglio e di quale sia la sua (o la tua) provenienza politica, se anche tu hai la nausea di tutto questo e soprattutto se anche per te è ancora importante poter continuare a dire ciò che pensi:
- Diffondi questo semplice post: sul tuo profilo Facebook, sul tuo blog, o più semplicemente su Internet;
- Scatta una foto come questa sopra e diffondila sul Web: incrocia le braccia davanti alla tua bocca in segno di protesta, prima che qualcuno ci imponga definitivamente il silenzio!
Siamo persone libere e tali rimarremo sempre. Ma questa realtà è diventata “ambiente”, e la mancanza di consapevolezza è la gravità più allarmante per un qualsiasi Paese democratico, come almeno “dovrebbe” essere il nostro.
Il Grande Fratello è reale e attuale, ma insieme possiamo ancora provare a dire “Basta!”, partendo da piccoli gesti come questo.
La libertà consiste nella libertà di dire che due più due fanno quattro. Se è concessa questa libertà, ne seguono tutte le altre. (1984 - George Orwell)Questo è un messaggio di Libertà. Facciamo in modo che non sia l’ultimo. Dipende anche da te.
Filippo Piccini & Jacopo Paoletti
Art. 19 - Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948:
Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.Art. 10 - Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ratificata dall’Italia con l. 4 agosto 1955, n. 848:
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.Art. 21 - Costituzione della Repubblica Italiana del 1948:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.foto: scatto di Jacopo Paoletti - soggetto e ritocco di Marla Singer
“Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l’uno dall’altro e non vivono soli…
A un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto.
Dall’età del livellamento, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del Bipensiero… tanti saluti! (Winston Smith)”
(1984 - George Orwell)
Jacopo Paoletti
video: Pixel Nitrate
Posts
Mangio alcool e fumo, per non ricordarmi chi sono. Sopra Termini i gabbiani piangono la mattina. Ombre di persone trascinate nelle vie luride di San Lorenzo. Le facciate dei palazzi sono bagnate dal Silenzio.
E’ la pace dei vinti solitari.
I bar si risvegliano. Il tabellone delle partenze mi ricorda quante ore ci separano. Vorrei qualcosa di tuo a stringermi tra questi pochi sconosciuti. Quante cose non sa il mondo di noi. E’ una vetrina stanca in cui si riflettono parole vuote.
Jacopo Paoletti
Recent tracks
-
Angel Of The South by Acoustic Alchemy17 months ago
-
Love Letters by Diana Krall17 months ago
-
Snowbound by Rippingtons17 months ago
-
Smooth Operator by Greg Adams17 months ago
-
Breezin' by George Benson & Al Jarreau17 months ago
-
Golden Heart by Chuck Loeb17 months ago
-
Soul Horizon by The Beauty Room17 months ago
-
Exotique by SOUL BALLET17 months ago
-
Hello Tomorrow by Larry Carlton17 months ago
-
La Crisi by Bluvertigo2 years ago
Top tracks
Posts
[Prove tecniche di trasmissione] Friendfeed batte i suoi ultimi colpi.
